1.     Mi trovi su: Homepage #9497356
    So bene quanto possa essere inutile, ma sentivo di dover fare anche una recensione completa, in fondo la mini recensione

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    Quando arriveranno i titoli di coda anche la storia di Nathan Drake diventerà uno scatolone nella soffitta dei ricordi. È questo lo stato d'animo quando si fa partite per la prima volta Uncharted 4, la consapevolezza di andare per una fantastica avventura “one last time” prima che la serie sia consegnata alla memoria. Ciò che sorprende però è come Naughty Dog, nel chiudere la saga, abbia deciso di piantare due/tre semi che probabilmente genereranno il dualismo delle “american daughters” dei prossimi anni di lavoro dello sviluppatore. Una coraggiosa occhiata al futuro che stupisce e collega perfettamente la fine di una storia con l'inizio di un'altra, creando il più commovente addio per mezzo del suo opposto.

    La qualità più grande dell'ultima fatica di Nathan Drake è la capacità di definire con esattezza millimetrica la parola “avventura”. Uncharted 4 è un costante inno all'esplorazione, alla ricerca dell'ignoto, all'ossessione per qualcosa di grande, all'avventura appunto. Qualcosa con cui ogni videogioco, film e opera appartenente al genere dovrà confrontarsi. Un ruolo fondamentale in questo senso lo svolgono i vasti scenari in cui ci ritroveremo a giocare nel corso della storia, una scelta che per certi versi apre ad un inevitabile senso di estraneità nell'approccio al gioco per i fan storici della saga. La sensazione di trovarsi davanti un non-Uncharted è difficile da evitare, soprattutto nella prima parte del gioco. È però quando Uncharetd 4 offre lo scenario più grande che entra in gioco la sensazione opposta ma conseguente alla prima: questo è quello che Uncharted avrebbe sempre dovuto essere. Emerge così come non sia Uncharetd 4 ad essere diverso dagli altri capitoli, ma come gli altri capitoli siano erroneamente diversi da Fine di un Ladro. Ogni elemento della serie è qui spinto al meglio, sono presenti le migliori meccaniche shooting della serie anche grazie ad una rinnovata IA, le più interessanti fasi platform che ora prevedono più percorsi per giungere allo stesso obiettivo, i più divertenti enigmi e la più compiuta storia fra tutti i giochi.

    La possibile sensazione straniante è quasi sempre mitigata dai numerosissimi rimandi ai precedenti giochi. Nella seconda metà dell'avventura abbondano soprattutto i richiami al primo capitolo, specialmente in termini di ambientazione e costruzione dei livelli che in alcuni casi risultano essere quasi delle citazioni delle aree di Drake's Fortune. L'esperienza è pregna di inevitabili connessioni ai momenti del primo gioco che Uncharetd 4 non rifugge ma cerca in continuazione. La ricercata nostalgia è sempre presente nel mondo di gioco e i ricordi
    delle passate avventure riaffiorano con semplicità.

    Inutile negarlo, un aspetto fondamentale nella costruzione di un'avventura perfetta è la bellezza del mondo che questa costruisce. Non c'è spazio per alternativismi tipicamente internettiani, la maestosità tecnica è un pilastro di cui l'esperienza ha bisogno, più che mai in questo caso. Senza questa bellezza la ricerca ossessiva dello scorcio più bello, della vista più mozzafiato, dell'angolo più inesplorato verrebbe uccisa nel modo più brutale. Non solo, tutto questo si sposa perfettamente con l'intenzione di voler usare la tecnologia al servizio di una storia. Un momento di esitazione, di frustrazione, di angoscia, sono tutti passaggi trasmessi al giocatore per mezzo di incredibili animazioni facciali che danno credibilità ai personaggi e offrono a chi gioca il perfetto appiglio per costruire un rapporto di empatia con un mucchio di pixel e poligoni. La mancanza di cura in questo senso creerebbe un muro tra il giocatore e le vicende di Nathan Drake e ogni velleità narrativa andrebbe in frantumi. Prima di parlare più approfonditamente della qualità della storia è necessario fare un appunto all'aspetto tecnico che di fronte ad una maestosità generale presenta delle criticità innegabili. I cali di frame rate non sono sporadici, soprattutto in alcune sezioni, e l'eccellente modellazione facciale a volte lascia intravedere qualche elemento di irrealismo che stona con le perfette animazioni facciali. È un difetto non presente in Uncharted 2 e 3, quindi è con ogni probabilità da imputare alla ancora non perfetta conoscenza dell'hardware più che ad una scelta stilistica che talvolta predilige volontariamente il fumettoso al realismo più puro di The Last of Us. Insieme ad una scarsa varietà di nemici (difetto condiviso con il terzo capitolo) questo è uno dei pochissimi difetti che si riscontrano nell'avventura che per il resto non presenta alcuna mancanza importante, al netto dei discorsi sui gusti personali.

    Nessuno come Naughty Dog sa raccontare una storia per mezzo di elementi ludici che collegano giocatore e personaggio, facendo sì che il primo provi quello che sta provando il secondo. Non si parla solo del perfetto uso di colori, atmosfera e condizioni atmosferiche che mettono nel giusto “mood” chi gioca, ma del ritmo al servizio della storia che lo sviluppatore vuole raccontare. Un momento concitato o uno particolarmente divertente non sono mai collocati casualmente, ma riflettono sempre le sensazioni e le emozioni di Nathan Drake. Regia,
    recitazione, colonna sonora non sono solo qualcosa di inaudito al di fuori dei lavori Naughty Dog, ma elementi di un'ossessiva costruzione empatica. Ogni singolo nostro pensiero, anche negativo, riguardo l'esperienza è lo stesso che sta attraversando il protagonista. Non è un caso se durante l'esaltante divertimento tratto dalle
    scorribande con nostro fratello Sam, ci riaffiori la nostalgia “di casa”, che nel mondo e nella mente di Nathan Drake è identificato con i vecchi compagni di avventura Elena e Sully. Ebbene, la sensazione non è casuale. Il protagonista sta vivendo esattamente la stessa battaglia interiore nel disperato tentativo di conciliare la sua passione con i rapporti con le persone che ama. È un approccio già sperimentato in The Last of Us ormai 3 anni fa e ancora mai utilizzato da altre produzioni tripla A fatta eccezione per uno/due esempi (apprezzabile il tentativo di MGS V). La speranza è che almeno nei giochi guidati dalla componente narrativa vi sia uno
    sviluppo in questo senso, soprattutto perché è un modo di utilizzare il medium al suo meglio.

    Incanta con le sue musiche, finalmente differenziate e maturate esattamente come la serie, grazie al nuovo compositore. Definisce i canoni del genere avventuroso per mezzo dei nuovi scenari e stupisce usando l'incredibile comparto tecnico. Rapisce con una storia più personale che rinuncia ai cliché della serie. Appassiona dall'inizio alla fine e soprattutto crea un forte legame fra giocatori e personaggi. Uncharted 4 è una continua emozione per chi sa abbracciarla, un malinconico viaggio nel passato e una sbirciatina nel futuro. Alla comparsa della firma Naughty Dog in calce non si può che rimanere stupefatti di fronte a quella che si può ingenuamente definire come l'opera d'amore di uno sviluppatore che, nell'averci dato tantissimo, saluta 10 anni della nostra vita con un nostalgico e commovente passaggio di testimone da un protagonista che abbiamo amato verso un altro che sicuramente impareremo ad amare nei prossimi 10 anni.

    Abbiamo riso (tanto), ci siamo divertiti (tantissimo) e alla fine ci siamo anche commossi, ora è il momento di chiudere Uncharted in uno scatolone nella soffitta dei ricordi.




    Mini recensione:


    Dà la definizione di avventura attraverso gli ampi scenari e l'incredibile comparto tecnico, incanta e commuove grazie al perfetto apparato narrativo, diverte con le sue rinnovate meccaniche base, regala infine una gentile nostalgia. L'eccellente utilizzo di elementi ludici in chiave narrativa crea la perfetta empatia tra giocatore e protagonista, facendoci dare pad alla mano l'addio a Nathan Drake e ai suoi compagni. Chissà però che non sia anche un nuovo inizio.

    Riesce al meglio in quello che prova a dire, non serve altro. È stato bello, Nathan Drake.

    VOTO: 100
    IBRACADABRA DI PLAYGENERATION
  2.     Mi trovi su: Homepage #9497398
    Sì, è la soluzione che ho cercato. Le recensioni più personali sono quelle che apprezzo di più, soprattutto in giochi dalla forte componente narrativa. Ovviamente allo stesso tempo è necessario mettere in evidenza le caratteristiche più o meno risucite, ma in generale sono abbastanza stufo delle recensioni semplicemente esplicative delle feature con pochi aggettivi e poco personali. Cavolo è la storia della vita di un uomo, sono molto più interessato a sapre delle tue emozioni piuttosto che del sistema di marchiatura dei nemici.
    IBRACADABRA DI PLAYGENERATION
  3.     Mi trovi su: Homepage #9497473
    La strada intrapresa per U4 potrebbe fare scuola. Non parlo delle varie meraviglie del gioco, grafiche e tecniche, dei riferimenti ai capitoli precedenti o al suo "babbo" anni '80, Indiana Jones. Parlo dell'intrattenimento e della narrazzione che si intrecciano con il gioco puro e semplice (cercato per esempio su un gioco come Quantum Break su XB1, estremizzato dalla presenza di episodi girati con attori veri e forse un po' forzato). Nel titolo Naughty Dog questo avviene in maniera mirabile e lo posso affermare con certezza perché nonostante la cosa mi piaccia poco poco, mi sono trovato a sorridere e commuovermi per le vicende e le emozioni che i protagonisti sapevano trasmettere, grazie anche all'incredibile realismo e intensità dei personaggi che abbiamo imparato ad amare.
    Che dire, il mio parere è che delle tante ore, quelle di "gioco" come lo intendo io sono pochine (il fatto che si possa concludere tutto in meno di sei ore parla chiaro) e da quel punto di vista non lo ritengo il migliore della serie. Ma come opera a 360 gradi è davvero qualcosa di mai visto prima.


  4. Ex editor di PlayGeneration  
        Mi trovi su: Homepage #9497889
    Dave_Cozmo(il fatto che si possa concludere tutto in meno di sei ore parla chiaro)

    Che non è mai una buona misura dello spessore di un gioco. Casomai è vero il contrario.
    Per qualsiasi domanda vi invito a contattarmi SU TWITTER @AleDV_Duffman

    *NON SARÒ PIÚ DISPONIBILE SUL FORUM*

    Duffman ci darà dentro FORTE E CHIARO
    in direzione di altri problemi!
    OOOH YEAH!!!

    Plèing: sempre. I giochini sono cose serie.
  5.     Mi trovi su: Homepage #9497896
    DuffmanChe non è mai una buona misura dello spessore di un gioco. Casomai è vero il contrario.
    Dipende cosa intendi per spessore e quali siano i parametri della valutazione. A mio modo di vedere un gioco di azione che "allunghi" con i dialoghi e/o con una difficoltà è un gioco corto. In questo ci sono tante cose che al primo giro sono molto belle: le battute tra i personaggi, i panorami, l'esplorazione. Al secondo giro tutto questo perde un po' di interesse e conta molto di più l'azione pura, a tratti molto divertente, ma anche un po' più rara rispetto al passato.


  6. Ex editor di PlayGeneration  
        Mi trovi su: Homepage #9497898
    Non mi riferivo alla lunghezza grezza che citava Nox, che in ogni caso reputo poco importante.

    Intendo che un gioco che ti permette di fare una speedrun muovendoti nei suoi sistemi di gioco e a volte piegandoli è un gioco con una buona impalcatura che si può godere a più livelli. Senza tirare in gioco cheat e glitch, roba come i Souls o un Mario li puoi finire in un cazzo. Non ha niente a che vedere con la longevità, ma indica piuttosto che lo spessore è tale da permetterti di affrontarlo con la massima libertà. si chiama rigiocabilità.

    Uncharted ovviamente è un caso un po' diverso, ma se mi dici che al primo giro ti godi la storia e al secondo, magari con una difficoltà più alta, affronti i singoli scontri (che è una scelta geniale) fatico a immaginare come possa essere un difetto. Che si dica che un gioco con un comparto narrativo maiuscolo sia un gioco allungato mi lascia perplesso. Francamente mi sembra che ne esca arricchito. The Last of Us sarebbe meglio senza la sua storia?
    Per qualsiasi domanda vi invito a contattarmi SU TWITTER @AleDV_Duffman

    *NON SARÒ PIÚ DISPONIBILE SUL FORUM*

    Duffman ci darà dentro FORTE E CHIARO
    in direzione di altri problemi!
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    Plèing: sempre. I giochini sono cose serie.
  7.     Mi trovi su: Homepage #9497901
    No. E infatti TLOU è un gioco che non mi ha mai entusiasmato e che per certi versi ricalca la struttura "narrazione - azione" di Uncharted 4. Per fortuna, come dici tu, in questo ultimo capitolo hanno isolato gli scontri per consentire di giocare solo quelli scegliendo armi e difficoltà.
    Per come la vedo io giochi come U4 o TLOU hanno una fortissima attrattiva quando sei tenuto lì non solo dall'azione ma anche dalla curiosità e dal puro piacere (diciamo più che altro U4 che è molto più leggero) di sentire cosa si dicono i presonaggi. Una delle prime scene, con il gioco praticamente ancora da iniziare, Nate chiacchiera con Elena a casa e mi è venuta voglia di avere una fidanzata così!
    Altri giochi più "essenziali", per esempio i due Wolfenstein dulla PS4 li ho giocati e rigiocati (bestemmiando) solo per il piacere di sparare e basta.


  8.     Mi trovi su: Homepage #9497903
    Dave, ci portiamo avanti questo discorso da molto. Forse dai tempi di The last of Us.
    A te piacciono le grosse produzione che propongono un fattore action nudo e crudo che sia preponderante rispetto al resto.Per quanto una narrazione ben realizzata ti piaccia, ritieni che dal secondo giro risulti solo un qualcosa che rallenta l'azione e blocca il gioco.
    Il problema è che non ci smuoviamo mai da qui. Non viene mai aggiunto altro.
    Non è che ci creiamo su una discussione, semplicemente ogni volta tu dici che una struttura alla U4 non ti soddisfa. E fine.
    È una tua opinione, ed è valida per definizione, in quanto soggettiva.
    A questo punto ritengo che dovremmo evitare direttamente di tirarla in ballo per l'ennesima volta. Personalmente, ritengo che stiamo, tutti quanti, diventando noiosi a ripetere le stesse cose ad ogni nuovo giro.
    I miei romanzi: L'ineluttabile Fine (genere drammatico-romantico);

    Io e Yoko - La volontà del mare (esclusiva Amazon kindle);

  9.     Mi trovi su: Homepage #9497905
    Sicuramente hai ragione, ma non ritengo sia ripetitvo nella misura in cui proprio due punti di vista (anche a mio parere entrambi più che legittimi) possano dare due chiavi di lettura di un gioco. Visto che siamo nella sezione delle recensioni credo che sia interessante ribadire entrambi gli aspetti. Per quanto mi riguarda ho comprato U4 al day one ma probabilmente col senno di poi forse avrei potuto anche aspettare un calo di prezzo perché dopo una decina di giorni l'ho estratto dalla PS4, riposto nella custodia e appoggiato nella libreria dove restarà finché non cambio casa.


  10.     Mi trovi su: Homepage #9497906
    Dave_CozmoSicuramente hai ragione, ma non ritengo sia ripetitvo nella misura in cui proprio due punti di vista (anche a mio parere entrambi più che legittimi) possano dare due chiavi di lettura di un gioco. Visto che siamo nella sezione delle recensioni credo che sia interessante ribadire entrambi gli aspetti. Per quanto mi riguarda ho comprato U4 al day one ma probabilmente col senno di poi forse avrei potuto anche aspettare un calo di prezzo perché dopo una decina di giorni l'ho estratto dalla PS4, riposto nella custodia e appoggiato nella libreria dove restarà finché non cambio casa.
    Ovviamente la mia era una considerazione, tu hai tutto il diritto di dire sempre quello che vuoi.


    "Col senno di poi forse avrei potuto anche aspettare"
    Il punto, alla fine, era anche questo. L'avevo scritto, ma poi l'ho cancellato: suonava troppo supponente.
    Io con U4 ho fatto un paio di run e, per ora ma a tempo indefinito, il gioco è appoggiato lì. Con U2 ho giocato molto di più e questo poiché si sparava di più. Quindi capisco il tuo punto.
    Al tempo stesso, però, non vorrei che U4 fosse diverso. Sai che a me la narrazione, in un gioco, piace molto e non potrei proprio rinunciarci. Alla fine, quelli che mi rimangono nel cuore, lo fanno per la storia.
    I miei romanzi: L'ineluttabile Fine (genere drammatico-romantico);

    Io e Yoko - La volontà del mare (esclusiva Amazon kindle);

  11.     Mi trovi su: Homepage #9497911
    Parlando di profondità di meccaniche di gioco ad occhio U4 mi sembra il gioco Naughty Dog più curato, principalmete grazie all'ampiezza degli scenari e ad una gestione umana dello "stealth in & out" (neanche lontanamente paragonabile ad un AC, per dirne uno).
    Se poi parliamo di "ciccia" action la prima metà può effettivamente risultare fastidiosa per alcuni, ma qui si va nella soggettività più assoluta, per me l'inizio è stato bello tanto quanto il resto del gioco. È il loro secondo tentativo dopo Left Behind di offrire qualcosa di diverso al giocatore. Ci vedo anche la possibilità in futuro di costruire un intero gioco attorno a questa idea, qualcosa che non sia un "walking simulator" ma che offra una storia in cui alla fine non si spara un proiettile, con buona pace della famosa dissonanza ludonarrativa.
    IBRACADABRA DI PLAYGENERATION

  Uncharted 4 [recensione + mini recensione]

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