Genere
Action RPG
Lingua
Inglese
PEGI
7+
Prezzo
€ 49,99
Data di uscita
19/3/2010

Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon

Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Bandai Namco
Sviluppatore
Tri-Crescendo
Genere
Action RPG
PEGI
7+
Distributore Italiano
Cidiverte
Data di uscita
19/3/2010
Data di uscita giapponese
22/1/2009
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
€ 49,99
Formato Video
PAL

Lati Positivi

  • Trama e caratterizzazione dei personaggi
  • Atmosfera e ambientazione
  • Buona progressione della difficoltà

Lati Negativi

  • Qualche missione più noiosa del previsto
  • Gestione dell'inquadratura nei combattimenti
  • Lungaggini dovute all'inventario minuscolo

Hardware

Il gioco richiede il possesso di un Nintendo Wii PAL, un Wiimote e un Nunchuk. Il telecomando è stato ampiamente sfruttato sia come sistema di puntamento che per qualche "finezza" narrativa, attraverso il piccolo altoparlante integrato. Quasi del tutto inutilizzato (per fortuna!) il sensore di movimento.

Multiplayer

Non sono disponibili modalità multiplayer.

Link

Recensione

Fragile e indifeso

La "post-apocalisse" come non l'avete mai vista.

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Sin dal momento in cui le prime immagini del gioco iniziarono a circolare in Rete, Fragile Dreams si è subito imposto come uno dei titoli più attesi e desiderati dai possessori di Wii, speranzosi che prima o poi questo capolavoro annunciato di Namco e tri-Crescendo varcasse gli angusti confini del mercato giapponese per approdare anche dalle nostre parti. Un'attesa ben ripagata solo per i conoscitori della lingua inglese, che possono godersi il gioco in una lingua a loro comprensibile, ma chi sperava nella presenza dei sottotitoli in italiano è rimasto tristemente a bocca asciutta.
Il motivo di cotanto "hype" intorno al gioco è semplice da spiegare e risiede in una direzione artistica che appare maestosa sin dai primi istanti di gioco, sia per quanto riguarda la grafica che sul versante sonoro, ridicolizzando - per classe e qualità complessiva del lavoro - una buona fetta dei titoli pubblicati in questa generazione di console (comprese le due HD, beninteso). Quella che si respira nel mondo "magicamente post-apocalittico" di Fragile Dreams è un'atmosfera densa, palpabile, fuligginosa e arrugginita, umida e tersa allo stesso tempo, esemplificata dai colori dell'alba che ci accoglie quando, finalmente, usciamo all'aria aperta dopo il primo livello ambientato in una stazione sotterranea. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire innanzitutto "chi siamo" e "dove andiamo" in questa Terra così tristemente desolata e priva di vita.

i dolori del giovane seto

Le prime battute della storia dissodano il terreno per la pioggia di lacrime che ci sommergerà (ammesso di avere un briciolo di sensibilità) nelle ore successive: il giovane protagonista Seto ha appena finito di seppellire l'anziano signore con cui viveva e si avventura in un mondo che conosce a malapena, se non appunto per le scarne indicazioni ricevute dal vecchio prima di passare a miglior vita: dirigersi verso la torre che si scorge in lontananza (che Seto non può sapere essere la torre di Tokyo) e cercare altri sopravvissuti.
La nostra "main quest" sembra molto chiara, insomma, ma i piani vengono subito stravolti da un incontro inatteso: un'avvenente fanciulla (ben poco vestita...) canta una dolce melodia in bilico sull'ingresso di una stazione ferroviaria; quando si accorge della nostra presenza cade a terra e Seto si lancia in suo soccorso, causando però l'ingrata fuga della ragazza e il nostro repentino cambio di programma - serve aggiungere che è stato amore a prima vista?

ciao, sono uno zaino parlante!

Considerata la penuria di sopravvissuti all'apocalisse, il viaggio di Seto rischia di configurarsi come un triste monologo ma, per fortuna, gli sceneggiatori hanno ben pensato di regalarci una "compagna" sotto forma di Personal Frame, ovvero una specie di computer "da spalla" in grado di fornirci parecchie utili informazioni lungo il cammino. L'aspetto divertente di questa trovata è che PF (come ama essere chiamata) si comporta come una persona in carne ed ossa e, a un certo punto, manifesta addirittura gelosia per la ragazza di cui siamo in cerca. In realtà la sua presenza sulle nostre spalle non durerà moltissimo ma evitiamo qualunque altro dettaglio per non rovinarvi la sorpresa (al limite, se siete molto curiosi, potete guardare questo filmato per conoscere il "sostituto" di PF).
La figura dell'accompagnatore è un'abile escamotage narrativo per alleggerire un po' l'atmosfera ma rimane il problema di come conoscere la storia di quest'apocalisse senza nessuno (vivo) con cui parlarne: la soluzione risiede nelle "memorie", ovvero in quegli oggetti in cui Seto si imbatte e che, portati davanti a un fuocherello di fortuna, schiudono un pezzetto di vita vissuta dalle persone nei giorni e nelle ore che precedettero la catastrofe. L'aspetto più drammatico (e anche quello più dannatamente riuscito) di queste memorie è la consapevolezza della fine imminente che aleggia nei racconti, complice una qualità della scrittura che non lascia quasi mai spazio alla retorica o al melodramma fine a sé stesso, pur nella ricorrenza e "canonicità" delle tematiche: l'amore dei genitori verso i figli, la fragilità dell'infanzia, la solitudine della vecchiaia, la perdita degli affetti più cari e così via.

mostri e affini

Pur configurandosi come un gioco d'azione e avventura, con vaghi elementi ruolistici (sviluppati secondo la scuola nipponica), Fragile Dreams non pone inizialmente grossa enfasi sui combattimenti, lasciando che il fluire della storia e lo splendido design degli scenari "riempiano" una buona metà del gioco senza che si senta troppo l'esigenza di usare l'arma di fortuna che portiamo nello zaino. In questo senso gli sviluppatori sono stati furbi a puntare maggiormente i riflettori su sfide di abilità assortita che esulano dagli scontri in senso stretto e richiedono più che altro una certa pazienza nel reperimento di oggetti e indizi di varia natura.
Purtroppo, già dopo la prima manciata di ore - e l'avventura non è comunque delle più lunghe - si scorge chiaramente il tentativo di allungare il brodo in modi banali e fastidiosi, costringendo a percorrere lunghe distanze inutilmente, spesso rivisitando luoghi già visti, magari con la scusa di offrire scenari "realisticamente" vasti: a tal proposito preparatevi a una sezione che batte forse tutti i record alla voce "corridoio rettilineo più lungo mai visto in un videogioco" (per non parlare della scala posizionata subito dopo).
Tornando ai combattimenti, sono strutturati secondo un canone molto "action" e non richiedono particolare impegno, se non una conoscenza di base dei pattern di attacco dei nemici. Il difetto principale, per quanto abbiamo sperimentato, è che il personaggio "impalla" nella visuale il nemico che ha di fronte, costringendo il giocatore a combattere, a volte, un po' alla cieca. Un altro fastidio non da poco è rappresentato dal minuscolo inventario di oggetti cui possiamo attingere, al di fuori delle schermate di salvataggio, anche se si tratta chiaramente di una scelta di design volta ad alzare un po' il tasso di sfida - nella tipica maniera tutta giapponese e un po' masochista cui siamo abituati.

il guastafeste

L'arduo compito che ci attende nel commento è quello di riassumere in un giudizio "secco" una serie di valutazioni e, ancor più, di sensazioni contrastanti che ci hanno accompagnato lungo tutta l'avventura. Il sapore che abbiamo provato in bocca è un po' quello della grande occasione mancata, un retrogusto ancor più amaro se pensiamo al valore dell'impianto artistico, di cui abbiamo detto in apertura, e alla profonda breccia che la storia è riuscita a fare nel nostro cuore (ormai inspessito) di giocatori adulti e navigati. È come se un'ottima idea di base sia stata ricoperta di tante "ideuzze" più o meno valide e da qualche sporadica - ma non per questo meno atroce - banalità di game design, come a volerci guastare la festa quando avevamo ormai appeso tutti gli addobbi.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Chi riuscirà a farsi una ragione degli "scivoloni" compiuti dal team di sviluppo nel design di alcune missioni, e di qualche difettuccio che fa capolino qua e là nella struttura del gameplay, si troverà indubbiamente per le mani una delle avventure più toccanti e magistralmente caratterizzate degli ultimi anni - e del catalogo di Wii in particolare. I personaggi, l'atmosfera, e il design di alcuni scenari, nonché gran parte della trama nel suo complesso, giustificano ampiamente il prezzo del biglietto e rendono ancor più amara la pillola da ingoiare nei momenti in cui la magia svanisce e lascia campo libero alla frustrazione. Con questo materiale di partenza si sarebbe dovuto, ovviamente, fare di più ma è inutile piangere sul latte versato: se amate le avventure sentimentali con qualche picco di melodramma, l'acquisto di Fragile Dreams è praticamente obbligatorio.

Commenti

  1. SixelAlexiS

     
    #1
    Sembrava carino ma... inglese = scaffale :(
  2. babalot

     
    #2
    SixelAlexiS ha scritto:
    Sembrava carino ma... inglese = scaffale :(
     c'è quasi da ringraziare che sia arrivato almeno in inglese. un discreto inglese, per altro.
  3. SixelAlexiS

     
    #3
    babalot ha scritto:
    c'è quasi da ringraziare che sia arrivato almeno in inglese. un discreto inglese, per altro.
    Ma sì, li ringrazio pure... ma lo stesso non lo compro XD
    Magai ad un prezzaccio... quindi fra un paio di settimane :DD
  4. Raiden

     
    #4
    Dato che è solo in inglese, all'estero (siti uk), costa 28 euro comprese spese di spedizione... E non ci vorrà molto a trovarlo ad ancora meno mi sa.
  5. link74

     
    #5
    babalot ha scritto:
    c'è quasi da ringraziare che sia arrivato almeno in inglese. un discreto inglese, per altro.
     Hai per caso avuto modo di giocarci?Sembrerebbe molto "lento".
  6. Tristan

     
    #6
    mmm.. i combattimenti, la gestione dell'inventario e in parte l'inglese mi lasciano un po così :-\
  7. babalot

     
    #7
    link74 ha scritto:
    Hai per caso avuto modo di giocarci?Sembrerebbe molto "lento".
     ti sei accorto che questo è il thread della recensione? magari hai provato anche a leggerla? -__-;
  8. link74

     
    #8
    babalot ha scritto:
    ti sei accorto che questo è il thread della recensione? magari hai provato anche a leggerla? -__-;
       Si l'ho letta8-(
    La mia era piu' una domanda generica.Se qualcuno ci ha giocato posti pure i propri hands-on che non sono del tutto convinto.Tutto qui
  9. Myau

     
    #9
    Non ho ben capito se è lo stesso gioco di cui s'è parlato ogni tanto da queste parti con il personaggio con la torcia in un mondo "manga", ma un po' cupo...


    Edit: dando un'occhiata alle vecchie news direi che è quello.
  10. babalot

     
    #10
    link74 ha scritto:
    Si l'ho letta8-(
     e allora perchè mi chiedi se ci ho giocato? :D cmq, per rispondere alla tua domanda, non direi che il gioco è lento di per sé ma se lo giochi di fretta rischi di perderti una delle cose migliori che ha, ovvero i racconti delle "memorie" pre-catastrofe. ogni oggetto che trovi va portato davanti al fuoco per ascoltare i ricordi di chi l'ha posseduto e, come ho scritto nell'articolo, sono quelli i momenti più toccanti del gioco.
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