Genere
Azione
Lingua
Inglese
PEGI
16+
Prezzo
54,90 Euro
Data di uscita
17/10/2003

Freedom Fighters

Freedom Fighters Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
IO Interactive
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
17/10/2003
Lingua
Inglese
Giocatori
4
Prezzo
54,90 Euro

Hardware

Il gioco è previsto su tutte e quattro le piattaforme principali. Non sono state ancora rilasciate le specifiche della versione PC, che comunque non dovrebbero essere particolarmente esose.

Multiplayer

Le tre versioni console prevedono una modalità uno contro uno in split screen. Non è invece previsto il multiplayer su Personal Computer.

Link

Anteprima

Freedom Fighters

Definizione di freedom fighter: abitante tipo di New York, senza particolari conoscenze belliche, che una mattina si sveglia e trova la sua città invasa dai sovietici. Considerata la particolarità della situazione e non avendo di meglio da fare, decide di riconvertirsi nei settori guerriglia e arruolamento di suoi pari. Professione non adatta a perditempo e guerrieri solitari.

di Simone Gerevini, pubblicato il

Ogni tanto capita un titolo che spunta fuori dal nulla, una sorpresa insomma. E in un ambiente come quello dei videogiochi dove giustamente si parla e discute su titoli ancora ben distanti dalla pubblicazione, le sorprese sono sempre ben accette. Se poi siano belle o brutte, beh, è un altro discorso, che non c'entra nulla con quanto stiamo per dire su Freedom Fighters: perché per sapere che genere di sorpresa sarà il prossimo titolo di IO Interactive, dovremo aspettare il 18 settembre 2003. Per ora accontentiamoci di spiegare il perché abbiamo marchiato il gioco con il termine sorpresa. Forse perché Freedom Fighters sembra crescere molto bene, nonostante lo scarso interesse suscitato dal gioco allo scorso E3 2003 nell'affollatissimo stand di Electronic Arts (parole dei produttori) e nonostante l'assenza di infuocate discussioni attorno al gioco su Forum e gruppi di discussione di ogni genere (parole nostre).

EPPURE...

Eppure le premesse ci sono tutte. A cominciare dagli sviluppatori, IO Interactive, già noti per i due validi e discussi capitoli della serie Hitman. Premesse che sembrano convincere anche Electronic Arts, il nuovo produttore di questa software house, che ha individuato in Freedom Fighters uno dei primi titoli adatti alla stagione di punta, quella autunno-invernale per intenderci, e soprattutto un nuovo, possibile, marchio in grado di dare soddisfazioni videoludiche ed economiche anche nei prossimi anni.
Un'altra premessa convincente, se così si può definirla, è l'interessante struttura del gioco: fondamentalmente si tratta di un titolo d'azione in terza persona, che vede il giocatore alla testa dei freedom fighters, un gruppo di improvvisati guerrieri da strada, impegnati a difendere la propria città, New York, dalla minaccia sovietica. A parte questa breve premessa sull'ambientazione, che approfondiremo in seguito, ciò che preme ora, è capire come funziona in pratica il gioco.
Si inizia l'avventura in solitudine, con l'ausilio esclusivo delle proprie forze. A mano a mano che si prosegue si guadagnano punti carisma, necessari per reclutare altri freedom fighter, soldati sparsi lungo i numerosi (una ventina) livelli di gioco. A questo punto il giocatore è in grado di impartire ordini ai propri alleati, che potranno seguirlo, andare in avanscoperta oppure difendere la posizione. Considerato l'elevato numero di alleati che è possibile reclutare, al massimo dodici, gli sviluppatori hanno scelto un sistema piuttosto semplice per impartire ordini. Una singola pressione su uno dei tre comandi indica che l'ordine dovrà essere eseguito da un solo freedom fighter. Un numero maggiore di pressioni sui tasti stabilisce invece il numero di soldati che dovranno eseguire l'ordine. Infine una pressione prolungata su un tasto di comando contraddistingue un ordine per tutto il gruppo. Per avere un'idea di cosa stanno facendo gli alleati è sufficiente dare un'occhiata all'interfaccia di gioco, che presenta per ogni soldato agli ordini del giocatore un indicatore che cambia secondo cosa stia facendo. C'è infine un diverso metodo per impartire gli ordini. Utilizzando una visuale in prima persona, è possibile utilizzare un mirino per indicare il punto che uno o più compagni dovranno raggiungere.
Utilizzare i propri soldati è effettivamente molto semplice, niente a che vedere con giochi più complessi da questo punto di vista, come Rainbow Six o Brute Force. Del resto gli sviluppatori hanno adottato un interfaccia così semplice proprio per favorire l'azione a discapito di tattica e strategia. Inoltre gran parte del lavoro sarà svolto dall'intelligenza artificiale che controlla gli alleati, che dovrà decidere per esempio in che direzione dirigere il fuoco. Inoltre, considerando che i freedom fighter hanno capacità diverse, dovute più che altro alle differenti armi che utilizzano, e che non è possibile dare un ordine ad uno specifico alleato, bisognerà capire se i criteri utilizzati dall'intelligenza artificiale per affidare un ordine ad un alleato piuttosto che a un altro, saranno sempre efficaci.
Queste meccaniche di gioco, una volta provate sul campo, sono decisamente semplici. La prova effettuata non ha dato problemi da questo punto di vista: i comandi sono semplici e veloci da eseguire e gli alleati sono sembrati piuttosto intelligenti. Ovviamente bisognerà fare un po' di pratica per trovare soluzioni adeguate al completamento delle missioni, ma si entra nell'ambito della normale curva d'apprendimento che contraddistingue ogni gioco come si deve. Bisogna tener presente che, pur essendo l'azione la vera protagonista sullo schermo, non è il caso di confondere Freedom Fighters con un normale sparattutto in terza persona, impreziosito da una remota ed inutile possibilità di comandare degli alleati. Senza un adeguato utilizzo di questa opportunità sarà infatti molto difficile, per non dire impossibile, avere la meglio.

NEW YORK, NEW YORK

Ma avere la meglio su cosa? Il mondo di Freedom Fighters nasce con un'invenzione storica: l'esercito sovietico vinse da solo la Seconda Guerra Mondiale e diffuse la sua egemonia su tutta l'Europa, confinando gli Stati Uniti al di là dell'oceano Atlantico. Tutto questo fino ai giorni nostri, quando i sovietici (sempre loro) prendono la decisione di saltare l'oceano e sottomettere anche l'unico avversario, partendo alla conquista della città di New York. E così mentre l'esercito regolare americano non sembra in grado di opporre resistenza, la difesa della città cade pesantemente sulle spalle di comuni cittadini, che decidono di mettere in piedi una guerriglia urbana, acquisendo l'appellativo di "freedom fighters".
La premessa è fantasiosa, un po' troppo forse, ma dà un'idea di cosa dovrà fare il giocatore: utilizzare armi semplici, la tecnologia all'avanguardia non è nell'inventario dei guerrieri occasionali, e uccidere senza troppi complimenti qualunque membro dell'Armata Rossa così da poter issare la propria bandiera. Le missioni non saranno dei compartimenti stagni, ma alcune azioni potranno influenzare, in positivo o negativo, lo svolgimento di altre e durante gran parte del gioco sarà possibile scegliere la missione da affrontare, tornare al punto di partenza (le fogne) se necessario, e riprovare con un altro livello. Tutto questo perché la città pur non essendo una rappresentazione realistica di New York, è costruita coerentemente, con percorsi ed aree comuni tra una missione e l'altra. Inoltre da un punto di vista puramente paesaggistico, a mano a mano che la guerra prosegue, i palazzi, le strade e tutti gli altri elementi dell'ambientazione mostreranno sempre di più il degrado che una situazione del genere comporta.

MULTI CHE PASSIONE

Quanto detto fin'ora vale per tutte e quattro le versioni del gioco, che con ogni probabilità usciranno contemporaneamente a settembre. Escludendo l'aspetto multiplayer, che sarà descritto fra poche righe, non dovrebbero esseri grandi differenze tra le quattro uscite. Da un punto di vista puramente grafico, le edizioni Xbox e PC dovrebbero essere un po' meglio definite, grazie a texture più dettagliate (su Xbox) e alla possibilità di avere su PC l'alta risoluzione. In ogni caso soprattutto gli utenti PC difficilmente potranno gridare al miracolo, considerando che il motore grafico è più o meno quello che gira sulle console.
Il discorso multiplayer presenta invece delle differenze: su console sarà presente una modalità di gioco uno contro uno via split screen, che vedrà i giocatori, e relativo seguito di freedom fighter, impegnati nel contendersi il possesso di una postazione con annessa bandiera da issare, per un determinato periodo di tempo. Al contrario nell'edizione PC non sarà presente alcuna opzione per il multiplayer. Le motivazioni di questa scelta sono state due: primo perché una modalità come quella per console appena descritta, mal si adatta alle caratteristiche del PC. Secondo perché inserire differenti modalità multiplayer, oltre che richiedere tempo e risorse, sarebbe stato difficile senza snaturare il gioco.
Confidando nella correttezza di queste affermazioni, concludiamo con una curiosità: nel gioco non sarà presente il fuoco amico (friendly fire), cioè l'evenienza che nella frenesia di un'azione di guerra si spari per errore a un compagno, perché questa caratteristica avrebbe impedito a Freedom Fighters di essere idoneo per un pubblico di adolescenti.