Genere
Azione
Lingua
Inglese
PEGI
16+
Prezzo
54,90 Euro
Data di uscita
17/10/2003

Freedom Fighters

Freedom Fighters Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
IO Interactive
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
17/10/2003
Lingua
Inglese
Giocatori
4
Prezzo
54,90 Euro

Lati Positivi

  • Atmosfera molto buona
  • Sonoro evocativo
  • Missioni ben strutturate
  • Aspetto grafico ben sviluppato

Lati Negativi

  • Collisioni poco curate
  • Sistema di mira frustrante
  • Multiplayer deludente
  • Flusso continuo di nemici snervante

Hardware

Per giocare a Freedom Fighters abbiamo bisogno di una confezione originale del gioco in versione europea, di un GameCube PAL dotato di joypad e di una Memory Card con quattro blocchi liberi.

Multiplayer

La modalità multiplayer, fruibile fino a quattro giocatori, consiste in un conflitto fra i vari concorrenti alla conquista delle posizioni nemiche. Non esiste alcuna modalità cooperativa.

Link

Recensione

Freedom Fighters

Quando tutto sembra perso, quando la libertà è appesa un filo bisogna reagire: così i fratelli Stone, ignari di quanto stava accadendo intorno a loro, sono stati costretti a combattere per riconquistare la propria libertà. Un manipolo di persone però è inutile senza un leader carismatico, un uomo capace di guidarli verso l'obiettivo: quest'uomo è Chris Stone. Così ha deciso il destino.

di La Redazione, pubblicato il

Freedom Fighters ci propone una Storia (la "s" maiuscola in questo caso è d'obbligo) alternativa, fatta di elementi basati sul passato, ma modificati dalla fantasia. Durante la Seconda Guerra Mondiale i Sovietici riuscirono per primi a sviluppare la bomba atomica, sganciandola su Berlino e mettendo fine al conflitto con una sola devastante mossa. Questo gesto provocò una serie di conseguenze politiche che portarono all'estensione del potere del gigante Sovietico sul resto dell'Europa e sul Medio Oriente. Solo gli Stati Uniti d'America rimanevano immuni a tale influenza, limitandosi ad osservare le vicende d'oltreoceano e a prendere le giuste contromisure: tuttavia il gap tecnologico si faceva sempre più pesante e il gigante americano arrancava nei confronti del leviatano falce-martellato. La Guerra Fredda non portò a un'inversione di tendenza del fenomeno, dal momento che i Sovietici aumentarono la loro già pesante influenza, conquistando parte del Centro America ed entrando in stretto contatto con lo stato di Cuba. Lentamente ed inesorabilmente un'ombra si avvicinava per coprire gli Stati Uniti, totalmente all'oscuro di quello che sarebbe successo. Il punto di vista della vicenda si sposta verso New York, in un giorno all'apparenza come tanti altri.
I fratelli Stone, di professione idraulici, percorrono la Grande Mela per recarsi all'ennesimo lavoretto che permetterà loro di sbarcare il lunario a fine mese. I due idraulici sono diretti verso la casa di Isabella Angelina, all'apparenza una semplice donna dotata di una bellezza mozzafiato: per una strana circostanza e coincidenza la vita dei fratelli Stone e di New York è destinata a cambiare. Il guasto appare cosa da nulla, ma il marcio è altrove: un commando armato fa irruzione nella casa separando i due fratelli, apparentemente senza alcun motivo. Christopher Stone, il più anziano dei due e certamente il più sveglio, riesce a fuggire e scoprirà che nella vita è necessario lottare per difendere i propri diritti e la propria libertà.

INCOMINCIA LA BATTAGLIA

Il giocatore prende il controllo del novello "combattente per la libertà", che da semplice pedina trovatasi coinvolta per caso nel conflitto dovrà assurgere al ruolo di vero e proprio leader, conquistando la fiducia della folla e guidandola alla libertà. La parte iniziale di Freedom Fighters è un semplice preambolo per indicare al giocatore ogni comando e ogni singola possibilità a lui disponibile e si dipana evidenziando alcuni punti fondamentali, sia della trama sia del gameplay. Le potenzialità di Chris (d'ora in poi useremo il diminutivo per indicare il protagonista) all'inizio sono solo di natura fisica e di capacità bellica, evidenziabile nel semplice utilizzo delle armi da fuoco convenzionali o no.
Freedom Fighters, però, introduce un particolare nuovo, ovvero lo sviluppo del carisma del proprio personaggio, che sebbene sia un aspetto assai elementare, risulta piacevole nei riscontri che ha sul gameplay. Una semplice pedina non sarà mai presa in considerazione dalla gente, se non riesce "a farsi un nome" in qualche modo: Chris può aumentare l'altrui stima conducendo atti eroici quali la distruzione di obiettivi fondamentali o il salvataggio dei feriti presenti nella battaglia. Tutte queste azioni aumenteranno il suo carisma, accrescendo il numero di combattenti persuasibili e quindi disponibili alle nostre dipendenze.
Le capacità di convinzione di Chris vanno sviluppate con cura, perché costituiscono un punto fondamentale per lo svolgimento di alcune missioni, visto che i commilitoni costituiscono un buono strumento sia d'attacco sia di difesa da usare a nostro piacimento. Il nostro seguito aumenterà con l'addentrarci nel gioco, fino a un vero e proprio esercito in miniatura. Una schiera di persone, però, è inutile se non è guidata con cura nelle operazioni militari: ovviamente il giocatore deve anche curare quest'aspetto, in alcuni punti quasi fondamentale. I nostri compagni agiranno come delle guardie del corpo se sprovviste di ordini, limitandosi a difenderci ed eliminando i nemici che capteranno nel loro campo visivo. I comandi sono elementari, ma non è un difetto visto che la natura di Freedom Fighters è da ricercare fra i giochi d'azione con una punta di sparatutto, certamente agli antipodi rispetto ai titoli strategici. Operando sui diversi tasti possiamo spingere i nostri seguaci all'attacco, riportarli a noi e schierarli in difesa di una zona. L'intelligenza dei commilitoni appare buona sebbene tendano ad agire un po' in ritardo rispetto a quando chiesto e spesso rimangono feriti in situazioni assai lievi, sopravvivendo magari a fasi ben più concitate.
Le missioni sono sviluppate con cura e presentano un numero di obiettivi variabili: l'aspetto più intrigante del lotto è il fatto che gli accadimenti di un'operazione influenzeranno anche le altre. Le missioni, inoltre, non sono affatto lineari e l'ordine con cui vanno svolte è ignaro al giocatore, che può affidarsi soltanto ad un accurato briefing ed al proprio sesto senso. Facciamo un esempio: giungere a una postazione da far brillare senza l'esplosivo è assai inutile, ma tornarci in seguito dopo aver ripulito un arsenale permetterà di rimuovere il problema e di completare l'obiettivo, visto che l'esplosivo in questo caso non ci mancherà di certo. Nel caso il giocatore capisca subito l'ordine in cui vanno svolte le missioni il gioco non subirà intoppi, nel caso contrario invece il tutto potrebbe decisamente snervare.
La domanda sorge spontanea: dal momento che i Sovietici hanno preso pieno controllo di tutto lo spazio visibile, dove si nasconde la speranza armata? Semplice: nelle fogne. Il giocatore riemerge dal suo maleodorante rifugio per svolgere le proprie mansioni, comunicando con i diversi tombini presenti in ogni area del gioco. I tombini, facilmente individuabili nella mappa dall'icona delle scale, costituiscono un'oasi per le missioni più lunghe permettendo il salvataggio veloce, spesso fondamentale nelle fasi più avanzate ed inoltre possono essere utilizzati come via di fuga nel caso la missione non sia completabile in un primo momento. La trama del gioco ci ha convinto solo in parte: se in un primo periodo l'invasione Sovietica è raccontata con un minimo d'ironia, il tutto poi diventa a nostro avviso troppo pomposo e serio, perdendo freschezza nella narrazione.

IL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE

L'aspetto tecnico di Freedom Fighters è sviluppato con cura, ma non è privo di difetti, alcuni anche abbastanza inusuali. Per quanto riguarda i pregi, il gioco di IO Interactive può contare su un motore grafico abbastanza snello, salvo i rallentamenti presenti nelle fasi più concitate. Gli ambienti sono molto particolareggiati ed aiutano a dare l'impressione di una città in totale occupazione militare. Gli effetti atmosferici sono buoni e l'aspetto lugubre di New York ci è piaciuto particolarmente. Le scene d'intermezzo si distinguono per una regia molto buona, per alcuni spunti interessanti e per dei personaggi molto particolareggiati. Discutibili e realizzate con poca cura le collisioni: i personaggi tendono a presentarsi come fantasmi, entrando tranquillamente uno dentro l'altro od entrando nelle strutture di alcuni fondali. Il gioco sembra deficitario nella gestione dei personaggi posti negli angoli, ove il difetto già sottolineato tende a presentarsi con maggiore frequenza. Le animazioni sono variabili, risultando spesso ben fatte ed in alcuni casi comiche, quasi goffe. Bisogna comunque sottolineare come nonostante questi difetti il comparto grafico sia piacevole ed in alcuni frangenti d'impatto.
Il lato sonoro è convincente in ogni suo aspetto. Le musiche a nostro avviso sono lodevoli e spesso esaltanti e s'integrano perfettamente nell'azione. Il doppiaggio è curato e le voci scelte per i personaggi sono molto buone. Gli effetti sonori seguono di pari passo, completando uno dei punti di forza di Freedom Fighters.

GUERRILLA WAR

Il sistema di controllo presenta una pecca di certo non lieve, che non capiamo come sia passata indenne durante lo sviluppo e il testing del gioco: la visuale per mirare è sviluppata malamente. Non riusciamo a capire per quale motivo tale aspetto non sia stato corretto o limato, e ci pare impossibile che IO Interactive non abbia riscontrato tale problema. Vi invitiamo cordialmente a utilizzare l'utilizzo della mira ravvicinata il meno possibile, visto che l'inquadratura prevista è snervante e assolutamente poco intuitiva.
Bisogna aggiungere inoltre che la mira risulta impossibile nel caso che un nostro commilitone sia vicinissimo a noi, provocando un fastidioso bug all'inquadratura. Fortunatamente, limitandosi alla visuale in terza persona, gli scontri a fuoco sono affrontabili tranquillamente, sebbene il criterio automatico di scelta degli obiettivi sia abbastanza discutibile. Per quanto riguarda le restanti parti, il sistema di controllo si comporta bene, senza grossi problemi.
I nemici sono moltissimi e hanno la spiacevole abitudine a fare ritorno nel caso il giocatore non completi la missione al primo tentativo. Questo particolare è a nostro avviso inspiegabile e potrebbe snervare i giocatori meno pazienti, magari costretti a ripetere le missioni perché non avevano colto il giusto ordine con il quale affrontarle. Il comparto multiplayer inoltre è deficitario, limitandosi a una semplice lotta fra i giocatori nel tentativo di difendere le proprie basi: la possibilità di giocare in più di una persona alla storia principale è assente, punto a nostro avviso assai discutibile. La longevità non è elevatissima, ma la possibilità di affrontare il tutto con ben quattro livelli di difficoltà diversi non è da poco. Analizzando tutta la produzione rimane un po' d'amaro in bocca per quello che poteva essere un ottimo gioco e che invece rimane confinato fra i titoli buoni, penalizzato da alcuni difetti che potevano e dovevano essere corretti tempestivamente, dato che sono assai vistosi. Vi rimandiamo al commento per un'analisi finale più approfondita.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Freedom Fighters è un buon gioco, penalizzato solo da alcuni difetti che non gli permettono di accedere a vette qualitative più alte. La produzione di IO Interactive può contare su un'ambientazione piacevole, un'atmosfera ben sviluppata, un'azione coinvolgente ed alcune idee molto carine. Le missioni che s'influenzano fra di loro sono un punto assai gradevole, la possibilità di guidare alcuni commilitoni (in maniera assai semplice ed intuitiva) aggiunge spessore a quello che altrimenti si limiterebbe a essere un gioco d'azione, il che, intendiamoci, non sarebbe certo un problema. Il lato tecnico può contare su una grafica più che buona, ma con alcuni difetti di collisione fra i vari personaggi, mentre il comparto sonoro è assolutamente lodevole. Snervante è invece il flusso continuo di soldati nemici e la visuale creata per mirare, una sorta di inquadratura dalla spalla al limite dell'inutilizzabile. Il multiplayer inoltre è deludente e sviluppato con poca cura. Se IO Interactive avesse posto la medesima cura nella creazione dell'atmosfera al perfezionamento di numerosi aspetti, probabilmente il nostro giudizio sarebbe stato entusiastico e Freedom Fighters si sarebbe elevato dall'arena, tutt'altro che disprezzabile, dei giochi buoni, ma penalizzati ad alcuni difetti, la cui mancata correzione appare incomprensibile. Alla fine rimane un po' di amaro in bocca: speriamo che lo sviluppatore faccia tesoro degli errori compiuti per non cadere più nelle stesse mancanze.