Genere
Azione
Lingua
Inglese
PEGI
16+
Prezzo
54,90 Euro
Data di uscita
25/9/2003

Freedom Fighters

Freedom Fighters Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
IO Interactive
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
25/9/2003
Lingua
Inglese
Giocatori
2
Prezzo
54,90 Euro

Lati Positivi

  • Azione e tattica ben miscelate
  • Ottimo design dei livelli
  • Missioni non completamente lineari
  • Eccellente caratterizzazione
  • Compagni dalla buona intelligenza
  • Alto numero di oggetti su schermo

Lati Negativi

  • Sistema di mira poco preciso
  • Graficamente solo discreto
  • Multiplayer ancora grezzo

Hardware

Per giocare Freedom Fighters è necessaria una PlayStation 2 europea, un controller e una memory card per i salvataggi.

Multiplayer

E' possibile giocare in due sullo stesso televisore selezionando l'esercito russo o quello della resistenza americana. L'obbiettivo è rappresentato dalle bandiere del nemico, che vanno sostituite con la propria a colpi di kalashnikov ed esplosivo.

Link

Recensione

Freedom Fighters

La più lunga guerra mai combattuta non è stata vinta dagli Stati Uniti, ma dall'Unione Sovietica. Questa è l'ipotesi che muove Freedom Fighters, una rappresentazione del territorio USA sotto l'oppressione comunista. Temi lontanissimi dai giorni nostri, insieme a una dinamica (il combattimento a squadre) altrettanto lontana dalle console. Che sia ora di un improvviso avvicinamento?

di Alessandro Martini, pubblicato il

La Guerra Fredda è stata un conflitto decisamente atipico. Uno scontro combattuto primariamente a colpi di propaganda e spionaggio, tante volte criticabili ma (per fortuna) mai sfociati in un vero teatro bellico che contrapponesse Stati Uniti ed Unione Sovietica. Electronic Arts e IO Interactive (gli stessi della serie Hitman) ci danno la possibilità di vivere una battaglia tra russi e americani in campo aperto, con la differenza di porre gli USA in una insolita posizione di netto svantaggio. Il periodo è quello contemporaneo in un mondo alternativo dove la Russia ha esteso il suo controllo politico e militare in tutto il mondo, ad eccezione del Nord America. Stranamente, vista la loro tradizionale propensione all'intervento, gli USA non reagiscono con prontezza all'imminente pericolo, arrivando a subire l'invasione dell'isola di Manhattan.

PER LA LIBERTA' E LA TORTA DI MELE

A New York vive un idraulico chiamato Christopher Stone, che un giorno come tanti altri è impegnato sul lavoro insieme al suo collega. All'improvviso, l'appartamento è invaso da militari russi e tutta Manhattan si trasforma nel primo bersaglio dell'invasione. Da buon americano idealizzato, Chris non può rifugiarsi nel primo bunker a portata di mano, ma decide di contrastare gli invasori con tutte le forze in suo possesso, aiutando in questo modo la nascitura resistenza. Partendo da un quartier generale situato nelle profondità del sistema fognario, dovremo assestare una serie di colpi mortali all'esercito invasore, portando aiuto anche ai nostri compagni e ai cittadini in pericolo di vita. Sorprendentemente (per chi non ha seguito news o anteprime sul gioco), la dinamica di Freedom Fighters appare diversa dai classici giochi d'azione per console. Non più un eroe solitario quasi superumano di fronte al mondo intero, ma una squadra che va adeguatamente coordinata, e scenari di combattimento molto realistici. Il controllo di Chris avviene per mezzo di una tipica inquadratura in terza persona che consente di muoversi e sparare indipendentemente, selezionare gli oggetti nell'inventario o dare ordini ai nostri compagni. La gestione della squadra è un aspetto importante di Freedom Fighters che emerge mano a mano che si avanza con la difficoltà e con la sceneggiatura.

TUTTI INSIEME A FARE LA GUERRA

Chi sta abbandonando l'articolo per paura di una eccessiva complessità può tornare a leggere, in quanto i controlli sono molto semplificati e l'intelligenza artificiale (dei compagni) abbastanza evoluta da non portarci all'esaurimento. Si tratta essenzialmente di assegnare tre comandi principali a chi ci segue in battaglia: proteggi una zona, seguimi o attacca il nemico. Sarà, successivamente, lo stesso "soldato della libertà" a decidere quale sistema è il migliore per il dato momento, restando coperto dietro a ripari naturali o lanciandosi direttamente sul nemico a fucile spianato. Freedom Fighters prende le distanze dai serissimi simulatori per PC inserendo in questa dinamica alcuni elementi arcade: ad esempio, i compagni non possono morire ma restano feriti sul terreno e potranno tornare all'opera con un semplice kit medico. Ugualmente, non esistono parametri precisi sull'esito della missione: è possibile completare l'incarico con strategia o usando gli altri soldati come scudi umani, senza ricevere penalizzazioni dal gioco. Tutto questo tiene lontane da Freedom Fighters sia la frustrazione (che torna saltuariamente nella mira poco precisa) sia un'eccessiva difficoltà, conservando i ritmi del gioco a livelli molto alti. L'azione è infatti controllata direttamente in ogni momento e le missioni sono una fiera di colpi di scena o imprevisti messi lì apposta per farci saltare sulla sedia, senza calcolare il numero di avversari su schermo ed elementi con cui "interagire" in modo cruento (traduzione: da distruggere selvaggiamente).

DAI KILLER ALLA RESISTENZA

Sotto il profilo tecnico, Freedom Fighter eredita molto da Hitman 2 per quanto riguarda lo stile grafico, la scelta dei colori e numerosi effetti speciali. Tale "discendenza" rende l'impatto complessivo del gioco un po' datato, in settori come i modelli dei personaggi (abbastanza poveri in quanto a dettaglio) o l'architettura del fondale. Lo scenario è in realtà la caratteristica di maggior spicco grazie all'ottima cura nel ricostruire un ambiente cittadino in preda ad operazioni belliche. auto distrutte, edifici in fiamme, civili a terra e negozi devastati rappresentano il primo arredamento del fondale, notevole anche per estensione in tutte le direzioni (i livelli sono piuttosto grandi sia in larghezza che nell'altezza delle costruzioni). Il settore audio è affidato per la parte musicale allo stesso compositore di Hitman 2 ovvero Jesper Kyd, forse meno ispirato in questa occasione ma sempre una buona spanna sopra ai concorrenti. Dalla precedente fatica IO Interactive è mantenuta anche una certa non-linearità delle missioni, importantissima in un gioco che spesso va risolto come una sorta di puzzle game militare. Dalla base operativa potremo decidere quale locazione visitare in un ristretto catalogo che rappresenta il teatro delle prossime assegnazioni. Gli obiettivi completati in una parte della mappa andranno a influire su quanto avviene nell'altro settore dello scenario, portando a diverse conseguenze. In realtà, si tratta più di una componente scenografica che di reali differenze, considerando che ogni incarico va sempre risolto usando azioni ben definite.

UNA QUESTIONE DI CARISMA

Alla nostra iniziativa è, invece, delegato il controllo dei compagni che cambierà nell'arco del gioco all'accumulamento di punti carisma. Salvando feriti o persone disperse potremo aumentare il nostro carisma e guadagnare un maggiore controllo sugli altri combattenti della libertà. Nella pratica, più carisma avremo e più compagni saranno al nostro fianco, offrendo maggiore supporto in missione e ulteriori garanzie di successo. Il carattere patriottico di Freedom Fighters è evidente sin dalla copertina (e dalla necessità di issare una bandiera americana alla fine del livello) che però non svela la sua forte componente ironica. Se all'apparenza è critico del sistema russo, nei fatti si schiera in una posizione meno definita grazie ai filmati di intermezzo, dove un telegiornale sovietico re-interpreta l'invasione battezzandola in modo strategico "liberazione" (non vi ricorda qualcosa?). Un simile carattere dissacrante si ritrova negli stessi freedom fighter, dipinti come classici cowboy pronti a tutto per una fetta di torta di mele e per la bandiera, privi di qualsivoglia profondità intellettuale o sensibilità strategica (i vostri compagni sono abili nel circondare un nemico, ma si lanciano senza indugio verso compiti suicidi urlando slogan di incoraggiamento).

MULTIGIOCATORE SOLITARIO

Sebbene regolarmente disponibile dall'inizio, e tecnicamente dignitoso, il supporto multiplayer lascia il tempo che trova per via di problemi congeniti al sistema via split screen. Due squadre, russi e americani, si fronteggiano in un'arena chiusa conquistando le rispettive bandiere a colpi di armi da fuoco. Purtroppo, controllare un mini-esercito in terza persona su una porzione di TV risulta difficoltoso, tanto più che l'avversario può conoscere in ogni momento la posizione dei nostri commilitoni (dettaglio che riduce di molto l'aspetto strategico). Malgrado gli sforzi dei partecipanti, lo scontro si trasforma subito in una caotica lotta tutti contro tutti che poco ha a che spartire con il gioco in singolo, dove piccole schermaglie vanno precedute da una buona pianificazione della strategia e da un'accurata selezione dei compiti per i nostri compagni. Un eventuale seguito, con supporto alla rete, potrà risolvere questo problema facendo rivivere la Guerra Fredda, in una versione più movimentata e spettacolare, anche nelle modernissime arene di Internet.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
La gestione di una piccola squadra e il buon realismo nei combattimenti non possono nascondere la vera natura di Freedom Fighters, che è la stessa dei più frenetici giochi d'azione. Sotto questo aspetto, il titolo Electronic Arts centra tutti i requisiti grazie a un buon impatto visivo (non eccezionale, ma dobbiamo tenere conto del numero di oggetti su schermo), un abbondante uso di esplosioni e un design dei livelli molto più aperto del normale. La buona intelligenza offerta dai compagni è un ulteriore aspetto positivo che rende gli scontri tattici e poco scontati, offrendo più soluzioni rispetto ai giochi di puro combattimento in solitaria. Una maggiore cura per il multiplayer e un migliore impatto visivo avrebbero portato Freedom Fighters più in alto, ma già così troviamo un buon rappresentante del genere, con quella dose di tattica in più che potrebbe incontrare i gusti di molti utenti PlayStation 2.