Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
16+
Prezzo
69,99 Euro
Data di uscita
29/2/2008

Frontlines: Fuel of War

Frontlines: Fuel of War Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
THQ
Sviluppatore
Kaos Studios
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
29/2/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
50
Prezzo
69,99 Euro
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Lati Positivi

  • Il gioco in singolo ha una certa profondità
  • Multiplayer completo e appassionante
  • Armi, mezzi e veicoli in grande quantità
  • Mappe vaste e ben disegnate

Lati Negativi

  • Graficamente non è uno splendore
  • Esperienza in singolo non molto longeva e senza grandi picchi
  • Una sola modalità di gioco in multiplayer

Hardware

Per giocare a Frontlines: Fuel of War nell'edizione qui recensita sono necessari una confezione originale del gioco, una console Xbox 360 europea e un joypad. Il gioco supporta la risoluzione video massima di 1080p.

Multiplayer

Fino a trentadue giocatori (che diventano cinquata in una delle otto mappe disponibili) possono sfidarsi online via Xbox Live anche se limitatamente a una sola modalità di gioco a squadre, mentre via System Link è possibile affrontare gli scontri team-based fino a un massimo di dodici giocatori.

Link

Recensione

Fuoco tra i due fronti

Cosa può offrire Frontlines: Fuel of War ai fragger più incalliti?

di Francesco Destri, pubblicato il

Prima di passare all’analisi del multiplayer, versante su cui Frontlines: Fuel of War è in grado di rivaleggiare con titoli ben più blasonati, vogliamo spendere qualche considerazione sul livello realizzativo, impeccabile per quanto riguarda l’audio (doppiaggio italiano compreso) ma non proprio eccezionale nel comparto grafico.

UN ENGINE DA BATTAGLIA Il motore del gioco è l’ormai notissimo Unreal Engine 3, visto recentemente all’opera con esiti davvero mediocri in Turning Point: Fall of Liberty, ma che qui si presenta in vesti decisamente più rifinite e curate.
Il livello del dettaglio è generalmente discreto sia per quanto concerne i mezzi militari, sia per il character-design e per le armi, ma anche la gestione della fisica lascia intravedere ottime cose permettendo una distruttibilità dell’ambiente efficace seppur ancora piuttosto limitata.
Il design delle mappe, tutte molto vaste, appare sufficientemente diversificato tra una zona e l’altra e ed è indubbio come la grandezza degli scenari abbia finito, soprattutto in ambito online, con il sacrificare un dettaglio grafico che non può certo competere con i pesi massimi del genere pur rimanendo su livelli più che sufficienti.

LA GUERRA SI VINCE ONLINE Passando al multiplayer, abbiamo a disposizione otto mappe e un’unica modalità di gioco (Frontlines appunto); numeri non impressionanti a dire il vero ma tutto lascia presagire nel rilascio di mappe e di modalità aggiuntive sul modello di Battlefield, anche se per ora gli unici aggiornamenti ufficiali hanno riguardato una patch per la versione PC (e una seconda è in dirittura d’arrivo).
Il concetto che ruota attorno al gioco online è molto semplice.
Due squadre, le stesse del gioco in singolo rappresentate quindi dalle forze occidentali e da quelle cinesi-russe, si fronteggiano su una mappa con lo scopo di conquistare obiettivi sensibili (postazioni fisse, centri di controllo radar) e di spostare così in avanti il proprio fronte di attacco. Il tutto avviene entro un tempo limite al termine del quale vince la squadra che ha totalizzato più punti portando a termine il maggior numero di obiettivi.
I mezzi rivestono un ruolo essenziale e non solo perché muoversi a piedi all'interno di mappe così vaste equivale a un suicidio quasi istantaneo; mettersi alla guida o al comando delle armi di un blindato contraerei, di un elicottero, di una jeep corazzata e persino di un caccia permette infatti di espandere enormemente l'approccio tattico e di aumentare in modo esponenziale il divertimento e il concetto di guerra totale.

UN SOLDATO PER TUTTE LE OCCASIONI Per di più il team newyorkese ha pensato bene di offrire un sviluppo tutt'altro che banale del nostro alter ego. Prima di iniziare una partita e ad ogni respawn ci è data la possibilità di scegliere tra sei classi (Assalto, Assalto pesante, Cecchino, Anti-veicolo, Op speciali, Combat ravvicinato), ognuna con il proprio e specifico arsenale.
Oltre a questa suddivisione ne esiste un'altra dedicata a quattro skill a loro volta migliorabili attraverso tre livelli di esperienza, per un sistema dai tratti "ruolistico" che ricorda molto da vicino quello di Call of Duty 4: Modern Warfare. Non mancano piccoli problemi di carattere tecnico (non sempre è facile collegarsi a un server di gioco al primo tentativo), senza contare che almeno due classi risultano decisamente più complete e forti di altre, ma a parte questo la comunità che sta nascendo attorno a Frontlines: Fuel of War promette di espandersi massicciamente in breve tempo, tributando così il giusto riconoscimento a uno sparatutto che proprio nel gioco online, e senza aspirare a vette di originalità particolarmente alte, può tenere testa a titoli più incensati e seguiti dalla community.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Frontlines: Fuel of War non è nato con l'intenzione di rivoluzionare chissà cosa in ambito sparatutto, nè tantomeno di tenere testa a Crysis sul versante grafico. Lo sparatutto di Kaos Studios riesce però lo stesso a proporre un comparto tecnico sufficiente, una campagna in singolo più che dignitosa e una sezione multiplayer ottimamente congegnata, con mappe, armi, mezzi e gadget a volontà che assicurano parecchie ore di gioco tra spettacolari frangenti bellici e la possibilità di specializzare al meglio il nostro alter-ego tra un frag e l'altro. Manca forse quel colpo di genio in grado di fare la differenza, ma se vi piace il concetto di guerra "totale" non resterete delusi da questo scorcio di Terza Guerra Mondiale ipotizzato da Kaos Studios.