Genere
Gestionale
Lingua
inglese
PEGI
ND
Prezzo
€ 2,99
Data di uscita
ND

Game Dev Story

Game Dev Story Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Kairosoft
Genere
Gestionale
Distributore Italiano
App Store
Lingua
inglese
Importanza della lingua
alta
Giocatori
1
Prezzo
€ 2,99

Lati Positivi

  • Accattivante e irresistibile
  • Gameplay coinvolgente

Lati Negativi

  • Colonna sonora ripetitiva
  • Dopo i primi 40 anni di gioco, l'entusiasmo scema un po'

Hardware

Game Dev Story è disponibile per dispositivi iOs (iPod Touch, iPhone, iPad) e Android. Per giocarlo è necessario parecchio tempo libero, oltre a un polpastrello ben allenato e infaticabile.

Multiplayer

Game Dev Story non supporta alcuna modalità multiplayer, ma un recente aggiornamento ha introdotto un sistema di classifiche online, con tanto di leaderboard mondiali.

Modus Operandi

Abbiamo regolarmente acquistato Game Dev Story sull'App Store, giocandolo sia sull'iPhone che sull'iPad, ovviamente con l'opzione 2x attivata (e grafica ancora più pixellosa) e il tempo accelerato (opzione Speed). La prima partita è durata oltre sei ore consecutive, fino al cedimento energetico del telefonino. Dopo averlo consigliato ad amici e parenti, il risultato riscontrato è stato sempre il medesimo: partite lunghe interminabili ore, data la fortissima irresistibilità del gioco.

Link

Recensione

Game Dev Story

Il videogioco dei videogiochi e la gestione di una softwarehouse.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

S'è già detto altrove, eppure adesso - dato il contesto più serioso, formale e ora persino corredato di votazione - converrà ripeterlo ancora una volta: Game Dev Story è il videogioco dei videogiochi, il più autoreferenziale d'ogni altro, ovvero il metavideogioco. Ancor prima di essere tutto questo bendiddio, però, Game Dev Story rappresenta l'intera fortuna di Kairosoft "Quelli di game Dev Story" Co.,LTD. Game Dev Story è, in altre parole, lo splendido passpartout grazie al quale la software house nipponica s'è fatta conoscere e apprezzare fino in Occidente. A vederlo di sfuggita non gli si darebbe due lire, eppure si tratta di un "giochino" contagioso, irresistibile e, al pari d'altri capolavori videoludici, in grado di creare dipendenza nei suoi giocatori. È un processo inevitabile e una storia maledettamente vera: lo si scruta attentamente cercando di carpirne le dinamiche, per i primi quindici minuti si procede a tentoni senza molta cognizione di causa, poi si finisce a giocarci per sette ore consecutive, fino all'esaurimento della misera carica dell'iPhone. Oggi Game Dev Story è, in buona sostanza, la miglior credenziale perché un rigoglioso futuro di giochi simili, rigorosamente manageriali e sempre marchiati Kairosoft (Grand Prix Story, Hot Spring Story o Pocket Academy), continui a esistere, lasciandosi amabilmente giocare.

Il primo titolo di Kairosoft mette il giocatore a capo di una software house di videogiochi: splendido! - Pocket Academy
Il primo titolo di Kairosoft mette il giocatore a capo di una software house di videogiochi: splendido!

TENTAZIONE IRRESISTIBILE

L'accattivante scopo è quello di dirigere una software house e gestirne gli spericolati affari lungo un ventennio classificato o anche oltre, armeggiando con i cicli produttivi di software e hardware, con la gestione del personale (e relativi training) e con il marketing che mette in moto l'industria videoludica. Game Dev Story contempla ogni aspetto (o quasi) della produzione di un videogioco: bisogna assumere sviluppatori e licenziarli in caso di recessione, stabilire ruoli, competenze e responsabilità (game designer, sceneggiatore, ingegneri del suono ecc.), traslocare gli uffici di tanto in tanto, accaparrarsi kit di sviluppo per nuove console (PlayStatus 2, Intendro Whoops, Microx 480 etc.) e allestire stand promozionali (con tanto di booth babes!) durante il Gamedex. È possibile concentrarsi tanto sulla produzione di un singolo videogioco (la procedura prevede la fase di concept, programmazione, implementazione audio e debugging), quanto sui lavori specifici offerti dalle terze parti (creazione di mascotte, ambientazioni, motori grafici o sonori), che rappresentano una vera e propria lotta contro il tempo (la deadline), ma arrotondano certamente le entrate della propria compagnia. In concomitanza con la pubblicazione del primo videogioco (per lo più guidata: è sufficiente leggere attentamente i suggerimenti iniziali per non smarrirsi) e con i giudizi (severi) della critica specializzata, Game Dev Story sboccia in tutto il suo appeal, rivelandosi un prodigio così piccolo, eppure irresistibile. Impossibile smettere di giocarci.

Il Gamedex, ovvero la fiera dei videogiochi a cui presenziare, portando novità e booth babes... - Pocket Academy
Il Gamedex, ovvero la fiera dei videogiochi a cui presenziare, portando novità e booth babes...

THE METAVIDEOGAME

Parte della bellezza del gioiellino di Kairosoft – oltre, ovviamente, al tema "videogiochi" particolarmente caro e apprezzabile - risiede nel suo comparto grafico, essenziale, adorabile, kawaii. Lo stile è quello tipico dei videogiochi a 8 bit, ovvero una deliziosa pixel art in miniatura, da spulciare con gli occhi e spiluccare col polpastrello. Fatta eccezione per la trascurabile colonnina sonora (talmente ripetitiva che dopo un po' viene a noia e si disattiva l'audio), l'intuitivo menu di gioco agevola il gioco convulso e ininterrotto. Nonostante le ridotte dimensioni dello schermo di iPhone, con pochi e sicuri tap qui e là è possibile gestire ogni micro-aspetto della società e ogni parametro del team di sviluppo. In altre parole, l'alberatura dei menu risulta pratica, semplice e mai frustrante. Come se non bastasse, l'accesso alle opzioni a disposizione mette in pausa il tempo (il nemico numero uno di qualsiasi softwarehouse), cosicché le operazioni di training/level up o le campagne pubblicitarie possano essere sbrigate senza alcuna fretta o particolare ansia. Tutti gli elementi ludici di Game Dev Story, insomma, generano una perfetta alchimia, una brillante e magnetica miniatura parodistica dell'industria videoludica tutta, da giocare senza tregua o interruzione, per ore e ore, sino a realizzare il videogioco dei videogiochi.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Irresistibile nel gameplay e adorabile nell'aspetto, Game Dev Story dovrebbe essere acquistato da qualsiasi appassionato di videogiochi. Senza pensarci neppure due volte.

Commenti

  1. Altered Beast

     
    #1
    Pura droga. Davvero, ho passato sessione di 3-4 ore senza accorgermene e l'ho finito due volte passandoci credo un totale di 30 ore almeno. Per un mese non giocavo ad altro, non accendevo neanche la 360 solo per sviluppare il nuovo gioco musicale o il seguito di un Otello. XD
    E poi ci si fa troppo ridere quando dai i nomi ai videogiochi...il mio videogioco che ha fatto più successo è stato un rhythm game intitolato Britani Lance. XD
  2. giopep

     
    #2
    I nomi che do alle mie aziende e ai miei prodotti non sono pubblicabili. Diciamo che la Cesso che si vede nelle immagini della recensione di Hot Springs Story è forse la più presentabile. :D

    Comunque tutti questi giochi di Kairosoft sono dopanti, all'inizio magari fatichi un po' a ricominciare da capo, ma quando prendi l'abbrivio non te ne stacchi più...
  3. alexbi

     
    #3
    Uhm... grand prix story mi incuriosisce... forse perchè è l'unica Android e quindi l'unica che non posso provare.. :) (comunque il mio telefono è più figo del tuo...)
  4. giopep

     
    #4
    Più che altro mi chiedo se rimarranno esclusivi per sempre o prima o poi li convertiranno (mi riferisco anche a Pocket Academy che c'è solo iOS).
    Anche perché in Giappone sono usciti Department Store Story su iOS e Soccer Club Story su Android (quest'utlimo si trova, in giapponese, anche sullo store occidentale) e sembra quasi che vogliano mettere i gestionali "commerciali" tutti su iOS e quelli sportivi su Android...
  5. alexbi

     
    #5
    Ho preso Game Dev Story... Molto carino. Ovviamente è affascinante ANCHE perchè parla di Videogiochi e della storia degli ultimi 30 anni :D
    Abbastanza facile: all'epoca del SuperIES ho 40 milioni di dollari in banca e, di fatto, non ho ancora licenziato lo staff originale.. I miei giochi hanno vinto un po' tutti i premi tranne quello di "gioco dell'anno". Addirittura c'era un gioco che ha avuto problemi prima dell'uscita e gli è crollato il fattore "fun" (e infatti l'ho chiamato "giocodimerda") ed ha comunque vinto l'award come miglior colonna sonora (ed era un gioco da tavolo basato su Reversi!!! ).

    Comunque se bastasse dire "voglio spendere punti esperienza per fare un gioco divertente" anche nella realtà sarebbe eccezionale eh... Il sogno di Moulineaux
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