Genere
Gestionale
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
2,07 €
Data di uscita
17/6/2011

Hot Springs Story

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Datasheet

Sviluppatore
Kairosoft
Genere
Gestionale
Distributore Italiano
Google Play Store
Data di uscita
17/6/2011
Data di uscita americana
17/6/2011
Lingua
Inglese
Importanza della lingua
Alta
Giocatori
1
Prezzo
2,07 €

Lati Positivi

  • Impossibile staccarsene
  • Impianto grafico più curato che nel predecessore
  • Necessità di strutturare a dovere la costruzione del proprio impianto
  • Il fascino dell'esotico

Lati Negativi

  • Culturalmente lontano
  • Struttura ripetitiva
  • Gestione dei menu non efficientissima

Hardware

Hot Springs Story è disponibile sui formati iOS e Android. Per realizzare questo articolo abbiamo provato il gioco nella sua versione 1.0.1, su un Samsung Galaxy S II, senza incontrare particolari di compatibilità o funzionamento. L'installazione richiede 4,71 MB di spazio, anche se il gioco installato più i salvataggi occupa 5,36 MB.

Multiplayer

Non sono presenti opzioni per il multiplayer.

Modus Operandi

Abbiamo regolarmente acquistato il gioco sul Marketplace Android e abbiamo affrontato un intero ciclo di sedici anni e tre mesi, senza assolutamente riuscire a sbloccare tutti i segreti del gioco. Al termine del ciclo è possibile continuare a giocare, senza però poter più sbloccare nuovi elementi. Oppure si può avviare una nuova partita conservando gli elementi ottenuti.

Link

Recensione

Hot Springs Story

Da un piccolo onsen a un impero milionario.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Il secondo “Story” a sbarcare in occidente affronta un tema decisamente meno universale rispetto a quello dei videogiochi, dedicandosi agli onsen. I bagni pubblici nipponici, vero e proprio rito, nonché attrazione esotica per il turistica occidentale, attorno a cui viene data la possibilità di costruire tutta una serie di strutture per l'intrattenimento e la soddisfazione dei clienti. Suggestivi e caratteristici, ma tremendamente orientali per natura e concezione, gli onsen hanno dalla loro il fatto di essere argomento comunque caro all'appassionato di videogiochi medio (o perlomeno a quello nippofilo). E infatti il gioco, assieme a tanti aspetti più curiosi e particolari, presenta tanti elementi che non risultano certo alieni a chi negli ultimi trent'anni si è cibato di manga e anime.

Farsi conoscere da nuove pubblicazioni è importante per entrare in competizione... - Game Dev Story
Farsi conoscere da nuove pubblicazioni è importante per entrare in competizione...

un tatami alla volta

Il concetto di base non è particolarmente distante da quello di Game Dev Story e ci mette in mano le chiavi di una piccola impresa appena nata, ponendoci davanti una strada lunga sedici anni, durante la quale dovremo ingegnarci in tutti i modi per raggiungere il successo. Lo sviluppo degli eventi ha un ritmo meno sincopato rispetto a quello della prima uscita Kairosoft, in maniera se vogliamo coerente col tema trattato. Il calendario fittizio è strutturato in cicli accelerati giorno/notte, che ci vedono osservare in tempo simulato l'attività dei clienti, ma alla conclusione di ciascun ciclo si rivelerà essere trascorso un intero mese. I rapporti causa-effetto sono meno immediati e visibili rispetto a quelli di Game Dev Story, anche se comunque non è certo richiesta una laurea per comprenderli.
Fondamentale, ancora una volta, è decidere le priorità della propria azienda: l'ambiente può essere costruito affiancando diversi tipi di stanze e attrattive, bagni, negozi, sale di lettura, ristoranti, locali, macchinette per il pachinko e mille altre diavolerie, in aggiunta a elementi decorativi che possono aumentare la soddisfazione dei clienti. Il tutto poi va giostrato anche tenendo conto della compatibilità fra le varie strutture (non è per esempio il caso di piazzare una rumorosa sala per il pachinko di fianco a una camera da letto) e stando attenti a bilanciare l'aspetto finanziario, fra costi di mantenimento, ricavi, investimenti per il futuro. E poi ci sono gli avventori.

A volte, un investitore si presenta per un soggiorno: se riusciamo a soddisfarlo, ecco che viene offerta la possibilità di inserire nella struttura la sua attività commerciale - Game Dev Story
A volte, un investitore si presenta per un soggiorno: se riusciamo a soddisfarlo, ecco che viene offerta la possibilità di inserire nella struttura la sua attività commerciale

il cliente prima di tutto

Al centro del gameplay di Hot Springs Story c'è la figura del cliente, che va identificato, ricercato, coccolato, accontentato. Esistono diverse tipologie di clienti cui possiamo scegliere di dedicarci, innanzitutto lavorando sul marketing per attirarli. Ogni categoria di persona necessita di investimenti pubblicitari diversi e può essere ovviamente più o meno semplice da accontentare. Proseguendo nel gioco, poi, si rendono accessibili nuove categorie, magari perché abbiamo raggiunto una determinata pietra miliare, o perché abbiamo deciso di investire i nostri soldi in un certo tipo di attività. Diversi imprenditori vengono infatti a proporci di investire in un loro progetto e, per esempio, se finanziamo la nascita di uno sviluppatore di videogiochi, ecco che diventiamo popolari fra i nerd.
Il ritmo di gioco, come detto, è piuttosto diverso da quello di Game Dev Story, semplicemente perché scompare la scansione temporale regolata dal susseguirsi dei progetti (anche se pure qui abbiamo la drammatica necessità di essere giudicati di anno in anno dalle riviste specializzate). Inoltre, altro cambiamento fondamentale, scompare del tutto la figura dell'impiegato da assumere, coccolare, far crescere, dolorosamente sostituire. I soldi, qui, vanno interamente spesi sulla struttura, sull'acquisto di nuovi elementi, sulla possibilità di espandere i propri confini territoriali e, altro ritorno, sugli oggetti tramite cui potenziare ciò che abbiamo a disposizione. E il modo in cui vengono utilizzati i soldi rappresenta un'altra differenza sostanziale, che contribuisce a rendere Hot Springs Story un gioco allo stesso tempo diversissimo e tremendamente uguale al suo predecessore. Il feeling irresistibile, la semplicità, i limiti di struttura e ripetitività, la capacità di assorbire totalmente, la voglia di andare avanti un altro po'... c'è tutto. Ci sono anche, però, un fascino e un'ambientazione totalmente diversi, che tutto sommato valgono il nuovo tuffo in quello stesso mondo di pixel art.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Forse meno accattivante sull'immediato rispetto a Game Dev Story, certo più complesso da padroneggiare, ma anche più articolato e capace di assorbire grazie all'eccellente senso di progressione.

Commenti

  1. Altered Beast

     
    #1
    Pura droga. Davvero, ho passato sessione di 3-4 ore senza accorgermene e l'ho finito due volte passandoci credo un totale di 30 ore almeno. Per un mese non giocavo ad altro, non accendevo neanche la 360 solo per sviluppare il nuovo gioco musicale o il seguito di un Otello. XD
    E poi ci si fa troppo ridere quando dai i nomi ai videogiochi...il mio videogioco che ha fatto più successo è stato un rhythm game intitolato Britani Lance. XD
  2. giopep

     
    #2
    I nomi che do alle mie aziende e ai miei prodotti non sono pubblicabili. Diciamo che la Cesso che si vede nelle immagini della recensione di Hot Springs Story è forse la più presentabile. :D

    Comunque tutti questi giochi di Kairosoft sono dopanti, all'inizio magari fatichi un po' a ricominciare da capo, ma quando prendi l'abbrivio non te ne stacchi più...
  3. alexbi

     
    #3
    Uhm... grand prix story mi incuriosisce... forse perchè è l'unica Android e quindi l'unica che non posso provare.. :) (comunque il mio telefono è più figo del tuo...)
  4. giopep

     
    #4
    Più che altro mi chiedo se rimarranno esclusivi per sempre o prima o poi li convertiranno (mi riferisco anche a Pocket Academy che c'è solo iOS).
    Anche perché in Giappone sono usciti Department Store Story su iOS e Soccer Club Story su Android (quest'utlimo si trova, in giapponese, anche sullo store occidentale) e sembra quasi che vogliano mettere i gestionali "commerciali" tutti su iOS e quelli sportivi su Android...
  5. alexbi

     
    #5
    Ho preso Game Dev Story... Molto carino. Ovviamente è affascinante ANCHE perchè parla di Videogiochi e della storia degli ultimi 30 anni :D
    Abbastanza facile: all'epoca del SuperIES ho 40 milioni di dollari in banca e, di fatto, non ho ancora licenziato lo staff originale.. I miei giochi hanno vinto un po' tutti i premi tranne quello di "gioco dell'anno". Addirittura c'era un gioco che ha avuto problemi prima dell'uscita e gli è crollato il fattore "fun" (e infatti l'ho chiamato "giocodimerda") ed ha comunque vinto l'award come miglior colonna sonora (ed era un gioco da tavolo basato su Reversi!!! ).

    Comunque se bastasse dire "voglio spendere punti esperienza per fare un gioco divertente" anche nella realtà sarebbe eccezionale eh... Il sogno di Moulineaux
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