Genere
Gestionale
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
3,60 €
Data di uscita
2/7/2011

Grand Prix Story

Grand Prix Story Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Kairosoft
Sviluppatore
Kairosoft
Genere
Gestionale
Distributore Italiano
Google Play Store
Data di uscita
2/7/2011
Data di uscita americana
8/6/2011
Lingua
Inglese
Importanza della lingua
alta
Giocatori
1
Prezzo
3,60 €

Lati Positivi

  • Seguire le gare in diretta è galvanizzante
  • Ottimi stimoli per la rigiocabilità
  • Sistema di crescita e sviluppo ben articolato

Lati Negativi

  • Ci vuole un po' di dedizione per vedere i primi risultati...
  • Ogni tanto gli sviluppi della gara sembrano arbitrari

Hardware

Disponibile da tempo in formato PC nel solo Giappone, in ambito mobile Grand Prix Story è, almeno per il momento, un'esclusiva Android, attualmente disponibile nella versione 10.0.2. Per realizzare questa recensione l'abbiamo provato su un Samsung Galaxy S II, telefono per il quale l'applicazione non sembra essere estremamente ottimizzata e, pur funzionando senza intoppi, tende a consumare batteria e far scaldare il device a livelli francamente non giustificati dal livello tecnico del motore grafico. Il gioco occupa 10,24 MB di spazio, che diventano 10,98 con i salvataggi.

Multiplayer

Non sono state incluse opzioni multigiocatore.

Modus Operandi

Abbiamo regolarmente acquistato il gioco dal Marketplace Android e abbiamo torchiato la nostra scuderia per l'intera durata di un ciclo da quattordici anni e quattro mesi, per poi avviare una seconda carriera e affrontarne i primi anni forti dell'esperienza accumulata. Il tutto ci ha richiesto un paio di settimane di gioco, affrontato nei ritagli di tempo, fra il tram, la metropolitana e l'intimo delle nostre funzioni corporali.

Link

Recensione

Grand Prix Story

Tascabili come e meglio di Jean Todt.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Il terzo appuntamento occidentale col fantastico mondo di Kairosoft si è manifestato sui device Android nel mese di giugno, anche se vi era in realtà già presente da qualche tempo, nella sua incomprensibile versione giapponese. E, al momento di scrivere questo articolo, rimane ancora un'esclusiva della piattaforma Google (mentre gli utenti Apple si consolano con l'esclusiva su Pocket Academy, di cui potete leggere la recensione voltando pagina). E cosa si sta perdendo l'utenza della Mela?

sporchiamoci le mani

Grand Prix Story, rispetto ai due titoli che l'hanno preceduto, ha una caratteristica particolarmente forte e in grado di renderlo molto appetibile: fornisce un feedback costante, immediato, perfettamente tangibile, dei risultati ottenuti dal giocatore. Si simula infatti l'attività di una scuderia automobilistica, compreso ovviamente l'aspetto delle corse vere e proprie, che vengono messe in scena attraverso un motore di gioco semplice ed efficace. Ogni gara affrontata prevede una prima sessione di qualifiche, mostrate “fuori onda”, e poi la corsa vera e propria (articolata su uno o due giri a seconda dei casi), cui invece si assiste in diretta, in maniera quasi totalmente passiva. Il “quasi” è un riferimento al fatto che, di tanto in tanto, il pilota si presenta ai nastri di partenza dotato di un'aurea temporanea, attivabile a piacere dal giocatore – in qualifica o in gara – per godere di un momentaneo turbo, talmente efficace che spesso basta per conquistare un vantaggio tale da garantire la vittoria anche contro vetture discretamente superiori alla propria.

Seguire le gare in maniera passiva scatena velocemente il tifo rabbioso. Osservare i propri piloti che fanno a sportellate nel gruppo provoca brutte figure per il giocatore da mezzi pubblici - Pocket Academy
Seguire le gare in maniera passiva scatena velocemente il tifo rabbioso. Osservare i propri piloti che fanno a sportellate nel gruppo provoca brutte figure per il giocatore da mezzi pubblici
Ma l'aura può essere utilizzata anche nelle fasi di gioco ambientate al garage, dove, in maniera simile, potenzia i risultati dell'attività in corso, sia essa di ricerca e sviluppo, di riparazione, di costruzione o anche semplicemente di allenamento. Queste attività, insieme alla gestione dei rapporti con gli sponsor, rappresentano le occupazioni da gestire nell'ambito manageriale di Grand Prix Story, che vede un ritorno alla formula “aziendale” di Game Dev Story, con uno staff da coccolare, allenare, far crescere, stipendiare, infoltire e, quando necessario, dolorosamente licenziare per far spazio a gente più preparata. Si parte da un'officina ridotta ai minimi termini, in cui è possibile lavorare con solo un pilota e quattro meccanici, e si cresce fino a conquistare un ampio spazio in cui dedicarsi a due diverse squadre, ciascuna composta da un pilota e un massimo di sei tecnici.

alla conquista del mondiale

Tutto è strutturato attorno al solito procedere di anno in anno: questa volta si parla di soli quattordici cicli solari, una riduzione probabilmente anche figlia del fatto che, dovendo assistere alle varie gare, i tempi di gioco si allungano notevolmente. Ogni stagione offre l'accesso a una serie di gare singole e ai Gran Premi, che uniscono le diverse corse per competere su una classifica globale. Partecipare a più gare possibile, anche (soprattutto) se si è palesemente non all'altezza degli avversari, è fondamentale per fare esperienza, accumulare denaro degli sponsor e incrementare il tasso di punti ricerca da spendere nello sviluppo del proprio “hardware”. Anzi, meno si è all'altezza della competizione, più punti ricerca si accumulano – in fondo è soprattutto perdendo e sbagliando che si impara, no? – secondo una scelta intelligente di design, che ha il doppio vantaggio di incentivare la partecipazione e scoraggiare i “furbetti” pronti a ripetere all'infinito quelle tre o quattro competizioni che sanno di poter dominare.

Una volta che si hanno a disposizione due squadre, è possibile far competere altrettante macchine in ogni gara e studiare diverse strategie per lo sviluppo e l'utilizzo delle vetture - Pocket Academy
Una volta che si hanno a disposizione due squadre, è possibile far competere altrettante macchine in ogni gara e studiare diverse strategie per lo sviluppo e l'utilizzo delle vetture
Tutto quel che viene prodotto in termini di punti e soldi va speso per sviluppare le vetture e le componenti che è possibile assemblare. Ci sono tre classi di automobili (fuoristrada, dragster, a ruote scoperte), ciascuna comprendente auto di tre livelli diversi, con in più la possibilità di aggiungere le auto segrete da sbloccare soddisfacendo particolari condizioni. Upgrade delle vetture e dei pezzi che permettono di potenziarle, assemblamento, sviluppo di nuove tecnologie, allenamento e potenziamento di piloti e meccanici, riparazione dei veicoli usurati dalle competizioni... tutto ha un costo e un rischio, perché la buona o pessima riuscita delle varie operazioni dipende dalla qualità delle persone coinvolte, e perché comunque si tratta di attività che richiedono tempo prezioso. E la combinazione di questi fattori, in Grand Prix Story, è orchestrata con un bilanciamento leggermente diverso da quello dei precedenti titoli Kairosoft. Da un lato, per la prima volta, è veramente difficile ritrovarsi a corto di soldi, mentre sono i punti ricerca a servire come il pane e scarseggiare nei momenti chiave. Dall'altro, molto più che in passato, ottenere risultati d'eccellenza (non parliamo nemmeno di sbloccare tutti i segreti) è sostanzialmente impossibile al primo “giro”. Una volta completati i quattordici anni e quattro mesi, il gioco permette come al solito di proseguire senza ulteriori sviluppi o di ricominciare da capo, conservando però un componente e una vettura a scelta fra ciò che si è sbloccato. Un incentivo alla rigiocabilità particolarmente forte, per un gioco che, come detto, ha dalla sua un feedback immediato e fortissimo sul valore del proprio operato e in cui prendere subito a inanellare vittorie può fare la differenza.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Un altro centro per Kairosoft: profondo, divertente, in grado di dare assuefazione. Richiede palesemente di essere affrontato almeno due volte per goderne appieno: decida il giocatore se si tratta di un grande pregio o un colossale difetto.

Commenti

  1. Altered Beast

     
    #1
    Pura droga. Davvero, ho passato sessione di 3-4 ore senza accorgermene e l'ho finito due volte passandoci credo un totale di 30 ore almeno. Per un mese non giocavo ad altro, non accendevo neanche la 360 solo per sviluppare il nuovo gioco musicale o il seguito di un Otello. XD
    E poi ci si fa troppo ridere quando dai i nomi ai videogiochi...il mio videogioco che ha fatto più successo è stato un rhythm game intitolato Britani Lance. XD
  2. giopep

     
    #2
    I nomi che do alle mie aziende e ai miei prodotti non sono pubblicabili. Diciamo che la Cesso che si vede nelle immagini della recensione di Hot Springs Story è forse la più presentabile. :D

    Comunque tutti questi giochi di Kairosoft sono dopanti, all'inizio magari fatichi un po' a ricominciare da capo, ma quando prendi l'abbrivio non te ne stacchi più...
  3. alexbi

     
    #3
    Uhm... grand prix story mi incuriosisce... forse perchè è l'unica Android e quindi l'unica che non posso provare.. :) (comunque il mio telefono è più figo del tuo...)
  4. giopep

     
    #4
    Più che altro mi chiedo se rimarranno esclusivi per sempre o prima o poi li convertiranno (mi riferisco anche a Pocket Academy che c'è solo iOS).
    Anche perché in Giappone sono usciti Department Store Story su iOS e Soccer Club Story su Android (quest'utlimo si trova, in giapponese, anche sullo store occidentale) e sembra quasi che vogliano mettere i gestionali "commerciali" tutti su iOS e quelli sportivi su Android...
  5. alexbi

     
    #5
    Ho preso Game Dev Story... Molto carino. Ovviamente è affascinante ANCHE perchè parla di Videogiochi e della storia degli ultimi 30 anni :D
    Abbastanza facile: all'epoca del SuperIES ho 40 milioni di dollari in banca e, di fatto, non ho ancora licenziato lo staff originale.. I miei giochi hanno vinto un po' tutti i premi tranne quello di "gioco dell'anno". Addirittura c'era un gioco che ha avuto problemi prima dell'uscita e gli è crollato il fattore "fun" (e infatti l'ho chiamato "giocodimerda") ed ha comunque vinto l'award come miglior colonna sonora (ed era un gioco da tavolo basato su Reversi!!! ).

    Comunque se bastasse dire "voglio spendere punti esperienza per fare un gioco divertente" anche nella realtà sarebbe eccezionale eh... Il sogno di Moulineaux
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