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Data di uscita
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Game & Watch

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Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Distributore Italiano
Nintendo Italia
Speciale

Lo schiacciapensieri

Gli anni '80 e la rivoluzione tascabile dei Game&Watch.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

Quando si tratta di Gunpei Yokoi, ogni fatto diventa leggenda. Quella della genesi dei primi Game&Watch racconta di un treno giapponese e di un passeggero che, non disponendo d'altro, giocherellava annoiato con la sua calcolatrice, adoperandola come estremo ludus elettronico. Accanto a quell'uomo sedeva Gunpei Yokoi, il quale gettò una curiosa sbirciata ed ebbe la geniale (ennesima) intuizione: creare un intrattenimento elettronico da taschino, appositamente congegnato per rendere meno grigio e più divertente il tragitto casa/ufficio/casa. Il 1980, dunque, fu l'anno di una vera e propria rivoluzione ludica - ma soprattutto tascabile - di massa: quella dei primissimi Game&Watch, ovvero i nuovi travel handheld di Nintendo. Che qui da noi, però, si chiamavano bonariamente "schiacciapensieri" e non servivano mica per far giocare gli adulti sui trasporti urbani (ancora oggi un'utopia), ma sapevano incantare un ragazzino come il più esotico ritrovato della tecnologia d'importazione. In altre parole, avete mai provato l'ebbrezza di impostare la sveglia sul primo Donkey Kong, quello arancione a doppio schermo? Mai impiastricciato il pregevole involucro che proteggeva Donkey Kong II (Multiscreen) con le vostre manacce di bambino? Mai premuto così forte i tasti di Super Mario Bros. (New Wide) tanto da farli "rientrare", incastrandosi al di sotto del case in alluminio? Mai contato il numero delle possibili animazioni preimpostate di Mr. Game & Watch in Ballon Fight? Mai violentato in maniera compulsa la tenera e sottile membrana rigata che consentiva la comunicazione elettrica tra i due schermi? Mai inserito la punta di una matita per accedere al tasto ACL? Mai presenziato, insomma, alla nascita di una nuova era tecnoludica?

MASS HANDHELD

Laddove il Microvision (1979) di Milton Bradley fallì nel tentativo di realizzare il primo portatile con giochi a cristalli liquidi intercambiabili, Gunpei Yokoi ci vide molto più chiaro: una console tascabile avrebbe dovuto contenere un solo videogioco e consumare pochissima energia, sarebbe stata alimentata da una comune batteria per orologi (o calcolatrici) di facile reperibilità e avrebbe dovuto includere persino un orologio stesso (con tanto di sveglia programmabile). Yokoi sapeva benissimo, in buona sostanza, che un videogioco così miniaturizzato si sarebbe dovuto necessariamente adattare alla tecnologia esistente e non affatto il contrario, perché quel contrario (Game Boy, 1989) era ancora lontano a venire. Come a dire che, in buona sostanza, i Game&Watch non erano affatto inusitati prodigi tecnologici. Si trattava né più né meno che di videogiochi semplici e progettati con intelligenza, che sfruttavano la tecnologia nella maniera più fantasiosa e azzeccata fosse allora possibile. Così accattivanti, infine, da mutare ben presto in un dilagante passatempo globalizzante, con oltre quaranta milioni di unità vendute.

TECNOLOGIE STRATEGICHE

Dai bulbi luminosi del Simon al Light Emitting Display (LED), sul finire degli anni settanta l'elettronica di consumo aveva già decretato la tecnologia vincente, perché più versatile, meno esosa in termini di alimentazione e dai dai costi di produzione certamente più contenuti: il Liquid Crystal Display (dagli orologi digitali ai display dei primi walkman). Quando toccò ai Game&Watch, dunque, Nintendo adottò la soluzione di schermi LCD (singoli o doppi), che ancora non si basavano sul concetto di pixel così come lo si intende oggi, ma utilizzavano elementi pre-disegnati che si "accendevano" a comandi impartiti. Detto in altri termini, sia Mr. Game&Watch (ovvero l'avatar del giocatore) che i nemici potevano muoversi solamente su posizioni predeterminate, secondo pattern stabiliti a monte. Nelle prime incarnazioni si trattava giocoforza di prove d'abilità e velocità su due o più tasti, eppure quella dei Game&Watch risultò di una forma d'intrattenimento ideale, perché meravigliosamente cucita sull'intrattenimento "mordi e fuggi".
I Game&Watch non erano più grandi di una calcolatrice portatile, consumavano ben poca energia, supportavano già allora il multiplayer (nei modelli Multi Screen e Micro Vs. System) e sapevano risollevare il morale di qualsiasi pendolare annoiato. Erano appena incominciati gli anni ottanta, insomma, e per i videogiochi da tasca si prospettavano già grandi cose, nuove dimensioni tascabili.


Commenti

  1. HiroshiShiba

     
    #1
    Bellissimi!Appena vista la foto della notizia nell'homepage,una lacrima nostalgica ha solcato il mio volto nel riconoscere uno dei miei game&watch!vado a cercarli... :)
  2. Dna

     
    #2
    bell'articolo: mi hai fatto venire in mente quando alle elementari in gita si passava tutto il tempo a giocare agli schiacciapensieri!

    io a casa ne ho ancora qualcuno...devo vedere quali sono, ma quasi sicuramente non sono quelli di nintendo...
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