Giostrai del gameplay
La tragica epopea del logorroico ciarliere Pocoto.
Hanno appioppato a quest'individuo di poco(to) conto etichette orribili e malevoli, sicché nessuno gli vuole veramente bene e tutti lo tengono in sospetto, come si fa coi (plig plong!) mentecatti o cogli autentici fanboy. L'hanno tacciato di possedere un'anima insopportabilmente trash che, riconoscendosi tale e forte di una memoria del superfluo sì tanto enciclopedica (conosce tutto, sa tutto, ha un'opinione su tutto), sogghigna e blatera dal profondo della sua esistenza udinese. L'hanno emarginato, sbolognato al vicino come si fa nel Monopoli con Vicolo Stretto e vieppiù irriso, mettendolo alla berlina (o ancor meglio sotto una berlina, in retromarcia, due volte per tutta sicurezza). Raccontano che disponga di un clone di sé stesso in scala 1:8 (Mini Pocoto), d'un sottomarino antropomorfo a sua perfetta e subacquea somiglianza e persino di un testicolo in più, che tiene sempre in tasca e carezza senza farsi notare, mentre con l'altra mano agita il Wiimote. Dicono che dove e quando gli altri s'ammorbano, lui attacca con le sue logorroiche filippiche contro tutto e contro tutti. Contro gli arrotini del gameplay (il libro è in uscita in tutte le peggiori librerie e nei migliori circhi), contro gli sciatti manovali del videogioco, contro gli spregevoli possessori di Amiga ("macchina demoniaca, parecchio sopravvalutata", per non dire altro...), contro Masaiasoft, contro Crapcom, il nuovo Ridge Racer, contro Gianni: Other M e tutti i giostrai del tecnoludico più in generale.

Se parla troppo (oltre il minuto, per intenderci), lo zittiscono sempre e lo rimproverano in malo modo, credendolo troppo gracile e indifeso per reagire, difendersi e farsi valere. Eppure costoro non sanno che Pocoto possiede tutte le caratteristiche del perfetto serial killer, che uccide a mani nude, mentre spiega i prodigi della filmografia di Nando Cicero. Queste, in combo con la conoscenza ventennale dell'arte del karate, fanno del nerd del nordest una perfetta e sempre oliata macchina bellica. Allora, se anche per un attimo soltanto i goliardici denigratori di Pocoto riuscissero a guardare al di là di sue pallide apparenze e a scrutare nel profondo delle sue distopiche filippiche, costoro scoprirebbero che il nintendaro friulano non è affatto una persona fastidiosa e ribalda come può sembrare per i primi sette giorni, ma possiede un'anima adorabile, "che ha avuto solamente la sfortuna di restare intrappolata in un essere apparentemente spregevole" (citazione del Mottura). Bisogna solo imparare a prenderlo e capirlo, ché in fondo ha un cuore di panna grosso così.

