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GDC Europe 2010

Speciale

[GDCE 2010] Achievement!

L'ìmportanza degli Achievement nel videogioco moderno.

di Gianluca Ualone Loggia, pubblicato il

Il buon Mikael fa (banalmente, ma giustamente) notare come un sistema del genere sia possibile solo grazie alla Grande Rete. E ricorda, a questo proposito, i premi che venivano dati in passato ai videogiocatori capaci di battere particolari record in determinati giochi.
Una fra le barriere fondamentali abbattute da Internet, in questo senso, è quella della “certificazione” di ciò che si è ottenuto. Per ricevere in omaggio un badge (vero, fisico, da cucirsi sulla maglietta) da un vecchio concorso Activision, per dirne una, il giocatore doveva fotografare il proprio record sullo schermo del televisore e spedirlo al publisher per partecipare al concorso e sperare di vincere la ricompensa.
Iniziative del genere sono state utilizzate tante volte anche dalle riviste di videogiochi e ricordarle adesso fa una certa tenerezza. Ma fa anche capire come il senso dell’Achievement sia in effetti recondito nel mondo dei videogiochi e come fosse tutto sommato inevitabile che grazie a Internet venissero a galla idee come quella di Xbox Live e di tutti i suoi “cloni”.

I GIOCATORI E GLI ACHIEVEMENT

Jakobsson sposta poi la sua attenzione al modo in cui i videogiocatori si rapportano agli Achievement e li divide in quattro categorie. I “Casual” sono quelli che, secondo il prof, non hanno la consapevolezza di giocare al MMO degli Achievement, ma che sono comunque contenti quando ne ottengono uno. Tendenzialmente dicono che non gliene frega poi tanto, ma potrebbero comunque perdere un bel po’ di tempo nel tentativo di sbloccarne uno. Gli “Hunter” sono quelli che invece hanno piena coscienza della situazione e ci tengono a sbloccare gli Achievement più difficili per poterli sfoggiare all’interno della propria Gamercard. Questa particolarità rende gli “Hunter” più legati all’Achievement in sé che al Gamerscore in generale. Gli “Hunter” tendono a snobbare gli Obiettivi più facili, alla portata di tutti, e a concentrarsi su quelli che solo i giocatori veramente bravi (skillati) possono ottenere.
I “Completist” sono quelli che vogliono sempre e comunque sbloccare il 100% degli Achievement in un gioco posseduto. Non fanno grande differenza tra un Obiettivo facile e uno difficile, per loro è importante solo “millare” o “platinare” i giochi. I “Discontent”, per concludere, sono quelli a cui gli achievement stanno decisamente sulle scatole e che non sprecano occasione per parlarne male o per ricordare come questi sistemi abbiano un po’ rovinato il mondo dei videogiochi. Jacobsson fa però notare come spesso tra i “Discontent” si nasconda gente che un po’ rosica se non riesce a sbloccare un determinato Trofeo.
Chiaramente il prof specifica che un videogiocatore può rientrare anche in più categorie contemporaneamente (“Hunter” e “Completist”, per esempio, possono talvolta coincidere) o cambiare categoria col tempo (un “Casual” o addirittura un “Discontent” potrebbero ricredersi e passare a una delle altre due categorie).
Personalmente, pur trovando questo discorso sulle categorie molto interessante, non riesco a non definirlo incompleto, per un motivo molto semplice: la mancanza di una categoria per me molto importante e anche abbastanza diffusa. Quella degli “Accumulatori”, o “Gamerscorer” che dir si voglia. Cioè la categoria di tutti quei videogiocatori che mettono al primo posto la quantità. Agli “Accumulatori” non interessa la difficoltà degli Obiettivi né il gioco completato al 100%. Agli “Accumulatori” interessa solo ed esclusivamente incrementare il proprio Gamerscore (su Xbox Live), il proprio livello (su PlayStation Network) e così via. A questo scopo, il “Gamerscorer” gioca qualunque cosa (anche giochi che la sua natura di videogiocatore gli farebbero snobbare) gli sia utile ad accumulare punti. Come gli “Hunter” e come i “Completist”, gli “Accumulatori” sono grandi studiosi delle Achievement List, ma il loro interesse è focalizzato su quanto velocemente o facilmente un gioco possa elargire punteggio. Non possono mai essere “Discontent” (a meno di non creare un interessante paradosso) e decisamente mai e poi mai “Casual”, ma possono spesso coincidere con “Hunter” e “Completist”. Ancora più spesso, possono essere magicamente definiti “Achievement Whore”.

ACHIEVEMENT BUONI E MENO BUONI

Jacobsson ha concluso il suo intervento con una panoramica di Achievement storici più o meno riusciti. Simbolo degli Obiettivi “buoni” è sicuramente Pacifism di Geometry Wars, Achievement che chiede di rimanere vivi senza sparare per un intero minuto. Una “quest” che stravolge completamente la natura del gioco, proponendo una sfida singolare e accattivante.
Tra quelli problematici ci sono tutti quelli che richiedono l’uccisione di compagni di squadra in partite multiplayer, il guidare contromano in una gara online e cose del genere. Oppure, quelli più odiati da “Hunter” e “Completist” (e, aggiungo io, più snobbati dagli “Accumulatori”), quelli noiosi e micidialmente “time-consuming”, come i vari Seriously di Gears of War, in cui bisogna uccidere decine di migliaia di avversari, impresa che può arrivare a richiedere mesi e mesi di gioco. Su queste considerazioni si è conclusa una conferenza decisamente interessante, che ha mostrato un modo di guardare agli Achievement che forse non tutti hanno preso in considerazione dal loro avvento a oggi. Non mi dispiacerebbe se il discorso potesse continuare, magari anche al di fuori dell’ambito accademico.


Commenti

  1. DevilRyu

     
    #1
    Gli Achievement comunque li ha "inventati" Valve, e appena hanno iniziato a prendere piede tutti hanno iniziato ad implementarli ed espanderne le funzioni (gamertag etc..)
    In ogni caso io, da giocatore occasionale, non riesco proprio a concepirli, non credo abbiano rovinato nulla eh, ma di certo non modifico l'esperienza di gioco per sbloccare determinati achievement, trovare 1200 galline o uccidere 6900 soldati con la pistola non mi attira per niente; non riesco a concepire la goduria che prova molta gente a platinare o completare tutti gli obiettivi di un gioco, non vedo il fine, non capisco proprio.
    .
    Aumentano la longevità di un gioco? per molta gente si, e sono stati una grandissima invenzione, considerando che gente arriva a comprare i giochi in base alla facilità con cui si sbloccano gli achievement.
  2. xsecuzione

     
    #2
    DevilRyu ha scritto:
    Gli Achievement comunque li ha "inventati" Valve, e appena hanno iniziato a prendere piede tutti hanno iniziato ad implementarli ed espanderne le funzioni (gamertag etc..)
    In ogni caso io, da giocatore occasionale, non riesco proprio a concepirli, non credo abbiano rovinato nulla eh, ma di certo non modifico l'esperienza di gioco per sbloccare determinati achievement, trovare 1200 galline o uccidere 6900 soldati con la pistola non mi attira per niente; non riesco a concepire la goduria che prova molta gente a platinare o completare tutti gli obiettivi di un gioco, non vedo il fine, non capisco proprio.
    .
    Aumentano la longevità di un gioco? per molta gente si, e sono stati una grandissima invenzione, considerando che gente arriva a comprare i giochi in base alla facilità con cui si sbloccano gli achievement.
     LOL è vero!
    Io per fortuna platino solo i giochi che mi piacciono sul serio, ma solo per dargli più longevità. C'è da dire anche che il Videogame è "nato" per battere record su record, e avere delle "prove" della propria abilità in un determinato gioco secondo me esalta l'aspetto competitivo. E' vero che è una gara a chi cel'ha più lungo e che a molti non interessa averlo più piccolo o più grosso degli altri, ma per la natura dei vg trovo che siano un invenzione spettacolare.
    Quando dicevo ai miei amici che avevo finito RE e RE2 in tutti i modi e tutte le salse non ci credevano, ora grazie ai trofei/obbiettivi invece posso avere le prove! :P
  3. AVV.

     
    #3
    non mi è mai capitato di beccare un hunter:\
    .
    comunque è vero, gli achievement e simili sono un insperata miniera d'oro per M$ e sony. in particolare quelli che  garantiscono guadagni facili sono i patiti del completamento al 100%
    Questi idioti (scusate) si comprano qualsiasi dlc che gli venga proprinato, dalle assurde divise con achievement icorporato di bad company 2 ai dlc di giochi che hanno la versione GOTY praticamente certa dal lancio della versione base.
    .
    .
    La cosa strana è che non mi pare  ci siano case che sfruttano gli obiettivi per vendere giochi scarsi.
    giochi in cui basta finire il gioco e sono 1000 punti fatti ne ricordo meno di una decina. il più recente che ricordo è terminator dell'anno scorso.
    .
    purtroppo achievement simpatici e "modifica gameplay" non ne ricordo tantissimi, giusto i 3 fantastici obeittivi di orange box che obbligavano a giocare il gioco o un livello usando solo la gravity gun.
    .
    .mentre ricordo centinaia di obeittivi idioti,  EA in particolare sembra promuverli.
    in FNR 4 bisogna ottenere le cinture on-line. cinture che ha una sola persona per ogni categoria di peso. se la persona con la cintura non gioca....avete capito. il bello è che mi sono informato e gli attuali campioni non combattono, vendono la propria cintura a 3000-4000 punti microsoft:berto:

    [Modificato da AVV. il 24/08/2010 10:51]

  4. giopep

     
    #4
    Ma infatti, come giustamente viene spiegato nell'articolo di Ualone, il bello è che si tratta di una roba che ognuno affronta a modo suo. Fra chi li ignora completamente e chi vive per fare achievement ci sono tutta una marea di categorie.

    Io, per dire, non subisco il fascino del fenomeno in sé e non amo molto gli achievement ottenibili semplicemente dedicandoci ore e ore (tutti quelli di "accumulo"), ma sono abbastanza fan dei singoli achievement "tosti" perché richiedono abilità grosse (tipo prendere i platini nei giochi di corse, o certi achievement di Geometry Wars). Sono fan nel senso che stimo chi li sblocca, io mica sono in grado. :D

    E poi mi piacciono quegli achievement che ti spingono in maniera intelligente a scoprire cose particolari del gioco, o ad affrontarlo anche in maniera un po' diversa. Penso a certe trovate di Valve, certi achievement, ancora, di Geometry Wars o di Dead Rising. In genere gioco tendendo a ignorarli, ma ogni tanto butto un occhio e se vedo qualcosa che mi stimola... perché no?
  5. |Sole|

     
    #5
    Per inciso, Ualone viaggia oltre i 100.000 punti sul suo gamertag. A che categoria pensate appartenga? :D
  6. |Sole|

     
    #6
    AVV. ha scritto:
    La cosa strana è che non mi pare  ci siano case che sfruttano gli obiettivi per vendere giochi scarsi.


    Oddio, magari non esplicitamente, ma ormai è chiarissimo a tutti che esiste un "mercato" di giocatori interessati ai mille punti facili.

    A me, personalmente, degli achievement 'mporta sega, però ci sono cose molto divertenti che scopro - casualmente, perché la lista non la guardo mai - e che apprezzo. Cose, per capirci, divertenti e spiazzanti, come il "ribaltarsi tre volte in un incidente" in un rigoroso gioco di guida, o il "passa un minuto senza sparare" in Geometry Wars. Quelle cose divertenti messe lì in controtendenza agli scopi reali del gioco, ecco.
  7. AVV.

     
    #7
    |Sole| ha scritto:
    Per inciso, Ualone viaggia oltre i 100.000 punti sul suo gamertag. A che categoria pensate appartenga? :D
      credo accumulatore di cui posso dare un identikit essendone un appartenente.
    .
    l'accumulatore parte senza badare troppo agli obiettivi o guardando solo quelli visibili. tutto questo per godersi il gioco senza troppi spoiler e giocandolo normalmente.
    Finito il gioco si va a guardare guide, obiettivi nascosti ecc. in molti casi scoprendo che poteva sbloccare tutto in un solo playtrough mentre ora dovra rigiocarsi l'intera campagna per una manciata di punti (cosa che mi è appena capitata con prince of persia LSD ma ho saggiamente lasciato perdere)
  8. utente_deiscritto_6190

     
    #8
    Sarò vecchio ma io questa cosa degli obbiettivi non la capisco.
    Nel senso: ho sempre cercato di completare i titoli a cui giocavo al 100% per una questione di sfruttamento delle possibilità offerte dal gioco. Tutte le gemme di Crash Bandicoot, le uova di Spyro, le stelle di Mario e così via. Un sfida interna al gioco e necessaria per godere di tutte le soluzioni ludiche presenti nel pacchetto. Ora, concettualmente non dovrebbe essere un problema se questo aspetto viene esplicitato in forma pubblica e infatti non lo è.
    Contesto l'azione falsificatrice che la maggior parte degli obbiettivi/trofei apportano allo spirito del gioco in esame. Vorrei capire la bellezza della sfida insita nell' affrontare un livello di Tomb Raider Legend in meno di 5 minuti, ovvero un gioco basato sulla contemplazione e sulla risoluzione ragionata ridotto ad un clone pedestre di Burnout, come se questo innalzasse ancora di più la sua intrinseca natura. Oppure, Aliens VS Predator, modalità Nightmare: finire il gioco a very hard senza utilizzare checkpoint, praticamente una piallamento di testicoli senza possibilità d'appello.
    Oppure, stressare fino allo sfinimento una situazione ripetitiva e fondamentalmente poco divertente per far sì che un giocatore rimanga più tempo possibile a giocare con un titolo. Al 200esimo coniglio triturato in RDR c'è qualcosa che non va, non solo nel gioco ma in chi gioca, così come uccidere 500 nemici con una pistola ad acqua colpendo solo la testa in titoli come Uncharted.
    Quindi: ok all'idea di una classifica oggettiva dell'abilità del giocatore, ma le sfide devono essere all'interno del gioco e compatibili con il gioco.
  9. Lucael

     
    #9
    Il gladiatore ha scritto:
    Quindi: ok all'idea di una classifica oggettiva dell'abilità del giocatore, ma le sfide devono essere all'interno del gioco e compatibili con il gioco.
     Secondo me gli achievement difficilmente possono e potranno mai essere una classifica oggettiva dell'abilità, più che altro una classifica oggettiva del tempo accumulato sul gioco. Non tutti gli Achievement si ottengono con una particolare abilità, altri potrebbero esserlo ma basta una guida su Youtube. Il problema è con quanta intelligenza sono realizzati gli Achievement. Per dire, finire l'episodio speciale The Signal di Alan Wake senza morire e salvare è interessante come sfida e probabilmente senza Achievement e senza una qualche esplicitazione non mi metterei mai a farlo.
  10. dis-astranagant

     
    #10
    DevilRyu ha scritto: 
    non credo abbiano rovinato nulla eh
     Per me si, quando vedo videogiocatori che sbuffano perchè DEVONO o si sentono in dovere di platinare un gioco (e sono tanti) allora qualcosa di rovinato c'è.
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