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Viva viva GDC!

Un po' meno più meglio, ma comunque più meglio.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Ieri si è chiusa l'edizione 2011 della GDC Europe e si è aperta l'edizione 2011 della Gamescom, con un intreccio ormai tradizionale e che anche quest'anno si porta dietro quel sapore un po' agrodolce di “si stava meglio quando si stava peggio”. La GDC Europe si è confermata sorella minore, ma pur sempre sorella, e ha ancora una volta offerto un bel po' di appuntamenti interessanti... ma (quasi) solo quando non c'era Fotone. Della sua jella nel sorbirsi solo le conferenze più puzzone dell'intera manifestazione ve ne ha parlato nel suo post. A me preme invece sottolineare come, invece, la GDCE sia stata ancora una volta un momento bello, felice, di condivisione, in cui sono volate opinioni, teorie e lezioni interessanti, in cui ci si poteva informare sulle fondamenta alla base del videogioco.

A noi, della GDC, piace scrivere e parlare. Ovviamente, nei giorni di Gamescom piena, tocca cedere il passo al rumore degli eventi “grossi”, ma qualcosa vi abbiamo già raccontato nei giorni scorsi (andate a questo indirizzo per trovare tutti gli articoli e le prime tre videodirette da Colonia, in cui abbiamo parlato anche di GDC Europe) e molto altro arriverà in futuro. Anche solo provando a fare mente locale in maniera veloce su ciò a cui ho assistito, mi vengono in mente almeno cinque o sei begli interventi di cui ancora non ho scritto, più tutte le conferenze degli sviluppatori indie e qualche altro appuntamento di cui scriveranno i miei compagni. E poi l'intervista a Jason VandenBerghe e l'appuntamento di ieri con il mitico Richard “Lord British” Garriott, con il suo keynote, con la lunga intervista che mi ha concesso (altra spunta levata dal lungo elenco di miti di gioventù con cui mi piacerebbe scambiare quattro chiacchiere) e con la proiezione in anteprima del documentario dedicato al suo viaggio nello spazio.

Ciao Richard, è stato bello - GDC Europe 2011
Ciao Richard, è stato bello

Insomma, sì, è la GDC Europe, è meno “ciccia” di quella originale, ma un bel filo di grasso, spesso, stratificato, se lo porta sempre sui fianchi. Ed è sempre un piacere frequentarla, volerle bene e immergercisi. Così come è sempre triste osservare quei corridoi svuotati e spenti, al momento della chiusura.

Con buona pace di chi vi ha trovato poco di interessante, più per sfortuna che altro.

Con il piacere di avervi fatto trovare cose interessanti a chi non c'era mai stato.

Con una pernacchia a chi non ci trova mai nulla di interessante.

Con un bel grazie a chi mi ci manda, alle GDC.

Ché ogni volta arriva il momento in cui c'ho l'epifania e improvvisamente vengo pervaso da una gioia che levati, da quella sensazione da “uah, ma che figata essere qui e poter fare questa cosa”.

Ed è bello.


Commenti

  1. Tifa Lockheart

     
    #1
    ok, tutto molto bella ma di cosa ha parlato Garriott?
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