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GDC Europe 2011

Intervista

A colloquio con Lord British (Terza parte)

Il punto d'incontro fra casual e hardcore.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Videogame.it: Quindi il videogioco “hardcore” dovrebbe approcciare questo genere di contesto. Ma per farlo, bisogna modificare diversi elementi cardine del videogioco “classico”. Pensi che una Activision, con per esempio un Call of Duty, possa voler davvero provare a seguire una via di questo tipo? Di fondo significa davvero modificare alla radice la natura dei videogiochi che crei...

Richard Garriott: Penso sia qualcosa che diventerà presto obbligatorio fare, in una maniera o nell'altra. Ma attenzione: il punto non è la profondità dell'esperienza, non sono la ricchezza o la complessità del gioco che si svelano sulla distanza. Il punto è che tale complessità non deve sommergerti fin dall'inizio. Non gettarmi nel bel mezzo di un mondo virtuale in cui devo leggere le istruzioni, intuirle, bussare a cinque porte a caso, parlare con degli sconosciuti... Ti faccio un esempio: se ricordi, negli Ultima del periodo “centrale”, invece di farti tirare dadi o inserire numeri per creare il personaggio, avevo ideato un test della personalità. Ti facevo domande su quel che ti piace o non ti piace, su cosa pensi di determinate cose... e basandomi sulle risposte a un totale di quattro o cinque domande, decidevo al tuo posto che genere di personaggio saresti stato. Poi, però, ti buttavo nel bel mezzo di un mondo virtuale, in cui era tutto da capire.

La mitica schermata di creazione del personaggio di Ultima IV - Ultima OnLine The Second Age
La mitica schermata di creazione del personaggio di Ultima IV

Ora, prova a immaginare una versione diversa di quel modello, nella quale non si stabilisce che tipo di combattente sarai. Perché è esattamente quel che accadeva, eh: a prescindere dalle tue risposte, il personaggio era comunque una qualche forma di combattente, e io decidevo solo se si sarebbe trattato di un guerriero, un mago, eccetera. Ecco, immagina invece che si decida quale ruolo vuoi interpretare: preferisci essere un contadino o magari un barista? Oppure vuoi fare l'avventuriero, cosa che poi genera ulteriori scelte e non ti porta necessariamente a diventare un combattente! E a quel punto, invece di gettarti nel mondo virtuale, ti contestualizzo. Vuoi fare il barista? Ti piazzo in un locale, che cominci a gestire. Ah, a proposito, il tuo vicino fa il contadino, puoi interagire con lui per procurarti il cibo da servire. Dall'altro lato della strada c'è un addestratore di animali, magari puoi vendere dei prodotti alimentari a lui! E farò in modo che nessun barbaro incazzato venga all'improvviso a devastarti il negozio o a farti fuori il cane. Costruisco un area in cui puoi fare quello che vuoi, esponendoti a un livello di sofisticazione adeguato a quel che sei in grado di gestire, solo sulla base di quelle domande iniziali. Poi, col tempo, se vuoi esplorare, uscire dal piccolo ambiente che ti sei costruito ed esplorare il mondo, come mi aspetto che tu voglia fare a un certo punto, magari comincerai a interessarti alla fabbricazione di armi, spade. E magari vorrai spostare la tua casa in una zona frequentata dai guerrieri, anche se forse non sarai ancora pronto per andare a vivere al di fuori del villaggio. Magari vivrai per sempre protetto dalle mura del villaggio, oppure un giorno deciderai di andare a vivere vicino alla pericolosa miniera! Il punto è far evolvere la complessità e profondità dell'esperienza in base ai desideri e alle esigenze del singolo giocatore. Nel mio keynote ho fatto l'esempio dell'evoluzione visibile nei giochi Zynga, da Farmville a Frontierville a Cityville: ciascuno di quei giochi ha riscosso circa il doppio del successo del predecessore, pur proponendo meccaniche via via più complesse e articolate. Insomma, non sottovalutate i giocatori casual. Lo stesso termine “casual” potrebbe non descrivere adeguatamente le loro abilità, anche solo da qui a un paio d'anni.

Videogame.it: E poi, insomma, una persona che gioca ogni giorno ore e ore a Farmville, spendendo dei soldi per acquistare oggetti e novità... di fondo è hardcore.

Richard Garriott: Esattamente! Quel tipo di dedizione, in termini di tempo e soldi, è hardcore.

Videogame.it: In ogni caso, comunque, tu non pensi che il videogioco hardcore sia destinato a sparire?

Richard Garriott: Ma assolutamente no, e del resto non mi sembra che l'era degli MMO abbia cancellato dalla faccia della terra il gioco in singolo, no? C'è spazio per tutto e per tutti. Il punto è che bisogna diversificare sempre di più, mirare a tutti i tipi di pubblico. Guarda come funziona il cinema mainstream: ci sono film mirati agli uomini, come può essere un Terminator Salvation, film pensati per le donne, come può essere Le pagine della nostra vita, e film per tutti i tipi di pubblico. Piuttosto è importante che gli sviluppatori di giochi hardcore imparino a sfruttare gli strumenti della nuova era. Di contro, ciò che penso sia destinato prima o poi a sparire sono le console, almeno per come le intendiamo oggi. Ma io non sono mai stato bravo a fare previsioni sull'hardware, quindi probabilmente mi sbaglio.


Commenti

  1. falinovix

     
    #1
    Bellissima intervista. Non è facile tirare fuori commenti così a personaggi importanti. Giopep è il migliore giornalista di videogiochi in Italia. Bravo!
  2. blackcat73

    #2
    Io un ultima 10 glielo pagherei pure doppio so che da solo non sarei abbastanza per fargli fare profitto... ho adorato il 9 anche se buggato all'inverosimile(ho ancora appesa la mappa di britannia in camera).
  3. giopep

     
    #3
    Hahahahah, Falinovi, esagerato. :D
  4. Vladimiro

     
    #4
    Lo hai abbracciato ringraziandolo per Ultima Online? Lo hai offeso perche' non ne ha fatti altri? :D
  5. giopep

     
    #5
    A fine intervista stretta di mano convinta e dichiarazione di fanboyaggine totale. :D
  6. Bruce Campbell87

     
    #6
    grandissima intervista, complimenti, la spammo un po' in giro :D considerazioni interessanti, certo che fa un po' specie sentire che gioca solo su mobile apple, madonna. X°D
  7. giopep

     
    #7
    Eh, ma d'altra parte è comprensibile: giocare in maniera tradizionale è una cosa che comunque richiede una certa dedizione e del tempo. A estrarre il telefono e farti una partita ci vuole un attimo, dovunque tu sia. Lo vedo ben io nei periodi in cui sono poco stabilmente a casa: ci metto magari due mesi a finire un giochino Live Arcade, ma gioco tonnellate di roba col telefono. :)

    (Senza contare che col telefono ci gioco pure quando sono al cesso. :D Magari il Wii U servirà a questo)
  8. Bruce Campbell87

     
    #8
    un futuro da niubbi per l'industria sempre più mobile, argh!
  9. Dna

     
    #9
    ma a cosa sta lavorando lord british ?

    cmq eterna riconoscenza per UltimaIX e Ultima Online!!
    grandissimo il riferimento all'uccisione di ratti nelle fogne: quando uscì UO era talmente hardcore che un nuovo giocatore, doveva farsi un mese minimo di raccolta legname e uccisione ratti nelle fogne prima di provare a uscire dalle mura della città ( perchè appena uscivi venivi falciato o da pk o da mob lol!!!!)
  10. |Sole|

     
    #10
    Tch. Soldi per il gioco, soldi per giocare, milioni di bolletta per poi passare il tempo in miniera. E contenti. Oh, ma saremo scemi, a volte?
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