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GDC Europe 2011

Intervista

A colloquio con Lord British (Quarta parte)

Chiacchiere in libertà con Richard Garriott.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Videogame.it: Parliamo un attimo della potenza del videogioco come mezzo espressivo. Nei vari Ultima hai spesso toccato tematiche importanti, ricche: è qualcosa in cui credi, la possibilità di comunicare al di là della semplice storia di genere?

Richard Garriott: Assolutamente. i videogiochi sono un mezzo espressivo, che ti offre delle opportunità e ti grava di chiare responsabilità. L'arte, in generale, penso possa occuparsi di qualsiasi argomento, senza che ci sia spazio per la censura. Vuoi realizzare un gioco in cui non si fa altro che uccidere innocenti? Hai tutto il diritto di farlo, anche se non credo sia una cosa che potrebbe piacermi. Secondo me, comunque, la cosa più interessante è puntare uno specchio in faccia alle persone. Credo che siano molto interessanti da realizzare e anche poi da giocare quei giochi che riescono a fare da specchio, mostrando al giocatore un riflesso di se stesso e della società in cui vive. E del resto vale lo stesso per il miglior cinema e la miglior letteratura, no? L'importante, almeno per come la vedo io, è non mettersi a fare il sermone: bisogna lavorare sul sottotesto.

Videogame.it: Visto che hai citato la censura... oggi stesso, dopo il tuo keynote, c'è stato un intervento di Guillaume de Fondaumiére, co-CEO di Quantic Dream, sulle problematiche legate ai sistemi di rating. In particolare si è concentrato sul fatto che i parametri in base a cui si valuta la presenza di sesso e violenza nei videogiochi sono molto più rigidi rispetto a quelli utilizzati per qualsiasi altra forma espressiva, e questo limita fortemente la libertà e la capacità comunicativa di chi crea videogiochi. Sei d'accordo? È qualcosa che percepisci come un problema serio?

Richard Garriott: Sicuramente è vero, ci sono diversi pesi e diverse misure nel modo in cui vengono applicati i sistemi di rating. Detto questo, personalmente, non mi sono mai sentito limitato dai sistemi di rating. Mi è capitato che l'azienda per cui lavoravo avesse dei dubbi sull'opportunità di includere determinati tipi di contenuto, in relazione al tipo di immagine che volevano fosse associata all'azienda. Ma non era un problema di rating, era una decisione “aziendale”, su cui magari non ero particolarmente d'accordo. Quindi, diciamo che come artista (per così dire), nel creare e comunicare quel che volevo, non mi sono mai sentito limitato dai sistemi di rating. Nei miei giochi ho discusso e dibattuto più volte la violenza, così come quelli che chiamo “contenuti sessuali adulti”, ma no, non credo di essermi mai tirato indietro su qualcosa del genere. Se si trattava di elementi importanti per la storia, li ho utilizzati. Pensa a Ultima V, che si apriva con il corpo macellato di una persona in una casa, pezzi sparsi in giro... per l'epoca, per la grafica di quei tempi, era piuttosto esplicita, come cosa. Quindi, insomma, ho fatto cose del genere, quando ritenevo fosse appropriato, utile nel contesto di ciò che volevo raccontare.

Videogame.it: Saltiamo di palo in frasca con una curiosità: ti ho visto apparire nel documentario Boxing Gym. Che caspita ci facevi in un documentario su una palestra di boxe? È una tua passione?

Richard Garriott: (ride) È curioso che tu abbia visto quel film...

Videogame.it: Era al festival di Cannes dell'anno scorso...

Richard Garriott: Giusto! Beh, dunque, uno dei miei migliori amici è un pugile professionista. Siamo diventati amici semplicemente perché ho cominciato a frequentare la palestra per tenermi in forma. Ma non sono mai stato un appassionato di boxe, fino a che quel mio amico, che all'epoca era un dilettante, è poi diventato due volte campione del mondo. E quindi sono stato al suo angolo durante gli incontri per il titolo, ho scattato fotografie a bordo ring e insomma sono sempre lì in palestra... per questo mi hai visto nel documentario su quella palestra.

Videogame.it: Insomma, hai inventato la maggior parte dei generi di videogioco... sei stato nello spazio... sei amico di un due volte campione del mondo... ma basta!

Richard Garriott: (ride) Sono molto fortunato!

Per non farsi mancare nulla, Lord British ha conquistato anche lo spazio - Ultima OnLine The Second Age
Per non farsi mancare nulla, Lord British ha conquistato anche lo spazio

Videogame.it: E invece, che cosa rappresenta quel serpente che porti al collo?

Richard Garriott: Dunque,mio padre è un astronauta, mia madre è un'artista. Ogni estate, dopo la scuola, imparavo nuove tecniche, qualsiasi cosa mia madre stesse facendo dal punto di vista artistico. Un'estate stava lavorando l'argento, quindi ho imparato a lavorare l'argento. E questo serpente è la prima cosa che io abbia mai costruito in argento. Ed è una catena che non si può togliere, è attaccata al mio collo in maniera permanente. Quindi la indosso da quando avevo undici anni. È diventata, in un certo senso, il mio emblema personale. È andata nello spazio! Il bello è che, in maniera del tutto casuale, lo stemma di famiglia di mia moglie si adatta molto a questo serpente, quindi ho creato un nuovo stemma, che li unisce, dedicato alla nostra famiglia!

Videogame.it: Chiudiamo con una domanda sulla tua impresa “spaziale”. L'anno scorso, qui a Colonia, Jenova Chen ci ha raccontato di come l'ispirazione per il suo Journey sia venuta anche dalle conversazioni con astronauti, relative a quanto l'esperienza di viaggiare nello spazio sappia cambiarti profondamente. Tu ne sei uscito come una persona diversa, sul piano umano e professionale?

Richard Garriott: A livello professionale devo dire che non noto particolari modifiche all'approccio al mio lavoro. Ma dal punto di vista umano, sì, mi ha cambiato profondamente. Innanzitutto, certo, anche solo il fatto di riuscire a coronare un sogno che coltivavo fin da bambino è un'esperienza incredibile. Ma al di là di questo, trascorrere quei giorni nello spazio, osservando la Terra dall'alto, percorrendone l'intera superficie con lo sguardo così tante volte nel giro di una sola giornata, scrutando i mille modi in cui la presenza umana è veramente dappertutto, è una cosa che ti cambia davvero nel profondo e che è difficile da descrivere. Un effetto lampante è nel mio approccio al consumo energetico: sono sempre stato propenso a uno stile di vita “verde”, ho sempre speso tanti soldi in beneficenza in quella direzione, ma la verità è che la mia vita consumava un sacco di energia. Dopo il mio viaggio nello spazio ho venduto la maggior parte delle mie super automobili, ho ristrutturato la mia casa in modo da ridurre al minimo il consumo... ho perfino un'applicazione sul mio iPhone che mi dice, in qualsiasi momento, quanto sto consumando con ogni singolo elemento della casa! E, a proposito, non date retta a tutte quelle menate sul consumo di corrente causato dalla lucina del televisore in standby o simili: certo, sono consumi inutili, ma non sono nulla, nulla, rispetto a quello che si consuma utilizzando aria condizionata, riscaldamento e acqua in maniera scriteriata. Nulla.


Commenti

  1. falinovix

     
    #1
    Bellissima intervista. Non è facile tirare fuori commenti così a personaggi importanti. Giopep è il migliore giornalista di videogiochi in Italia. Bravo!
  2. blackcat73

    #2
    Io un ultima 10 glielo pagherei pure doppio so che da solo non sarei abbastanza per fargli fare profitto... ho adorato il 9 anche se buggato all'inverosimile(ho ancora appesa la mappa di britannia in camera).
  3. giopep

     
    #3
    Hahahahah, Falinovi, esagerato. :D
  4. Vladimiro

     
    #4
    Lo hai abbracciato ringraziandolo per Ultima Online? Lo hai offeso perche' non ne ha fatti altri? :D
  5. giopep

     
    #5
    A fine intervista stretta di mano convinta e dichiarazione di fanboyaggine totale. :D
  6. Bruce Campbell87

     
    #6
    grandissima intervista, complimenti, la spammo un po' in giro :D considerazioni interessanti, certo che fa un po' specie sentire che gioca solo su mobile apple, madonna. X°D
  7. giopep

     
    #7
    Eh, ma d'altra parte è comprensibile: giocare in maniera tradizionale è una cosa che comunque richiede una certa dedizione e del tempo. A estrarre il telefono e farti una partita ci vuole un attimo, dovunque tu sia. Lo vedo ben io nei periodi in cui sono poco stabilmente a casa: ci metto magari due mesi a finire un giochino Live Arcade, ma gioco tonnellate di roba col telefono. :)

    (Senza contare che col telefono ci gioco pure quando sono al cesso. :D Magari il Wii U servirà a questo)
  8. Bruce Campbell87

     
    #8
    un futuro da niubbi per l'industria sempre più mobile, argh!
  9. Dna

     
    #9
    ma a cosa sta lavorando lord british ?

    cmq eterna riconoscenza per UltimaIX e Ultima Online!!
    grandissimo il riferimento all'uccisione di ratti nelle fogne: quando uscì UO era talmente hardcore che un nuovo giocatore, doveva farsi un mese minimo di raccolta legname e uccisione ratti nelle fogne prima di provare a uscire dalle mura della città ( perchè appena uscivi venivi falciato o da pk o da mob lol!!!!)
  10. |Sole|

     
    #10
    Tch. Soldi per il gioco, soldi per giocare, milioni di bolletta per poi passare il tempo in miniera. E contenti. Oh, ma saremo scemi, a volte?
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