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GDC - Game Developers Conference 2010

Speciale

Ritorno a Frisco

Una fiera solo per addetti ai lavori?

di Andrea Maderna, pubblicato il

La Game Developers Conference è la prima delle quattro grandi fiere internazionali che ogni anno scandiscono lo svolgimento del mondo videoludico, traghettando gli appassionati da una scoppiettante stagione natalizia all'altra. È però una fiera particolare, diversa da tutte le altre, che concede una parte dei suoi spazi alle classiche situazioni da Expo con presentazioni e interviste dedicate alla stampa (anzi, un paio di anni fa sorpassò addirittura l'E3 per importanza) ma rimane per lo più dedicata ad altro. Tavole rotonde, conferenze, laboratori, approfondimenti pensati da e per un pubblico esperto, smaliziato, inserito nel tessuto stesso dell'industria.

una storia quasi ventennale

Il salotto del mitico game designer Chris Crawford - Balance of Power fra i suoi giochi più importanti - è il luogo in cui, nel lontano 1988, nacque la GDC. Vi parteciparono una trentina di colleghi e l'evento piacque al punto che già nello stesso anno venne organizzata la seconda edizione, all'Holiday Inn di Milpitas: 150 partecipanti. Da lì in poi fu una continua crescita, fino a raggiungere i livelli odierni, in cui decine di migliaia di persone si presentano in fiera giungendo da tutto il mondo. San Jose, residenza di Crawford, ha fatto da sede fino al 2005, quando la manifestazione si è spostata nella sua sede attuale, il Moscone Center di San Francisco.
Nel corso degli anni alla GDC si sono affiancate manifestazioni parallele, come l'Independent Games Festival, che da oltre dieci anni premia i migliori titoli indie facendoli valutare dagli addetti ai lavori, e i Game Developers Choice Awards, una sorta di notte degli Oscar in cui l'industria si valuta, premia e autocelebra. In più sono nate svariate GDC "alternative", organizzate in altre location e in vari momenti dell'anno: Canada, Europa, Cina e Austin. Insomma, la Game Developers Conference sta conquistando il pianeta.

un fascino diverso

Affrontare la GDC nell'ottica del reportage giornalistico non è semplice. Non lo è, innanzitutto, perché offre pochi piatti precotti. Manca quasi del tutto quella lunga serie di presentazioni, dimostrazioni, annunci e frullati di marketing su cui si basano le altre fiere. Articoli che si scrivono da soli, elenchi di caratteristiche insaporiti da qualche giudizio e subito pronti per andare in pasto a un pubblico giustamente vorace di novità.
No, alla GDC la notizia, il reportage di successo, te la devi andare a scovare. Fotografando magari quella singola diapositiva che nel bel mezzo di una conferenza ti svela un qualcosa di forte e inatteso. Inseguendo uno sviluppatore per strappargli un'intervista. Scovando il gioco che non t'aspetti e fissando un appuntamento al volo, incastrandolo fra una conferenza e l'altra.
E poi perché ancora meno semplice è mettere nero su bianco quanto di bello è interessante viene detto, fatto e mostrato nei vari eventi che rappresentano il cuore della manifestazione. Come fai a riprodurre con un semplice testo scritto la passione, la spontaneità, l'amore per il videogioco e per il proprio lavoro che emergono nei giorni della GDC? Come puoi reinterpretare in maniera accattivante da leggere una tavola rotonda a cui partecipano una decina di luminari del settore? Anche qui sta la sfida, perché partecipare è splendido, ma "rimbalzare" questo splendore su chi ti legge è impresa complessa.
Così come è forse impossibile dipingere la splendida atmosfera di familiarità, relax, apertura, condivisione che si respira fra quei corridoi, in quelle stanze, su quei seggiolini per una settimana.
Ma vale la pena di provarci, senza dubbio, perché se c'è un evento imperdibile per un appassionato di videogiochi, beh, è proprio la GDC. Chi davvero ama il videogioco, ne apprezza le potenzialità e si interessa a qualcosa che vada oltre la patina luccicante del marketing e delle uscite natalizie non può che amare alla follia la Game Developers Conference. E se non ci credete, seguite il nostro reportage, nel quale proveremo a convincervi.

la nostra GDC

Al di là delle presentazioni e della cerimonia degli award, la programmazione degli eventi alla GDC è molto precisa e schematica. Ci sono vari filoni, che dividono conferenze, laboratori e tavole rotonde in base ad argomenti specifici: programmazione, game design, management, produzione, arti visive, audio, intelligenza artificiale, mobile, educativi, indie, iPhone, localizzazione, serious gaming, social & online gaming. Tramite articoli, approfondimenti e il nostro diario di viaggio cercheremo di coprire il più possibile, in maniera trasversale, raccontandovi un po' di tutto e dando un'ampia panoramica sugli argomenti di cui si parlerà. Eviteremo gli aspetti più squisitamente tecnici, complessi, o comunque dedicati a chi lavora giorno per giorno sulla produzione dei videogiochi, ma proveremo ad approfondire in tutte le direzioni. Scorrendo il programma spiccano svariati spunti dal bel potenziale: il keynote di Sid Meier, gli approfondimenti sulla lavorazione di Uncharted 2, God of War III, Canabalt, Assassin's Creed 2, Dante's Inferno, Arkham Asylum, Mass Effect 2, Final Fantasy XIII, Deus Ex 3. E ancora, la conferenza sul design sonoro di Akira Yamaoka e quella sulla carriera di Yoshio Sakamoto, gli approfondimenti sul digital delivery e sugli Achievement e la sempre divertente game design challenge, che quest'anno sfida gli sviluppatori a creare un gioco che sfrutti la (vera) morte di una (vera) persona. Insomma, di carne al fuoco, ancora una volta, ce ne sarà tantissima. Noi stiamo svenendo dalla fame. Voi?


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