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Cibo sanfrancescano

Tornare a San Francisco è anche questione di gusto...

di Simone Soletta, pubblicato il

Si può essere dei grandi viaggiatori ed essere, al tempo stesso, abitudinari? Beh, si può.
Oddio, grande viaggiatore non lo sono più, sono passati i tempi in cui andavo in giro col passaporto in tasca perché "non si sa mai" (ed è servito!), così come lascio ad altri da tempo, complici nuove responsabilità amministrative e la famiglia che si è allargata, i viaggi "una botta e via" tipo "12 ore a Londra, di cui 8 in aeroporto, per vedere Fantomas 3: La Vendetta", oppure "un giorno e mezzo a Baltimora a vedere il nuovo Pirates!" (non sto scherzando, è successo davvero: Aereo-Atterraggio a Washington la sera-cena e letto-mattina in Firaxis-pomeriggio aereo di ritorno. Roba da arrivare a casa come se fossi appena uscito dal programma centrifuga della lavatrice).

Però qualche viaggio mi capita ancora di farlo, a parte questi delle fiere più gettonate, e ogni volta mi trovo di fronte a una sorta di dilemma. Per natura, mi piace visitare sempre un luogo nuovo, a cui mi approccio totalmente impreparato. Se non si tratta di un viaggio da toccata e fuga, ma c'è il tempo per godersi un po' la zona, preferisco non studiare nulla in partenza e andare sostanzialmente a caso alla scoperta di una città o di un luogo.

Prendo la prima via che mi ispira e cammino per vedere dove mi porta. E magari questo approccio mi costerà qualche luogo fondamentale ("Come?!? Sei andato a Parigi e non hai visto La Bastiglia?!?!), ma mi permette di scoprire angoli più vissuti e interessanti di una città.

Ora, questo negli Stati Uniti si può fare fino a un certo punto, visto che tolta San Francisco e la New Orleans pre-Katrina, le altre città che ho visitato non possono certo essere visitate a piedi. New York, clamorosamente, mi manca e forse può completare il trittico. Ma, per l'appunto, stiamo per partire per San Francisco, no?

La parte abitudinaria di me, invece, gode immensamente a tornare in luoghi conosciuti e famigliari. Mi piace tornare in quel ristorante, rivedere quel lungomare, passeggiare in quel centro storico.

La cosa bella di San Francisco è che mi permette di fare ambedue le cose. Non posso dire di non conoscere la città, ci sono stato per la prima volta nel 1986 e ci sono tornato tantissime volte... al punto che ci sono zone che conosco meglio lì rispetto alla città dove vivo abitualmente. Però dopo tutti questi anni ci sono ancora angoli e zone che meritano il mio "wandering", ci sono ancora angoli da vedere, posti da scoprire.

E, comunque, a San Francisco sono sempre vicino ai miei luoghi d'abitudinario, posso sempre sdraiarmi sull'erba a Washington Square o agli Yerba Buena Gardens, posso prendere quell'affogato al caffé su Culumbus Avenue, posso passare una mezza giornata al Golden Gate Park.

Però, è inutile nascondersi, i miei luoghi "fondamentali da abitudinario" sono quasi sempre legati al cibo. Mi piace da impazzire tornare in posti in cui mi è piaciuto mangiare e ordinare costantemente le stesse cose che mi sono piaciute la prima volta. E quindi, questo post non posso che concluderlo con una serie di consigli a tema: capitaste a San Francisco, non fatevi scappare questi posti per nessun motivo!

Johnny rockets

Se vi piacciono gli Hamburger, negli USA ovviamente avete solo l'imbarazzo della scelta. Da evitare giusto McDonalds e le altre catene, dove si spende poco ma la qualità media del cibo è davvero pietosa (molto peggio che da noi, a parità di catena). Ogni ristorante offre hamburger serviti "open faced" da assemblare a piacimento, e normalmente sono davvero splendidi.

Ma se vi interessa un'esperienza da fast-food con portate davvero di livello, non potete perdervi Johnny Rockets. A San Francisco si trova in diversi posti, il più "facile" è nella zona dell'Imbarcadero. Come tutti i locali della catena, è arredato in stile anni '50, con musica a tema selezionabile dal piccolo juke-box posto sui tavoli. E di quando in quando, i camerieri si mettono pure a ballare!

Gli hamburger vengono cotti sul momento (non preparati a centinaia la mattina e poi scaldati a microonde per tutto il giorno come dalle catenazze schifose), la scelta è ristretta ma meglio pochi panini buoni davvero che cinquanta di cartone.
Il Double Rocket è il vostro candidato, prendetelo senza indugi e accompagnatelo con una coca alla vaniglia. E poi, se avete davvero il fisico, concludete il tutto con un milk shake.
Imperdibile.

Sito ufficiale: JonnyRockets.com

fisherman's wharf

Non è un ristorante, ma uno dei luoghi turistici più famosi di San Francisco. Qui, in uno qualunque dei ristoranti che sono sotto ai portici, si può gustare una fantastica zuppa di granchio, servita nel vuoto di un tradizionale "paninone". Densa e profumata, la zuppa è l'ideale nelle giornate fredde e ventose (e San Francisco non ne è parca).
Da controllare i prezzi prima di entrare, perché alcuni di questi ristoranti sono un po' cari.

tadich grill

Uno dei ristoranti più antichi di San Francisco. Se non "IL" ristorante più antico di San Francisco. Si trova a downtown ed è gestito da immigrati dell'est Europa, come suggerisce il nome.

Tadich Grill è un ristorante "senza fronzoli", quella che noi potremmo definire un'osteria: il personale è abbastanza sbrigativo, mai scortese ma comunque sul genere "ligure". Non si perde in frivolezze, insomma, ma fa bene il suo lavoro e se ti prende bene ci sta anche qualche battuta, qualche scherzo, qualche chiacchiera in più. "Qualche", perché c'è da fare!

Non sorprende che nei siti di viaggi questo ristorante riceva valutazioni contrastanti: il cibo è ottimo, il servizio come vi ho descritto. Per un americano che è abituato al tappeto rosso srotolato ogni volta che fa appena cenno di voler entrare in un ristorante, beh, di certo il personale di Tadich Grill può apparire scortese e il fatto di dover aspettare in piedi che qualcuno si degni di alzarsi può certamente dare fastidio.

A me che sono ligure e la pizza la tirano direttamente al tavolo, e zitto pure sennò ti ci sputo sopra, sembra un paradiso. Le zuppe di pesce sono qui un must, anche se io preferisco le bistecche, cotte a puntino e belle sugose.

Sito Ufficiale: TadichGrill.com (in ristrutturazione. Con calma e senza lamentarsi. Or else.)

Tommy's joint

Attivo dal 1947 e gestito sempre dalle stesse famiglie, Tommy's Joint è una vera e propria istituzione. La "mission" di questo luogo è "il meglio che i vostri - pochi - soldi possano comprare". E infatti si mangia in modo fantastico in un ambiente totalmente "no frills", fin dal momento dell'ordine.

Non ci si siede subito, al Tommy's Joint, ma ci si mette in coda, come alla mensa. E arrivati finalmente al bancone, dopo magari mezzo isolato di fila, si può scegliere tra stufati, spezzatini, arrosti e chi più ne ha più ne metta, serviti "al volo" o tagliati sul momento, adagiati su riso, contornati di favolosa insalata di patate.

La cosa curiosa è che il banco del cibo e il bancone del bar sono separati, sui lati opposti del salone, e hanno casse separate. Si prende da mangiare, ci si siede e si va a prendere da bere, nessun servizio al tavolo è previsto dal personale, che preferisce investire sulla qualità della carne (pollo, tacchino, manzo, bufalo) piuttosto che sul servizio. Si mangia benissimo e si spende poco, inoltre la scelta delle birre è davvero vasta: è qui che, dopo l'ormai lontano derby Genoa-Sampdoria 0-1, venni a festeggiare con una bella pintona di Guinness. Peccato fossero le 10 di mattina. Hic!

Sito ufficiale: TommysJoint.com

Chevy's Fresh Mex

Il mio ristorante messicano definitivo. Se non siete mai stati di fronte a uno dei suoi "Fajita Burrito" non avete mai davvero mangiato la quantità di cibo messicano "adatta" all'inviato-tipo di un sito di videogiochi.

Intendiamoci, non è certo il ristorante messicano qualitativamente migliore in cui sia mai capitato, ma l'atmosfera colorata e le dimensioni assurde delle portate ne fanno uno dei miei luoghi - must quando sono a San Francisco. Al punto che è semplicemente OBBLIGATORIO andarci almeno una volta.

Peccato non facciano più quegli jalapenos ripieni di ceddar che fecero piangere per 10 minuti buoni il sottoscritto e il povero Scamu la prima volta che lo visitammo...

Sito ufficiale: Chevys.com


Commenti

  1. kingkilium

     
    #1
    Tra un po' è ora di cena, mi hai quasi steso :DD
    E' vero che lì c'è un grossa comunità cinese? Come si mangia nei loro ristoranti?
    Buona fiera :)
  2. Magallo

     
    #2
    Mi hai fatto venire voglia di tornare a San Francisco! Ahah!

    [Modificato da Magallo il 08/03/2010 20:50]

  3. |Sole|

     
    #3
    La comunità cinese è in realtà una città nella città. La chinatown più grande che abbia mai visto, e soprattutto molto brulicante, grazie al fatto che San Francisco è una città molto "europea", come spazi. Ci sono viuzze e viottoli, non solamente grosse strade, ed è per questo che è così particolare in un contesto in cui, tipicamente, le città sono delle enormi scacchiere con isolati tutti uguali divisi da strade a quattro corsie...

    Fare a piedi da Downtown (Market) su per le colline attraversando Chinatown è davvero un'esperienza, si gira un angolo e ci si trova davvero in un altro contesto, con negozi di alimentari che vendono cose incomprensibili (e cose comprensibili, purtroppo...), ideogrammi dappertutto... insomma, davvero una città nella città, molto più "separata", se vogliamo, rispetto a quanto non appaia Little Italy, anch'essa importante, ma più "integrata", o almeno così sembra a chi non ha il privilegio di vivere la città ogni giorno.

    Per quanto riguarda i ristoranti: no, non sono mai stato qui a un ristorante cinese, quindi non saprei dire. Preferisco altra cucina in generale, e qui c'è davvero di tutto, compresi ottimi giapponesi che mi sono scordato di aggiungere al post :)
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