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GDC - Game Developers Conference 2010

Speciale

[GDC 10] Dal VCS a Facebook

Perché gli sviluppatori più "esperti" si dedicano al Social Gaming?

di Simone Soletta, pubblicato il

Un titolo decisamente d’impatto quello d’esordio per la nostra Game Developers Conference 10: “Why are gaming veterans flocking to social network?”
Sul palco una tavola rotonda di quattro conferenzieri, Brenda Brathwaite, Brian Reynolds, Noah Falstein e Steve Merezky, pronti ad affrontare un argomento piuttosto attuale. Perché i sviluppatori “veterani” si stanno spostando verso lo sviluppo di giochi “sociali”?
Un’ora di gradevole chiacchierata da cui, in sostanza, possiamo estrarre alcuni punti cardine. Innanzitutto, sviluppare per una piattaforma “sociale”, come può essere FaceBook (e Farmville è stato un esempio costante durante il panel), comporta per molti sviluppatori di esperienza un ritorno a dinamiche di sviluppo più simili a quelle dei primi anni di questo settore. Al giorno d’oggi, un gioco di medio livello richiede dieci milioni di dollari di budget e diversi anni di sviluppo, mentre la creazione di un gioco come Farmville può essere portata a termine in pochi mesi e con cifre molto più basse.

ritorno alle origini

Quello dei team ristretti è un aspetto positivo che tutti e quattro i relatori hanno ribadito a più riprese, perché è davvero difficile mantenere una visione comune e la sensazione di appartenere a un progetto quando i partecipanti sono più di cento: se ognuno si occupa di un singolo aspetto specifico, perde la visione globale del gioco e in sostanza, gli stimoli per contribuire a un progetto generale. Senza considerare, aggiungiamo noi, la noia che probabilmente interviene quando ci si occupa dello stesso gioco per lungo tempo, e non dimentichiamo poi che spesso, se il gioco ha successo, si resta incastrati nel delirio della serializzazione.
Abbassare i costi e ridurre la forza lavoro, inoltre, consente anche ai leader dei team, ai game designer, di ritornare ad essere game designer. Occupandosi cioè in prima persona di tutti gli aspetti riguardanti lo sviluppo. Noah Falstein - un curriculum che parte dall’Atari VCS, per chi non lo conoscesse – è testimone fattivo del fatto che sviluppare un gioco oggi non è poi diverso rispetto a quello che si faceva in passato. Certe meccaniche di sviluppo e programmazione sono analoghe, anche se ovviamente ci sono nuove sfide da affrontare, cosa che permette a un designer efficiente di “riconfigurarsi” per ridiventare il deus-ex-machina che era un tempo, quando sviluppava un gioco per una cartuccia da 2 KB occupandosi di tutto, dal design alle musiche.

la creatività al potere

Con gli strumenti a disposizione oggi, e i costi ridotti, sostiene Noah, esiste un potenziale favoloso per i “nuovi creativi”, perché l’industria del videogaming non è mai stata così aperta all’innovazione. È lecito che chi spende 30 milioni di dollari in un gioco non voglia esporsi in termini di innovazione, perché il rischio sarebbe troppo elevato. Ma il parco-utenti allargato e i ridotti costi di sviluppo di un “social game”, al contrario, rendono possibili ogni sorta di sperimentazione e potrebbero portare a una nuova alba creativa nel settore del divertimento interattivo. In questi casi lo scopo è ancora diverso: non è più la meccanica di gioco in sé, ad essere fondamentale, e nemmeno l’aspetto tecnico. Il punto è il tipo di relazione sociale che si vuole organizzare e coltivare, gli altri aspetti sono solo i mezzi attraverso i quali si raggiunge lo scopo.


Commenti

  1. XESIRROM

     
    #1
    mah, io sono un utente facialbook, però, non mi metto mai a giocarea nessun titolone o titolino che ogni tanto spunta, vistoche faccialibro loapro due minuti neanche e lo richiudo! Però attorno a me vedo l'approccio di tante persone a questo tipo di giochi, dico cavolo, io a 26 anni me li son giocati quando ero piccolo, mia madre sta imparando a giocare ora O_O (ed è un male ahah) e la cosa un po' mi spaventa, ma soprattutto, leloromenti geniali, sanno dell'importanza di un utenza così vasta! E sanno anche che molti pagano per aver contenuti in game, quindi facendo 2+2 io non esulto molto :\ come si suol dire, qui nessuno regala niente, ed in alcuni casi mi pare anche giusto! Lavorando come matti ad un giocone, ma avere un gioco in flash e pagarlo o pagare per giocare o pagare per avere robetta importante in game, insomma non mi entusiasma!
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