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Noiosa routine...

Noiosa routine...

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

La prima giornata di CDG è di quelle che non si scorda mai, lo sanno tutti.
La seconda, invece, assomiglia un po’ alla terza del TGS, che già di suo assomigliava alla prima dell'E3 che era pari pari la quarta della GamesCom: un wurstel lungo e grosso.

La mia giornata alla DCG s'è svolta così.

Colazione da Jimmy "lo sfregiato" (un piccolo chiosco sul molo di Frisco) con birra, frittata coi peperoni, cappuccino con il latte di capra a formare un paradossale coniglietto, quattro macine del Mulino Bianco, tre Gocciole, un piatto di frutta secca e una scodella di natura morta che raffigura Stefano Benni fatto di cetrioli e banane.
Me la prendo con comodo, si fa quasi sera, quindi inforco un taxi, intimo all'autista di seguire quella macchina: lui non capisce, perchè in effetti non c'è una macchina da seguire, quindi scendo e prendo il tram, come tutti.

Corro fino alla fermata con pazzo abbandono, tanto da far dubitare circa il mio giungere alla CGD (e con questa ho esaurito le combinazioni possibili con tre consonanti) in un sol pezzo. Poi spicco un salto, sbrigo da navigato campione il Quick Time Event e in men che non si dica sono in groppa a quel bestione di ferro, come Ninja Gaiden.
Giungo a destinazione, mi faccio largo tra la folla che defluisce e capisco che è ormai troppo tardi per assistere alla manifestazione californiana marzolina sui videogiochi fricchettoni al Moscone Center.

Ma c'è qualcuno più sconsolato di me, che siede a terra e piange singhiozzando, mentre nasconde il capo chino tra mani di fata: è David Jaffe.
Farfuglia che gli hanno rubato Goddovuor, che l'Inferno non è un gioco ma una roba seria, che non ha più un posto dove stare, che gli amici lo hanno abbandonato, che la vita è una merda. Gli metto un braccio sulla spalla (uno di quelli finti, di plastica, comprato per occasioni come questa); faceva così tanta tenerezza, come un pulcino appena partorito. "Pulisciti bene il moccio al naso, dai…" – gli sussurro con dolcezza - "… questa notte puoi restare da me, se vuoi: nella scrivania ho un cassetto libero. Lo imbottirò con mille batuffoli di cotone e al tuo risveglio ti darò un tozzo di pane con del buon formaggio. Sarai il mio David Gnomo, David amico mio". Adesso dormi piccolo ometto, domani sarà una lunga giornata.


Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
  2. Fotone

     
    #2
    Povero David rinchiuso nel cassetto...
    Ci entrava preciso preciso, eh!
    ahahahahahahaahahahahah
  3. aleZ

     
    #3
    Jaffe for president, doveva tirarti una centra come minimo.
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