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Akira Yamaoka live from GDC!

di Andrea Maderna, pubblicato il

Akira Yamaoka è fra i più amati “musicanti” del videogioco giapponese, praticamente “solo“grazie al suo lavoro sulla serie Silent Hill. Dall'inizio di quest'anno, Yamaoka è passato a lavorare col team Grasshopper, alle dipendenze di Suda 51. Nel contesto della GDC ha tenuto una conferenza molto tecnica, approfondita, specifica e – francamente – resa ancor più tosta da un'interprete abbastanza “zoppicante”. Nonostante tutto, però, ne sono emersi dei momenti interessanti e comprensibili anche per i non troppo addetti ai lavori.

Yamaoka lavora nel settore da oltre vent'anni. Ha un background da designer e non a caso si è avvicinato al mondo dei videogiochi perché intrigato dall'aspetto visivo. Solo in seguito ha spostato la sua attenzione sul fronte delle musiche e degli effetti sonori. Nel parlare di sé, del suo lavoro e della sua esperienza ha affrontato l'argomento alla lontana, raccontando per esempio la sua visione del Giappone: un paese più vasto, esteso e sicuramente variegato di quel che potrebbe sembrare, grazie alle ben 6852 isole che ne compongono l'arcipelago. Ha parlato di tradizione e di legami con il passato, del fatto che chiunque, pensando al Giappone, non può che farsi venire in mente i suoi tre simboli: il monte Fuji, le geisha e i samurai. E, di fondo, si tratta di tre simboli che ancora ben rappresentano il paese. Anche i samurai: magari i giapponesi non vanno più in giro armati di spada, ma ancora danno grande importanza alla devozione, all'onore, all'attenzione per i dettagli.

Dopo questo bell'avvio, affascinante, stimolante, promettente, accompagnato fra l'altro da diapositive ironiche e divertenti, purtroppo il discorso si è fatto molto, troppo tecnico. Senza dubbio interessante per i tanti tecnici del suono presenti in sala, ma dalla difficile interpretazione per un umile e ignorantello appassionato di videogiochi come il sottoscritto. Si è parlato di tecniche produttive e processi creativi, del modo in cui si sfruttano le teorie di psicologia per progettare il sound design e di quanto sarebbe bello in futuro esplorare anche gli altri sensi, creare giochi capaci di stimolare a fondo il tatto, l'olfatto, il gusto... e magari anche il sesto senso.

Proprio quando la palpebra cominciava a calare, però, è arrivato il momento cool della giornata: Yamaoka ha accennato al suo arrivo a San Francisco avvenuto ieri e all'ispirazione tratta da un giretto per questa bellissima città. Ispirazione che l'ha portato a comporre un riarrangiamento della suoneria del mio telefonino. Un riarrangiamento che ha eseguito al volo, imbracciando la chitarra elettrica e deliziando tutti i presenti (trovate un filmato parziale dell'esibizione qua sotto). E, insomma, son bei momenti.

P.S.
Un ragazzo gli ha chiesto se si stia occupando della colonna sonora del gioco in lavorazione presso Grasshopper per conto di Electronic Arts. Ha risposto di sì.


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