Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
18+
Prezzo
ND
Data di uscita
20/9/2011

Gears of War 3

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Datasheet

Produttore
Microsoft Game Studios
Sviluppatore
Epic Games
Genere
Azione
PEGI
18+
Data di uscita
20/9/2011
Data di uscita americana
20/9/2011
Data di uscita giapponese
22/9/2011

Hardware

Gears of War 3, impreziosito dalla narrazione di Karen Traviss (vincitrice del New York Times #1 Bestselling Author) è atteso per aprile 2011. Ovviamente, solo su Xbox 360.
Speciale

Scrivendo Gears of War 3...

Karen Traviss ci parla del suo lavoro "dietro le quinte".

di Simone Soletta, pubblicato il

Sulla qualità delle sceneggiature su cui sono basati i videogiochi, moderni e non, l'opinione è abbastanza condivisa da parte di critici e utenti: si potrebbe far meglio. I motivi per cui il nostro amato medium, a livello narrativo, non è ancora all'altezza dei concorrenti sono però diversi. Richard Morgan ha recentemente affermato che non potremo pretendere qualità fino a che i produttori non capiranno che la storia è importante come tutte le altre componenti in gioco, e quindi non investiranno di conseguenza nelle sceneggiature e nei prodotti "collaterali" (fumetti, libri).
Cliff Bleszinski ritiene inoltre che il "videogioco" in quanto tale sia troppo giovane, che né gli autori né il pubblico siano in effetti maturi abbastanza e che questa cosa, con il tempo, si risolverà da sola. Basti pensare da quanto tempo sono in giro i libri e allo svantaggio temporale (e, di conseguenza, di "maturità") che il videogioco paga al cinema e alla televisione.
Di certo, scrivere per un videogioco non è semplice, come molti scrittori spesso ci fanno notare. Vediamo qual è l'approccio di Karen Traviss al "problema"...

UN PO' DI BACKGROUND

Karen Traviss, inglese, è alla sua terza carriera: dopo aver fatto la giornalista ed essersi occupata anche di pubbliche relazioni, ha scelto come lavoro quello di scrittrice a tempo pieno. L'ambiente militare e fantascientifico è il suo preferito, non a caso ha firmato alcuni romanzi legati a Star Wars e, anche se lo dice senza grande orgoglio, alcuni libri legati all'universo di Halo. Abituata a lavorare in un ambiente rumoroso, tipico di un ufficio o di una redazione, il passaggio al lavoro solitario e casalingo le ha causato qualche problema... di silenzio!
"Non ero abituata" - spiega - "a lavorare in silenzio, e infatti tenevo la televisione accesa per farmi compagnia. Un giorno, sento dalla TV le note di Mad World, mi volto e vedo questo trailer bellissimo di un videogioco. Ovviamente, non sapevo di cosa si trattasse, ma ricordo di averne colto immediatamente le potenzialità narrative: sembrava che ci fosse una storia interessante, dietro quel semplice trailer! Poi, due anni dopo, ricevo la proposta di lavorare a dei romanzi su licenza, in particolare di un videogioco".
L'idea, a quanto pare, non esalta Karen, inizialmente, forse a causa della precedente esperienza su Halo: "Mi parlano di questo Gears of War 2, allora chiedo in giro, in particolare ad alcuni amici di Penny Arcade, e mi dicono che è esattamente pane per i miei denti. Faccio una ricerca su Google e ritrovo quel trailer! A quel punto mi sono esaltata: è esattamente il tipo di storie di cui mi piace scrivere, piccole squadre di soldati con legami saldi tra loro".
Lavorare ai romanzi di Gears of War 2 e alla sceneggiatura di Gears of War 3, inoltre, ha permesso a Karen di apprendere moltissimo dalle "fonti" di Epic Games: "Quello dello scrittore è un lavoro piuttosto solitario, al punto che è facile trovarsi prigionieri delle proprie quattro mura e isolati dal resto del mondo. Con questo lavoro ho potuto relazionarmi con persone di grandissimo spessore creativo, capaci di spingere i limiti sempre più avanti al fine di realizzare un prodotto davvero perfetto. Non solo si impara moltissimo, ma puoi contare su un punto di vista diverso rispetto a quello che fai: è bellissimo lavorare con persone che hanno chiaro in testa quello che il loro gioco dovrà essere, e non si tratta esattamente di un gioco qualsiasi, è come se ti iscrivessi a scuola guida e ti mettessero subito dietro al volante di una Rolls Royce. E poi ci divertiamo tantissimo!"

la credibilità è importante

Essendo stata una corrispondente militare, ed essendo cresciuta a Portsmouth, una città che ospita una base navale, Karen è molto sensibile al modo in cui si trattano gli argomenti che riguardano i soldati e il loro lavoro.
"I miei libri mi hanno messo in contatto con molti lettori, e tanti di questi sono militari. Ho un rapporto molto stretto con alcuni di loro, specialmente negli Stati Uniti, mentre ho un riscontro minore nel Regno Unito, stranamente. Ho anche molti amici che indossano un uniforme, e per me è importantissimo riportare anche nei miei scritti la realtà di quanto vivono quotidianamente, riprodurre i loro legami con onestà, invece di adottare un approccio troppo romanzato o stereotipato. Quando qualcuno mi chiede 'Cosa ci trovi a scrivere per un videogioco come Gears of War', rispondo che i protagonisti sono un gruppo di persone disposte a morire l'uno per l'altro, a sacrificarsi, ed è questa l'emozione che sottende a tutto quello che succede nel gioco. Non è la politica l'aspetto importante, ai Delta non importa nulla del COG, a loro importa solo la sopravvivenza dei compagni. È il tipo di legame che unisce i Delta ai soldati veri, e sono felice ogni volta che vedo una scena del gioco e mi accorgo che qui in Epic prendono questa cosa molto sul serio…"
Per Karen, insomma, esiste una serie di regole etiche a cui non si può derogare quando si tratta di ritrarre la vita dei soldati in modo credibile e rispettoso senza scendere a compromessi o scadere in stereotipi.
"Al tempo dell'uscita di Gears of War 2 avevo un amico di stanza a Kabul. Mi raccontava via e-mail che camminando nei corridoi della base si sentivano soldati che imprecavano e si divertivano giocando a Gears of War 2, e la cosa strana era che le esplosioni e le sparatorie si sentivano solo all'interno della base, mentre in teoria doveva essere l'esterno ad essere "zona di guerra".
Per illustrare la forza di questi legami, Karen fa un altro esempio: "il rapporto tra commilitoni è qualcosa che va al di là anche dei rapporti famigliari, perché ci sono aspetti che vengono vissuti assieme ai compagni in situazioni estreme che cementano il legame tra queste persone. Stamattina parlavo con un amico che è in questo momento in una zona rischiosa, e mi diceva che le cose si stanno mettendo male. Ma che non poteva dirlo a sua moglie a casa, perché si sarebbe preoccupata e sarebbe stato difficile farle capire il tipo di esperienza che stava vivendo. Come dicevo, è un legame speciale che non necessariamente è più forte o importante rispetto a quello che si ha con una moglie, semplicemente è diverso e nasce in situazioni estreme che difficilmente possono essere comprese da chi non le ha vissute".

locuste e umani, mai amici

Le vicende di Gears of War 3, come abbiamo visto nella nostra anteprima, si presentano con una differente disposizione delle forze in campo. Le locuste sono anch'esse minacciate, e ci siamo quindi domandati se Karen avesse previsto o ipotizzato una possibile coalizione tra umani e locuste contro il nuovo nemico comune, o se quantomeno a livello emozionale Marcus e soci si fossero fermati a riflettere su quanto simili, a questo punto, sono le priorità delle due specie.
Karen riflette un momento, poi ci confida che: "i personaggi protagonisti di Gears of War sono estremamente delineati. Fin dal primo gioco, dai primi momenti proprio, si capisce che tipo è Marcus, che tipo è Dom, come reagirebbe l'uno o l'altro in determinate situazioni. Se si conoscono Marcus e Dom, almeno un minimo, beh, la domanda perde ogni tipo di significato. Loro combattono, e basta.


Commenti

  1. Tristan

     
    #1
    "Può anche darsi che qualcuno dei Delta si sia fermato un minuto a pensare che anche le locuste, probabilmente, hanno una famiglia, che anche questo terribile nemico lascia degli affetti, altri che ne piangono la dipartita."

    Non vorrei dire una cavolata ma mi pare che in uno dei due libri uno dei protagonisti si ponga questo dilemma. Comunque, come già detto in altri topic, consiglio di leggere i libri (soprattutto il primo, a tratti commovente), danno davvero una bella resa di come deve essere la guerra vissuta in prima persona (o almeno credo, visto che fortunatamente non ne ho mai vissuta una).
  2. lotti79

     
    #2
    Tristan ha scritto:
     consiglio di leggere i libri
     Quoto, assolutamente fantastici!!
  3. vittorionzolo

     
    #3

    Carmine se fermato a pensare e se beccato un proittile nel cranio...
    :P
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