Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
ND
Data di uscita
17/11/2006

Gears of War

Gears of War Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Microsoft Game Studios
Sviluppatore
Epic Games
Genere
Sparatutto
PEGI
18+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
17/11/2006
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8

Lati Positivi

  • Impatto audiovisivo eccezionale
  • Immediatezza e feeling "d'altri tempi"
  • Impegnativo, ma non frustrante

Lati Negativi

  • Non esattamente vario
  • Longevità limitata nella modalità in singolo

Hardware

Per giocare Gears of War sono necessari il gioco originale e un Xbox 360, insieme a un controller compatibile.

Multiplayer

L'intera campagna per giocatore singolo può essere giocata via schermo diviso, o su Xbox Live e in rete locale, con un altro utente. Inoltre, otto persone possono prendere parte alla battaglia via Internet, su mappe apposite, nella modalità Versus. Per giocare online è richiesto un abbonamento Xbox Live in versione Gold.

Link

Recensione

Quando la polvere si disperde

Tempo di tirare le somme dopo battaglie, sconfitte e risonanti vittorie!

di Alessandro Martini, pubblicato il

Gears of War non è un gioco perfetto. Non lo è perché la perfezione non è di questo mondo (cosa che rende una scala numerica ancora più insulsa), perché oggettivamente i suoi piccoli difetti li ha, e perchè oggigiorno è impossibile, vista la diffusione dei videogiochi, trovare un solo titolo che possa davvero soddisfare tutti i palati, sempre più esigenti.
Non è lunghissimo, ma dura il giusto per un videogioco concentrato sull'azione, non è sicuramente vario (non farete altro che sparare, o quasi) e in fondo non presenta niente che non si sia visto in mille altri giochi. Però sta esaltando centinaia di migliaia di giocatori al di là dell'oceano e presto lo farà anche in Europa, perché possiede quel "qualcosa" che solo pochi titoli riescono a racchiudere in sé, esprimere e trasmettere al giocatore.

DIETRO LA GRAFICA

Ciò che rende Gears of War un acquisto da intraprendere "a occhi chiusi", almeno per i fan degli sparatutto, è quella miscela di punizione/gratificazione che solo i grandi giochi possiedono. Una formula, va riconosciuto, introdotta a suo tempo da mamma Nintendo con Zelda e Mario, successivamente ripresa da ben pochi videogiochi nell'arco di un ventennio. È quella molla che spinge (e ci ha spinto) a ricaricare venti volte una posizione senza mai prendersela con il gioco, ma solo con se stessi.
Perché tale è la precisione nelle collisioni dei colpi, talmente utile il sistema di coperture (sempre disponibili nello scenario) che davvero quando si viene abbattuti è per un nostro errore, non per una scorrettezza della console, almeno al livello di difficoltà più basso. Dietro alla maestosa cornice grafico/sonora, quindi, si cela uno sparatutto Arcade con la "A" maiuscola e orgoglioso di non essere realistico, simulativo o attinente alla realtà se non, appunto, nell'estetica. Ciò non vuol dire che sia facile, tutt'altro, e che sia così semplice da annoiare dopo dieci minuti.
Certamente, se non reggete la violenza estremizzata (anche nel linguaggio) e i proiettili in ogni dove, Gears of War non vi farà cambiare gusti, ma tutto attorno a voi c'è una massa di videogiocatori che in questi elementi trova il suo unico mezzo di espressione e l'apice del suo hobby preferito. D'altronde i videogiochi sono nati con le battaglie, le esplosioni e uno/due tasti al massimo, fattori che CliffyB e il suo team hanno tenuto bene a mente e che sostengono la giocabilità di Gears of War dal primo all'ultimo minuto.
L'immediatezza di un solo tasto per compiere tutte le azioni contestuali allo scenario, di altri due per sparare e prendere la mira, va ribadita ancora nonostante l'avessimo già menzionata: sono troppi i videogame, e gli sviluppatori, che non capiscono quanto i controlli possano rappresentare un ostacolo per chi gioca.

DAVANTI ALL'ORIZZONTE

Il futuro di Gears of War, come tutte le maxi-produzioni che si rispettino, vedrà materializzarsi probabilmente una lunga serie di altri episodi, capitoli a parte o progetti legati al medesimo universo.
L'ambientazione, questo sì, avrebbe meritato un impianto narrativo più classico rispetto all'ormai tradizionale "vi buttiamo in mezzo ai fatti, capiteli da soli". Scenario e personaggi fanno trasparire un background più o meno curato e dettagliato, ma il gioco non fa mai il punto della situazione limitandosi a narrare le conseguenze del vostro operato, ma non tutto quello che c'è stato prima (forse intenzionalmente per realizzare un prequel?). C'è però da premiare la scelta di non prendersi mai sul serio, con protagonisti sì stereotipati e oltremodo "rudi", ma anche ricchi di carattere evidenziato tramite un copione - di battute ed esternazioni - a volte davvero geniale. La prima frase in assoluto del nostro alter-ego è un'imprecazione, tanto per dire, ma collocata nel modo in cui viene fatto, lascia già capire il tono irriverente e semi-serio che governerà tutta la storia.
Guardando indietro a tutto il tam-tam promozionale che ha anticipato la pubblicazione, dà quasi fastidio trovarsi a premiare un gioco "predestinato" come Gears of War, ma gli elementi che abbiamo descritto qui sopra non possono, anzi non devono assolutamente, essere ignorati. Nessuno, se davvero è amante dei videogiochi, dovrebbe rinunciare almeno a un giro di prova. Oltre le preferenze, i gusti personali e tutti i preconcetti che si possano avere.... Alla fine divertirsi è ciò che conta in un videogioco e Gears of War è una delle massime espressioni nel campo del divertimento digitale.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Ebbene sì: Gears of War è davvero quello che la pubblicità e i miliardi di annunci dei mesi scorsi vi hanno fatto credere: è un gioco, IL gioco per Xbox 360, da non mancare assolutamente se apprezzate l'azione e le sparatorie condite da linguaggio "realistico". Bisogna davvero sfoderare il classico lanternino per trovare difetti di un certo peso, pressoché assenti eccetto per una varietà limitata e una durata complessiva non incredibile, benché rafforzata dal consistente lato multiplayer (con il sempre amato co-op anche via Internet). Il resto - e potete scoprirlo voi stessi provandolo nel primo negozio di videogiochi a portata di mano - è solo pura esaltazione, milioni di bossoli lasciati a terra, orribili mostri fatti a pezzi e sì, anche parecchie risate.