Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
79.900 lire (41,26 euro)
Data di uscita
19/12/2001

Tom Clancy's Ghost Recon

Tom Clancy's Ghost Recon Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Red Storm Entertainment
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
19/12/2001
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
36
Prezzo
79.900 lire (41,26 euro)

Lati Positivi

  • Intrigante profondità simulativa
  • Scenari molto realistici
  • Buona longevità
  • Valido sia in single che in multiplayer

Lati Negativi

  • Profondità della prospettiva ridotta
  • Controllo dei team da rifinire
  • Inventario dei soldati limitato

Hardware

Per giocare a Ghost Recon i requisiti minimi sono: Pentium II a 450 MHz o equivalente, 128 MB di RAM, scheda video 3D con 16 MB di memoria compatibile con le DirectX 8.0, scheda audio compatibile con le DirectX 8.0, CD-ROM 4x, modem 28,8 Kbps per il multiplayer via Internet e Windows 95/98/ME/2000/XP. Il gioco occupa minimo 1 GB di spazio su HD. Il gioco è stato provato su un Pentium III a 1 GHz con 512 MB di RAM, scheda video GeForce 2 GTS, scheda audio Soundblaster Platinum 5.1 e Windows ME, permettendo di regolare tutti i parametri al massimo alla risoluzione di 1024 per 768 pixel. Si consiglia comunque un Pentium III a 800 MHz con 256 MB di RAM e GeForce 2 o 3 per sfruttare il gioco al massimo.

Multiplayer

Tom Clancy's Ghost Recon dispone di una modalità multiplayer via Internet o LAN per un massimo di trentasei giocatori che possono competere in modalità deathmatch, cooperative o a squadre su scenari appositamente concepiti.

Link

Recensione

Tom Clancy's Ghost Recon

Dai creatori di Rainbow Six ecco una simulazione di corpi speciali che prende spunto dalle trame spionistiche di Tom Clancy. Coniugando il gameplay a squadre con una realizzazione tridimensionale da record Red Storm Entertainment mira a immergerci in un'atmosfera di eccitante tensione dal realismo senza pari. Ci sono riusciti veramente?

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

TATTICA E GAMEPLAY

Anche se l'ambiente sembra quello familiare di uno sparatutto, in questo gioco si va avanti solo ragionando bene sulla morfologia del territorio. In effetti, non c'è niente di peggio che trovarsi in un luogo aperto e avanzare sconsideratamente senza verificare prima la posizione dei militari avversari: in questo modo di regola si finisce sotto il fuoco nemico senza riuscire a capire da dove arrivano i proiettili, e, essendo il gioco realistico, basta un colpo alla testa per rimanere uccisi. Può essere frustrante, ma questa è la realtà di un assalto di terra, e Ghost Recon si limita a simularla: non siamo gli unici ad avere il vantaggio dei fucili con i mirini telescopici, anche il nemico sa usarli bene ed è ben appostato. Chi ha visto Full Metal Jacket ricorderà quella sequenza in cui i marine cadevano uno dietro l'altro sotto il fuoco di un cecchino vietnamita appostato all'interno di un palazzo; in Ghost Recon succede spesso la stessa cosa: di solito è già una fortuna riuscire a capire da dove vengono i proiettili, anche se il nostro compito è facilitato da un indicatore che mostra da dove il nostro soldato ha sentito provenire i colpi. Al secco campionamento del primo sparo, che spesso rompe dei lunghi momenti di calma, si fa un balzo sulla sedia e il primo riflesso è quello di buttarsi per terra e strisciare freneticamente per cercare di vedere qualcosa (in questo siamo fortunatamente aiutati dal mirino telescopico del fucile, con un moderato fattore d'ingrandimento regolabile mediante la rotella del mouse o la tastiera).
Qui realizziamo che, senza accorgercene, il gioco ha saputo veramente costruire un'atmosfera di tensione per merito della sua impostazione tattica e dalla sua grafica. Così registriamo il primo successo di Ghost Recon, ed anche il nostro errore, dato che una buona tattica dovrebbe portarci a scorgere e abbattere un nemico ignaro. Per ciò che riguarda la tattica, i movimenti dei nostri uomini s'impostano su una mappa interattiva in sovrimpressione stabilendo un percorso ad una o più tappe.
Purtroppo la mappa, sebbene disponga di un fattore d'ingrandimento, non è dettagliata come si vorrebbe perché tutti gli ostacoli naturali sono indicati nella stessa maniera impedendoci di distinguere le pendici di un monte da un semplice sasso. La squadra è divisa in un massimo di tre team, dei quali possiamo impersonare uno qualsiasi dei membri, scegliendoli dal menu statistiche che elenca anche le armi e lo stato fisico di ognuno. Possiamo impartire ordini alle squadre sia per ciò sia riguarda la modalità d'avanzamento, sia per quanto concerne il comportamento da adottare in caso di attacco, ma gli ordini verranno eseguiti solo se tutta la squadra è lasciata al controllo della CPU.
Se, infatti, prendiamo il controllo di uno dei membri di un team gli altri si limiteranno a seguirci mimando tutte le nostre posture (in piedi, inginocchiato, a terra) e rispondendo autonomamente al fuoco nemico in caso di attacco. Purtroppo non è possibile dare ordini separati a ciascun componente di un team, e questa è una delle limitazioni del gioco: infatti, sarebbe abbastanza normale mettere un uomo a copertura di un altro, mentre Ghost Recon ci permette di impartire ordini solamente al team nella sua interezza. Alternativamente, per ovviare al problema, possiamo creare un team di un solo uomo, però la limitazione permane. A parte questo l'intelligenza artificiale dei nostri soldati è buona ed è di supporto senza per questo sostituirsi al nostro intervento: i nostri possono coprirci agevolmente le spalle mentre lanciamo dei razzi contro i tank sovietici, però l'iniziativa tattica della missione è sempre nelle nostre mani.
Il problema di un simile controllo autonomo da parte della CPU sorge quando i nostri, lungo il proprio percorso, iniziano a essere bersagliati dal nemico. In questi casi dobbiamo immediatamente cambiare squadra e sperare di capire subito qual è la situazione prima di subire delle perdite, cosa non facile dato che veniamo da un diverso contesto. I nostri uomini, in effetti, ci tengono aggiornati sui loro progressi tramite dei messaggi radio, ma sarebbe stato interessante poter vedere i loro progressi all'interno di riquadri in sovrapposizione, se questo non avesse richiesto una dose ulteriore di quel tempo macchina che già scarseggia.
Gran parte della difficoltà del gioco dipende comunque dalla buona intelligenza artificiale degli avversari, che è decisamente agguerrita senza per questo costituire un ostacolo insuperabile, almeno nel caso le nostre mosse siano tutte tatticamente corrette. I cecchini nemici sono in grado di avvistarci ed abbatterci da lontano con due colpi, mentre i mezzi pesanti come i tank scatenano una vera e propria pioggia di fuoco da cui è difficile trovare riparo, a dimostrazione della buona riuscita della simulazione.
Se una critica si può muovere, in questo senso, dobbiamo solo ricondurla a una certa staticità del nemico, che in alcuni casi si limita a rimanere in posizione diventando un facile bersaglio una volta capito dove si trova. Il gioco, in effetti, non tiene conto del tempo che passa, che dovrebbe sia costituire un termine per la nostra missione sia scatenare un eventuale iniziativa da parte nemica.
Per concludere, le nostre perdite vanno sempre viste dal punto di vista simulativo del gioco: se i nostri militari sopravvivono alle missioni le loro statistiche di resistenza, esperienza e precisione aumentano; per questo è meglio fare attenzione ai nostri veterani. Col tempo, inoltre, avremo a disposizione nuovi specialisti, tra cui anche militari donne, il che contribuisce ad allungare la longevità del gioco.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Ci sono tanti sparatutto che trovano nella sola modalità multiplayer la loro unica ragione di esistere. Per Ghost Recon non è così. La sua profondità simulativa lo rende una sfida interessante anche in single player, dove abbiamo modo non solo di sparare, ma anche di ragionare. Tecnicamente il titolo di Red Storm Entertainment riesce certamente nell'impresa di innovare il settore, raggiungendo un livello di dettaglio elevatissimo che coadiuva il gameplay al meglio nel calare il giocatore in un'atmosfera di coinvolgente tensione, anche se al prezzo di alti requisiti hardware. Essendo un gioco piuttosto originale ci sono ancora alcuni particolari del gameplay che avrebbero bisogno di una messa a punto e che concernono soprattutto la gestione dei team e l'impostazione degli ordini. Detto questo, Ghost Recon rimane comunque un gran gioco, perché i meriti di un concept veramente ottimo e di una realizzazione tecnica eccellente superano di gran lunga i difetti evidenziati. E' peraltro un gioco che cattura, non solamente un demo delle capacità del vostro ultimo computer. Se il vostro PC ha i requisiti necessari, pensateci seriamente.