Genere
Avventura
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
12+
Prezzo
€39,90
Data di uscita
6/11/2009

Ghostbusters

Ghostbusters Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Terminal Reality
Genere
Avventura
PEGI
12+
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
6/11/2009
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
1
Prezzo
€39,90

Lati Positivi

  • La cattura del fantasma con tutto il team al completo è un'esperienza eccezionale!
  • Colonna sonora e dialoghi molto ben fatti
  • Armi e relativi plug-in coerenti e divertenti da sperimentare

Lati Negativi

  • Gameplay ripetitivo
  • Il comparto tecnico meritava qualche controllo in più
  • La versione PC non è tecnicamente migliore di quella per PS3 uscita qualche mese fa

Hardware

Anche se le sparatorie furibonde sono poche, per Ghostbusters: The Video Game ci vuole un computer decisamente performante. Vengono raccomandati almeno 4 GB di RAM e 9 GB di spazio libero su hard disk. Decisamente sconsigliato giocare a risoluzioni sotto il 1300x. Le ambientazioni di alcuni livelli di gioco e i dettagli dello zaino protonico che tende a surriscaldarsi durante l'utilizzo meritano il massimo. Si può fare a meno del joypad.

Multiplayer

Per la versione PC non è prevista la modalità multiplayer.

Link

Recensione

Professione acchiappa-fantasmi

La firma di Dan Aykroyd e Harold Ramis arriva su PC!

di Sandro Pate', pubblicato il

Dopo le buone impressioni avute da chi aveva provato a catturare fantasmi ed evitare colate di ectoplasma attraverso il joypad della PS3, Ghostbusters: The Video Game è disponibile in versione PC. Tornano le avventure di Peter Venkman, Raymond "Ray" Stantz e Egon Spengler, gli acchiappa-fantasmi, ovvero, uno delle bande di "nerd" più famose di sempre. Il gruppo, a questo giro, si arricchisce di un nuovo elemento. No, non stiamo parlando di quel Winston Zeddemore, ghostbuster di colore che arrivò col secondo lungometraggio e nemmeno di Slimer, il simpatico spiritello verde fosforescente.
Alludiamo al videogiocatore che, se in questi ultimi anni tra fumetti, cartoni animati e infinite repliche del capolavoro di Ivan Reitman non si è mai stancato di flussi protonici, fenomeni soprannaturali e melme di vario colore, sicuramente godrà parecchio anche di questa nuovissima avventura.

Acchiappa-fantasmi nerd

Ogni membro della squadra di parapsicologi ha tutte le caratteristiche degli sfigati alla ricerca di una rivincita protagonisti di migliaia di commedie americane. La loro storia personale corrisponde precisamente al profilo tracciato, per esempio, da Stefano Priarone nel breve ma intenso saggio Nerd Power. Innanzitutto sono persone “socialmente poco accettate”. Nel primo film, a un certo punto, vengono considerati degli untori, delle persone che creano quelle stesse disgrazie che promettono poi di eliminare dietro lauto compenso. Hanno degli interessi, degli hobby, un approccio intellettuale a qualsiasi argomento dello scibile umano decisamente originali o fuori dal comune e, cosa che non sfuggirà ai geek degli anni 2000, hanno gadget tecnologici che sembrano fatti in casa. Con una carta d’identità del genere, il gruppo degli acchiappa-fantasmi cerca di attirare l’attenzione di chi ha sentito parlare della saga ma - diciamolo sin da ora - torna soprattutto per la gioia dei fan irriducibili. Lo squinternato gruppo di scienziati discute ironicamente, incrocia i flussi e si dà una mano soprattutto per chi sa cos’è la Ecto-1, ha sempre sognato di indossare uno zaino protonico e sa esattamente di cosa parla quando cita Vigo il Carpaziano o Gozer il Gozeriano.

Il test di Pappy

Le sette missioni del gioco, tutte ambientate in luoghi simbolo della New York messa in scena negli anni ’80, hanno inizio con l’ingresso nel quartier generale del team capitanato da Peter Venckman, lo spocchioso Bill Murray che si accorgerà dell’abilità dell’ultimo arrivato solo in condizioni ben più estreme di un semplice tutorial. È proprio all’interno di questa ex-caserma dei pompieri che si impara a usare il flusso di cattura, il rilevatore EPC e la mitica griglia di contenimento. Dopo aver testato l'equipaggiamento si inizia a fare sul serio con la missione all’Hotel Sedgewick. A quanto pare, il fantasma di un pescatore sta seminando il panico. Già da questo primo semplice lavoretto si capisce lo spirito del gioco sviluppato da Terminal Reality e, per quanto crudele, si avrà subito un’idea piuttosto chiara del tipo di macchina che ci vuole per far girare il tutto. Si comprende che risoluzione si può impostare e se si può smanettare alla voci qualità delle texture, qualità ombre e particelle morbide. Sì, perché nell’albergo è stato avvistato Pappy Sargassi, che in vita cercò di sottrarsi al triste destino che perseguitava la famiglia di pescatori da cui discendeva aprendo un ristorante, ma che morì tragicamente strozzato da una lisca di pesce. Dopo un nervoso inseguimento si finirà all’ultimo piano dell’edificio che lo spirito di Pappy trasformerà nel mar Adriatico. La sua cattura avverrà in un ambiente con un metro abbondante di acqua, reti da pesca, vongole qua e là, qualche alga e una marea di mobili galleggianti a impedire le operazioni. Ciò significa che, se appena istallato il gioco, tutto sembrava girare senza problemi, è con tutta quell'acqua che si metteranno alla prova le prestazioni della propria scheda grafica.

“Venimmo, vedemmo e...”

Se la cattura di Pappy ha regalato la giusta dose di adrenalina e l’uso del flusso di cattura, il lancio dello spettro verso la trappola e la sua spettacolare attivazione sono andati lisci e senza scatti, il gioco può continuare. Si tratta di una classica avventura in terza persona con una buonissima caratterizzazione dei personaggi, ottimi dialoghi e, in generale, un gustoso script in perfetto “stile Ghostbusters movie”. Per ogni missione si guadagnano soldi da spendere in nuovi armamenti e si possono pagare i danni causati durante l’ultima cattura. Ghostbusters: The Video Game è un gioco con fasi di lenta (a volte estenuante!) ricerca di manufatti: si raccolgono tracce di entità sovrannaturali attraverso il rilevatore EPC che andrà ad aggiornare il Tobin, una sorta di inventario con tanto di ghostpedia aggiornabile in tempo reale. Per fortuna, ci sono anche improvvise accelerazioni in presenza di mostri da abbattere o fantasmi da accalappiare: tra quest’ultimi ci sono, ovviamente, tutti i nemici storici della banda in uniforme beige. Poteva mancare il gigantesco omino dei marshmallow, eroe dell’infanzia di quel pasticcione di Ray, evocato per sbaglio nel primo film? Ovviamente, no.
Tra tutte le missioni provate nelle otto ore di gioco, pollice in alto per gli "interni" come la biblioteca pubblica. Il livello inizia con il già noto fantasma della bibliotecaria ma porterà il gruppo dei redivivi a spasso per lo spazio e per il tempo attraverso scenografici portali dimensionali. La cura delle ambientazioni ha la meglio sul gameplay. Il character design è molto più interessante del gameplay che, in effetti, diventa appagante solo quando si riescono a sbloccare nuove armi. In tutto se ne possono provare quattro: il flusso di cattura, il generatore di materia oscura, il cannone protonico e lo sparamelma a cui va il nostro oscar per "l’arma più divertente da utilizzare". Ogni fucile ha due modalità di fuoco, ma scordatevi i massacri “alla Dead Space” o gli spargimenti di fluidi di Gears of War: il gioco in questione ha un ritmo decisamente diverso e, ad essere sinceri, un utilizzo del motore fisico decisamente sotto la media dei titoli forti del momento. Basta mettere KO qualche golem, entità che piega gli oggetti nelle circostanze per costruire la propria forma fisica, per rendersi conto dei suoi limiti. Una volta ridotta a zero l’energia psicocinetica del golem della biblioteca, per esempio, il bestione esploderà. Una pioggia di libri, purtroppo tutti simili a fogli ciclostilati, comincerà ad appiccicarsi al pavimento.

Un gioco di melma!

Il gioco ripropone in tutto e per tutto il mood dei lungometraggi, i primi (insieme a Gremlins, sempre del 1984) a mescolare film dell’orrore e commedia brillante. Su PC si ha la stessa ricetta fatta di ironia, ma anche tanti colpi di scena. È divertente leggere il profilo dei fantasmi individuati di volta in volta. Si capisce che il lavoro d’adattamento, per fortuna, è andato molto oltre il fare una semplice telefonata a Dan Aykroyd e compagni per avere le voci originali al doppiaggio. Si apprezza il lavoro di creazione di nuovi fantasmi, grandi (come il Collezionista o il Mostro delle tombe) e piccoli (come i Parassiti dei lampadari o i mini-marshmallow). Si legge a proposito delle entità presenti alla biblioteca pubblica: Sono libri... ma volano come pipistrelli. Oppure si viene a sapere che il manufatto Sedia di vapori immondi fu inventata dal sedicente mago Franklin “Ghigno” Wurst stanco della solita gag del cuscino scorreggione. Insomma, a furia di disinfestare zone di New York in compagnia di questi eroi semi-seri si finirà risucchiati dalla follia del gioco, ci si abbandonerà al free-roaming concesso alla ricerca di tutti i manufatti e magari si comincerà a ragionare come un acchiappa-fantasmi. Chi riconosce la differenza della trasudazione caustica di primo livello da semplice residuo ectoplasmatico senza l’uso di EPC non può dire certo di aver giocato poco a Ghostbusters: The Video Game.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Non è il migliore tie-in di sempre, la trama non è intrigante e rispettosa della continuity originaria come Scarface: The World Is Yours e non siamo certo di fronte a un titolo longevo, eppure Ghostbusters: The Video Game ha dei buoni momenti. Non si può dire che la versione PC sia qualitativamente migliore di quella per PS3. Il Physx System Software di Nvidia per l’accelerazione fisica degli elementi non è stata sfruttata per nulla anche se, con tutto quel fumo, i liquidi e la miriade di oggetti minuscoli, sarebbe stato proprio il caso di lavorare ancora un po' su questi tipo di dettagli. Chi cerca uno sparatutto frenetico può passare rapidamente ad altro. Chi ricorda perfettamente il giorno in cui vide per la prima volta Egon Splengler (il genio, Harold Ramis!) e decise che avrebbe voluto essere un nerd come lui, deve assolutamente sperimentare le brezza del raggio protonico. E, ovviamente, provare a incrociare i flussi...

Commenti

  1. glillmanwan

    #1
    una piccola precisazione,Winston Zeddemore era già nel primo film non arriva nel secondo :)
  2. patemadanimo

     
    #2
    Porca miseria! Hai ragione! Faccio pubblica ammenda. Vado subito a riguardarmi i film della saga. A quanto pare ne ho bisogno...
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