Genere
Sparatutto
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
ND
Data di uscita
4/1/2005

GoldenEye: Al Servizio del Male

GoldenEye: Al Servizio del Male Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Genere
Sparatutto
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
4/1/2005
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
4

Lati Positivi

  • Buona qualità del sonoro

Lati Negativi

  • Sistema di mira impreciso
  • Tecnicamente scarso
  • Pessima intelligenza artificiale

Hardware

Per giocare avrete bisogno di una console GameCube PAL, di una confezione originale del gioco, di un joypad per ciascun partecipante e di una Memory Card con due blocchi disponibili. E' supportata la modalità video PAL60.

Multiplayer

Il gioco supporta quattro diverse modalità multiplayer fruibili tramite schermo condiviso.

Link

Recensione

GoldenEye: Al Servizio del Male

Dopo il buon risultato ottenuto con 007: Everything Or Nothing il colosso Electronic Arts tenta di spingere ulteriormente la licenza di James Bond. Per farlo i sapienti strateghi commerciali hanno avuto un'idea geniale: rispolverare il nome del più amato gioco basato su 007 e usarlo in un nuovo sparatutto in prima persona. Sarà stata una scelta di buon auspicio?

di Stefano Castelli, pubblicato il

Purtroppo il minor numero di tasti presenti sul pad di Gamecube ha portato Electronic Arts a utilizzare un paio di scomode combinazioni per la raccolta e l'impostazione delle armi durante l'azione di gioco: per prendere un'arma da terra e assegnarla ad uno dei grilletti bisogna infatti tenere premuto il tasto A e premere il grilletto desiderato. Oltre alla scomodità del gesto bisogna considerare che durante azioni particolarmente caotiche può capitare che la combinazione non riesca, con il risultato, ad esempio, di gettare una granata sui propri piedi.

A COLPO D'OCCHIO

L'occhio bionico di Hunter rappresenta l'unico appiglio di originalità del gioco e come tale merita un'occhiata maggiormente approfondita. Inizialmente tale strumento permetterà ad Hunter di utilizzare una visuale a raggi X per guardare attraverso i muri e individuare i nemici: tale interessante potere funzionerà però solamente in un raggio d'azione limitato.
Superando le varie missioni del gioco il nostro occhio viene aggiornato con una serie di dispositivi tanto improbabili quanto utili, guadagnando altre tre distinte abilità. Si potrà così assumere a distanza il controllo di equipaggiamenti elettronici, attivare uno scudo di polarità che devia i proiettili avversari (e stordisce i nemici nel corpo a corpo) e persino creare un letale campo magnetico (di dimensioni adattabili a piacimento) da scagliare addosso ai nemici. Tutte queste abilità speciali consumano l'energia del vostro occhio bionico e vanno dunque utilizzate con saggezza: in ogni caso, basta evitare di attivare il GoldenEye per qualche secondo per vedere le sue risorse energetiche ripristinarsi.
Analogamente, rimanendo immobili per qualche secondo è possibile ripristinare le proprie risorse di energia vitale (il motivo di tale magica guarigione rimane attualmente oscuro).

Sebbene molto interessanti sulla carta, le abilità speciali del GoldenEye ricoprono un ruolo sin troppo marginale nell'economia del gameplay, al punto che fin troppo spesso saranno bellamente ignorate in favore di più efficaci raffiche di proiettili, complice anche una fastidiosa gestione della mira e del puntamento. Nel gioco infatti sono disponibili due impostazioni per la mira: libera e automatica. La prima risulta però così imprecisa da essere ben poco utilizzabile e probabilmente anche il giocatore più paziente tenderà a passare al sistema di mira automatico (che coadiuva l'indirizzamento dei colpi).

OCCHIO D'ORO O ORBO?

Dopo aver apprezzato le esibizioni grafiche di giochi per Gamecube come Metroid Prime: Echoes o Resident Evil 4 è davvero difficile avere a che fare con un motore grafico come quello di GoldenEye: Al Servizio Del Male. Texture di scarsa qualità, pochezza di effetti speciali e soprattutto una fluidità incostante sono i principali difetti che affliggono l'occhio del giocatore (e stavolta non c'è innesto bionico che vi salverà), mentre la complessità di personaggi e ambientazioni risulta nei casi migliori soltanto discreta. E' proprio sulla fluidità che bisogna, purtroppo, soffermarsi un istante in più: certe volte i cali di frame-rate sono così evidenti che influiscono effettivamente sull'azione di gioco.
Un'altra critica va rivolta all'implementazione dei nemici: vi capiterà infatti di combattere per ore intere contro gli stessi due-tre tipi di avversario, tutti basati sulla stessa lacunosa intelligenza (o deficienza) artificiale che li spinge a uscire ritmicamente dai ripari e a correre verso di voi senza uno schema d'attacco preciso, come carne da macello digitale. Persino i "temibili" velivoli da combattimento che si incontrano nelle missioni rappresentano minacce limitatissime a causa dei ridicoli schemi d'attacco con cui operano.
Da notare inoltre la decisione di rimuovere anche il minimo schizzo di sangue dal gioco: anche centrando in pieno volto un nemico usando un fucile a pompa ciò che si otterrà saranno semplici scintille. L'idea stessa di voler improntare uno sparatutto su una premessa "negativa" e poi censurare del tutto il sangue ricorda da vicino la filosofia seguita in molti telefilm che vanno in onda in fascia protetta (dove il succitato liquido rosso è tabù).

In assenza delle modalità di gioco online (presenti invece nella versione Xbox) il gioco propone una classica opzione multiplayer per un massimo di quattro partecipanti gestita tramite split-screen. Purtroppo, oltre a mantenere gran parte dei problemi riscontrati fino ad ora mostra, nelle sessioni multiplayer, una fludiità ulteriormente peggiorata e l'assenza di un valido repertorio di armi. Sotto questo aspetto titoli come Time Splitters 2 o Red Faction 2 sono ancora molto più validi (anche considerando la limitatezza di opzioni multi-giocatore disponibili in GoldenEye: Al Servizio Del Male). Nelle partite multi-giocatore alcuni dei poteri dell'occhio bionico mutano per adattarsi meglio al gameplay ed evitare sbilanciamenti negli scontri.
Dunque, fumata nera per i possessori di Gamecube ansiosi di comprare uno sparatutto di buon livello per la loro console: neanche la "benedizione" del nome di GoldenEye è servita per dare vita ad un Bond-Game degno dell'acclamato antenato. I punti di riferimento del genere sul cubo di Nintendo rimangono tuttora Time Splitters 2 e Red Faction 2.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Non c'è pace per gli amanti degli sparatutto su GameCube: non solo GoldenEye: Al Servizio Del Male non riesce a tributare onori all'illustre "ispiratore" per Nintendo 64 ma, nel suo complesso, risulta un gioco approssimativo e scarno. Il design dei livelli è piatto e ridondante, l'intelligenza artificiale ai minimi storici e la realizzazione tecnica lacunosa: difficile trovare pregi che non vadano oltre un comparto multi-giocatore offline decente e qualche azzeccata citazione cinematografica. Anche l'opportunità di vivere l'avventura dalla parte delle forze del male viene in larga parte vanificata da una trama mal sviluppata e dispersiva. Insomma, un buco nell'acqua da parte di Electronic Arts, ulteriormente deludente per tutti coloro che speravano davvero di trovare un degno erede dello storico GoldenEye 007.