Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
44,90 Euro
Data di uscita
11/6/2003

Gothic II

Gothic II Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Genere
Gioco di Ruolo
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
11/6/2003
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
44,90 Euro

Lati Positivi

  • Gioco complesso, lungo e immersivo
  • Le aree da esplorare sono immense
  • Centinaia di armi a disposizione
  • Gameplay votato alla libertà più assoluta
  • Sonoro coinvolgente
  • Tutti i dialoghi sono stati recitati

Lati Negativi

  • Graficamente non è proprio il massimo
  • I neofiti si stancheranno dopo qualche ora
  • Sottotitoli solo in inglese
  • The Elder Scrolls III: Morrowind è ancora il migliore

Hardware

Per girare senza troppi problemi, Gothic II necessita almeno di un processore a 800 MHz, di 256 MB RAM, di una scheda 3D con 32 MB e di quasi 2 GB di spazio libero su Hard Disk.

Multiplayer

Non sono previste modalità di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

Gothic II

Chi non ha mai sognato di fare per un solo un giorno il mercenario e di viaggiare uccidendo draghi e guadagnando oro e ricchezze? Chi non ha mai sognato di vivere una vera avventura fantasy? Certo, il pericolo sarebbe una costante della nostra vita, ma per chi ama la libertà non c'è niente di meglio che buttarsi in imprese avventurose e affascinanti. Gothic II ce ne offrirà tantissime.

di Francesco Destri, pubblicato il

Come in The Elder Scrolls III: Morrowind, le cose da fare sono infatti tantissime e non ci riferiamo solo alle numerose quest (dopo un'ora di gioco il nostro diario ne contava già sette), ma anche alle possibili strade da intraprendere.
Giunti di fronte alle mura delle città, potremo per esempio cercare lavoro come contadino o bracciante, ma se non vogliamo perdere tempo e fatica nei campi, rimane sempre la possibilità di fare razzia nella casa di un fattore del luogo per procurarci vestiti, soldi e qualche oggetto utile (naturalmente senza essere scoperti). C'è poi sempre la possibilità di arruolarsi come mercenario tra le truppe delle città, di diventare apprendisti presso una bottega di artigiani, di trasformarci in vigilante a soldo di un proprietario terriero e così via.
Questo per far capire la grandissima libertà che avremo a disposizione durante il gioco, ma che, a differenza del capolavoro di Bethesda Softworks, non arriverà mai a creare un vero e proprio spaesamento, pericolo quanto mai presente quando si hanno di fronte decine di strade da prendere.
Gothic II rimane infatti ancorato a una traccia narrativa principale forte e sempre presente nel susseguirsi degli avvenimenti del gioco e le decisioni che prenderemo, legate alle diverse "gilde" in cui arruolarsi (soldato nella milizia cittadina, novizio del monastero, ladro o mercenario al soldo di Onar), saranno in qualche modo sempre indirizzate verso uno scopo ben preciso.
Non mancano inoltre gli elementi classici di qualsiasi Gioco di Ruolo che si rispetti. Il passaggio di livello ci farà guadagnare nuovi punti-vista e incrementare le skill (peccato non poter dosare a nostro piacimento i punti bonus per le abilità che più ci interessa sviluppare), i soldi, che possiamo anche chiedere in prestito allo strozzino di turno, saranno indispensabili non solo per migliorare il nostro equipaggiamento, ma anche per imparare e incrementare le abilità assoldando un istruttore. Molto importanti si rivelano anche i dialoghi nelle locande, dove è possibile conoscere nuovi personaggi e ottenere così nuove quest da risolvere, senza dimenticare il ruolo primario, a livello di gameplay, dell'esplorazione, visto anche le immense aree di gioco che ci aspettano.

UN MONDO TRIDIMENSIONALE

Non a caso Gothic II può vantare location cinque volte superiori a quelle del primo episodio e anche se non si sfugge ad ambientazioni tipicamente fantasy (boschi, montagne, caverne, città, campagne, fiumi, castelli), l'impressione di trovarsi in un mondo vivo ed estremamente dettagliato è fortissima.
Ogni centimetro di terra può nascondere insidie, ma anche oggetti e tesori da raccogliere ed è inutile dire che seguire i sentieri principali senza mai esplorare le aree vicine (anche quelle più impervie) si rivelerà una tattica di gioco decisamente limitante e il fatto di vagare per ore tra montagne, spiagge e dolci colline solo per il gusto di farlo è, oltre che impagabile, estremamente rilassante e aiuta non poco ad aumentare il livello di coinvolgimento che Gothic II è in grado di regalare. Ciò è facilitato anche dalla completa assenza di caricamenti tra una location e l'altra (le uniche "interruzioni" sono in realtà i filmati realizzati con lo stesso motore grafico del gioco), fattore che aveva già impressionato positivamente in Gothic. Purtroppo, essendo stato sviluppato a pochi mesi di distanza dal suo predecessore, Gothic II non ha potuto contare su un motore grafico potenziato o addirittura nuovo, ma solo su una versione leggermente migliorata che non è però riuscita a eliminare i limiti precedenti, ovvero animazioni legnose, la mancanza di un sistema di illuminazione in tempo reale, continui effetti di clipping e un design dei personaggi non giocanti davvero troppo ripetitivo (per non parlare degli interni delle case di Khorinis, praticamente uguali tra loro).
Nonostante questo, sono state aggiunte nuove texture e nuovi effetti di ombreggiatura e anche il design dei livelli appare più curato e dettagliato, anche se non si raggiungono mai le vette di The Elder Scrolls III: Morrowind, ancora oggi insuperato in quanto ad atmosfera e uso della palette cromatica.
Il sonoro invece è perfettamente riuscito, non solo per le belle musiche che ben si adattano a ogni situazione di gioco, ma anche per le voci dei Personaggi Non Giocanti (tutti i dialoghi sono stati doppiati e sottotitolati in inglese), estremamente varie e sempre appropriate allo stato d'animo del nostro interlocutore.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Siamo di fronte a un GdR vasto, complesso, divertente e, cosa fondamentale, mai frustrante, capace di offrire decine di ore di gioco senza il rischio di annoiare e di unire sapientemente elementi arcade come i combattimenti in tempo reale ad altri tipicamente avventurosi come dimostra il ruolo primario dell'esplorazione e dei dialoghi. La realizzazione grafica lascia ancora adito a critiche, ma i miglioramenti rispetto a Gothic, pur se non sostanziali, ci sono comunque stati e la sensazione di essere per davvero in un universo tipicamente fantasy è decisamente forte e, per certi punti di vista, impagabile. Detto questo, bisogna anche ammettere che l'immenso numero di quest da risolvere, i tantissimi personaggi con cui dialogare e le centinaia tra mostri, armi e incantesimi rischiano di spaesare e alla lunga anche di deprimere il neofita che magari ha avuto la più grande esperienza ruolistica giocando a Diablo II o a Nox. Gothic II infatti è un titolo molto più profondo e complesso dei due action-RPG appena citati e per questo rischia di essere un gioco di nicchia, anche se a vedere i dati di vendita del primo capitolo sembrerebbe esattamente il contrario. Da questo punto di vista The Elder Scrolls III: Morrowind è tuttora superiore per un più esaltante sfoggio tecnologico e per un gameplay ancor più votato alla libertà assoluta, ma Gothic II rappresenta comunque una valida e forse l'unica alternativa al colosso di Bethesda Softworks. A questo punto non ci resta ora che attendere l'uscita di Fable e vedere se quel geniaccio di Peter Molyneux ha davvero partorito il Gioco di Ruolo definitivo. Gothic II, dal canto suo, ci si è avvicinato parecchio!