Genere
Picchiaduro
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
29/2/2004

Grabbed by the Ghoulies

Grabbed by the Ghoulies Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Microsoft Game Studios
Sviluppatore
Rare
Genere
Picchiaduro
PEGI
3+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
29/2/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,90 Euro

Hardware

Per giocare a Grabbed by the Ghoulies avrete bisogno di una confezione originale del gioco e di un Xbox PAL munito di relativo pad. Un impianto Dolby 5.1 sarebbe il massimo per godersi la splendida colonna sonora del titolo Rare.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Link

Anteprima

Grabbed by the Ghoulies

Una casa stregata e tanti fantasmi? Cosa ha intenzione di proporci Xbox questa volta? Un clone di Luigi's Mansion? Oppure un Piccoli Brividi videoludico? Vediamo... grafica in stile cartoon, una storia quasi a fumetti e omaggi al passato, ma anche tanti cazzotti, scheletri omosessuali, zombie petomani e mostri che ruttano. No, questa è decisamente un'altra storia: questa è Rare.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Dopo le chiacchiere è finalmente arrivato il momento dei fatti: le infinite discussioni gravitanti attorno al completo passaggio di Rare a Microsoft che, di fatto, ha spezzato un sodalizio con Nintendo ormai sinonimo di qualità, sono ormai storia recente, sopravanzate dalle prove tangibili ricavate dal nuovo stato di cose. Fra i prossimi titoli destinati alla console di Redmond, il primo a materializzarsi nelle nostre mani è forse quello che, durante tutto questo tempo, ha potuto godere di minore attenzione se paragonato agli altri brand storici della software house americana.
Grabbed by the Ghoulies attinge a piene mani da quel filone ironico-horror che vede il suo antico precursore nell'impossibile Ghost ‘n Goblins di casa Capcom e che, negli ultimi tempi, ha finito per rivitalizzarsi in proposte come Maximo o nel più leggero Luigi's Mansion.

PICCOLI BRIVIDI O GRANDI BOTTE?

Citare il titolo di Miyamoto che ha accompagnato il debutto del GameCube è propedeutico all'introduzione di un concetto che, seppur sufficientemente chiaro, potrebbe indurre all'equivoco più di un giocatore: escludendo il minimo comune denominatore della magione infestata da mostri e spiriti, il gioco Nintendo e quello Rare sono videogiochi profondamente dissimili fra loro, con il primo concentrato su una maggiore esplorazione e libertà di ingegno e il secondo teso a prediligere una linearità più marcata, con un tipo d'azione più cara a un picchiaduro a scorrimento che non a un'avventura vera e propria.
Grabbed by the Ghoulies è un fumetto filmato o, se volete, un cartone a fumetti le cui atmosfere, in più di un'occasione, ricordano uno dei classici della nostra adolescenza: nel titolo Xbox non compaiono cani, ma le atmosfere sinistre e bislacche di Scooby-Doo sembrano esserci tutte. In fondo cosa basta per distillare un piccolo concentrato di ironia e azione, giocando sui cliché tipici delle storie di fantasmi? Una grossa villa, uno spettro a governarla piuttosto suscettibile alle battute, una vasta serie di mostri e fantasmi maleducati – caspita, almeno una mano davanti alla bocca quando si digerisce rumorosamente in pubblico! – e una coppia di giovani ragazzi innamorati e curiosi.
Se poi la curiosità uccise il gatto, questa volta si limiterà a rapire e nascondere la giovane nei meandri più recessi della casa, con il biondo protagonista Cooper ad armarsi di coraggio e di un paio di pugni da far invidia a Rocky Marciano per salvare la propria "bella". Si parla di pugni non a caso, visto che Grabbed by the Ghoulies è senza dubbio riconducibile al filone del picchiaduro a scorrimento e a quello dell'avventura tutta azione: nessun enigma a sbarrarci il cammino, solo una serie di creature bizzarre che contribuiranno a rendere ogni stanza della villa un piccolo ring di pugilato.
Rare ha optato per utilizzare a pieno regime entrambi gli stick analogici del joypad, con la leva di sinistra a controllare la deambulazione del protagonista e quella destra a indirizzare i colpi inferti ai nemici: a seconda dell'inclinazione dello stick, Cooper ruoterà il busto per menare fendenti e combo in successione, concludendo con spettacolari ganci o supplex nel caso che il malcapitato di turno barcolli indifeso e intontito alla nostra mercé. L'unica concessione all'utilizzo della pulsantiera viene offerto al tasto A, attraverso la cui pressione è possibile raccoglie e sbandierare come armi improprie i numerosi oggetti presenti all'interno di ogni stanza: da semplici sedie, quadri, barili, vasi sino a sfociare in spade, televisori, bottiglie e ogni altra cosa faccia parte dell'ambiente di gioco, peraltro altamente interattivo e facilmente distruttibile. Il risultato che si dipanerà dinanzi ai nostri occhi al termine di ogni rissa sarà quello desolante di una tabula rasa, con decine di cocci al suolo, oggetti di semplice arredamento ridotti a miniature in scala 1:100 e vetri rotti per tutti i gusti.

METTI IN ORDINE LA STANZA!

Tale spirale di "violenza" avrebbe però ben poco significato se non corroborata da una sufficiente varietà nell'azione: i patiti del genere andranno comunque a nozze visto il gran numero di risse, ma un minimo di differenziazione deve essere garantito per accontentare una fascia di pubblico più vasta e non solo una piccola percentuale di essa ormai in progressiva diminuzione. Lo sforzo di Rare in questo senso è visibile, introducendo l'utilizzo di armi specifiche per alcune porzioni di scenario – dagli estintori sino a incredibili pistole spara-uova – e diverse condizioni di gioco a governare ogni rissa, senza il rispetto della quali si rischia di finire fra le braccia della nera mietitrice: entrati in ogni stanza, l'uscita da essa si bloccherà e – a seconda della sinistra atmosfera presente in essa – si partirà con un certo quantitativo di energia che, in caso di emergenza, potrà essere aumentata spaccando un po' di arredamento e sperando di trovare qualche prezioso bonus (ne sono presenti vari tipi, alcuni dei quali anche dannosi).
A quel punto il gioco detterà le sue regole, che potranno variare dallo sgominare tutti i nemici entro un preciso limite di tempo, al pestare senza pietà zombie senza toccare altri avversari o tentare di difendersi lasciando immacolata la cosa... con le immancabili sfumature intermedie a rendere ancora più incerta la condotta da tenere. In caso di fallimento apparirà la Morte incappucciata che, inesorabilmente, ci seguirà con il suo tocco gelido per spedirci al creatore: il gioco non prevede il game over – visto che si riprenderà immancabilmente dall'inizio del livello – ma l'avvenuto può comunque generare un eccessivo senso di frustrazione e ripetitività dato che, soprattutto a causa di un sistema di inquadrature manuale (attraverso i due grilletti) non sempre impeccabile, alcune sfide risultano davvero pretenziose e il rischio di ripetere decine di volte una stessa stanza è più che tangibile. Piccolo bonus offerto da Rare è la presenza di alcune situazioni, di soluzione piuttosto agevole, che possono essere paragonate ai classici QTE già incontrati in un titolo come Shenmue: momenti di particolare spavento per Cooper che ci costringeranno a premere velocemente una sequenza di tasti prestabiliti per non incappare in una perdita di energia.

MI SPECCHIO SUL PAVIMENTO

Nulla o poco da obiettare invece dal versante puramente tecnico: lo stile grafico è personale e pieno di tocchi di classe, con le sequenze di intermezzo narrate sotto forma di libro animato e i dialoghi sostituiti da piccole finestre testuali monocromatiche, chiaro omaggio ai primi film muti del genere.
Lo splendore delle stanze e le ottime animazioni di protagonisti e nemici vengono ancor piì valorizzate da effetti di riflessione e distorsione che rendono Grabbed by the Ghoulies uno dei giochi visivamente più appaganti degli ultimi tempi. Il bizzarro campionario di nemici poi, direttamente proveniente da alcuni classici del passato Rare, non può che generare più di una situazione esilarante, sottolineata da una colonna sonora varia e particolarmente ispirata, caratterizzata da un motivetto iniziale che tenterà in tutti i modi scassinare i vostri sistemi di sicurezza cerebrali e penetrarvi nella testa. Il dubbio rimane ancora, oltre sulla reale varietà del game design, sull'effettiva longevità del prodotto, anche se la presenza di diverse sfide bonus dovrebbe garantire un ammontare di ore-gioco soddisfacente. Scioglieremo ogni dubbio residuo fra due o tre settimane, in sede di recensione.