Genere
Guida
Lingua
Giapponese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
12/12/2003

Gran Turismo 4 Prologue

Gran Turismo 4 Prologue Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Guida
Data di uscita
12/12/2003
Lingua
Giapponese
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Tecnica (ancora) eccellente
  • Buona selezione di vetture
  • Grande immediatezza

Lati Negativi

  • Test a profusione
  • Troppo breve
  • Innovazioni minime

Hardware

Per giocare Gran Turismo 4 Prologue è necessaria una PlayStation 2 giapponese, una memory card e un controller. Sono supportati il formato 16:9 e il volante Logitech con ritorno di forza.

Multiplayer

Gran Turismo 4 Prologue non offre alcuna opzione multiplayer.

Link

Recensione

Gran Turismo 4 Prologue

Come i migliori kolossal, o i libri più apprezzati, la serie Gran Turismo guadagna un'introduzione separata a quello che diventerà il suo quarto episodio. Un piccolo assaggio per intenditori, che ha lo scopo di mettere in mostra le capacità del team creativo, offrendo un'anteprima giocabile del più importante titolo motoristico del prossimo anno.

di Alessandro Martini, pubblicato il

Qualcuno potrebbe spaventarsi al primo caricamento di Gran Turismo Prologue, scoprendo nella schermata principale un tabellone in pieno stile party game, con i cartelli stradali al posto delle classiche caselle. Niente paura: Polyphony Digital non ha intenzione di sfidare Mario Party o trasformare il suo "Real Driving Simulator" in un titolo basato sui minigame, si tratta semplicemente della nuova disposizione scelta per le patenti. Esse vanno a costituire lo School Mode, una serie di caselle (una per esame) da superare completando prove di guida specifiche, che assegnano in premio le vetture bloccate all'inizio del gioco. Molti test ritornano dalle versioni precedenti, ma troviamo alcune novità come i sorpassi e, addirittura, prove "alternative" in cui è richiesto di abbattere una certa quantità di coni, in una sorta di sfogo contro i limiti imposti dagli esami tradizionali.

UN BUFFET AUTOMOBILISTICO

Facciamo un passo indietro, spegniamo la console e osserviamo la scatola di Gran Turismo Prologue, il manuale "fold out" nonché la strana descrizione in caratteri microscopici che campeggia in fondo alla copertina. Stando al testo in inglese, ci troviamo innanzi una piccola anteprima di quello che sarà il gioco definitivo (annunciato la prossima primavera in Italia), pensata sia come demo tecnologica (per dimostrare le capacità del gruppo Polyphony) sia come allenamento preparativo per i fan sfegatati del marchio GT. Il carattere "incompleto" del titolo Sony si evidenzia nei piccoli particolari che risultano assenti, come un vero e proprio libretto di istruzioni. Al suo posto, viene fornito un depliant in cartonato sottile pieghevole, che riassume i controlli e il percorso da compiere sul tabellone dello School Mode.
Torniamo al gioco, navighiamo attraverso i menu e altre assenze si fanno notare nelle opzioni, dove latitano la configurazione dei controlli, del suono, o settaggi particolari per l'interfaccia grafica. Non è possibile cambiare la disposizione dei comandi sul joypad, quindi non è offerta ai "puristi" la possibilità di controllare l'auto con le due leve analogiche, lasciando l'accelerazione assegnata ai tasti frontali (lo stick di destra è inutilizzato). Lo School Mode è l'unica attività degna di nota per un giocatore che non voglia dedicarsi unicamente ai record, in quanto la modalità Arcade rappresenta una breve raccolta di gare singole. Risponde alla definizione di "desaparecido" anche il multiplayer, scomparso sia nel canonico split screen che in rete, o i.Link.

APRIAMO IL GARAGE

Quarantaquattro vetture e cinque tracciati sono la dotazione complessiva di Gran Turismo Prologue, offerta dall'inizio per quanto riguarda le piste e sbloccata strada facendo se parliamo del garage (ogni test completato ci regala la stessa auto usata nella prova). La varietà è buona ma non clamorosa considerando il tradizionale vantaggio dei produttori giapponesi sulle marche occidentali, e le diverse versioni di uno stesso modello, talvolta ripresentato con novità marginali.
Dalle precedenti edizioni tornano auto già note e più volte riproposte, come la Mitsubishi Lancer (casualmente, una delle auto possedute da Kazunori Yamauchi, boss di Polyphony Digital) o l'immancabile Mazda MX-5. Non si rilevano grandi sorprese nel parco macchine, considerata la totale assenza di costruttori "proibiti" come la casa di Maranello, sempre più frequente in altre produzioni e, finora, mai comparsa nella serie Gran Turismo. I cinque tracciati disponibili comprendono un circuito rally, ambientato nel Grand Canyon, due tracciati professionali su autodromo, il centro di New York e un angusto paesino ispirato alla nostra penisola, Città di Aria. Purtroppo, il gioco decide in completa libertà la presenza, o meno, di auto avversarie, come a testimoniare che il cantiere delegato al motore grafico rimane tuttora aperto.

PROLOGUE A-SPEC O PROLOGUE CONCEPT

La discesa in pista ci sorprende per quanto poco sia cambiato dall'ultima versione in termini grafici, un primo impatto che va approfondito con l'immancabile confronto testa a testa. Rispolverati Gran Turismo 3 e Gran Turismo Concept, e spesi alcuni minuti di prove comparate, l'impressione viene confermata dalla realtà. Graficamente, i tre giochi sono molto simili, al punto di poter essere chiaramente confusi uno con l'altro da un osservatore che non sia al corrente dei più piccoli dettagli nozionistici (piste, auto e modalità dell'ultima versione). Le differenze, o miglioramenti che dir si voglia, vanno riscontrate nel pubblico animato (ma ancora bidimensionale), nel più alto numero di movimenti delle sospensioni (che riproducono con maggiore efficacia gli sbalzi del tracciato) e nell'aderenza delle vetture, leggermente più realistica e meno sicura durante le frenate, che ora richiedono una maggiore preparazione.
Non mancano i passi indietro, rappresentati da clipping e aliasing talvolta evidenti, come a New York, che interrompono per brevi attimi la sensazione di trovarsi in ambienti davvero "solidi". La parte sonora non mostra chiare novità, in quanto ricicla buona parte dei jingle (e delle musiche) ascoltati in precedenza, sebbene i motori e gli effetti ambientali risultino ancora ai primi posti della categoria. Per amore della serie Gran Turismo, è meglio non sfiorare nemmeno l'argomento IA, soprattutto dopo aver rifilato una decina di secondi ai piloti computerizzati al primo tentativo e aver assistito alla classica fila indiana su quasi tutti i circuiti (dov'è previsto l'accompagnamento di auto avversarie).

PUNISCIMI COSI', SENZA AMMACCATURE

Passando al modello di guida, e analizzando il gameplay più in generale, sembra che la legge dei vincenti (riconfermarsi, senza cambiare) stia cara anche alle sezioni Polyphony Digital. Slogan a parte, Gran Turismo 4 Prologue si annuncia "simulativo" quanto Mortal Kombat: Deadly Alliance lo è nel genere picchiaduro, conservando tutte le limitazioni canoniche della serie. Il sistema di penalità, introdotto proprio in questa versione, è più una fonte di problemi che una vera soluzione alle scorrettezze. Urtate il fondale (o un avversario) troppo velocemente e sarete costretti a guidare per dieci secondi a un massimo di cinquanta chilometri orari. Ora, immaginate di uscire di pista per un errore all'ultima curva, sbattere contro un guard rail e non poter riprendere la vostra posizione perché il gioco limita la velocità della vettura. E' assolutamente necessario che questa funzione sia perfezionata nel gioco definitivo, per risultare più flessibile e precisa nel punire i "trucchi" meno sanzionabili. Infatti, possiamo ancora appoggiarci liberamente alle altre vetture, è sufficiente non urtarle con troppa forza.
Naturalmente, si può soprassedere su tutte le imperfezioni segnalate finora e godersi uno spettacolo audiovisivo ancora ai massimi livelli della categoria, sebbene spogliato da quell'impatto trascendentale che aveva reso Gran Turismo 3 una specie di rivoluzione di ottobre (per le fortune della macchina Sony). La breve durata complessiva, inoltre, fa di Gran Turismo 4 Prologue un'arma a doppio taglio per la serie Polyphony Digital, e per gli appassionati del genere racing. Da un lato, i fan useranno questo titolo come "scudo" per mostrare le capacità delle propria console. Dall'altro, i critici lo sfrutteranno come esempio della carenza di innovazione che caratterizza la serie GT. Entrambe le categorie avranno, a modo loro, ragione sacrosanta.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Gran Turismo 4 Prologue rappresenta le migliori due ore che un appassionato della serie abbia potuto trascorrere da almeno un anno a questa parte, malgrado una sensazione di deja-vu davvero molto forte. Grafica, sonoro, intelligenza artificiale e modello di guida sono gli stessi di sempre, traslocati su nuovi scenari che a tratti convincono (il circuito Città di Aria in particolare) e a tratti lasciano un po' perplessi (New York con il suo enorme aliasing e la sua conformazione troppo caotica). Da un punto di vista più generale, il "prologo" firmato Sony conferma i timori già espressi alle presentazioni fieristiche dei mesi scorsi: i cambiamenti reali sono (per adesso) ridotti al minimo e le modifiche operate al gameplay non rappresentano un salto di qualità, o anche una drastica evoluzione, sui precedenti capitoli. C'è da sperare che il supporto online, qui assente, porti una ventata d'aria fresca, o siano in preparazione sorprese clamorose nel gioco definitivo. Perché, altrimenti, non tutti potrebbero accontentarsi, la prossima primavera, di una vettura già sfruttata al limite.