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Grand Prix Simulator

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Hardware

I requisiti del gioco completo non sono stati ancora comunicati dal produttore. La versione oggetto del test non ha dato alcun problema di sorta su un AthlonXP 2000+ con scheda video da 128 MB di RAM e 512 MB di memoria, anche alle risoluzioni più elevate. Un volante analogico sarà un requisito pressoché fondamentale per la versione definitiva.

Multiplayer

Il gioco completo offrirà apposite opzioni di rete per competizioni via Internet o LAN. Un massimo di ben ventidue giocatori potrà prendere parte alle gare online.
Anteprima

Grand Prix Simulator

Mentre la stagione di Formula 1 volge al termine, i videogiochi ispirati al circo iridato iniziano a moltiplicarsi per il consueto aggiornamento annuale. Dall'Italia è in arrivo una novità in questo settore che ci riporta all'epoca in cui le macchine Windows erano terreno fertile per le simulazioni più rigorose. Appassionati dei giochi arcade e delle partite veloci, fatevi da parte...

di Alessandro Martini, pubblicato il

Sempre più di rado, anche se si è "dentro" l'ambiente (stampa specializzata) capita di mettere le mani su un titolo ancora in fase embrionale. Un gioco che si trova, cioè, nei primi stadi di lavorazione e che manca ancora di quella confezione che lo renderà un prodotto pronto per i negozi. I rischi di offrire alla critica un gioco non ancora completo sono molti, ed è per questo che si evita di distribuire il codice prima che tutte le caratteristiche annunciate siano effettivamente presenti. Un giudizio affrettato, un bug ricorrente, o simili potrebbero rovinare in anticipo la piazza dell'ultimo arrivato, in questo caso Grand Prix Simulator. Dimostrando una buona dose di iniziativa e coraggio, gli sviluppatori hanno deciso di sottoporre a giudizio esterno il loro lavoro, con tutti gli utensili e le parti scartate ancora bene in mostra, per usare un linguaggio figurato.

LA SIMULAZIONE AL POTERE

Grand Prix Simulator tiene fede al suo nome già in questa versione ampiamente aperta a modifiche e miglioramenti, offrendo un modello di guida che definire "complesso" è quasi eufemistico. Perfino la modalità Arcade, così definita in modo sicuramente generoso, non è terreno per novellini delle quattro ruote, vista la necessità di conoscere almeno le nozioni-base della guida sulle monoposto di Formula 1. Alassoft, il team incaricato dello sviluppo, vanta già una discreta esperienza nel campo delle simulazioni professionali e questa esperienza emerge sin dai primi metri percorsi sulla pista di Monza (l'unica presente in questa versione). L'auto ha un peso specifico e una sua inerzia che cambiano durante lo spostamento secondo velocità e la direzione, modificando per ragione di causa/effetto altre dinamiche come le frenate o le accelerazioni improvvise. Poiché non abbiamo intenzione di ridurre l'articolo a una tesi di laurea, o simili, verrà semplificato il discorso con alcuni esempi. Il modello di guida, innanzitutto, tiene conto di ogni singola variabile legata al trasferimento di potenza dal motore alle ruote, per arrivare infine al tracciato. Ciò significa che guidare con un controller digitale non è solo un'impresa, ma risulta quasi impossibile, dovendo misurare al meglio l'accelerazione. Premendo a fondo il gas, le ruote saranno bloccate inesorabilmente in un continuo pattinamento che porterà la vettura a sbandare furiosamente finendo, spesso, contro una barriera di protezione.

TANTI FENOMENI IN UNA SOLA MACCHINA

La rigorosità nei comportamenti delle monoposto viene sottolineata anche da piccoli accorgimenti come lo spostamento della telecamera interna, che simula i movimenti del corpo del pilota quando viene spinto dalla forza centrifuga nelle curve. Naturalmente sono presenti i danni alle vetture, benché gli effetti non siano ancora completamente fedeli alla realtà. Ad ogni modo, basta pochissimo per finire senza un alettone (anteriore o posteriore) o perdere altri elementi della scocca che risultano decisivi per il felice controllo della monoposto. Gli urti con le altre vetture sono gestiti in modo abbastanza verosimile, anche se altro lavoro è ancora necessario per migliorare le collisioni e la quantità di detriti generati dagli urti più violenti. Se guidare bene è un'attività complessa, altrettanto risulta esserlo il superamento degli avversari, già piuttosto dotati in fatto ad intelligenza artificiale. Osservandoli attraverso il replay, o con l'apposito sistema di regia (che permette di seguire da vicino gli altri concorrenti in qualsiasi momento) possiamo notare comportamenti estremamente verosimili nella gestione dei sorpassi e nella scelta delle traiettorie ideali. E' capitato, giusto per fare un esempio, che un inseguitore accelerasse per guadagnare la scia dietro di noi, perdendo aderenza e finendo inesorabilmente nella sabbia per via della sua inguaribile fretta. L'episodio, rivisto pochi secondi dopo al replay, è servito come chiara testimonianza del lavoro compiuto sulle auto guidate dal computer.

L'OCCHIO NON HA ANCORA LA SUA PARTE

Nonostante presenti una fluidità irreprensibile al massimo livello di dettaglio (attorno ai sessanta fotogrammi al secondo), Grand Prix Simulator si trova ancora molto lontano dal diventare un vero punto di riferimento nel settore tecnico. Una volta esclusi i modelli delle vetture, ben realizzati e discretamente animati, emergono numerosi dettagli ancora molto grezzi o completamente assenti, in particolar modo nel fondale. Il coinvolgimento di Milestone nella produzione, e la sua esperienza in questo campo (la serie SuperBike era nota anche per la sua grafica) farà senza dubbio bene alla futura versione completa, anche perché sono necessari decisi interventi per rendere questo gioco più appetibile al cosiddetto pubblico "di massa". La fedeltà al vero circuito di Monza, e chi scrive lo ha visitato alcune volte, è piuttosto alta nella conformazione del tracciato, molto minore per quanto riguarda la disposizione delle tribune e di altri elementi naturali come la vegetazione. Inoltre, la qualità delle texture e di alcuni elementi (il pubblico in particolare) si trova in questo momento a livelli piuttosto bassi, che avvicinano il gioco a una produzione di qualche anno fa. Un altro aspetto che denota lo stadio prematuro della lavorazione è il sonoro, limitato ad alcune brevi musiche nei menu e a motori quasi indistinguibili da una vettura all'altra (per quanto complessivamente realistici).

LUMACHER CONTRO MANNAYA

Di fatto, la parte che risulta già vicina al completamento, in Grand Prix Simulator, è quella "invisibile" (ma certamente più critica) inerente la giocabilità. Il codice a noi pervenuto è perfettamente stabile e funzionale in tutti i suoi aspetti, senza incertezze nei comandi canonici come la gestione delle inquadrature o il caricamento delle diverse sessioni di gara. Quello che più conta, inoltre, è che le fondamenta della guida e della competizione (l'intelligenza artificiale e il modello fisico della vettura) siano già presenti a un livello quasi definitivo e con alcuni piccoli ritocchi possono portare risultati eccellenti nel realismo verso lo sport reale. Per tranquillizzare alcuni lettori e, forse, risvegliarli dal colpo di sonno assestato all'inizio dell'articolo, va detto che giocando in modalità arcade con la dovuta pazienza è possibile acquisire un discreto controllo della vettura raccogliendo piccoli, ma soddisfacenti, risultati. Comunque, l'anima di simulatore puro rimane sempre ben in vista durante una qualsiasi partita, ed è quasi un affronto puntare a un gioco come questo per poi ridurre le sue caratteristiche fondamentali selezionando la modalità più "facile". Gli appassionati del circo iridato, meglio se in possesso di un buon volante, potranno dilettarsi in una classica stagione o nel multiplayer che sarà offerto, in rete locale o via Internet, nella versione definitiva. E, se i nomi storpiati vi fanno storcere il naso non preoccupatevi: un editor verrà incluso nella confezione per permettervi di aggiornare auto, piloti e tracciati alla stagione in corso e agli ultimi trasferimenti effettuati in Formula 1.