Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
€ 79,90
Data di uscita
29/4/2008

Grand Theft Auto IV

Grand Theft Auto IV Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Rockstar Games
Sviluppatore
Rockstar North
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
29/4/2008
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
16
Prezzo
€ 79,90

Hardware

La serie Grand Theft Auto ha toccato nella sua storia diverse piattaforme dal PC alle console arrivando alle ultimissime versioni portatili per PSP e a quella, Grand Theft Auto IV, che attualmente impazza su PlayStation 3 e Xbox 360.

Multiplayer

L'esperienza di gioco multiplayer è parte integrante del mondo di Grand Theft Auto, in particolare nelle ultime uscite su PSP e nel quarto recentissimo capitolo per le console casalinghe, dotato di numerose e massicce modalità online, già divenute un vero fenomeno.

Link

Speciale

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di Stefano Castelli, pubblicato il

L'apice degli scorsi anni fu probabilmente raggiunto con la scoperta della patch "Hot Coffe" che in Grand Theft Auto: San Andreas sbloccava tutta una serie di contenuti a sfondo sessuale, generando problemi legali e d'immagine a RockStar Games e portando persino la senatrice Hillary Clinton a chiedere in parlamento la votazione di una legge contro i videogiochi "violenti". Ovviamente anche Grand Theft Auto IV è stato da subito bersaglio di critiche più o meno feroci. Limitandoci ad una rapida rassegna stampa possiamo segnalare servizi del TG1, del TG2 e di Studio Aperto che, con diverse esagerazioni, puntano i dito contro i contenuti di Grand Theft Auto IV, spesso integrando la notizia dell'uscita del gioco con servizi relativi alla criminalità organizzata, creando un "evidente" parallelismo.
Eppure in passato abbiamo già compiuto azioni disdicevoli e violente in un videogame. Per esempio nel 1993 con Syndicate facevamo strage di poliziotti e usavamo ignari passanti come killer o involontari kamikaze, mentre sin dal primo Test Drive potevamo metterci alla guida su strade cittadine, impegnati in gare tutto fuorché legali. Tuttavia, mai dai tempi di Death Race (1976) le polemiche contro i videogame sono state così agguerrite: Rockstar Games ha recentemente subito il blocco alla pubblicazione del violento Manhunt II, reputato da vari governi e organismi come inadatto alla pubblicazione.
Come mai però Grand Theft Auto IV non ha subito lo stesso destino ed è arrivato tranquillamente sugli scaffali dei negozi europei e americani, pur contestualizzando la violenza in un ambito ben più realistico e plausibile?

IL VIDEOGIOCO CATTIVO?

"Il più grave assalto ai nostri bambini dai tempi della polio". Così il già citato avvocato anti-videogame Jack Thompson ha definito Grand Theft Auto IV in una recente intervista. Seppur estrema e proveniente da una persona che più di una volta ha sollevato ilarità anziché scalpore, la frase di Thompson contiene un riferimento su cui dobbiamo riflettere quando analizziamo le reazioni a Grand Theft Auto IV: "i nostri bambini". L'abbinamento forzato, cioè, del media dei videogame ai giocatori più giovani, laddove il gioco in questione è stato ovunque etichettato come un prodotto "per adulti".
Questa percezione è in larga parte alla base degli attacchi rivolti al gioco da media e associazioni di genitori (gli stessi genitori che, in teoria, dovrebbero sorvegliare le attività dei figli). Dopotutto, ESRB negli USA e PEGI in Europa sono sistemi di valutazione dei videogame atti a classificare ciascun titolo, riferendolo a specifiche fasce d'età, e le console di nuova generazione offrono un supporto di protezione capace di consentire ai genitori di impedire la riproduzione dei titoli che considerano inadatti.
Così come non ci aspetteremmo di vedere un genitore comprare al figlio un film per adulti, analogamente la ragione vorrebbe che lo stesso genitore evitasse di acquistare al proprio pargolo un videogioco con bollino "18+". Estremizzando, Nolan Bushnell, storico fondatore di Atari, ha definito i videogiochi violenti alla stregua dei film porno (e come tali, chiaramente diretti ad un pubblico adulto, a prescindere da qualsiasi considerazione morale legata a essi). Grand Theft Auto IV è però riuscito ad aggiungere alla lista dei suoi avversari una categoria tutto sommato inedita: quella degli immigrati. A causa della particolare nazionalità del protagonista (proveniente dall'Europa dell'est), il gioco ha attirato infatti le ire dell'Immigrant Welfare Group, associazione americana di immigrati che ha accusato il gioco di creare ingiustificato allarmismo nei confronti dell'immigrazione.
Qualcuno però prova a prendere le difese di Grand Theft Auto IV (e, di riflesso, dei videogame violenti), come ad esempio Michael Chettleburgh, uno maggiori esperti mondiali in ambito di gang giovanili, che ha definito esagerate le reazioni al lancio del gioco, delineando una netta separazione tra i videogame violenti e le motivazioni che spingono alcuni giovani ad unirsi a una gang. Violenza, prostituzione, droga, problemi di immigrazione, gang giovanili, integrazione razziale: facendo una lista delle caratteristiche salienti di Grand Theft Auto IV risulta tutto sommato facile capire i motivi di tanto scalpore sollevato: come scritto dal New York Times, si tratta di "lavoro di satira culturale intelligente, profano e antipatico travestito da puro divertimento". Una visione forse un po' troppo morbida riguardo uno dei giochi più violenti arrivati sul mercato negli ultimi anni, ma che riesce a fare centro su un punto fondamentale: l'antipatia che qualsiasi persona dovrebbe provare verso la nostra società avventurandosi per le strade di Liberty City. Strade fittizie, ma così dannatamente realistiche per via di tutti quegli aspetti negativi che, in fondo in fondo, un po' ci fanno arrabbiare e vergognare.