Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
20,99 Euro
Data di uscita
3/11/2004

Grand Theft Auto: San Andreas

Grand Theft Auto: San Andreas Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Rockstar Games
Sviluppatore
Rockstar North
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
3/11/2004
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
20,99 Euro

Lati Positivi

  • Immenso, libero, coinvolgente
  • Carattere, narrazione e stile unici
  • Estensione e oppurtunità di gioco eccezionali

Lati Negativi

  • Fluidità incostante e buchi "storici" nell'intelligenza artificiale

Hardware

Sono necessari una PlayStation 2 in versione europea, una confezione originale del gioco in versione PAL, un controller e una Memory Card per salvare la posizione raggiunta. Un secondo joypad è necessario per partecipare alla modalità multiplayer. Sono supportati, durante il gioco, l'audio in Dolby Pro Logic II e i televisori 16:9.

Multiplayer

Due giocatori possono scatenare panico e distruzione (braccati ovviamente dalla polizia) attivando ben precise icone nascoste nello scenario. Una volta avviata, la modalità multiplayer "stacca" gli eventi successivi dalla storia principale trasformando l'ambientazione nello sfondo di uno sparatutto/picchiaduro a due giocatori in stile anni '90.

Link

Recensione

Grand Theft Auto: San Andreas

Ci hanno provato in tanti: poliziotti con il pallino delle arti marziali, cartoni animati popolarissimi sul grande schermo, ma più impacciati nei videogame e persino un famoso supereroe, l'unico che sia riuscito ad avvicinarsi, nei risultati, al titolo ispiratore. Ma adesso, come dicono oltreoceano, il boss è tornato in città per reclamare quel posto che è sempre stato suo. Di diritto...

di Alessandro Martini, pubblicato il

Con un buon sistema audio, si ascoltano letteralmente migliaia di voci, rumori e commenti, purtroppo non sottotitolati, che rendono ancor più vivo lo scenario, i suoi abitanti e più credibili i molti mezzi a disposizione (i motori, come le armi, sono meglio differenziati).

IL CAOS IMPERVERSA SULLE STRADE

Diversi annunci presentavano il sistema di combattimento come rinnovato nella sua interezza o, perlomeno, stravolto in senso assolutamente positivo. Come sempre, tali promesse si sono avverate solo in parte, perché se è vero che le risse (a suon di proiettili o pugni) risultano più ordinate e comprensibili di una volta, è altrettanto vero che permangono alcuni problemi tecnici nel modo con cui vengono indirizzati, e subiti, i colpi. Il sistema di puntamento è ora disponibile in due versioni: automatico e manuale sullo stile dei giochi PC (l'utente guida un mirino, che si muove in libertà), ma i due metodi tendono ad accavallarsi nelle fasi più caotiche creando ancora qualche fastidio nella scelta dei bersagli, e qualche punto in meno di energia "regalato" al computer.
I lati positivi si ritrovano nell'evoluzione che è ora disponibile per il catalogo di mosse, grazie alla palestra e vari epigoni, in grado di ampliare anche radicalmente i colpi a disposizione, inserendo mosse speciali, combinazioni e parate in stile picchiaduro. Gli strumenti con cui infliggere danni all'avversario, inoltre, sono aumentati a dismisura e includono gli oggetti in sé più anonimi e innocenti, il cui uso "improprio" può essere letale per un comune avversario (la sperimentazione, come sempre, è premiata). Sia negli scontri, sia nelle missioni legate alla trama o nel semplice girovagare per San Andreas, non potremo non notare i classici problemi legati al comportamento dei pedoni, caricati in automatico nella zona in cui ci troviamo e accomunati da azioni largamente simili. Come sempre, camminano senza una reale destinazione o parlottano in gruppi e, se questo appare credibile negli esterni, risulta stravagante al chiuso, quando si vedono persone gironzolare per minuti interi attorno a un tavolo, o restare incastrate nell'arredamento.
Anche questo settore, comunque, ha visto dei passi in avanti nella possibilità di rispondere ai commenti "raccolti" sulla strada, così da farsi degli improvvisati amici (che ci seguiranno offrendo aiuto extra) o scatenare delle immancabili risse. Inoltre, e come più volte sottolineato dalla casa madre, l'aspetto di CJ influenza davvero l'atteggiamento dei passanti, che può diventare pericoloso, se non addirittura mortale, quando si tratta di membri appartenenti ad un'altra gang. Vestite i colori sbagliati nel quartiere sbagliato, o fatevi notare dove non dovreste, e saranno guai immediati e volanti, del genere che viene sparato dalla canna di un'arma da fuoco.

MASSIMO RISPETTO PER LA LONGEVITA'

E' possibile investire in questo titolo una ventina di ore e non aver incontrato più del 5% in termini di locazioni visitate, missioni affrontate e personaggi. Una semplice occhiata alla mappa, che ora permette di fissare destinazioni personali in qualsiasi momento, dimostra che non abbiamo esagerato: la sola prima città (Los Santos) è grande circa il doppio dell'intero Gran Theft Auto III, considerando la campagna che la circonda e la rete autostradale perfettamente ricreata nelle corsie, nei cavalcavia e nelle segnalazioni per ogni uscita. L'enormità del gioco emerge nel modo graduale con cui vengono presentati gli elementi caratteristici della serie: dai segnalatori per le "attenzioni" della polizia, fino alle immancabili carrozzerie in cui far ridipingere l'auto per tornare "puliti". Questi aspetti erano presentati dall'inizio nelle vecchie versioni, ma qui sono introdotti da missioni particolari come se l'utente dovesse ripartire da zero o, piuttosto, come se la quantità di cose da fare potesse scoraggiare i giocatori e opprimerli, invece di attirarli verso il controller. La seconda ipotesi è la più probabile, sebbene poche persone possano trovare momenti di noia, o una sensazione di ripetitività, tra una corsa in BMX, due tiri a canestro e un'immancabile schermaglia con la gang di turno a suon di pistole fumanti. Tanto più che il livello di difficoltà, abbastanza ripido nelle precedenti versioni, è qui molto graduale offrendo sin dall'inizio diverse alternative al cammino principale nella storia. Ovviamente, capiterà di inveire verso il televisore per uno sbaglio non completamente "nostro", ma per consolarci potremo subito cercare un altro "impiego" e vedere cosa c'è in lista per gli aspiranti tuttofare del ghetto "californiano".

DI POLIGONI, SOLE ABBAGLIANTE E FOTOGRAMMI

La realizzazione tecnica, argomento da sempre spinoso per le uscite originali su PlayStation 2 (le immancabili conversioni risolvono puntualmente questi problemi), mantiene pregi e difetti delle ultime uscite, con la maggiore scusante di offrire un mondo di gioco molto più ampio. La fluidità viaggia solitamente intorno alla ventina abbondante di fotogrammi, ma crolla nelle singole cifre quando lo scenario diventa affollato, fino a raggiungere picchi negativi evidenti, con il motore grafico che sembra quasi fermarsi ad aspettare che l'utente abbia finito l'operazione in corso, per poi ripartire. In difesa della tecnologia presentata, che sente il peso degli anni, va citata l'incredibile varietà presente nei modelli 3D (siano essi persone o veicoli), negli scenari e nelle texture che rivestono ogni ambiente, talvolta povere ma più spesso sopra la media dei titoli PlayStation 2, non tanto per definizione, ma piuttosto per scelte stilistiche e cromatiche. L'evidente cura spesa nella realizzazione grafica emerge anche nei tanti tocchi di classe, sottoforma di filtri applicati all'immagine. E' il caso delle sfocature per le alte velocità sui mezzi, o del finto rumore video applicato alla pioggia, per disturbare la visibilità. Ancora, è stato perfezionato il sistema di illuminazione dinamico per il passaggio notte/giorno, tuttora il migliore per un titolo di questo genere e impreziosito da un sole che davvero abbaglia se osservato direttamente, creando un ottimo effetto distorsione nelle ore più calde.

LA RESA DEI CONTI

Sei paragrafi e migliaia di caratteri spesi su uno stesso argomento appaiono drammaticamente inutili quando la maggior parte dei lettori già possiede una confezione del titolo in esame sullo scaffale, o costantemente in rotazione all'interno della propria console. Ma è per questa ragione che abbiamo voluto analizzare il gioco, come un unico lungo commento, nei suoi aspetti-chiave evitando i passaggi tradizionali di un articolo di questo tipo (per i quali basta un viaggio fra le notizie e gli speciali raccolti nella già citata Cover Story, con i quali abbiamo seguito la nascita e l'evoluzione delle diverse caratteririche del gioco) al fine di presentare uno sguardo il più completo possibile, nei punti positivi come negli aspetti che ancora necessitano di perfezionamenti. Perché, malgrado i grandi risultati raggiunti, la perfezione non può esistere nemmeno nell'universo di Grand Theft Auto. Una vera benedizione piuttosto che un'osservazione puntigliosa: infatti, lo spazio riservato ad altri miglioramenti rende necessario un nuovo episodio, potenzialmente ancora superiore, senza togliere a questa uscita lo scettro di migliore capitolo nella serie.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Grand Theft Auto: San Andreas non piacerà a tutti. Ma il numero di persone che lo eleggeranno a miglior titolo mai uscito su PlayStation 2 sarà così grande da zittire ogni più critica minoranza. Senza ripetere simili proclami, dobbiamo riconoscere a Rockstar North il merito (mai raggiunto e uguagliato da nessuno sviluppatore) di rinnovarsi quasi completamente a ogni capitolo, migliorando in modo progressivo e sostanziale quello che già era, con l'episodio accompagnato dal numero tre, un ottimo gioco. Perdersi un'uscita come questa significa rinunciare ad alcune delle ore migliori che possiate trascorrere in compagnia di una console, malgrado gli scatti evidenti e le imprecisioni assodate in aspetti come l'intelligenza artificiale. Sbagliare è umano per tutti, come insegnano i personaggi di GTA e lo è ancor di più quando per semplice estensione, libertà, umorismo e pura longevità, si lascia ogni concorrente ad ansimare nella polvere. A questo punto, migliorarsi sarà veramente dura per il team scozzese (realizzazione tecnica a parte), ma saremmo dei pessimi bugiardi se dicessimo che non vediamo l'ora di accogliere la prossima evoluzione.