Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
20,99 Euro
Data di uscita
23/6/2005

Grand Theft Auto: San Andreas

Grand Theft Auto: San Andreas Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Rockstar Games
Sviluppatore
Rockstar North
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
23/6/2005
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
20,99 Euro

Lati Positivi

  • Incommensurabilmente vasto
  • Totale libertà d'azione
  • Colonna sonora coinvolgente
  • E' marchiato Rockstar Games

Lati Negativi

  • Texture non sempre all'altezza
  • Perdonabile lentezza dello streaming
  • Intelligenza artificiale del traffico e dei pedoni ancora da migliorare

Hardware

Per giocare a Gran Theft Auto: San Andreas sono necessari una confezione originale del gioco in versione PAL, una console Xbox PAL dotata di joypad e un secondo pad per la modalità multigiocatore. Sono supportati l'audio in Dolby Pro Logic II e i televisori 16:9.

Multiplayer

Il gioco supporta la modalità multigiocatore, per seminare il panico insieme ad un amico nelle strade cittadine.

Link

Recensione

Grand Theft Auto: San Andreas

La chiamano Los Angeles, la Città degli Angeli, ma il nome le si addice molto... E tra un bowling in pieno stile Lebowski e case fatiscenti tipicamente californiane, il "politically incorrect" marchiato Rockstar Games giunge in versione San Andreas su Xbox. Quando lo street gangster anni '90 fa tendenza non si può far altro che coprirgli le spalle e sparare all'impazzata.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

E sparatorie tra gang rivali e pestaggio di spacciatori riescono a passare talvolta in secondo piano perché, ancora, Grand Theft Auto: San Andreas è un esercizio di dedizione e abnegazione. Qui la volontà del giocatore, ferrea o meno che sia, viene costantemente messa a dura prova, al pari di un universitario fuori corso che decide di preparare un esame studiando il manuale in una spiaggia affollata di belle ragazze e diversivi in grado di tentare anche il più bacchettone degli studenti. Ed è un rischio, dato che la trama del gioco (la guerra sanguinolenta fra gang rivali) è immersa in un mondo che, anche se immorale, violento e diseducativo, rappresenta il paese dei balocchi virtuale del nostro libero arbitrio. Ma le missioni devono essere necessariamente portate a termine per poter abbattere le transenne che impediscono l'accesso a San Fierro prima e Las Venturas poi e godere in toto dell'esperienza messaci a disposizione dalla Rockstar Games (va precisato che non esiste un esatto ordine di soluzione per le missioni stesse e la trama di fondo offre molto spesso biforcazioni per un diverso approccio di gioco).

SPOONMAN

Una volta indossate le catene d'ordinanza, i pantaloni extra large size e la canottiera bianca che solo in America riesce a far fighi, la vera natura di  Grand Theft Auto: San Andreas (in concomitanza con quella di Los Angeles) emerge alla guida di una vettura rubata, con quattro amici che brandiscono mitra e pistole che neanche nel Far West e hot dog e hamburger a ungere i sedili (ma tanto l'auto è, per l'appunto, rubata…).

E si parte per la prima resa dei conti con i Ballas (storica gang rivale), guidando lentamente in territorio nemico come nel migliore dei film di Spike Lee e facendo fuoco sui predestinati e indistintamente sui passanti, sotto gli occhi avvezzi a scene del genere di polizia, donne di malaffare e rapper che, lo giuro, passavano di lì per caso. Tutto ciò, magari, condito con una adrenalinica How i could just kill a man dei Cypress Hill o con la carica di Bulls on parade degli ormai-Audioslave Rage Against the Machine. E lo stesso Zack, calato in un gergo così violentemente street e posto dinanzi ad azioni costantemente illegali e cruente (fraggare alieni ed esseri mostruosi è ormai acqua passata) compenderebbe che Grand Theft Auto: San Andreas va giocato con cognizione di causa, dando il giusto peso alla violenza rappresentata sullo schermo.
E la maturità richiesta dalla software house e dai pedagoghi benpensanti sparsi in giro per il mondo va a farsi benedire se il titolo in oggetto diventa un prodotto di massa, giocato indistintamente da un pubblico maturo e consapevole delle proprie azioni, così come da ragazzini travolti dalla luccicante e fuorviante vita da gangster di periferia (e si parla di milioni di copie vendute).

BALLAS LINDA

Lungi dal prodursi in facili moralismi e alla luce di una Cover Story che ha già detto tutto sulla vita che brulica in quel di San Andreas, la versione Xbox attualmente disponibile dell'ultimo GTA arricchisce l'esperienza di gioco già vissuta su PS2 con una sezione di replay inedita, in cui salvare delicati o suggestivi momenti giocati e rivederli in slow motion con le lacrime agli occhi. Inoltre va segnalata la possibilità di customizzare la propria playlist di brani musicali con tracce presenti sull'hard disk della console. Per il resto tutto rimane invariato e la colonna sonora (che si attiva ogni qual volta ci ritrova alla guida di un mezzo di locomozione) annovera i grandi classici degli anni novanta, spaziando dai Guns ‘n Roses al folk californiano e mantenendo come faro di riferimento l'hip hop del ghetto di colore.

In ultima analisi, come già accennato ad inizio articolo, ogni aspetto cosmetico risulta ora più morbido e armonioso, dalla camminata spavalda di CJ allo svolazzamento dei comodi vestiti indossati. Le prestazioni della console Microsoft emergono in tutta la loro dose di massiccia potenza nelle situazioni più critiche quali pioggia (ottimi gli spruzzi e il pulviscolo acquoso che provengono dal fondo e dalle ruote dell'auto), affollate sparatorie cittadine e maggiore orizzonte visivo interrotto da enormi strutture di cemento poligonale. Un ulteriore plauso alla programmazione eseguita è dedicato alla fisica differenziata (ad hoc) a seconda della vettura (o bici o moto o TIR), costringendo l'utente a rapidi e tempestivi adattamenti di stile di guida. Nulla, comunque sia, lasci pensare che il gioco sia esente da mistiche ed improvvise apparizioni di alberi o edifici fantasma contro cui schiantarsi tristemente a bordo di un bimotore in volo a bassa quota, ma i benefici e il restyling a cui è stato sottoposto Grand Theft Auto: San Andreas sono comunque sensibili ed in grado di migliorare il tanto che basta un'esperienza di gioco che ha, nel bene e nel male, qualcosa di unico. Sistema di controllo per lo più inalterato e semplicemente adattato alla differente disposizione dei tasti del joypad rispetto a quanto visto su PS2, caricamenti (tra locazioni esterne-interne e viceversa) leggermente più snelle, difetti grafici assolutamente perdonabili vista la mole di lavoro a cui viene sottoposto il processore grafico e una maggiore solidità d'insieme rappresentano i segni distintivi di questa conversione per Xbox particolarmente riuscita, quanto più fedele al discusso originale e ben felice di mostrare il dito medio (per mano di CJ, sia chiaro) a detrattori e moralisti dell'ultim'ora, me compreso.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Gran Theft Auto: San Andreas non necessita di commenti canonici e ulteriori spiegazioni. Milioni di copie già vendute e milioni di copie ancora sugli scaffali dei negozi in attesa di una sistemazione domestica la dicono lunga sull'hype planetario generato. Perché ogni parola di commento al titolo Rockstar Games non può prescindere dalla realtà, naturalmente stereotipata ma non per questo fasulla, che si respira ogni giorno nelle strade di Los Angeles e affini. E messi da parte i facili moralismi indotti dalla crudeltà e dalla durezza delle scene trasposte a videogioco, GTA: San Andreas si impone al grande pubblico come un prodotto maturo, mastodontico e dalle molteplici sfaccettature. Un titolo che, complice la dovuta responsabilità del giocatore nel riuscire a scindere il reale dal virtuale, va a segno nell'intento di lasciare a bocca aperta la stampa specializzata e gli utenti di turno per libertà di azione e capacità di combinare elementi di gameplay presi in prestito da singoli capolavori settoriali, unendoli in un unico pastone mai rozzo o solamente abbozzato. La versione XBox testata risolve alcune carenze riscontrate nella controparte PS2 e, grazie ad una capacità di calcolo decisamente superiore alle console rivali, infonde al gioco maggiore solidità visiva, a beneficio della pura giocabilità. Da considerarsi come un biglietto aereo per un soggiorno illimitato e virtuale in una California dove tutto è permesso o più deditamente come un action game in terza persona dai toni violenti, a base di realtà quotidiana da gangster di belle speranze, la versione XBox dell'ultimo capitolo della serie GTA è un appuntamento imperdibile ed irrinunciabile sia per gli appassionati dei capitoli precedenti (perché San Andreas è la commistione di GTA III e Vice City, il tutto elevato all'ennesima potenza) che per chi si avvicina scettico e timoroso al genere imposto dalla Rockstar Games.