Genere
Sparatutto
Lingua
Italiano
PEGI
7+
Prezzo
8,00 €
Data di uscita
24/11/2009

Gravity Crash

Gravity Crash Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment Europe
Sviluppatore
Just Add Water
Genere
Sparatutto
PEGI
7+
Distributore Italiano
PlayStation Store
Data di uscita
24/11/2009
Lingua
Italiano
Giocatori
4
Prezzo
8,00 €

Lati Positivi

  • Gameplay semplice ma divertente
  • Stile grafico particolare e azzeccato
  • Longevità potenzialmente infinita

Lati Negativi

  • Multiplayer solo in locale
  • Frustrante in certi passaggi

Hardware

Disponibile su PSN, Gravity Crash richiede una connessione a Internet per essere scaricato sul disco fisso della console. Resta poi necessario un controller per la modalità campagna, mentre ne possono servire fino a quattro per gli scontri multigiocatore in locale.

Multiplayer

Gravity Crash offre tre diverse modalità a più giocatori, purtroppo limitate al gioco in locale. Nella prima, Deathmatch, bisogna distruggere gli avversari raggiungendo per primi il "frag-limit". Nella modalità "Recupero", invece, da raggiungere troviamo un punteggio (personalizzabile liberamente dal giocatore), mentre nella "Corsa" bisogna completare un determinato numero di giri. In tutti i casi, è possibile scegliere se aggiungere un limite di tempo oppure no.

Link

Recensione

Missione nello Spazio Aperto

A caccia di gloria, lottando contro nemici e gravità.

di Jacopo Mauri, pubblicato il

Disponibile su PlayStation Network, Gravity Crash si presenta come un gradevole tuffo nel “passato” in grado di portare con sé un vecchio stile votato alla semplicità che sottende però una intensa carica d’intrattenimento. L’esperienza di gioco, lineare ma coinvolgente, vede il giocatore nei panni di un alieno chiamato a seguire una trama pretestuosa (pur non priva di spunti ironici di un certo valore) che lo porta ad affrontare una serie di missioni sperdute nelle più diverse galassie. A bordo dell’astronave, lo scopo si perde nel solito mix di obiettivi primari e secondari, fra distruzione di strutture nemiche e recupero di equipaggio alleato.

Un gioco semplice semplice

Non c’è molto altro, in realtà, a dar spessore al gameplay di Gravity Crash, il che suona semplicemente assurdo se si pensa invece a quanto questo gioco sia capace di tenere incollati allo schermo. Eppure è proprio nella sua assoluta semplicità che va ricercato il fascino trascinante del tutto: una semplicità che parte dal sistema di controllo per arrivare all’intera realizzazione tecnica, dove una manciata di elementi grafici su schermo rappresentano l’intero mondo di gioco.
Quasi a tributare intoccabili classici della storia dei videogiochi, Gravity Crash opta per un approccio totalmente votato allo stile minimalista, sfruttando il contrasto cromatico per far risaltare gli elementi che compongono la struttura del livello, in opposizione a uno sfondo oscuro e intenso, libero però di variare di livello in livello verso tinte più morbide.
Il risultato, nel complesso, è molto gradevole e d’effetto, un effetto quasi “psichedelico”, che cattura pienamente l’attenzione del giocatore. A tutto questo si affianca l’accompagnamento sonoro, che fa di melodie martellanti la sua colonna portante.
Di chiara ispirazione elettronica, le musiche si prestano bene a completare l’immersione sensoriale nel mondo di gioco, pur risultando a tratti addirittura troppo insistenti, specialmente nei passaggi cruciali in cui è necessario concentrarsi al meglio onde evitare brutte figure.

Navigatori si nasce

Le missioni, come accennato, hanno una struttura piuttosto semplice: in un livello di gioco “piatto”, che si estende dunque solo in orizzontale e verticale, al giocatore è affidato il controllo di un’astronave incaricata di distruggere alcuni obiettivi sensibili, che costituiscono il target primario, così come di portare a termine altri compiti secondari. Tale navicella dispone di due indicatori, carburante e scudo: il primo, come ovvio, serve per poter navigare nella mappa; il secondo, invece, per evitare di esplodere qualora si venisse in contatto con le “pareti” che costituiscono il livello di gioco e le sue insenature.
Tale eventualità è in realtà più una certezza, poiché la struttura dei livelli è spesso architettata per mettere a dura prova le capacità di navigazione del giocatore: sospesi nello spazio, nei panni del pilota è necessario non solo muovere con estrema precisione la nave, ma anche compensare la forza di gravità che, inevitabilmente, tende ad attrarre verso il basso.
Non mancano, a rendere il tutto più difficile, mille espedienti diversi: alcuni passaggi dotati di una maggiore attrazione gravitazionale rendono più complesse le manovre, così come punti di transito particolarmente stretti richiedono una precisione quasi millimetrica, onde evitare di colpire la sponda e iniziare a “rimbalzare” in lunghi e letali corridoi.

Verso l’infinito e oltre

In tutto questo, il sistema di controllo gioca ovviamente un ruolo fondamentale: non è un caso, quindi, se gli sviluppatori ne hanno realizzati ben due diversi, così da andare incontro il più possibile alle preferenze dei videogiocatori. Se nel primo bisogna usare lo stick sinistro per direzionare la nave, e quindi i pulsanti per accelerare/sparare in quella direzione, con il secondo sistema è invece possibile usare entrambi gli stick: il sinistro, per muovere la nave, il secondo per sparare, gestendo così la direzione di movimento e sparo in maniera totalmente indipendente.
In quanto alle modalità di gioco, Gravity Crash impone un percorso obbligato nel completamento dei diversi livelli che compongono ogni galassia, da completare correttamente per poter quindi accedere allo stadio successivo. È poi possibile rigiocare ogni singolo livello, così da ottenere un punteggio migliore (anche il tempo impiegato per centrare l’obiettivo, del resto, è un parametro che incide molto), così come competere contro un altro giocatore in locale.
Il vero valore è aggiunto è costituito però, oltre che dalla modalità multigiocatore, dall’editor di livelli: fornito insieme al gioco, questo permette di creare liberamente nuovi schemi da condividere tramite PSN. Neanche a dirlo, tale possibilità allunga a dismisura la longevità del titolo, permettendo ai giocatori di avere una fonte pressoché inesauribile di materiale inedito e originale, da cui attingere sfide di ottima qualità e in grado di “tenere il passo” di quelle realizzate dagli sviluppatori stessi.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Gravity Crash dà l’occasione ai videogiocatori nostalgici di fare un gradevolissimo tuffo nel passato, riscoprendo meccaniche semplici in grado di regalare infinite ore di divertimento. I punti forti sono da ricercare nello stile minimalista con cui il tutto è realizzato, così come nella modalità a più giocatori (purtroppo solo in locale) e nell’editor di livelli a disposizione per creare e condividere nuovi schemi di gioco via PSN. Se avete amato i vecchi, classici sparatutto, Gravity Crash saprà regalarvi emozioni dal gusto tutto particolare. Se invece siete digiuni del genere, potrebbe stuzzicarvi l’appetito e aprirvi nuovi orizzonti.

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