Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
10/8/2004

Ground Control II: Operation Exodus

Ground Control II: Operation Exodus Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Vivendi Games
Sviluppatore
Massive Entertainment
Genere
Strategico in tempo reale
PEGI
12+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
10/8/2004
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
59,90 Euro

Hardware

Per ora le richieste di sistema non sono ancora note. La versione beta è stata provata su un notebook Pentium 4 a 2 GHz dotato di 512 MB di RAM e chip video GeForce 4 Go! senza mostrare rallentamenti o scatti di alcun genere. Il motore grafico, anzi, sembra perfettamente in grado di reggere un carico molto maggiore di poligoni senza nessun problema.

Multiplayer

L’ultima beta di Massive Entertainment dispone già di complesse funzionalità multiplayer. Ground Control II: Operation Exodus si gioca on line su server dedicati, su mappe che al momento possono ospitare fino a otto giocatori. Le condizioni di gioco sono ampliamente configurabili e, al momento, il tutto sembra molto stabile.

Link

Anteprima

Ground Control II: Operation Exodus

Ground Control: un nome che evoca ricordi indimenticabili per chi, nel lontano anno 2000, ha potuto assaporare uno dei primi strategici totalmente 3D della storia videoludica, caratterizzato anche da un valido gameplay. Ora Massive Entertainment è vicina a lanciare il suo seguito e, a giudicare dalla beta che abbiamo provato, ha tutte le carte in regola per ripetere il primo exploit...

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

Ground Control II: Operation Exodus è il seguito dello strategico in tempo reale tridimensionale di Massive Entertainment, team di sviluppo che già nel 2000 aveva lasciato tutti a bocca aperta per l’incredibile dettaglio grafico e gli effetti di quello che, all’epoca, era uno strategico tecnicamente ineguagliabile. Dopo quattro anni Massive Entertainment ci riprova, questa volta con una concorrenza molto più agguerrita, ma con un know-how tecnico che, forse, anche stavolta può rivelarsi vincente.

ACCERCHIATI

Riprendendo un po’ il discorso della complessa trama premettiamo che Ground Control II: Operation Exodus è ambientato trecento anni dopo il predecessore. L’anno è il 2741, ma la tecnologia rispetto alla nostra epoca non sembra essere progredita tanto quanto ci si aspetterebbe: il motivo è che c’è stata una Terza Guerra Mondiale, e di conseguenza l’umanità ha dovuto lottare per non scomparire per diversi secoli. In ogni caso una innovazione tecnologica epocale c’è stata: ora l’uomo può compiere dei viaggi interstellari e raggiungere sistemi solari remoti. Grazie a questi viaggi, finalizzati anche a cercare nuovi mondi dopo che la distruzione aveva avvolto la Terra, sono stati scoperti diversi pianeti abitabili tra cui Morning Star Prime, che possiede forme di vita indigene e una flora simile alla Terra, anche se è evidente che il suo cielo non appartiene al nostro vecchio pianeta. L’opera di colonizzazione di Morning Star Prime è stata inizialmente portata avanti dalla Crayven Corporation e alla fine sulla superficie del pianeta vennero costituite dodici città stato. Come spesso accade con le colonie, anche questi avamposti extraterrestri si ribellarono al controllo della madrepatria e la prima Grande Guerra contro l’Impero Terrano ha visto riunirsi le dodici città di Morning Star Prime sotto la bandiera della NSA (Northern Star Alliance).
Durante la successiva Prima Guerra Stellare del XXV secolo la Terra perse qualsiasi contatto con tutte le colonie più esterne, tra le quali anche Morning Star Prime. Nel 2701 un nuovo Impero Terrano tornò in forze sulle colonie più esterne con l’intento di riconquistarle tutte. L’attacco fu violento e massiccio e quasi tutte le colonie cedettero all’invasione della loro ex-madrepatria. Durante quest’attacco Morning Star Prime perse tutte le navi della sua flotta e tutte le città che si trovavano all’esterno di uno scudo di energia fortunatamente preparato in previsione di questo attacco furono ridotte a un cimitero raccapricciante. Dopo trent’anni la guerra è in una situazione di stallo: l’Impero Terrano non può bombardare le città del pianeta protette dallo scudo mentre la Northern Star Alliance non può attaccare la flotta dell’Impero non disponendo di una flotta. Ora però l’Impero ha deciso di inviare truppe di terra nelle zone bombardate al di fuori degli scudi per disattivare le difese della sua ex-colonia. La compagnia di Jacob Angelus viene inviata nella capitale di Morning Star dove la situazione si sta facendo sempre più disperata.

WELCOME TO MORNING STAR PRIME!

Già dallo scenario narrato nelle premesse si profila un gameplay più tradizionale di quanto si potrebbe credere: non una guerra interstellare tra navi spaziali, come peraltro ipotizzato da altri strategici tridimensionali innovativi come Homeworld 2 o O.R.B., ma una battaglia di terra, anche se in un contesto futuristico e pieno di trovate tecnologiche. Il motore poligonale è innovativo e moderno. E’ concettualmente diverso da quanto visto in tanti altri strategici che usano ancora la grafica bitmap oppure i poligoni, ma con un dettaglio vistosamente inferiore a quello di altri generi. Le visuali di Ground Control II: Operation Exodus, per chiarire meglio questo punto, sono il risultato di un motore 3D che non sfigurerebbe se utilizzato in uno sparatutto. In tal senso, il genere si è evoluto al punto da far decadere la barriera che separava le categorie videoludiche e l’impressione generale dinanzi a questo titolo si può riassumere nella frase "dettaglio senza compromessi". Il motore poligonale di Ground Control II: Operation Exodus sembra programmato per operare con visuali grandangolari e primi piani molto ravvicinati alle singole unità con la stessa eccellente efficienza. Si può variare sia il fattore d'ingrandimento (con molti livelli intermedi) sia l’orientamento della visuale rispetto al suolo: da lontano e con una vista a volo d’uccello la visuale scorre con una sorprendente fluidità e le unità si muovono di concerto senza incertezze, ma avvicinandosi fino a fattori di ingrandimento elevatissimi si nota, per esempio, che quello che era un microscopico fante è in realtà un soldato in tuta d’assalto così dettagliato da sembrare il protagonista di uno shooter di non molto tempo fa.
Sorprendono in particolar modo il dettaglio del volto, dello zaino e diversi modelli di fucili d'assalto perfettamente dettagliati. I reparti meccanizzati, che in questa versione molto preliminare sono solo tre per la fazione della Northern Star Alliance, forse non esibiscono un livello di dettaglio altrettanto sorprendente, comunque sono sempre di gran lunga migliori di quanto apparso in altri giochi simili, ed è inoltre del tutto probabile che le unità meccaniche più complesse debbano ancora essere introdotte. Per esempio nel menu principale, realizzato integralmente in grafica realtime, possiamo vedere dei giganteschi, magnifici, bipedi corazzati avanzare minacciosamente tra grattacieli diroccati con alle spalle l’intreccio luminescente della contraerea, il fumo delle carcasse distrutte e un cielo ottenebrato da nuvole di detriti.