Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
10/8/2004

Ground Control II: Operation Exodus

Ground Control II: Operation Exodus Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Vivendi Games
Sviluppatore
Massive Entertainment
Genere
Strategico in tempo reale
PEGI
12+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
10/8/2004
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Gameplay granitico
  • Profondità strategica
  • Dettaglio grafico

Lati Negativi

  • Mappe non sempre ispirate
  • Character design altalenante
  • Sonoro convenzionale

Hardware

Il sito ufficiale del gioco raccomanda un processore ad almeno 1,5 GHz, 256 MB di RAM, scheda video compatibile DirectX 9 con almeno 128 MB di memoria a bordo e connessione broadband per il gioco online. Il sistema di prova consisteva in un AMD Athlon XP a 1,4 GHz, 512 MB di RAM, scheda video GeForce 3 con 64 MB di memoria e una connessione ADSL a 2 Megabit. Giocando alla risoluzione di 1024x768 pixel senza filtri attivati non sono stati riscontrati rallentamenti.

Multiplayer

La modalità multiplayer prevede la creazione di un account gratuito presso il servizio Massgate, grazie al quale è possibile usufruire di un canale di chat e della possibilità di creare leghe, con annesso sistema di ranking globale. Fino a otto giocatori possono sfidarsi via internet o LAN, suddivisi in un massimo di quattro squadre e con l'opzione "drop in" che consente di unirsi a partite già iniziate. Presente anche la modalità cooperativa per tre giocatori.

Link

Recensione

Ground Control II: Operation Exodus

Avanziamo per la via principale della città. I palazzi sono quasi tutti sventrati dai bombardamenti e immersi in un silenzio tombale; l'unico rumore che si ode è quello dei tank e degli elicotteri che ci seguono a poca distanza. Noi siamo la prima fila e dobbiamo stare molto attenti agli agguati delle forze imperiali. Capitano, mi sembra di vedere un cecchino appostato sul tet... BLAM!

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

E' inutile negare l'evidenza di un genere, quello degli strategici in tempo reale, in evidente affanno a catturare la massa dei giocatori di oggi, e sempre più spinto verso la nicchia dai generi più di moda. E' certamente ancora presto per cantare il miserere alla stirpe di WarCraft II e Command & Conquer - come qualcuno ha già fatto, più volte, per le avventure grafiche - ed alcuni segnali incoraggianti si avvertono. Uno di questi potrebbe essere la recente, felice, ibridazione del genere con gli Action RPG, vedi il caso di Battle Mages e Goblin Commander: Unleash The Horde o l'inclassificabile Pikmin. Un'altro inedito punto di vista sul genere ci era però già arrivato quattro anni fa, quando Sierra Entertainment pubblicò Ground Control, strategico "progressista" dalle forte componenti spettacolari e d'azione.
Giunge dunque molto propizio, adesso, il seguito di quello che fu un ottimo spunto per intravedere il futuro del genere. Ground Control II: Operation Exodus non rinnega ovviamente il passato ma continua sulla stessa strada aperta quattro anni fa, e risultando ancora una volta fresco e originale come se il tempo non fosse mai passato.

PANTA REI

E di tempo, a dire il vero, ne è passato parecchio dagli eventi narrati in Ground Control, e questa volta l'azione si svolge su una colonia umana chiamata Morningstar Prime, assediata dall'esercito imperiale Terrano e quasi sul punto di capitolare. Per chi ha seguito le vicende del primo episodio non dovrebbe essere difficile ricostruire l'ambientazione di Ground Control II: Operation Exodus, in caso contrario è sufficiente fare un piccolo ripasso di storia nell'apposita sezione del manuale di gioco. Il filmato pre-renderizzato che funge da introduzione ci presenta anche il protagonista, il Capitano Jacob Angelus, alle prese con una disperata guerriglia urbana contro le soverchianti forze imperiali. Morningstar Prime è difatti rimasta l'unica colonia umana della confederazione NSA a resistere all'esercito della crudele Vlaana, braccio destro dell'Imperatore, grazie soprattutto ai suoi scudi che non consentono ai bombardamenti di raggiungere le città (per quanto poi nel gioco queste appaiano del tutto disabitate).
Le due campagne single player, con l'aggiunta di un breve tutorial, sono da considerarsi in realtà come un'unica storia suddivisa in due tempi, e lo stesso gioco sconsiglia di intraprendere la seconda senza aver terminato la prima. Il che è comprensibile se si pensa che nella seconda campagna ci si troverà al comando di quelli che per una buona parte della prima sono stati tra i nemici più ostici dell'NSA, ovvero gli alieni Viron. A tal proposito segnaliamo la mancanza di un'opzione che consenta di giocare al comando dell'esercito imperiale, nemmeno in multiplayer, scelta che ha dell'incomprensibile vista la buona differenziazione delle sue unità rispetto a quelle dei Viron e dell'NSA. Per fortuna, anche così il divertimento non manca...

TICKET TO HELL

La varietà di missioni che Angelus dovrà affrontare per sottrarre il suo popolo alle grinfie imperiali è notevole, anche se non tutte riescono a sfuggire agilmente ai clichè e qualcuna indulgia anzi con gli standard del genere - infiltrazione, scorta di un carico prezioso... - mentre qualcun'altra risulta sensibilmente meno ispirata, o inutilmente lunga come a voler allungare un po' il brodo. Per fortuna il ritmo e la qualità della narrazione spezzano sovente la routine offrendo squarci sulla psicologia dei personaggi e cercando, con buoni risultati, di rendere il tutto scorrevole e intrigante. Alcune mappe, d'altro canto, sono talmente spettacolari e ben studiate da ripagare ampiamente di quelle meno riuscite. E' per esempio il caso di quelle in contesti urbani, dove l'atmosfera asfissiante della guerra è resa al meglio e i palazzi diventano rifugio naturale per i cecchini.
Il cuore del gameplay di Ground Control II: Operation Exodus è, alla pari di un qualunque strategico tradizionale, la conquista di alcuni punti nevralgici della mappa e il mantenimento delle posizioni conquistate, con la notevole differenza che in questo caso non c'è nessuna miniera da cui estrarre astrusi minerali e i punti di cui sopra vengono chiamati semplicemente Victory Location. Prendere possesso di una di queste zone ripaga il giocatore con due tipi di moneta: innanzitutto si ottengono preziosi Acquisition Point, indispensabili a ottenere mezzi e uomini supplementari dal proprio comando, e in secondo luogo si può approfittare dei vantaggi strategici connaturati a una Victory Location, spesso sotto forma di postazioni di artiglieria fisse o, più semplicemente, di fortini ed edifici in cui fare appostare i propri cecchini.

PREPARARSI AL DECOLLO

Discorso a parte meritano le Landing Zone, ovvero zone di atterraggio, i punti più strategici in assoluto e quelli da difendere con le unghie. Adottando un sistema tutto sommato credibile e realistico, gli eserciti di Ground Control II vengono infatti rimpinguati tramite una astronave cargo - "dropship" nel gioco - che fa la spola tra una base fuori dalla mappa e il campo di battaglia. Perdere una Landing Zone vuol dire costringere i propri rinforzi a partire dalla Landing Zone più vicina per arrivare fino al "fronte", con conseguenti perdite di tempo, spesso fatali. Un dettaglio molto interessante riguarda invece la dropship, che può essere aggiornata spendendo un po' di Acquisition Point in molte sue parti: armi, corazza, motore, carico, carburante. Soprattutto aumentando la quantità di carburante è possibile far restare più a lungo la dropship sul campo di battaglia e usarla come una normale unità; se si opta per questa strategia è comunque consigliabile spendere qualcosa per gli scudi, visto che perdere una dropship è spesso fatale.
Molto interessanti anche tutte le altre unità presenti nel gioco, sia per quanto riguarda l'esercito NSA sia per gli alieni Viron. Oltre a essere ben diversificate, tutte le unità del gioco sono poi dotate di una modalità secondaria, che ne raddoppia in pratica il numero sotto il profilo strategico, e dona a tutto il gameplay di Ground Control II una profondità e un respiro inediti. Tra le caratteristiche più interessanti dei Viron va inoltre segnalata la possibilità di fondere due unità per crearne una diversa - ovviamente di livello superiore - e, all'occorrenza, di operare il processo inverso. Come è facile intuire è una caratteristica che apre a numerose possibilità tattiche che aspettano solo di essere collaudate.

VERSO L'INFINITO E OLTRE

Volendo valutare in breve il gameplay di Ground Control II: Operation Exodus si potrebbe affermare che è esattamente questa la strada da intraprendere per innovare il genere degli strategici e rivalutarne l'immagine un po' spenta. Il nuovo lavoro di Massive Entertainment è infatti un perfetto connubio tra profondità strategica e verosimiglianza di ogni particolare, dove nessuna azione risulta forzata o poco realistica. Sembrerebbe quasi un perfetto meccanismo per mettere alla prova qualunque modello teorico di strategia militare. Il perfetto bilanciamento tra i vari tipi di unità e tra le fazioni in guerra fa il paio con una enorme libertà per attuare e sperimentare le proprie tattiche, minata solo da una inevitabile prevedibilità dell'Intelligenza Artificiale avversaria - che consigliamo di sostituire quanto prima con giocatori in carne e ossa grazie all'irrinunciabile opzione multiplayer.
Onde evitare di dilungarci troppo sui complimenti (che proseguono nel solito Commento in alto a destra) dedichiamo l'ultima parte di questa recensione all'altrettanto meraviglioso comparto tecnico del gioco. Ci troviamo infatti di fronte a quello che ci è parso in assoluto uno dei migliori engine all'opera in uno strategico, perfetta evoluzione di quello, rivoluzionario, del primo Ground Control, e in grado di accontentare sia le esigenze di controllabilità delle proprie unità sia quelle di spettacolarità delle battaglie. In pratica è sufficiente scendere con la visuale fino al livello del terreno - magari dopo aver assegnato tutti gli ordini del caso - per godere delle visuali più belle mai viste in uno strategico dai tempi dei due (quasi tre) capitoli di Homeworld. Piccoli difetti in ordine sparso: la caratterizzazione estetica dei protagonisti della storia non è esattamente il massimo che ci si potesse aspettare, la colonna sonora è sì sopportabile ma non aggiunge molta atmosfera a quanto già creato dal motore grafico, l'Intelligenza Artificiale è spesso in affanno quando si cerca di far passare molte unità per vie strette o ponti, creando qualche ingorgo di troppo.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Dopo un inizio un po' in sordina, che quasi non lascia intuire la bontà del gameplay sottostante, Ground Control II: Operation Exodus è letteralmente "esploso", trascinandoci missione dopo missione nel suo vortice di soddisfazioni strategiche, estetiche e concettuali. Le uniche perplessità, che non vanno comunque a inficiare la bontà del progetto nel suo complesso, provengono da un level design un po' altalenante, dove mappe semplicemente perfette si alternano ad altre un po' anonime, o a missioni inutilmente lunghe. Un difetto di certo non sconosciuto alla gran parte dei videogiochi in commercio, ma tant'é. Può venire in aiuto, e lo farà certamente, il completissimo editor di livelli in dotazione che, insieme alla solida modalità multiplayer, sarà il cuore pulsante della - speriamo florida e vitale - comunità di giocatori online.