Genere
Guida
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
62,90 Euro
Data di uscita
11/10/2003

Group S Challenge

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Datasheet

Produttore
Capcom Europe
Genere
Guida
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
11/10/2003
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
62,90 Euro

Lati Positivi

  • Aspetto tecnico gradevole
  • Sistema di controllo preciso
  • Alcune piacevoli innovazioni
  • Presente il circuito di Monaco

Lati Negativi

  • Sonoro fastidioso
  • Troppo semplice all'inizio
  • Intelligenza artificiale poco combattiva in alcune situazioni
  • Poche piste
  • Si limita più a copiare che ad innovare

Hardware

Per giocare a Group S Challenge abbiamo bisogno di una copia del gioco e di un Xbox, più un pad aggiuntivo per il multiplayer. Il gioco supporta il Dolby Digital.

Multiplayer

Due giocatori possono sfidarsi nella modalità Arcade in competizioni all'ultima curva.
Recensione

Group S Challenge

Il vostro budget vi permette l'acquisto al massimo di una Talbot Samba del 1937? La vostra auto è così lenta che persino il bimbo in triciclo vi sorpassa? La vostra auto ha così poca ripresa che non fate in tempo a partire fra un semaforo rosso e l'altro? Suvvia, non disperate: ci pensa Capcom a rottamare il vostro macinino e a darvi un bolide nuovo fiammante!

di La Redazione, pubblicato il

Ci sono dei titoli che nella storia riescono, grazie alle loro caratteristiche, a creare una rivoluzione, un solco, un distacco netto con il passato stabilendo dei nuovi dogmi ai quali tutti gli sviluppatori concorrenti s'ispireranno, spesso avvicinandosi quasi al plagio. Questo teorema è applicabile a diversi generi e chiunque riesca positivamente a svecchiare una tipologia di gioco è destinato ad entrare nel palmares dei migliori sviluppatori, occupando una posizione di prestigio nella storia videoludica. Un titolo di guida su tutti ha rivoluzionato il genere, proponendo al tempo della sua uscita delle caratteristiche assolutamente innovative e conquistando in un sol boccone il trono fra i contendenti: il pensiero ovviamente corre verso Gran Turismo, titolo di Poliphony Digital che ha sicuramente segnato un distacco netto con il passato, entrando di diritto nella storia dei videogiochi. Numerose software-house hanno cercato di dire la loro in questo campo, alternandosi nella sfida ed ispirandosi innegabilmente al caposaldo del genere: questa volta ci prova Capcom con il suo novello Group S Challenge.

TRABANT NOSTALGIA

L'antica arte del bigiare: come il compagno di banco poco volenteroso, ma assai lesto, anche Capcom non si è sforzata molto nel creare una struttura innovativa, limitandosi a copiare quanto visto altrove (e qui innegabilmente torniamo al discorso svolto in precedenza). Sia ben chiaro, è sempre meglio copiare dai migliori piuttosto che rischiare di deludere completamente le aspettative, ma se già il caposaldo del genere boccheggiava per struttura negli ultimi capitoli, qui siamo già arrivati alla bombola d'ossigeno. Group S Challenge ci propone due modalità di gioco, ovvero Arcade e Circuit: la modalità principale è quest'ultima, visto che la prima non è altro che una piccola appendice per divertirsi in multiplayer, fare pratica e provare le auto senza limitazioni di sorta.
Il Circuit Mode invece costituisce l'ossatura principale del titolo e ci vede, come al solito, pronti a diventare i campioni del mondo, partendo dalle semplici utilitarie fino ad arrivare ai bolidi più poderosi. Il nostro budget pecuniario è assai limitato all'inizio, dal momento che si assesta intorno ai 50000 d.p. (sigla relativa alla moneta fittizia utilizzata nel gioco): con questa piccola somma non abbiamo molte possibilità di scelta e la nostra decisione dovrà ricadere su una macchina decisamente poco performante. Per curiosità vi sveliamo che la nostra prescelta è stata la modesta Fiat Punto, che per fortuna nostra ci ha accompagnato per poco tempo, sostituita ben presto da un bolide più potente e prestante. Svolta questa formalità siamo pronti ad affrontare la sfida, partendo dalle categorie più basse. Fra le opzioni disponibili possiamo visitare il nostro garage alla ricerca dell'auto adatta, fare una capatina dai diversi produttori mondiali alla ricerca del bolide dei nostri sogni o rivolgerci al preparatore di fiducia in modo da preparare l'auto alla gara, cambiandone i diversi pezzi e potenziandola a nostro piacimento.
Le sfide a nostra disposizione sono di tre diversi tipi: abbiamo la possibilità di impegnarci in un campionato in cui sfidare le nostre abilità superando quattro diverse categorie e due modalità abbastanza inusuali per un gioco del genere. La prima è denominata Line-Line e consiste in una prova d'abilità divertente e varia. Il circuito è selezionato a caso e cosparso di alcuni globi luminosi che ricalcano la potenziale traiettoria ideale: il nostro compito sarà quello di cercare di seguire interamente tale percorso e di attraversare il traguardo superando tre diversi record stabiliti. Al termine della nostra prestazione riceveremo un bonus che varierà in base alla bontà della nostra prova, tenendo conto di diversi fattori quali la categoria del veicolo, la nostra precisione in fase di guida ed il numero di globi acquisiti. La seconda modalità si chiama Duel e ci permetterà di conquistare delle automobili appositamente preparate per la gara dai più famosi team nel campo delle elaborazioni. Il funzionamento è molto semplice: bisogna sfidare il computer con tre auto da lui stabilite e il bolide sarà nostro per sempre al completamento di tutta la tenzone.
Per quanto riguarda le piste dobbiamo fare una spiacevole annotazione, visto che ci troviamo di fronte ad un numero assai esiguo sia d'ambientazioni sia di circuiti, per giunta poco ispirati nella loro realizzazione. Le ambientazioni sono soltanto tre e le piste non sono altro che diverse varianti dello stesso percorso, percorribili ovviamente anche in senso opposto. Fra il carnet di piste disponibili certamente spicca il circuito di Monaco, unico percorso mutuato dalla realtà, mentre gli altri sono tutti di fantasia. Il numero esiguo non avrebbe costituito un problema se tali piste fossero state di qualità almeno buona, ma la ridondanza di alcune soluzioni e un design delle piste non eccelso costituiscono un difetto certamente da rimarcare.
Il sistema di guida c'è parso buono, ma decisamente migliorabile e non all'altezza di altri titoli del genere: chi ha un minimo d'esperienza si troverà subito a suo agio con la guida, senza il bisogno di un periodo di apprendimento. La scelta di avvicinarsi ad un modello di guida un po' ibrido fra arcade e simulazione è piacevole, ma in questo modo la sfida è decisamente esigua: le differenze fra le diverse trazioni non si sentono nemmeno e ogni auto, prestazioni a parte, sembra parente di quella precedente, cosa tutt'altro che piacevole. Il gioco inoltre non penalizza minimamente gli urti e le collisioni con l'ambiente circostante, salvo alcuni momenti particolari: per fermarsi o incappare in un grosso stop bisogna svolgere dei veri e propri errori madornali di guida. Tale facilità complessiva si ripercuote sulla longevità a causa di un'intelligenza artificiale poco combattiva ed a nostro avviso un po' irreale. Gli avversari del computer tendono ad ignorarsi fra di loro e guidano come se seguissero una traiettoria prestabilita, senza mai eccellere per aggressività. I primi campionati sono eccessivamente facili ed anche il giocatore meno smaliziato riuscirà a dare dei distacchi notevoli ai propri avversari, a nostro avviso troppo arrendevoli sebbene spesso provvisti di auto di caratura e potenzialità superiori a quelle del giocatore. Il loro comportamento è inusuale visto che si limitano a dare un po' di sfida in partenza, per poi eclissarsi completamente nelle retrovie ad avvenuto sorpasso. Fortunatamente il tutto si risolleva dalla categoria A, dalla quale il computer sembra destarsi rispetto ai livelli precedenti dimostrandosi spesso combattivo, ma la sfida a nostro avviso rimane sempre troppo esigua, sopratutto all'inizio e visto e considerato che i moti d'orgoglio della controparte artificiale non sono continui e costanti.

FIAT DUNA MON AMOUR

Per quanto riguarda l'aspetto tecnico Group S Challenge si difende abbastanza bene, senza eccellere in nessun particolare. La grafica è realizzata con cura e appare modesta se confrontata con altri titoli, ma perlomeno non ha difetti. I colori ci sono apparsi un po' smorti e questa caratteristica dona un aspetto poco "vivo" alle immagini. La realizzazione dell'auto è nel complesso buona: le fattezze sono quelle delle controparti reali, ma non appaiono realistiche come aspetto a causa delle carrozzerie troppo opache e di alcuni effetti di riflessione dell'ambiente circostante poco riusciti. La sensazione delle velocità è adeguata e il motore grafico è decisamente fluido. I fondali, sebbene non siano lo stato dell'arte, sono buoni e presentano un buon numero di dettagli, salvo alcuni circuiti a nostro avviso troppo spogli. Presenti, anche se molto marginalmente, alcuni difetti quali un clipping di lievissima entità e alcuni "flickerii" di breve durata. Fra le cose bizzarre possiamo segnalare una discutibile nuova visuale di gioco, più demenziale che utile: si tratta di un semplice riquadro che compare in basso a sinistra nello schermo e che riproduce in tempo reale il replay del gioco, particolare di dubbia utilità e che riduce sensibilmente la visibilità complessiva. Innovazione, o presunta tale, tanto bizzarra quanto scarsamente utilizzabile.
L'aspetto sonoro invece non ci ha convinto e ci ha quasi infastidito: i temi musicali sono discutibili e tendenti verso una musica dance poco piacevole e quasi snervante, dal momento che ben pochi temi si salvano e risultano apprezzabili. Gli effetti sonori invece sono adeguati e non presentano grossi difetti. La risposta del sistema di controllo è ottimale e si adatta perfettamente allo stile di gioco. Come già evidenziato in precedenza, il difetto principale di Group S Challenge consiste nella continua ispirazione e copia di modelli prestabiliti, con i quali deve mettersi per forza in competizione. Per sfortuna di Capcom la lotta è impari e molti concorrenti risultano superiori a questo nuovo titolo, facendo scendere ulteriormente l'appeal complessivo. In ultima analisi bisogna considerare anche il fatto che il mercato non sarà certamente avaro di alternative nei prossimi mesi, sia nel campo dell'arcade che delle simulazioni, e che questi titoli in arrivo possono contare su un'aspettativa certamente superiore a quella destata dal prodotto Capcom, che rischia in questo modo di passare ulteriormente in secondo piano non per grossi difetti strutturali, ma per la mancanza di originalità e per un lavoro soltanto modesto.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Capcom si è limitata a svolgere un compito assai modesto ispirandosi alle vette più alte del genere, senza però raggiungerne la qualità complessiva. Group S Challenge è decisamente poco originale: la struttura ludica, la possibilità di elaborare le auto, le diverse sfide regalano una sensazione di deja-vu che potrebbe infastidire i giocatori di lunga data. Alcune idee nuove sono apprezzabili, come la modalità Duel e la Line-Line, ma a nostro avviso è troppo poco per un mercato tanto inflazionato. Il modello di guida è piacevole, sebbene abbia il grosso limite nella riproduzione delle vetture, che tendono a farsi guidare un po' tutte allo stesso modo nel complesso. L'intelligenza artificiale è poco reattiva e il gioco tende a nostro avviso ad essere troppo semplice: un giocatore medio potrà infliggere dei distacchi imbarazzanti al computer, fin dai primi campionati, concludendo le gare in solitaria. L'aspetto tecnico è assai gradevole per quanto riguarda la grafica, senza eccellere però in nessun punto, ma risulta quasi fastidioso nel sonoro. Il sistema di controllo non ha pecche e risponde bene alle sollecitazioni del giocatore. Il problema fondamentale di Group S Challenge, oltre alle diverse magagne già elencate in precedenza nel corso della nostra recensione, è da ricercare nella concorrenza: esistono sul mercato titoli decisamente più riusciti rispetto al prodotto Capcom ed il futuro non sarà certamente privo di alternative, spingendo ulteriormente questa produzione nel limbo delle seconde scelte. Vale ovviamente il discorso opposto: esistono anche titoli inferiori rispetto a questo prodotto, ma questa ci appare più come una consolazione che come un motivo di cui fare vanto.