Genere
Action RPG
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
54,90 Euro
Data di uscita
22/3/2004

.hack Infection Part 1

.hack Infection Part 1 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
CyberConnect2
Genere
Action RPG
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
22/3/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
54,90 Euro

Lati Positivi

  • Ottima storia con bei personaggi
  • Buona conversione Pal del gioco
  • Ottimo l'OAV allegato

Lati Negativi

  • Grafica un po' datata
  • Qualche problema con la telecamera
  • Dungeon un po' ripetitivi

Hardware

Per giocare ad .hack basta possedere una PlayStation 2 PAL dotata di joypad, il gioco originale e una Memory Card con 685 KB liberi. Il gioco ha inoltre audio in Stereo, regolazione dello schermo e la possibilità di scegliere fra parlato in giapponese o americano. Nella confezione è compreso il DVD dell'episodio in animazione .hack Liminality Vol. 1 della durata di circa 30 minuti.

Multiplayer

Non supporta nessuna funzione in multiplayer né online.

Link

Recensione

.hack Infection Part.1

Tre grandi dell'animazione giapponese: Sadamoto, Ito e Mashimo coinvolti in un progetto originale che si espande su più media: videogiochi, OAV, serie TV e fumetti. Quattro videogiochi ambientati all'interno di un gioco online con allegate altrettante OAV. Questo è "Dot hack", l'ambizioso Action-RPG di Bandai e CyberConnect2 giunto finalmente anche in Italia grazie ad Atari.

di Tatiana Saggioro, pubblicato il

La Fuga di Dati permette quindi da una parte di rendere i mostri infetti più deboli, ma dall'altra crea un'infezione al protagonista che può causare effetti collaterali. E' quindi necessario bilanciare l'uso del Fuga di Dati, evitando di abusarne, anche perché un avversario sconfitto tramite il bracciale non da punti esperienza, ma può dare i Virus Core necessari a penetrare nei dungeon e in certi casi anche equipaggiamenti particolarmente rari. Con .hack vengono introdotti elementi nel sistema di combattimento abbastanza originali per questo genere e le fasi di combattimento, che ricoprono la maggior parte dell'avventura, risultano più varie.

IL MONDO DI THE WORLD

The World è un ipotetico gioco online popolato da migliaia di giocatori: la comunicazione riveste quindi una parte importante nell'economia dell'azione.
In qualità di giocatori ci ritroviamo ad agire su due livelli, l'interfaccia che rappresenta il computer virtuale attraverso il quale Kite accede a The World e The World stesso. L'interfaccia simula il desktop che consente a Kite di ricevere e inviare e-mail, leggere le news, impostare i temi del desktop o scegliere i file audio da ascoltare, esattamente come se noi stessimo agendo sul desktop del nostro PC di casa. L'interfaccia è insomma essenziale per ricevere informazioni e dialogare con gli altri virtuali giocatori. Il sistema di e-mail ovviamente simula un sistema reale dove si hanno una serie di risposte fra cui scegliere che influiscono poi sui rapporti con il mittente: certe risposte stimoleranno la conversazione a proseguire, approfondendo il carattere degli altri giocatori, altre la troncheranno, influenzando il grado di "affetto" che hanno gli altri giocatori/personaggi nei confronti di Kite.
Le news consentono invece di ricavare informazioni dal mondo reale, notizie di attualità che contribuiscono a creare l'ambiente in cui la storia si colloca. Con l'avanzare dell'avventura si potranno sbloccare file audio e temi del desktop per personalizzare il PC di Kite, come fosse il nostro. Dal desktop poi si accede ovviamente a The World, da dove si può entrare nel videogioco o consultare il forum degli utenti, ipotetici giocatori che si scambiano informazioni, password per creare nuovi dungeon e dove Kite può trovare indizi o informazioni relative al gameplay.
In questo suo simulare un MMORPG, .hack centra perfettamente l'obiettivo. La simulazione è infatti ben realizzata e gli sviluppatori sono riusciti a creare una sensazione abbastanza credibile di un gioco online, grazie a un'interfaccia immediata e piccoli accorgimenti, come l'uso di emoticon o differenti toni nei messaggi del forum e delle e-mail, che contribuiscono a ricreare la sensazione di un gioco online popolato da numerosi altri utenti. Anche formare un party aderisce a questa idea di simulazione, in un gioco online non è detto che tutti i nostri amici siano collegati quando lo siamo anche noi, così per invitarli nel nostro party, bisogna averli nella proprio lista di amici e inviare loro una flash mail. Chi è online ci raggiungerà all'istante pronto a partire per un nuovo dungeon, chi è off-line non sarà reperibile. Più indirizzi (cioè contatti) si hanno maggiore è la possibilità di trovare elementi per formare un party. Queste amicizie ovviamente Kite le stringerà nel corso dell'avventura e alcune dipenderanno anche dal nostro comportamento in certe particolari situazioni: se siamo bravi avremo, in questo primo capitolo, altri otto personaggi gestibili.
Ogni personaggio ha una classe di specializzazione differente: maghi, due lame, grande lama ecc. e richiede quindi equipaggiamenti e armi diversi. Quindi la specializzazione è uno degli elementi da tenere in considerazione quando si invita qualcuno nel proprio party. Non solo, fra personaggi (ma sarebbe meglio parlare di avatar) si possono scambiare equipaggiamenti così, donando magari una spada che abbiamo trovato in una cassa, non solo rafforziamo il nostro compagno, ma incrementiamo la simpatia nei confronti di Kite. Quello che forse può deludere di .hack è l'assenza di fasi esplorative.
The World infatti è composto da diversi server, che in qualche modo rappresentano delle città. Ci sono negozi, s'incontrano altri giocatori, si effettuano scambi o si possono allevare i Grunty (una sorta di incrocio fra un maiale e una mucca), ma sono più che altro dei punti di partenza per accedere poi ai vari dungeon, grazie all'uso di codici da inserire nei "Portali del Caos". Ogni server ha infatti un suo "portale" che collega le varie città e trasporta i giocatori nelle aree di gioco.
.hack quindi non propone un mondo da esplorare, ma è orientato agli scontri nei dungeon, se The World fosse un gioco reale potrebbe assomigliare probabilmente più a una sorta di Phantasy Star Online che non a un Final Fantasy XI online. Una delle sue peculiarità è però che bisogna usare delle parole chiave per comporre la password per formare le aree di gioco ed accedere così ai dungeon. Ogni password è composta da tre parole chiave che unite determinano le specifiche di tale area. In pratica abbiamo noi giocatori la possibilità di stabilire i parametri dei dungeon in cui andremo a combattere. Parametri che stabiliscono la difficoltà, il tipo di elemento che caratterizzerà l'area di gioco, il tempo nel senso meteorologico, il livello dei mostri, il tipo di oggetti che vi troveremo e anche il numero dei portali che celano gli avversari o i tesori. Le Password possono essere composte dal giocatore stesso provando varie combinazioni o possono essere trovate leggendo il forum o via mail. In genere queste ultime sono quelle che fanno procedere la storia o aprono dungeon speciali, mentre noi giocatori componiamo quei dungeon che ci servono per incrementare il livello dei personaggi o per cercare oggetti da scambiare.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
L'elemento più forte di .hack è sicuramente la sua trama, meno ordinaria rispetto ai classici Giochi di Ruolo di stampo giapponese che trae le sua radici dal film Avalon diretto da Mamuro Oshii e sceneggiato sempre da Ito. Mentre in Avalon non esisteva un piano reale, in .hack il mondo reale e il mondo virtuale di The World vengono rappresentati attraverso due differenti media. Il videogioco rappresenta il mondo virtuale in cui noi giocatori - attraverso il nostro avatar (Kite) - agiamo, consapevoli che l'azione si svolge all'interno di un MMORPG, mentre l'OAV rappresenta invece il piano reale e narra quello che accade al di fuori del gioco. .hack dal punto di vista narrativo e di struttura del progetto offre parecchi spunti interessanti, ma purtroppo il gioco non è esente da qualche difetto. Nonostante l'inconfondibile stile di Sadamoto e una certa cura per realizzare personaggi e avversari, la grafica risulta un po' datata, del resto il gioco esce da noi dopo un anno rispetto alla versione americana e due rispetto da quella giapponese. Anche la telecamera, nonostante abbia una gestione abbastanza libera, quando l'azione nei dungeon si fa concitata, può creare dei problemi. I dungeon, sebbene ci sia la possibilità di sceglierne conformazione e livello di difficoltà, possono risultare ripetitivi nello stile e manca una fase esplorativa. Non è necessaria per come è strutturato il gioco, ma se ci si aspetta un titolo più classico e non così "dungeon oriented", si può patirne la linearità e l'apparente ripetitività. Invece l'obiettivo di simulare una sorta di MMORPG è ben riuscito e risulta credibile. Un plauso va infine alla conversione PAL del gioco, in tutto e per tutto identica alla versione americana, non afflitta dalle solite fastidiose bande nere e con una più che soddisfacente localizzazione in italiano. In altre parole .hack è una serie che affascina più per il suo contenuto che non per il comprato grafico, ed è un titolo che consigliamo vivamente agli appassionati di Giochi di Ruolo in stile giapponese e di manga, soprattutto per la buona qualità dell'OAV allegata e per la trama che si sviluppa su quattro capitoli.