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.Hack//Infection Part 1

Intervista

.Hack//Infection Part 1 - Intervista a Hiroshi Matsuyama

È un fumetto? Un videogioco? Un anime? Un OAV? No! Non è nessuna di queste cose e lo è tutte insieme! È .Hack (la pronuncia corretta è "DotHack"), il rivoluzionario progetto multimediale di Bandai che sia in Giappone che in America ha già riscosso un notevole successo. Scopriamo cosa ci aspetta dalle parole di uno dei suoi creatori.

di Alberto Torgano, pubblicato il

Fino a qualche tempo fa l'arrivo di un progetto ampio e ambizioso come .Hack sui lidi europei sarebbe stato impensabile, per fortuna il successo dell'uscita americana, la rivalutazione del mercato europeo da parte di Bandai e l'interesse di Atari, hanno portato questo originale esperimento anche in Italia.
Durante la presentazione del primo capitolo .Hack//Infection Part 1, avvenuta a Milano lo scorso 29 gennaio, tra qualche apprezzamento sulla cucina italiana e l'agenda fitta di impegni, Hiroshi Matsuyama, presidente di CyberConnect2, ha trovato anche il tempo di scambiare quattro chiacchiere con Nextgame.it.

Nextgame.it: Come pensa che verrà accolto un gioco singolare come .Hack, considerando che il pubblico europeo non è molto abituato a simili progetti?

Hiroshi Matsuyama: Il fatto che il pubblico europeo non sia mai venuto a contatto con un qualcosa come .Hack è in realtà molto positivo, la possibilità di entrare nel mondo di The World da vari ingressi (anime, manga o videogioco) è una novità che ritengo sarà apprezzata dagli europei.

Nextgame.it: Lo sviluppo di .Hack, allungato dalla serialità, è durato molto per i canoni di un videogioco ed è certamente stato stimolante per voi. Dal successo del gioco in Giappone e in USA avete imparato qualche importante lezione?

Hiroshi Matsuyama: La lezione più importante è di aver imparato ad ascoltare la voce del pubblico. I quattro capitoli di .Hack sono usciti a distanza di tre mesi l'uno dall'altro, in questo tempo abbiamo seguito molto attentamente i suggerimenti e le opinioni che i giocatori hanno scritto sul forum del sito ufficiale, creato appositamente come spazio di scambio tra sviluppatori e pubblico. In ogni episodio .Hack si evoluto, migliorando grazie al pubblico.

Nextgame.it: Quali sono stati i suggerimenti più interessanti?

Hiroshi Matsuyama: Tra i vari consigli abbiamo tenuto particolarmente conto dei suggerimenti riguardanti i poteri Data Drain. Inizialmente molti giocatori hanno lamentato un'eccessiva difficoltà dei combattimenti, a volte i nemici apparivano sbilanciati per le abilità dei personaggi. Per risolvere il problema abbiamo cercato di spiegare in modo più chiaro il funzionamento del Data Drain, in modo che i giocatori potessero capire a fondo il sistema di combattimento.
Un'altra cosa che il pubblico ha chiesto a gran voce è stato un quinto capitolo.

Nextgame.it: Quindi avete in programma un quinto episodio?

Hiroshi Matsuyama: No, no, quattro episodi sono stati più che sufficienti per sviluppare e portare a conclusione la storia di .Hack.

Nextgame.it: Com'è nata l'idea di un progetto così ampio e capace di coinvolgere così tanti media?

Hiroshi Matsuyama: Noi di CyberConnect2 siamo dei semplici sviluppatori di videogiochi, l'idea di allargare il bacino dei media coinvolti non è nata da noi, bensì da Sadamoto, Ito e Mishimo. Quando li abbiamo riuniti al momento dell'ideazione, il progetto si è mosso in modo naturale verso il mondo dei manga e degli anime, un mondo che loro conoscono molto bene grazie a numerosi anni di esperienza. Ascoltando i loro spunti anche per noi è stato spontaneo espandere l'universo di .Hack.

Nextgame.it: Quindi all'inizio .Hack doveva essere solo un videogioco?

Hiroshi Matsuyama: Esatto!

Nextgame.it: Se inizialmente .Hack doveva essere solo un semplice videogioco, quando avete deciso di espanderlo a macchia d'olio è stato necessario aggiungere una grande componente narrativa, o vi siete limitati a spezzettare in quattro il soggetto iniziale?

Hiroshi Matsuyama: Quando ci siamo riuniti per sviluppare il soggetto di .Hack, il gran numero di persone più o meno direttamente coinvolte nel progetto ha portato un'enorme quantità di spunti. Poco per volta l'idea iniziale si è ingrandita, abbiamo aggiunto personaggi, storie e punti di vista, tanto che alla fine non bastava più un singolo disco per contenere tutto.

Nextgame.it: La storia di .Hack si svolge all'interno del MMORPG The World, a quale vero MMORPG vi siete inspirati per crearlo?

Hiroshi Matsuyama: Quando abbiamo deciso di caratterizzare il nostro .Hack come un MMORPG offline, ci siamo messi sotto e abbiamo studiato il funzionamento di moltissimi RPG online. Abbiamo giocato Everquest, Ultima Online, Diablo, Phantasy Star Online e Final Fantasy XI, che da voi non è ancora arrivato.

Nextgame.it: Ora lei gioca a qualche MMORPG?

Hiroshi Matsuyama: Certamente, a Final Fantasy XI.

Nextgame.it: In Giappone come le sembra sia stato accolto il gioco online?

Hiroshi Matsuyama: I giapponesi si stanno abituando all'online poco per volta, solo negli ultimi tre anni i giocatori sono aumentati. Final Fantasy XI è il gioco online più seguito in Giappone e conta 200.000 partecipanti, tuttavia è ancora molto poco rispetto ai dati di vendita dei precedenti episodi, che sono stati giocati da milioni di persone.

Nextgame.it: Quindi per uno sviluppatore giapponese è più vantaggioso sviluppare titoli offline?

Hiroshi Matsuyama: Per i produttori il mondo dell'offline è ancora il più interessante, tuttavia ultimamente in Giappone stiamo assistendo a un progressivo abbassamento dei costi legati a Internet e al gioco online; nel prossimo futuro il numero dei giocatori connessi potrà certamente aumentare, ma non più diminuire.

Nextgame.it: Negli ultimi tempi sembra che il nostro mercato stia iniziando a destare seriamente l'interesse di molte software house nipponiche; agli occhi di uno sviluppatore giapponese, come appare il mercato europeo?

Hiroshi Matsuyama: Per noi giapponesi i titoli che vanno per la maggiore in Europa e in America sono i giochi d'azione alla Grand Theft Auto, gli sportivi, i giochi di corse e quelli tratti dai film. Sviluppando giochi di questo tipo, anche per una software house giapponese i mercati occidentali diventano molto interessanti. Però a mio parere, tra americani ed europei, sono i vostri gusti a essere più vicini a quelli giapponesi. L'Europa ha già accettato la cultura dei manga e degli anime, e credo nasconda un'enorme potenzialità per il settore dei videogiochi.

Nextgame.it: Progetti futuri? Avete preso in considerazione un .Hack 2?

Hiroshi Matsuyama: Ottima domanda! In effetti stiamo per lanciare il nostro nuovo progetto, New .Hack!

Nextgame.it: Si tratterà sempre di un gioco sviluppato su più capitoli?

Hiroshi Matsuyama: Ancora non c'è niente di definitivo, forse faremo tre episodi, forse cinque, però è certo che anche questo nuovo progetto coinvolgerà più media, come i fumetti e il cinema.

Nextgame.it: Ci sono invece speranze per un .Hack online?

Hiroshi Matsuyama: Può essere, non abbiamo chiuso nessuna strada. Ancora non abbiamo nulla di realmente concreto, per ora siamo nella fase di ideazione, stiamo raccogliendo i nostri spunti e quelli del pubblico. Stiamo anche aspettando il lancio europeo per vedere la risposta dei giocatori, aspettiamo interessanti suggerimenti anche dall'Italia!!

Nextgame.it: Avremmo anche una domanda personale per lei, Matsuyama-san: quali sono i suoi videogiochi preferiti?

Hiroshi Matsuyama: La mia serie favorita di giochi è Metal Gear Solid di Konami, sviluppato da Kojima-san, però sto aspettando con trepidazione anche Final Fantasy XII!

Nextgame.it: Grazie del tempo che ci ha concesso, Matsuyama-san, si fermerà ancora molto in Italia?

Hiroshi Matsuyama: Sfortunatamente sarò in Italia solo oggi... Ieri sono stato in Francia e domani parto per la Spagna... L'Italia mi piace molto, ci sono già stato in passato e spero di tornarci presto, ma per una vacanza!!!