Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
€ 64,99
Data di uscita
26/9/2007

Halo 3

Halo 3 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Microsoft Game Studios
Sviluppatore
Bungie
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
26/9/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
16
Prezzo
€ 64,99

Lati Positivi

  • Degna conclusione di una saga indimenticabile
  • La struttura riprende e migliora quella del primo Halo
  • Vario e quasi mai ripetitivo

Lati Negativi

  • Impianto visivo rivedibile
  • Un po' di "backtracking"
  • È l'addio a Master Chief e Cortana

Hardware

Halo 3 è disponibile unicamente per Xbox 360. In assenza di disco rigido, i caricamenti del gioco sono meno agili e non è possibile utilizzare la modalità Cinema. Nessun problema, invece, per la Fucina, che consente di modificare a proprio piacimento le mappe per il multiplayer.

Multiplayer

Halo 3 offre due modalità multiplayer: una cooperativa, per giocare fino a un massimo di quattro le missioni della Campagna principale, e una competitiva le cui modalità (Massacro, Teschio, Re della Collina, Conquista la Bandiera, Assalto, Territori, Juggernaut, Infezione e VIP) saranno oggetto di un apposito approfondimento.

Link

Recensione

Il degno finale di una grande saga

Tramonta il regno di Master Chief: viva il Re!

di Simone Soletta, pubblicato il

È uno strano destino quello che accomuna i giochi di "un certo spessore": per quanto uno pianifichi le sue sessioni di gioco, si finisce sempre e comunque per completarli di notte. Nel nostro caso, è avvenuto anche con Halo 3, che un'ora circa prima di cominciare a scrivere questo articolo ci ha mostrato il suo bel finale. Un'ora passata tra la soddisfazione di aver finalmente completato una delle saghe di maggior successo della storia dei videogiochi, perché è bello che le storie abbiano comunque una fine, e il rimpianto causato dalla ragionevole certezza che non avremo altre occasioni per vestire la corazza di Master Chief.

HALO AL CUBO

Halo 3, lo diciamo subito così ci togliamo il dente, è un gioco bellissimo. Dimenticati abbastanza in fretta i difetti tecnici che il gioco indubbiamente propone, quello che ci siamo trovati d'innanzi è uno dei più appaganti sparatutto in prima persona su cui ci sia mai capitato di mettere le mani, su qualsiasi piattaforma. Il ricordo della campagna spezzettata e mal conclusa di Halo 2 svanisce di fronte a un titolo capace di recuperare tutte le idee migliori del primo Halo e di riproporle, opportunamente potenziate e "rimescolate", in un titolo vasto e raramente ripetitivo. Come il progenitore, Halo 3 sa mescolare diversi tipi d'azione, a piedi e sui mezzi (e ce ne sono davvero tanti tra cui scegliere, tra cui novità assolute come i Mongoose e i Chopper), a livello del terreno e tra i cieli, in interni e in esterni, proponendo le variazioni con una tempistica davvero perfetta. Non appena un livello o un'ambientazione comincia ad annoiare, in sostanza, il gioco propone nuovi sfondi, nuovi compiti, nuovi problemi da risolvere e nuovi strumenti per farlo.
Ambientazioni molto diverse le une dalle altre suggeriscono una certa schizofrenia a livello di puro design grafico, ma contribuiscono d'altro canto a mantenere il gioco sempre fresco e vario, risolvendo così uno dei difetti di Halo 2, troppo monocorde, specie nella seconda parte dell'avventura. La grande disponibilità di armi e di mezzi, davvero impressionante, offre poi al giocatore possibilità di interazione molteplici, basti pensare che i giganteschi Scarab, nonostante presentino un solo punto debole, possono essere approcciati in molti modi diversi a seconda del tipo di tattica e di armamento a disposizione del giocatore.
Le grandi battaglie che Halo 3 disegna sul nostro schermo, quindi, sono tutt'altro che ripetitive e frustranti, e anche quando capita di trovarsi di fronte a un problema a prima vista difficile da risolvere, basta un'attenta analisi di quanto abbiamo a nostra disposizione e di come sia possibile utilizzare l'ambiente a nostro vantaggio per trovare subito più di una possibile soluzione.

DA SOLI E IN COMPAGNIA

Tralasciando in questa sede commenti sul multiplayer cooperativo e competitivo (realizzeremo a tal proposito approfondimenti ad hoc), quello che colpisce durante il gioco è la consapevolezza di far parte di un conflitto su vasta scala. Pur non essendo assolutamente perfetti, anche i nostri compagni d'armi si impegnano al nostro fianco in modo credibile: l'intelligenza artificiale non è forse allo stato dell'arte e talvolta pecca in efficacia, ma è capace di regalare sorprese inaspettate, prendendosi carico autonomamente di compiti che in genere sono deputati solo e unicamente al giocatore.
In più c'è l'Arbiter, che accompagnerà buona parte delle nostre missioni risultando utile specialmente quando lo schermo pullula di Flood, vera e propria carne da macello per la spada energetica del Covenant. Anche in questo caso, il suo comportamento non è sempre ineccepibile, ma in sostanza aiuta, se non altro distraendo parte dei nemici e permettendoci di eliminarli con un po' più di calma.
La campagna per giocatore singolo, insomma, ci ha soddisfatti appieno: è scritta in modo coerente e non privo di colpi di scena, narrata in modo chiaro e porta a un epilogo emozionante. L'equilibrio tra i Covenant, i Brute, gli umani e i Flood viene definitivamente spezzato e la guerra, finalmente, giunge a una conclusione capace di mettere d'accordo tutti. Se l'intento di Bungie era quello di "finire la battaglia in modo epico", beh, possiamo dire senz'ombra di dubbio che l'obiettivo è stato raggiunto nel miglior modo possibile. Addio, Master Chief, è stato bello. Davvero.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Bungie ha concluso alla grande, non c'è che dire. Certo, l'impatto visivo del gioco farà storcere più di un naso e alzare diverse sopracciglia, ma nel suo complesso Halo 3 è davvero un gioco imperdibile per qualsiasi appassionato di sparatutto. Non è ultradefinito come Gears of War (ma propone una giocabilità ben più vasta e varia), non è innovativo come Bioshock (ma offre dinamiche di gioco completamente diverse), eppure è capace di rapire il giocatore come i due titoli appena citati, forte anche di un carisma che, nonostante gli anni di sovraesposizione mediatica, non accenna a diminuire. Non perdetevelo, sarebbe un peccato.