Genere
Azione
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
€ 6,99
Data di uscita
19/9/2009

Hammerfight

Hammerfight Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
KranX Productions
Sviluppatore
Konstantin Koshutin
Genere
Azione
Data di uscita
19/9/2009
Lingua
Inglese
Giocatori
2
Prezzo
€ 6,99

Lati Positivi

  • Sistema di controllo preciso e originale
  • Impegnativo e in grado di regalare grandi soddisfazioni
  • Grafica e sonoro estremamente appaganti

Lati Negativi

  • Niente multiplayer online
  • Interfaccia poco funzionale
  • Curva d'apprendimento piuttosto ripida

Hardware

Hammerfight non è un gioco troppo esoso in termini di risorse: basterà un Pentium III a 2 GHz con 256 MB di memoria per fiondare mazzate a destra e a manca. Supportato qualsiasi sistema operativo Windows da 98SE in poi con scheda video compatibile DirectX 8.0 con 64 MB di memoria.

Multiplayer

Assente la modalità multiplayer online. L'opzione per giocare con due mouse in locale non è che un mero palliativo.

Link

Recensione

Brutali mazzate volanti indie

"Dai la cera, togli la cera, Daniel-san."

di Marco Calcaterra, pubblicato il

Se il riferimento a "Karate Kid" vi sembra fuori luogo non possiamo di certo biasimarvi. Eppure il nuovo gioco dei russi KranX condivide ben due aspetti con il film da cui è tratta la colorita citazione. Il primo è che in Hammerfight si combatte a bordo di mezzi volanti meccanici e per farlo bisogna muovere il mouse in senso rotatorio: una movenza che ricorda da vicino i gesti del giovane karateka nella famosa scena del film. Il secondo è che giocare ad Hammerfight richiede pazienza, destrezza ed esperienza, tre doti che lo rendono quasi un'arte marziale, più che un semplice videogioco.

Dalla Russia con furore

Hammerfight è ambientato in un universo fittizio dalle tinte vagamente orientaleggianti, nel quale saremo gli artefici del destino dell'ultimo guerriero della tribù dei Gaiar, in una storia fatta di lotte intestine e vendette trasversali. La trama è molto ricca, ma piuttosto difficile da seguire, complici anche una traduzione (dal russo all'inglese) non esattamente impeccabile e nomi propri dei personaggi che sembrano tratti da filastrocche scioglilingua estoni. La rappresentazione grafica degli esseri umani è volutamente stilizzata: a parte piccoli riquadri che mostrano il volto di chi parla, infatti, i personaggi appaiono sempre inquadrati da lontano, minuscoli. Questa scelta è giustificata dal fatto che l'aspetto più importante di Hammerfight non sono le persone, bensì le macchine: girocotteri meccanici a bordo dei quali schiavi e guerrieri di ogni regno si sfidano in tornei ufficiali o partecipano a battute di caccia alla ricerca di letali mostri.
Mini-umani a parte, qualsiasi altro elemento grafico di Hammerfight, dai menu, all'interfaccia, ai fondali passando per le macchine volanti, è realizzato con una cura a dir poco maniacale. Andare a sbattere contro elementi del fondale ne causerà la distruzione mentre combattendo troppo vicini alle lanterne presenti in alcuni livelli, si rischierà di farle esplodere una dopo l'altra, causando dei piccoli incendi. Quest'eccesso di sfarzo e ricercatezza, però, a volte rende un po' caotica l'azione di gioco e inutilmente complicate azioni teoricamente semplici. È il caso della sala di addestramento, luogo in cui è possibile cambiare armi e acquistare potenziamenti. Purtroppo entrambe queste operazioni sono tutto fuorché intuitive, tanto che è addirittura difficile capire quanti soldi si abbiano a disposizione esattamente, o in base a quale logica appaiano gli oggetti in vendita nel negozio. Notevole il comparto audio, fatto di musiche arabeggianti di grande impatto e di effetti sonori decisamente azzeccati: sentire il clamore della folla salire di intensità a ogni colpo andato a segno nel torneo reale fa sentire il giocatore come un novello Russel Crowe ne "Il Gladiatore".

Un martello da usare col cervello

Protagonista assoluto a livello di gameplay è il mouse. Tutto in Hammerfight si può controllare tramite il mouse: muovendolo detteremo i movimenti del nostro mezzo volante e, di conseguenza, anche delle armi contundenti a esso collegate, mentre tramite i tasti e la rotellina gestiremo difesa e oggetti da utilizzare. Dopo qualche missione sarà possibile utilizzare anche delle armi da fuoco, piuttosto potenti, ma molto difficili da governare. Se in ambito console il Wii ha portato alla ribalta sistemi di controllo molto "fisici", su PC i giochi che sfruttano il mouse in maniera così intensa e coinvolgente sono veramente pochi. Raramente di fronte a un videogioco ci era capitato di esultare scagliando i pugni al cielo e urlando di barbara gioia, ma le endorfine prodotte da Hammerfight evidentemente sortiscono questo effetto.
I primi minuti di Hammerfight potrebbero indurre a pensare che l'intero gioco, in fondo, si basi su una serie di combattimenti tutti uguali legati insieme dall'originale sistema di controllo: niente di più sbagliato. La creatività degli sviluppatori russi non si è limitata all'innovativa gestione della fisica o alla sofisticata veste grafica, ma si è riversata anche sulla varietà delle missioni a disposizione. Spettacolare la difesa in notturna, illuminata solo dal bagliore lunare, di un dirigibile alleato, attaccato da un mostro volante simile a uno scorpione, mentre semplicemente geniale è l'idea di includere dei sottogiochi "sportivi", come per esempio l'Hammerball, nel quale bisogna spingere la palla nella porta avversaria, cercando, possibilmente di restare tutti interi.

Il rovescio del martello

Ormai è evidente, Hammerfight è un gran bel gioco. Purtroppo, però, non è esente da difetti. Per strano che possa sembrare, in Hammerfight non esiste una modalità multiplayer online, ma solo la possibilità di giocare con due mouse in locale. Speriamo che il successo di Hammerfight spinga gli sviluppatori a colmare questa lacuna in un eventuale seguito, perché il gioco merita davvero una modalità online con i fiocchi.
Nota di demerito anche per l'interfaccia di gioco, che nonostante il piacevole aspetto grafico, spesso ostacola la visuale (per esempio nascondendo la posizione dei nemici) e per l'impossibilità di modificare la risoluzione di gioco. In alcuni scontri, inoltre, si viene aggrediti ancor prima di avere il tempo di capire dove ci si trova: estremamente fastidioso. Da citare anche la ripidissima curva di apprendimento, che, abbinata all'assenza di livelli di difficoltà, potrebbe far desistere anzitempo i giocatori meno pazienti.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Originale, vario, impegnativo e in grado di regalare grosse soddisfazioni se approfondito con pazienza e costanza: questo è Hammerfight. Chi nel gioco cerca solo un momento di svago spensierato se ne tenga ben lontano: annegherebbe in un mare di frustrazione. Tuttavia, a chi avrà la pazienza di perseverare e la forza di passare sopra alle magagne citate nella recensione, Hammerfight dispenserà emozioni piacevolmente brutali. Peccato per gli innegabili difetti (primo fra tutti l'assenza del multiplayer online) che gli impediscono di fregiarsi del titolo di vero e proprio capolavoro indie.

Commenti

  1. maxlaiena

     
    #1
    DeSangre ha scritto:
    Brutali mazzate volanti indie: "Dai la cera, togli la cera, Daniel-san."
      Bellissimo!
    Ieri sera mi sono slogato un polso con la demo. Veramente una trovata geniale. Su iphone con l'accellerometro sarebbe l'applicazione definitiva per lanciarlo dalla finestra :))
  2. Bruce Campbell87

     
    #2
    mmmm, ho visto che è scontato, lo prendo :D
  3. maxlaiena

     
    #3
    Bruce Campbell87mmmm, ho visto che è scontato, lo prendo :D
    Ne vale la pena...
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