Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,40 Euro
Data di uscita
25/6/2004

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
25/6/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,40 Euro

Lati Positivi

  • Grafica buona
  • Hogwarts ben ricostruita
  • Personaggi differenziati
  • Enigmi interessanti

Lati Negativi

  • Azione discontinua
  • Caricamenti troppo frequenti
  • Poco curato nei dettagli
  • Controlli imprecisi
  • Telecamera frustrante

Hardware

Per giocare a Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (nell'edizione da noi provata) servono un Xbox europeo con un pad compatibile e una confezione originale del gioco in versione PAL. Il titolo supporta l'audio Dolby Digital.

Multiplayer

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban non prevede modalità multigiocatore.

Link

Recensione

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban

"Aveva il volto completamente coperto dal cappuccio. Gli occhi di Harry sfrecciarono verso il basso, e quello che vide gli diede una stretta allo stomaco. Una mano spuntava dal mantello, ed era scintillante, grigiastra, viscida e rugosa, come una cosa morta rimasta troppo a lungo nell'acqua..." - tratto dal libro Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban di J. K. Rowling.

di Alberto Torgano, pubblicato il

Oltre a una certa differenza in ambito di magie memorizzabili, per esempio Ron è il solo a conoscere Lumos, un incantesimo che illumina la bacchetta, ognuno dei tre ragazzi possiede una singola abilità fisica che gli permette di fare cose impossibili per gli altri. Harry è l'unico in grado di saltare (esattamente con in Zelda, il personaggio spicca il salto automaticamente correndo verso il bordo di una piattaforma), Hermione può strisciare in passaggi angusti e Ron ha un tocco speciale che gli permette di identificare e aprire passaggi segreti. Le sezioni più belle e riuscite del gioco sono proprio i piccoli dungeon in cui servono gli sforzi combinati dei tre studenti per risolvere enigmi in stile "Lost Vikings". Peccato che il rigido storyline non conceda troppo spazio alle sezioni creative, concentrandosi invece a lungo sull'azione, ovvero combattimenti a suon di "Flipendo" (una specie di colpo a distanza), e sull'esplorazione, quando non sui semplici spostamenti all'interno dell'enorme castello.

MANTELLI SVOLAZZANTI E BACCHETTE MAGICHE

Dal piunto di vista visivo Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban inizialmente colpisce in modo molto pisitivo: l'ottima resa grafica dei personaggi e delle espressioni facciali nelle sequenze cinematiche in-game, nonché i pregevoli filmati, le animazioni piuttosto azzeccate, in particolare quella della corsa, e la buona definizione della grafica, non possono che ben disporre nei confronti del gioco. Lo stesso dicasi per la discreta trasposizione delle stanze del castello di Hogwarts, riprese dal film, nonché il parlato italiano davvero ottimo, che a nostro parere propone voci anche più belle di quelle del film.

Tecnicamente a indispettire il giocatore non è il comparto audiovideo, che comunque dopo le emozioni iniziali ritorna su canoni piuttosto standard, quanto i controlli nervosi e poco precisi e i caricamenti estenuanti. I personaggi non rispondono in modo immediato ai tocchi sul pad e spesso si muovono o troppo o troppo poco, tanto che mettere uno studente in una posizione precisa può divenire fin troppo frustrante. Ma se su questo si può soprassedere, visto il particolare gameplay che non richiede certo movimenti millimetrici, non si può assolutamente fare lo stesso sul problema dei caricamenti, imperdonabilmente numerosi. Considerando le capacità dell'Xbox e le ambientazioni tutt'altro che ricche di particolari, il capro espiatorio non può che divenire la natura multipiattaforma di Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, che ha limato fin troppo in basso il compromesso tecnico tra le macchine. Per fortuna i caricamenti sono relativamente rapidi, ma spezzettano in modo esagerato un'azione che per sua natura è stata pensata proprio per essere senza pause.
Dal punto di vista tecnico ci sono in realtà molti altri piccoli difettucci / bug, cose che non compromettono la fruibilità del gioco, ma denotano la scarsa cura con cui è stato sviluppato, in particolare nelle fasi finali. Tra le pecche va però citata almeno la telecamera ballerina, un problema comune di molti giochi, che anche in questo titolo non manca di indispettire il giocatore.

EXPECTO PATRONUM!!

Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, in un dizionario, potrebbe essere citato come esempio di tie-in, tanto incarna i pregi e i difetti di questo particolare tipo di giochi. Si tratta di un titolo pensato per stupire e incuriosire l'utente dal punto di vista grafico / sonoro, con quel minimo di profondità necessaria a garantire un'esperienza di gioco soddisfacente ma non frustrante, coinvolgente ma non emozionante, in una parola: piatta. I difetti di Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban sono tanto evidenti e tanto tarati sulla massa da colpire in modo evidente l'occhio di un giocatore esperto: i troppo frequenti richiami dei personaggi secondari a completare le quest principali, la superficialità dei controlli e dell'avvicendarsi dei differenti gameplay, la libertà solo apparente, i poteri che sembrano ben pensati ma poi risultano poco più di mere "chiavi", ecc.. Al di là di questi problemi, che probabilmente sono stati notati in fase di ottimizzazione e lasciati così per ragioni tempistiche e di target, in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban si nota anche il pregevole sforzo di rendere più maturo il gameplay della serie, introducendo meccaniche complesse come quelle dell'azione contemporanea dei tre eroi, dei differenti poteri e delle sezioni "spurie", come quelle stealth. E' un peccato che tali spunti non siano stati assecondati fino in fondo, lasciando così l'amaro in bocca ai veterani dei videogiochi.

A conti fatti, dando per scontata la presenza di problemi di natura "commerciale" come quelli di cui sopra, il primario difetto di Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban rimangono i caricamenti troppo frequenti e l'incapacità di creare una vera continuità tra le differenti sezioni di gioco. I vari gameplay sono "scollati" gli uni dagli altri e lo storyline troppo labile non riesce a coprire il gap di percezione del giocatore, che in pratica ha l'impressione di giocare a un multievento. Senza aver visto il film o letto il libro, la storia non sembra avere né capo né coda, al punto da disorientare anche chi la conosce.
In conclusione, Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban colpisce più negativamente che positivamente: nonostante le impressioni iniziali fossero buone, i difetti del gioco sono emersi poco per volta. Non si tratta assolutamente di un completo fallimento, in primis per il più che discreto comparto grafico e poi per la presenza di ottime sezioni puzzle e della bella trovata di differenziare i personaggi, ma nel complesso il gioco è sconsigliabile a chi non ama e conosce bene il film o i libri originali, e anche costoro ne stiano alla larga se si aspettano qualcosa di più di un titolo sufficiente.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban è un gioco profondamente commerciale, pensato per chi ha visto il film omonimo e desidera riviverne i momenti salienti. Da un punto di vista prettamente ludico è apprezzabile l'introduzione di enigmi creati "ad hoc" per essere risolti unendo le forze dei tre personaggi giocabili; ma nel complesso il titolo viaggia sulla linea della sufficienza a causa di un comparto tecnico globalmente davvero troppo altalenante, tirato verso il basso da caricamenti troppo frequenti, controlli poco precisi e scelte di design infelici. Nonostante la buona grafica e l'ottimo doppiaggio, Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban si dimostra troppo accondiscendente per interessare il giocatore veterano sulla lunga distanza, ma certamente piacerà ai più giovani appassionati del mago occhialuto, che magari si faranno aiutare da genitori o fratelli per superare le sezioni più ostiche che, paradossalmente, non mancano.