Genere
Piattaforme
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
69,99 Euro
Data di uscita
20/11/2002

Haven: Call of the King

Haven: Call of the King Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Traveller's Tales
Genere
Piattaforme
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
20/11/2002
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
69,99 Euro

Lati Positivi

  • Buona grafica
  • Ottima colonna sonora
  • Varietà di gameplay

Lati Negativi

  • Doppiaggio esilarante
  • Personaggi poco carismatici
  • Manca di vera originalità

Hardware

Per giocare a Haven: Call of the King è necessaria una PlayStation 2 PAL, una confezione originale del gioco, un joypad Dual Shock 2 e una Memory Card.

Multiplayer

Non è prevista alcune modalità multiplayer.

Link

Recensione

Haven: Call of the King

Dopo due anni di lavori, arriva finalmente nelle nostre mani l'ultima fatica di Traveller's Tales. Haven: Call of the King, si presenta come un titolo molto ambizioso, capace di fondere insieme diversi gameplay. Saprà il nuovo platform sviluppato dalla piccola software house inglese e prodotto da Midway soddisfare le grandi aspettative e mantenere le sue molte promesse?

di Tatiana Saggioro, pubblicato il

Alcuni nemici, infatti, possono esser evitati, anche perché lo yo-yo non è che sia un'arma efficiente, specie se qualcuno ti sta sparando addosso, meglio allora usare lo scudo e cercare di rispedire colpi verso il nemico stesso. Manca però quella libertà d'azione che si era vista in un titolo come Jak and Daxter: The Precursor Legacy, un mondo cioè più libero che ti permetta di tornare indietro e terminare un livello nel migliore dei modi. L'unico elemento poco chiaro è la missione da compiere in ogni livello: in alcuni casi è intuibilissimo, basta un minimo di esperienza con il genere per capire il da farsi, ma in altri casi bisogna per forza ricorrere alle opzioni dove è elencato quel che bisogna fare per completare una certa missione. A complicare la vita di Haven ci si mette poi anche la telecamera: oltre a tutta la pletora di ostacoli che si parano davanti al nostro eroe dalla chioma amaranto, capita fin troppo spesso di doversi aggiustare l'inquadratura con i tasti dorsali del pad e il fatto che in un titolo completamente in 3D non la si possa ruotare a piacere, un po' irrita. Haven ha a disposizione un numero illimitato di vite: se muore, si ricomincia dal check-point, ma se non si termina il livello e si spegne la console, andrà rigiocato tutto da capo. I livelli sono circa una quarantina e questo assicura una certa longevità al titolo: ogni livello, volendo, può essere rigiocato, basta ricaricarlo, anche se questo ha poco senso, poiché non ci sono motivi per ritornare in un livello già completato.
Certo, rispetto alle promesse/premesse di un titolo che doveva lasciare ampia libertà e vasti spazi da esplorare, ci troviamo in mano un videogioco decisamente più ridimensionato, ma nel complesso piacevole: non un capolavoro del genere, ma neppure un titolo sciatto o trascurato. Il divertimento più che altro è dato dal rapido susseguirsi delle azioni da compiere e dal non sapere cosa ci aspetta al livello successivo. Nel complesso, il gioco non è mai difficoltoso, semmai a renderlo tale sono quei piccoli difetti come la telecamera o i controlli dei power up o dei mezzi, non propriamente perfetti. Chi ha avuto modo di giocare alla serie di Crash Bandicoot, non potrà non notare una certa parentela, anche se i Traveller's Tales si sono occupati solo dell'ultimo. Certo, neppure quelli di Crash erano livelli originali, ma quando ci si ritrova a fuggire da una colata di lava, non può non tornare alla memoria il macigno preso in prestito da Indiana Jones.
Così come il classico boss di fine livello a cui correre intorno e da colpire in un punto topico, ormai un "must", presente in fin troppi platform, persino in Klonoa. Resta comunque un po' di perplessità sulla necessità di contaminare un genere come quello dei platform con altre meccaniche di gioco, una strada che ormai stanno seguendo anche altre software house.

UN PO' FANTASY E UN PO' SCIENCE-FICTION

Come abbiamo anticipato, a occuparsi di dare vita all'universo di Haven è stato chiamato Rodney Mattheus, celebre illustratore fantasy (vi consigliamo di dare un'occhiata al suo sito), autore fra l'altro proprio del logo di Traveller's Tales. Infatti, i mondi in cui Haven si muove sono abbastanza particolari e sono l'elemento più originale del gioco, insieme all'ottima colonna sonora, composta da temi musicali veramente azzeccati e intriganti. Il motore grafico del gioco rende e regge ottimamente il lavoro di concept di Mattheus, grazie all'impiego soprattutto di una palette di colori molto vivida e di una serie di effetti che valorizzano il tutto. Bump mupping, trasparenze, luci e ombre in tempo reale, nebbia, vapore e fumo, rendono più vivi i fondali del gioco, senza contare che gli elementi e il numero di poligoni che si muovono a schermo sono notevoli e non c'è mai un caricamento durante il livello (ovviamente avviene fra un livello e l'altro). Inoltre, durante il gioco il tempo scorre e il giorno si alterna alla notte, influendo sui colori e sulle luci d'ambiente, così come le condizioni atmosferiche; è solo una scelta estetica che non ha alcuna funzione pratica nel gioco, ma è nel complesso piacevole. Peccato per il design dei personaggi, che invece è meno interessante e più anonimo con modelli in 3D non particolarmente ben riusciti. Più bizzarra è invece la scelta del doppiaggio. Le cut-scene sono realizzate con il motore del gioco, alcune particolarmente significative per la trama, sono doppiate in italiano, ma sono stati utilizzati doppiatori stranieri con marcati accenti autoctoni. Non si capisce se è una scelta di stile o prettamente economica, ma di sicuro ha un effetto involontariamente esilarante. Per fortuna non c'è molto parlato nel gioco, quindi la cosa non affligge il titolo più di tanto. Fra le opzioni di gioco, è bene segnalare che è presente la centratura dello schermo e per i puristi del suono, nelle impostazioni audio è possibile scegliere anche il surround.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Haven: Call of the King è un titolo discreto. Si lascia giocare, ma senza offrire particolare soddisfazione né nulla di particolarmente innovativo, non è troppo complesso e non risulta mai frustrante. Parte da buone premesse, quelle di offrire una certa varietà d'azione prendendo in prestito alcuni elementi da altri generi, un melting-pot che purtroppo però non riesce ad esser mai veramente originale. C'è un certo senso di frenesia, dovuto a questo rapido passaggio da un'azione di gioco all'altra e di certo il titolo dei Traveller's Tales non si può dire che non sia ben curato, ma non offre nulla che faccia pensare di aver in mano un vero capolavoro. Il protagonista poi manca di carisma, fortunatamente però le ambientazioni sono molto piacevoli, così come le musiche. Haven: Call of the King si dimostra in ultima analisi un titolo godibile, piacevole, ma nulla più.