Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
59.90 Euro
Data di uscita
5/11/2007

Haze

Haze Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Sviluppatore
Free Radical Design
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
5/11/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
24
Prezzo
59.90 Euro

Lati Positivi

  • Trama appassionante
  • Personaggi ben caratterizzati (in inglese)
  • Buon design di alcune mappe

Lati Negativi

  • Troppo breve a difficoltà normale
  • Scarsa varietà di gioco
  • Pessima scelta delle voci italiane

Hardware

Per giocare ad Haze sono necessari una confezione originale del gioco, una console PlayStation 3 e un controller - è supportato il DualShock 3. Il gioco per adesso è esclusivo alla console di Sony ma alcune vecchie voci di corridoio lo davano già pronto anche in versione PC e Xbox 360, una volta scaduti gli accordi di esclusiva.

Multiplayer

La componente multi-giocatore di Haze è rintracciabile sia nella modalità campagna, grazie alla possibilità di giocare tutta l'avventura di Shane Carpenter con un massimo di tre amici online (o con un amico in split-screen), sia nella modalità Deathmatch con la variante a squadre.

Link

Recensione

Drug & rock 'n roll

Un "nettare" per buongustai o il solito sparatutto?

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

L'aspetto che deluderà forse molti giocatori, una volta entrati nel vivo dell'azione, è quello tecnico: il motore grafico proprietario di Haze non sembra infatti capace di competere con i diretti concorrenti in casa PlayStation 3 e il fatto di essere renderizzato a una risoluzione inferiore della canonica 720p (si tratta infatti di una ben più modesta 576p, come confermato dal direttore creativo Derek Littlewood) non aiuta a rendere il quadro grafico particolarmente definito; sfocature, aliasing e texture sgranate competono insomma con la direzione artistica del progetto per conquistare l'attenzione del giocatore: qualcuno baderà unicamente ai difetti, "accecato" dalla bassa definizione, altri riusciranno a godersi il gioco di Free Radical, nonostante tutto. Per quanto riguarda chi scrive, stiamo senza remore nel secondo gruppo.

IL NETTARE DEGLI DEI

Uno degli aspetti peculiari di Haze, che si colloca a nostro avviso tra le scelte più originali compiute dal team creativo, è quella di fornire un "giocattolo" tutto sommato divertente, ovvero il Nectar, per poi eliminarlo quasi subito; in realtà si tratta di una perdita apparente, dal momento che la droga sottratta ai cadaveri dei soldati Mantel si rivela preziosissima alleata anche giocando dalla parte dei ribelli, cioè per quasi tutta la campagna single-player: una dose è sufficiente infatti per "costruire" una granata al Nectar da lanciare contro i soldati per mandarli in overdose e costringerli a uccidersi tra di loro.
Un'altra comodissima abilità dei ribelli è quella di fingersi morti e rialzarsi, scampato il pericolo, per predere i nemici alle spalle; meno utile, ma dipende forse dallo "stile" con cui si gioca, la possibilità di rubare l'arma ai soldati dopo averli storditi con un calcio. Se uniamo quanto detto a un gameplay fortemente incentrato sul gioco di squadra - da ambo i lati - ne viene fuori un quadro parecchio invitante, pur con i suoi limiti che andremo adesso ad analizzare.

POCHI MA BUONI?

Il motivo per cui il gameplay di Haze fatica a emergere nel corso della breve campagna single-player deriva da una scelta decisamente poco condivisibile, cioè quella di fare in modo che il giocatore si trovi a fronteggiare una varietà molto limitata di nemici: ai soldati di base si aggiungono infatti quelli più corazzati dotati di fucile a pompa, qualche rarissimo cecchino, le torrette automatiche (micidiali ma statiche e quindi facilmente eliminabili con un po' di pazienza) e un ultimo tipo di soldati immuni alle granate di Nectar, verso la fine. Nel complesso, a parte una missione centrale abbastanza impegnativa, si ha come l'impressione di giocare sempre a un "primo livello": non c'è un vero aumento del tasso di sfida e i combattimenti che dovrebbero fungere da boss di fine livello scorrono via fin troppo agilmente.
La presenza di veicoli e velivoli nemici non è da considerare, di questi tempi, qualcosa di altamente innovativo, soprattutto quando il lanciamissili è così facile da reperire e da utilizzare, mentre il resto delle armi è assolutamente convenzionale o del tutto inutile a meno di non volersi complicare la vita (vedi alla voce lanciafiamme).

CI VORREBBE UN AMICO

Rimane da analizzare la componente multiplayer competitiva, alla quale dedicheremo probabilmente un successivo articolo, che non sembra comunque spiccare per originalità vista l'unica modalità deathmatch con la variante a squadre. È comunque l'unica occasione per tornare in gioco vestendo i panni dei soldati Mantel e siamo certi che l'utilizzo delle peculiarità di ciascuna delle due fazioni potrebbe dar vita a scontri molto divertenti e moderatamente tattici.
Tornando alla campagna single-player, non possiamo che invitare i giocatori più scafati a scegliere subito la modalità di gioco più difficile, per sbloccare magari quella ultra-difficile, e giocare se possibile con uno o più amici, in modo da rendere l'avventura più lunga e interessante di quanto non sia giocando da soli. Il che è veramente un peccato considerato l'ottimo design di alcune mappe, soprattutto verso la parte centrale dell'avventura, e l'atmosfera costruita dall'impianto narrativo, vero "motore" del gioco e fiore all'occhiello di tutta la produzione.
Un ultimo appunto sul doppiaggio in italiano, che risulta assai peggiore di quello inglese a causa dell'incomprensibile decisione di caratterizzare i personaggi come se fossero usciti da una puntata di Dragon Ball, con voci infantili (o, se va bene, tardo-adolescenziali) e piglio quasi caricaturale. Non che la versione inglese risulti impeccabile ma quantomeno non è involontariamente comica.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Lo sviluppo travagliato non ha giovato a questo nuovo shooter di casa Free Radical, tanto potente sul piano narrativo quanto altalenante nelle soluzioni di gameplay. Per quanto ci riguarda, il solo fatto di non dover impersonare il solito tizio muscolosissimo impegnato a salvare il mondo, costituisce già una forte motivazione all'acquisto, corroborata da uno stile grafico che ci aggrada e dal design a tratti ispirato di alcune sezioni. La brevità della campagna single-player e l'estrema facilità con cui è possibile portarla a compimento invitano comunque alla cautela per quanti pongono il tasso di sfida e la longevità in cima alla lista delle priorità, per non parlare di chi apprezza principalmente l'aspetto tecnico, qui davvero criticabile.