Genere
Sparatutto
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
57,21 Euro
Data di uscita
7/11/2002

Hitman 2: Silent Assassin

Hitman 2: Silent Assassin Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Eidos Interactive
Sviluppatore
IO Interactive
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
7/11/2002
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
57,21 Euro

Lati Positivi

  • Coinvolgente e intrigante
  • Soluzione delle missioni non univoca
  • Ottima colonna sonora

Lati Negativi

  • Richiede pazienza
  • La grafica poteva essere migliore
  • Migliorabile l'AI degli avversari

Hardware

Per diventare "assassini" dovete disporre almeno di un Pentium con processore da 550 MHz con 128 MB di RAM, scheda video da 16 MB e 700 MB di spazio libero sull'hard disk. Non sarebbe comunque male poter disporre di un Pentium con processore da 1 GHz, 256 MB di RAM con scheda video da 32 MB.

Multiplayer

Non sono disponibili modalità multiplayer.

Link

Recensione

Hitman 2: Silent Assassin

La vita del killer di professione non è certo facile da gestire e da sopportare. Anche quando sopravviene il pentimento e si decide di porre un freno a questo sistema non certamente ottimale di gestire la propria vita, i fantasmi del passato riaffiorano sempre con inesorabile precisione. Inoltre, se così non fosse, come si potrebbe giustificare un Hitman 2?

di Giuliano Boschi, pubblicato il

Attenzione: 47 è tornato! Dopo il successo del primo capitolo della saga, Hitman: Pagato per Uccidere, Eidos Interactive torna sul luogo del delitto ed eccoci quindi alla prova di Hitman 2: Silent Assassin. Per chi non lo sapesse, nel gioco interpretiamo la parte di un killer impegnato nell'eliminazione di individui non proprio definibili come cittadini modello. Sin dalla comparsa del primo Hitman, sono state molte le polemiche innescate da questo gioco. Qui preferiamo sorvolare su di esse, facendo solo notare che sulla confezione italiana di Hitman 2: Silent Assassin campeggia un bollino con la scritta "Consigliato ad un pubblico adulto di età superiore ai 18 anni".

IL PASSATO TORNA A MOSTRARE IL SUO VOLTO

Nome in codice 47, così è conosciuto questo spietato assassino. Creato geneticamente in modo da risultare un freddo killer, 47 si è preso la rivincita uccidendo il suo creatore alla fine di Hitman: Pagato per Uccidere. Ora sta cercando di tornare alla vita normale e, pentito di ciò che è stato, si è ritirato in Sicilia dove è ospite di un generoso parroco. Questo viene però rapito da una cosca mafiosa e a 47 viene chiesto un sostanzioso e di fatto impagabile riscatto. E' l'incubo che torna a farsi realtà: 47 deve nuovamente vestire i panni dello spietato assassino.
Dietro questa storia si nasconde uno sparatutto che non deve il successo solo alla sua ambigua e provocante ambientazione. Se spesso hanno imperato sparatutto in cui lo stile di gioco si riduceva a colpire il più rapidamente possibile e con l'arma più potente a disposizione ogni cosa che solo osasse muoversi, con la saga di Hitman la situazione è radicalmente diversa. Il gioco si rifà a situazioni realistiche (a parte l'incredibile capacità che ha 47 di subire colpi di cui diremo più avanti) e in questo caso, quando si è uno contro cento, per riuscire nella missione bisogna prima di tutto utilizzare il cervello.

AL MASSIMO DELLA TENSIONE

E' proprio nell'approccio allo stile di gioco che sta il valore di Hitman 2: Silent Assassin. Per poter riuscire nella missione bisogna pianificare ogni azione ed ogni movimento sin nei minimi particolari. Il primo obiettivo da raggiungere è sempre quello di non allarmare i numerosi nemici che si trovano sul luogo dell'azione. Ecco quindi la possibilità di muoversi silenziosamente, o la necessità di cercare un percorso che ci permetta, di volta in volta, di nasconderci alla vista di guardie e sentinelle. Altra possibilità è quella di travestirsi, magari togliendo gli abiti ad un avversario stordito od ucciso, ma abbiamo anche la possibilità di nascondere le armi in un contenitore che potrebbe sfuggire all'inevitabile perquisizione che alcune delle guardie opereranno su di noi. E' poi presente sullo schermo un geniale contatore che avvisa del livello di attenzione che i diversi personaggi che incontriamo nel gioco stanno ponendo nei nostri confronti. La genialità non sta tanto nell'effettivo utilizzo del contatore, quanto nel fatto che ci condiziona pesantemente dal punto di vista emotivo. Quando il suo livello sfiora il massimo, si è presi quasi sempre da una voglia irrefrenabile di tirare fuori l'arma ed eliminare il malcapitato. Spesso bisogna invece mantenere il sangue freddo e attendere il procedere negli eventi, c'è sempre la possibilità di farla franca ancora una volta.

OCCHIO A... TUTTO!

La paura di essere scoperti è incentivata anche dal numero estremamente limitato di salvataggi che è possibile effettuare in ogni missione. E pensare che nel precedente Hitman: Pagato per Uccidere non vi era neanche questa ridotta possibilità. Ora se si imposta la difficoltà su Normale si può usufruire di sette salvataggi per livello, su Esperto di due salvataggi e con Professionista bisogna concludere la missione senza poter mai mettere al sicuro la posizione di gioco raggiunta. Questo sistema sicuramente avrà estimatori e detrattori, noi facciamo parte della prima categoria, anche se dobbiamo riconoscere che il numero ridotto di salvataggi rende Hitman 2: Silent Assassin un gioco non per tutti. Infatti può essere frustrante dover ripetere molte volte la stessa azione e procedura a causa di un piccolissimo errore di valutazione o per l'imprevista comparsa di un avversario. Se si decide di utilizzare subito tutti i salvataggi a disposizione i minuti di gioco da dover ogni volta ripetere saranno sicuramente tanti. E' bene comunque comprendere che questa è la filosofia di gioco scelta dai progettisti. Un salvataggio continuo avrebbe banalizzato ogni cosa, che problema c'è a irrompere in una stanza senza prendere precauzioni di sorta se abbiamo poi la possibilità di ricaricare la situazione a come era solo di pochi secondi prima? Invece così si ha una sensazione di continua paura, di tensione, a volte addirittura di terrore. L'adrenalina sale a mille e il sudore imperla la fronte, anche se poi, è bene ricordarlo, si tratta pur sempre di un gioco.
Altro aspetto estremamente positivo è dato dal fatto che non esista una soluzione unica per risolvere la missione. Ci si può travestire, si può decidere di uccidere silenziosamente i nemici nascondendone i corpi, si può anche pensare di entrare con le armi spianate e fare una strage, anche se poi spesso una scelta di questo tipo non fa che allarmare tutto il circondario. Alla fine di ogni missione avremo comunque un premio, in termini di punti, che tende a privilegiare le scelta ragionate e silenziose rispetto a quelle in cui si è fatto un uso smodato della violenza e che tiene conto anche di eventuali innocenti coinvolti nelle sparatorie da noi generate. Resta comunque il fatto che la personalizzazione della risoluzione della missione aggiunge feeling ad un gioco già di per se intrigante e coinvolgente.

COME TI MUOVO 47

Convince anche l'impostazione grafica di Hitman 2: Silent Assassin. Non siamo di fronte a nulla di estremamente spettacolare o sconvolgente, ma le locazioni, sia pur con una certa essenzialità di elementi, sono realizzate in maniera da far immedesimare il giocatore nella situazione in cui è coinvolto 47. Quello che abbiamo notato è una certa discontinuità, con alcuni luoghi in cui i grafici si sono dimostrati particolarmente ispirati, come ad esempio gli effetti di luce prodotti dalle vetrate della chiesa all'inizio della missione, ad altri un po' troppo trascurati in cui qualche dettaglio supplementare sarebbe stato gradito. Comunque il tipo di gioco così coinvolgente non lascia molto spazio per poter apprezzare i dettagli dell'insieme che sono quindi sufficientemente adeguati. Risultano migliori le panoramiche rispetto ai luoghi chiusi. Buono anche il disegno dei personaggi, contraddistinti da un numero di poligoni in grado di dare rotondità e fluidità di movimenti. La visuale di gioco può essere impostata in prima e terza persona. Come sempre accade, la giocabilità pende decisamente a favore per l'utilizzo della terza persona.
I comandi di gioco sono semplici e di uso immediato. La disposizione di default dei tasti è quella tipica da sparatutto, associata quindi non alle frecce ma i tasti W, S, A, e D: in tal modo, con la mano posizionata sulla tastiera, è possibile rapidamente utilizzare anche gli altri tasti indispensabili per attivare alcune funzionalità, come la possibilità di guardare attraverso il buco di una serratura o di procedere silenziosamente. I tasti sono comunque riprogrammabili a piacere.
E' disponibile un'indispensabile mappa con funzionalità zoom che consente di pianificare al meglio l'azione da svolgere e che indica la posizione del bersaglio della nostra missione.

UN EROE DI FERRO

Vista l'ambientazione non può ovviamente mancare un nutrito arsenale di armi ed accessori che 47 può utilizzare a seconda delle necessità. A differenza del primo Hitman, dove dovevano essere poco credibilmente acquistate, questa volta le armi possono essere scelte all'inizio di ogni missione, o trovate durante lo svolgimento delle stesse. Tra queste vi sono pistole con o senza silenziatore, fucili di precisione, mitragliette, lacci per strangolare, coltelli, balestre, binocoli e visori notturni. Tra le ambientazioni, oltre alla già citata Sicilia, 47 dovrà recarsi in Malesia, in Russia, in Giappone, nel Nuristan e in India.
Hitman 2: Silent Assassin c'è sicuramente piaciuto, non è un gioco perfetto, ad esempio è sicuramente migliorabile l'AI degli avversari, ma nel complesso risulta coinvolgente e credibile. Dove ciò non accade è solo per mantenere elevata la giocabilità, come nel numero incredibilmente alto di colpi d'arma da fuoco che 47 è in grado di sopportare prima di soccombere. Se la pazienza è tra le vostre virtù questo gioco potrebbe fare al caso vostro.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Coinvolgente ed appassionante, questo è quello che dovete aspettarvi da Hitman 2: Silent Assassin. Alcune funzionalità del gioco, come il fatto di poter effettuare un numero limitatissimo di salvataggi e di conoscere il livello di interesse che stimoliamo in chi ci sta vicino, mette il giocatore nella condizione di provare paura e tensione pensando a ciò che può accadere da un momento all'altro. Gradevole, ma non eccelsa, la grafica, mentre le missioni, ben diversificate e differenziate, sono in grado di garantire un'adeguata longevità al gioco. Ottime le musiche della colonna sonora, acquistabile anche separatamente su CD audio. Se riuscite a superare eventuali remore morali, Hitman 2: Silent Assassin può darvi grandi soddisfazioni.