Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
57,21 Euro
Data di uscita
19/10/2002

Hitman 2: Silent Assassin

Hitman 2: Silent Assassin Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Eidos Interactive
Sviluppatore
IO Interactive
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
19/10/2002
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
57,21 Euro

Lati Positivi

  • Immediato e profondo
  • Vasto arsenale d'armi
  • Diversi approcci alla missione
  • Bisogna preparare le missioni con cura
  • Ora è possibile salvare
  • Ottima colonna sonora

Lati Negativi

  • A volte frustrante
  • Poche reali innovazioni nel gameplay rispetto al prequel
  • 47 può sopportare qualche colpo di troppo
  • Intelligenza artificiale dei nemici incoerente

Hardware

Per giocare a Hitman 2: Silent Assassin dovrete disporre di un Xbox PAL munito del relativo joypad e di una confezione originale del gioco.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

Hitman 2: Silent Assassin

Finalmente approda anche su console il silenzioso assassino di casa Eidos. L'Agente 47 è pronto per ritornare in azione, portando con sé quanto di buono aveva già fatto intravedere nel primo episodio e qualche gradita novità. E buttando nel cestino l'ultimo editoriale di denuncia o scordandovi dell'ennesima disamina dello psicologo di turno, forse riuscirete anche a godervi il gioco.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Volenti o nolenti, quando si parla di questo genere di titoli, ci si sente in qualche modo obbligati a chiarire alcuni propositi e determinate raccomandazioni: chi vi scrive si sente abbastanza stupido nel farlo visto che, ad ogni buon conto, qui si sta parlando di videogiochi, un mondo che per sua stessa natura dovrebbe essere contrapposto alla realtà e non esserne un aspetto ambivalente. Le raccomandazioni di rito dovrebbero arrivare in quanto Hitman 2: Silent Assassin è, ne più ne meno, un simulatore d'assassinio: tuttavia in questa sede non interessa parlare del risvolto sociale odierno o dell'influenza – o presunta tale – che questo genere di prodotti può esercitare sulle menti deboli, bensì sulla reale bontà di questa produzione, giudicandola con i parametri che le competono, ossia quelli di un prodotto ludico rivolto ad un tipo di pubblico più maturo della media solita dei videogiochi. Per tutti gli altri la raccomandazione, per quanto possa apparire assurda, è quella di non imbracciare un fucile e non uccidere nessuno una volta spenta la vostra console...

NOME IN CODICE: 47

Seguito diretto del primo episodio, Hitman 2: Silent Assassin ripropone la storia dell'Agente 47, una macchina per uccidere geneticamente modificata. Questo secondo capitolo prende piede fra le terre della nostra famigliare Sicilia, fra le quali l'ex assassino si è rifugiato per prendere distanza dalla vita condotta in precedenza e, approfittando dell'ospitalità trovata in un monastero, riconciliarsi con la propria anima grazie all'aiuto di un anziano parroco della zona. Purtroppo non si può fuggire facilmente dal passato, e il nuovo amico viene presto rapito da alcuni boss mafiosi che, riconosciuta l'identità dell'Agente 47, avanzano un tentativo di riscatto che va oltre le possibilità finanziarie del killer. A quel punto l'alternativa è una sola: ricorrere all'aiuto dei vecchi datori di lavoro che però, in cambio delle preziosi informazioni, obbligheranno 47 a un indesiderato ritorno in attività che lo porterà a girovagare, assassinio dopo assassinio, dalle piazze russe di San Pietroburgo sino alla pericolosa Jakarta.
Il concept di gioco, come era facile intuire, è molto simile a quanto visto nel predecessore: si viene proiettati in un nuovo scenario con poche informazioni a disposizione – il più delle volte una mappa del posto e una foto del nostro obiettivo – e una manciata di condizioni da esaudire per completare con successo la missione, in cui di solito si richiede di non uccidere determinate persone se non propriamente necessario, non creare troppo trambusto oppure recuperare determinati oggetti. In ogni caso, il nostro percorso non sarà guidato passo per passo e questa, indirettamente, è la caratteristica che conferisce grande profondità al titolo di Eidos: 47 disporrà presto di un vasto arsenale di armi, di tutti i tipi e di tutte le nazionalità, che non saranno basilari solo negli scontri a fuoco, ma anche nei travestimenti e nel modo di impostare l'andamento della missione. Potremo decidere per una strategia di infiltrazione, sfruttando armi silenziose e letali, oppure optare per un approccio maggiormente crudo e diretto, con conseguente spargimento di sangue.
Quel che è certo è che, all'inizio di ogni missione, si dovrà passare per un attento studio delle mappe a disposizione e delle vie da percorrere, constatando il grado di sorveglianza o i secondi impiegati da una determinata guardia nel percorrere il proprio giro di ronda. E' questo quello rende speciale Hitman 2: Silent Assassin: costruiamo noi stessi il nostro modo d'agire e il nostro stile, senza la coercizione di fenomeni inevitabili.

UNO STILE INCONFONDIBILE

Per ogni missione possono sussistere molteplici vie di successo, alcune anche diametralmente opposte fra loro: si può tentare la carta delle ombre per passare inosservati, oppure quella di travestirsi rubando, per esempio, abiti e arma d'ordinanza a una guardia del corpo disattenta o a un ignaro soldato. Ad ogni modo, in quest'ultimo caso, una volta assunte mentite spoglie, il nostro comportamento dovrà sempre essere diligente: niente mosse brusche in vicinanza di altri sgherri, meglio evitare la corsa, cercare di imbracciare le armi in modo corretto e, nel caso un nemico si interessi a noi, tenere i nervi ben saldi. Ogni personaggio del gioco, infatti, non si esimerà dall'atto dello scrutarci, facendo sobbalzare un apposito indicatore su schermo che restituisce in tempo reale il grado di attenzione che stiamo destando nel prossimo: in alcuni casi l'indicatore può raggiungere anche livelli appena al di sotto del livello di guardia; in questi è d'uopo mantenere un sangue freddo da perfetto assassino per evitare di sforacchiare il nemico presi dal panico e, magari, compromettere l'esito dell'intera missione.
L'approccio silente sarà però spesso predominante, tanto che Eidos ha previsto l'inserimento di un bottone apposito tramite il quale entrare in una sorta di modalità "sneaking", in cui 47 non potrà correre ma, in questo modo, riuscirà a muoversi in modo quatto e inavvertibile, spietato se in possesso di coltelli o lacci per strangolare. Ovvio, nulla ci vieta di imbracciare armi e cominciare un attacco frontale a tutto spiano ma, anche in caso di missione riuscita – cosa plausibile visto che, stranamente, 47 riesce ad assorbire parecchi colpi – la valutazione e il giudizio conseguito al termine dell'operazione non sarà dei più onorevoli.
Rispetto a Hitman: Pagato per Uccidere, precedente capitolo apparso solo su PC, questo seguito ha portato alcune gradite novità. L'interfaccia utente, infatti, è ora indubbiamente più pratica e dinamica e gli stick analogici, così come i grilletti, del pad Xbox si adattano in modo soddisfacente al ventaglio di azioni disponibili. Ogni volta che il protagonista si avvicina a un oggetto con cui può interagire, compariranno su schermo le possibilità di cui potremo disporre. L'esempio più emblematico ci viene fornito dalle porte, di fronte alle quali potremo scegliere se aprire o spiare dal buco della serratura e, avendo gli strumenti adatti, anche tentare di scassinarle. Sarà possibile raccogliere lungo i livelli nuovi armamenti e gadget, da utilizzare liberamente durante le missioni successive: l'inventario è stato completamente ridisegnato, così come l'approvvigionamento iniziale delle armi, eliminando l'incongruenza del primo capitolo in cui 47, all'inizio di ogni missione, doveva inspiegabilmente acquistare le proprie armi.
L'introduzione più apprezzata è però, indubbiamente, la possibilità di salvare durante la missione, anche se un numero limitato di volte. La cosa, pur non facilitando affatto il compito del giocatore, rende l'esperienza molto meno frustrante del prequel, dove una gran quantità di minuti o ore di gioco poteva essere gettata nello sciacquone per un banale errore o uno starnuto ripercosso sul pad nel momento sbagliato e nel posto meno adatto, costringendo a ripetere l'intera missione dall'inizio.

UN RIFLESSO SULLA PELATA

Dal punto di vista tecnico, Eidos ha fatto un buon lavoro sia su PC sia in questa versione per Xbox. Il motore del gioco è solido e si muove con sicurezza senza alcuna perdita di frame rate (tranne rarissimi casi), accompagnato da effetti convincenti e animazioni molto naturali. Le routine di illuminazione in tempo reale sono apprezzabilissime, visto che vanno a influire sulla posizione stessa del nostro protagonista e, in alcuni casi, la parte illuminata del viso che contrasta con quella in scuro contribuisce a creare inquadrature piuttosto inquietanti, così come le ombre che si stagliano contraendosi o allungandosi in relazione alla distanza dal fascio luminoso. Volendo è anche possibile colpire in alcuni livelli le fonti luminose per avanzare nel buio grazie agli occhiali ad infrarossi, opportunità che dona ulteriore profondità al gioco. Per il resto, pur non muovendo un elevatissimo numero di poligoni, il motore grafico sfoggia texture convincenti e variegate, che contribuisco a creare architetture suggestive e interni che colpiscono per la bellezza nei dettagli e nell'arredamento e che non presenta incertezze nemmeno durante la gestione della telecamera in terza persona, funzionale e piuttosto precisa, né nella modalità in prima persona.
Ottima anche l'implementazione di alcune leggi della fisica, soprattutto nella gestione e nel trascinamento dei corpi morti, ma qualche dubbio di troppo suscita ancora l'intelligenza artificiale dei nemici che, a tratti, presenta incongruenze sin troppo vistose e che contribuiscono a spezzare parzialmente l'impressione di trovarsi in mondo davvero spietato. In definitiva, vale parzialmente quanto ribadito in sede di recensione del precedente capitolo per PC: è bene capire subito i limiti entro i quali potremo spostarci avendo a che fare con l'Intelligenza Artificiale dei nemici, per non incappare in situazioni impreviste e frustranti. Per ultimo, un plauso sentito alla stupenda colonna sonora composta da Jesper Kyd ed eseguita dall'Orchestra Sinfonica di Budapest: è composta da pezzi strumentali evocativi e dalla grande solennità, che rendono l'esperienza di gioco ancor più coinvolgente e simile a una produzione cinematografica di primo piano. Peccato per il doppiaggio italiano, senz'altro buono, ma la cui banalità artistica ha contribuito a far perdere alcune finezze linguistiche dell'edizione originale, come il divertente scambio di battute italo-americano fra 47 e il suo parroco a inizio gioco.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Hitman 2: Silent Assassin è un ottimo gioco d'azione in terza persona che concentra i propri sforzi sull'aspetto stealth e sull'assassinio silenzioso, ma che riesce a essere immediato e profondo nello stesso tempo. Il vasto arsenale d'armi, le differenti ambientazioni e le diverse possibili metodologie nel portare a termine una missione, rendono il gioco Eidos un titolo appagante, che miscela sapientemente attimi riflessivi e dediti alla pianificazioni a fasi di azione pura. Crearsi un proprio stile di gioco è cosa divertente e stuzzicante allo stesso tempo, così come sfruttare tutte le possibilità offerte da un ottimo reparto tecnico, che riesce a coinvolgere il giocatore grazie a un motore grafico stabile e un reparto sonoro di alto livello. Per molti versi superiore a Metal Gear Solid in quanto a gameplay più puro – pur mantenendo uno stile di gioco molto più occidentale e differente dal titolo di Kojima – non rimane che rammaricarsi per alcune incongruenze nell'intelligenza artificiale dei nemici che, pur non inficiando l'esperienza globale, lasciano un po' l'amaro in bocca e spezzano il tono realistico che il videogioco Eidos cerca di attribuirsi. Ad ogni modo, assolutamente consigliato!