Genere
Azione
Lingua
Italiano
PEGI
18+
Prezzo
29,90
Data di uscita
1/2/2013

Hitman HD Trilogy

Hitman HD Trilogy Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Square Enix
Sviluppatore
IO Interactive
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
1/2/2013
Lingua
Italiano
Giocatori
1
Prezzo
29,90

Lati Positivi

  • Tutta l'antologia dell'Agente 47 in un unico pacchetto
  • Più di 45 missioni diverse
  • Libertà d'azione unica
  • Sniper Challenge scaricabile gratuitamente

Lati Negativi

  • La riedizione in HD è limitata alla risoluzione grafica
  • I difetti più evidenti sono ancora lì in bella mostra
  • Intelligenza artificiale e ritmo di gioco troppo frustrante, sopratutto in Silent Assassin
  • Non incluso nel pacchetto il primo capitolo della saga

Hardware

La HD Trilogy di Hitman necessità di una PlayStation 3 con relativo controller DualShock 3 e qualche decina di megabyte per i salvataggi in-game.

Multiplayer

Non è presente alcuna modalità multiplayer.

Modus Operandi

Abbiamo recensito il gioco testando ogni titolo della collezione per una decina di ore, con un promo fornitoci da Halifax.

Lati Negativi

Link

Recensione

L'assassino bussa sempre tre volte

La trilogia del killer più famoso della storia videoludica torna rimasterizzata in alta definizione.

di Giovanni Marrelli, pubblicato il

Sono passati tredici anni da quando il team danese IO Interactive ha presentato al mondo un nuovo personaggio, tenebroso quanto misterioso, corrispondente al nome di Agente 47. Un killer a suo modo carismatico che è ben presto divenuto icona del genere action/stealth, letale quanto basta per intimorire anche il più spietato dei gangster. Un punto di riferimento per molte produzioni da lì a seguire, che ha sempre fatto della libertà di azione il proprio credo. Era infatti il lontano 2000 quando Hitman: Codename 47 esordì in Europa presentando le avventure del killer dal codice a barre tatuato sul collo, quarantasettesimo tentativo di creare l'essere umano perfetto da parte del folle scienziato Otto Wolfgang Ort-Meyer.

A distanza di tredici anni, la saga prodotta dall'allora Eidos Interactive ha sfornato ben cinque capitoli, ultimo dei quali quell'Hitman: Absolution che ha esordito lo scorso novembre su PC, PlayStation 3 e Xbox 360. Proprio per festeggiare il ritorno dell'Agente 47 dopo un'assenza di sei anni dalla scena videoludica, IO Interactive ha rispolverato tre dei titoli più rappresentativi della saga, riproponendoli con l'ausilio dell'alta definizione per accontentare tutti coloro non avessero ancora vissuto le avventure del calvissimo killer dell'Est.

L'Agente 47 è tornato, pronto a raccontare le sue avventure attraverso più di 45 missioni ambientate in tutto il mondo. - Hitman HD Trilogy
L'Agente 47 è tornato, pronto a raccontare le sue avventure attraverso più di 45 missioni ambientate in tutto il mondo.

Quel che salta immediatamente all'occhio è l'assenza del succitato Hitman: Codename 47 dalla HD Trilogy realizzata da IO Interactive: una scelta forse dettata dall'eccessiva complessità di sviluppo per un porting di quella che all'epoca fu esclusiva PC, e se vogliamo anche ridondante, considerando la presenza di buona parte dei livelli del capitolo originale all'interno di Hitman: Contracts, rielaborati e ampliati per presentare la storia dell'Agente 47 sotto un altro punto di vista.
Poco male, dunque, alla luce di un pacchetto che propone l'evoluzione della saga in più di 45 missioni, tutte diverse fra di loro nelle possibilità di approccio e completamento degli obiettivi diramati dall'agenzia ICA (International Contract Agency). Pregi e difetti di ciascun episodio sono ancora lì dove li avevamo lasciati, pronti per riaffiorare dopo anni e anni dall'ultimo approccio.

HITMAN 2: SILENT ASSASSIN

Ritiratosi in un convento siciliano qualche anno dopo l'epico finale del primo capitolo, l'Agente 47 vive ora un periodo di redenzione aiutando il parroco locale in qualità di giardiniere. I giorni di serenità, in cui gli istinti assassini sembrano ormai un lontano ricordo, verranno però presto minati da una gang mafiosa locale che rapisce Padre Vittorio cercando di ottenere l'attenzione di 47 e i suoi servigi come killer. Il nostro protagonista sarà così costretto a rispolverare il passato e mettersi in contatto con l'agenzia nel tentativo di salvare il parroco siciliano. Ne seguirà un viaggio in più di venti missioni che spaziano fra la Sicilia e il resto del mondo, passando per location affascinanti come Russia, Giappone e Medio Oriente.
Uscito su PC e console nel lontano 2002, Silent Assassin proponeva già all'epoca un'incredibile varietà di approccio per portare a termine le missioni (e una notevole longevità), una libertà d'azione invidiabile che affidava direttamente al giocatore la possibilità di scegliere il modus operandi più adatto per raggiungere ciascun obiettivo. Peculiarità della saga sono sempre stati i travestimenti, che permettono al giocatore di sostituirsi a personalità influenti e mantenere un comportamento stealth in modo da completare il livello senza destare sospetti.

L'approccio al gioco a distanza di undici anni è ambiguo: sebbene l'apporto dell'alta definizione abbia senza dubbio giovato al comparto artistico di Silent Assassin, i cui ambienti e personaggi (pur non potendo vantare modelli poligonali molto dettagliati) non sfigurano di certo ancora oggi rispetto a tante produzioni attuali in pseudo-HD, i difetti che all'epoca sembravano uno step inevitabile nel processo evolutivo della saga, nel 2013 sono ai limiti della tolleranza. In primis, il ritmo: Silent Assassin è un gioco lento. Incredibilmente lento. In confronto al passo pacato, elegante e ricco di charme del nostro Agente 47, una tartaruga è come Usain Bolt ai 100 metri piani. E non è certo per la mancanza di un tasto adibito alla corsa, che c'è, ma che diventa praticamente inutilizzabile se non si vogliono destare eccessivi sospetti e mandare all'aria la propria copertura. Il risultato è un'estenuante perdita di tempo per spostarsi da un punto A a un punto B della mappa, aspetto che richiede una notevole dose di pazienza da parte del giocatore, che deve fare inoltre i conti con un'intelligenza artificiale estremamente attenta e reattiva già ai livelli di difficoltà più bassa. Un aspetto non trascurabile, che rischia di diventare noioso e frustrante dopo poche missioni. Hitman 2: Silent Assassin è se vogliamo uno dei più alti esponenti della filosofia “trial and error”, che fa di un'attenta pianificazione dell'ambiente (e delle relative opportunità) e un approccio stealth ai limiti del Ninjutsu le componenti principali.

Le guardie scruteranno con sospetto il nostro Agente 47, sopratutto se (in Hitman: Blood Money) il grado di Notorietà sarà elevato. Indispensabile corrompere le forze dell'ordine o i civili per celare la propria identità, e sfruttare un travestimento adeguato - Hitman HD Trilogy
Le guardie scruteranno con sospetto il nostro Agente 47, sopratutto se (in Hitman: Blood Money) il grado di Notorietà sarà elevato. Indispensabile corrompere le forze dell'ordine o i civili per celare la propria identità, e sfruttare un travestimento adeguato

C'è poi il gameplay e tutti i limiti che derivano da una concezione ormai vecchia di un decennio. Il ritmo, già di per sé lentissimo, viene continuamente spezzato dalla necessità di consultare la mappa, mettendo il gioco in pausa, per studiare l'ambiente circostante e i punti nevralgici della location, monitorare le ronde dei nemici, capire l'itinerario ideale per completare la missione. Anche il sistema di controllo mostra il peso degli anni: lo stesso tasto sul pad è adibito a un numero consistente di funzioni, che richiede l'utilizzo di un menu a tendina per permettere all'utente di selezionare l'azione giusta al momento giusto (un problema nella fasi di gioco concitate dove il ritmo dovrebbe essere più rapido). Per esempio, trovandoci di fronte a una porta è necessario tenere premuto il tasto X e scegliere, tramite frecce direzionali, se aprirla, scassinare la serratura oppure guardare nella toppa per accertarci della presenza di personaggi nemici. Il tutto, ovviamente, non fa che andare a gravare su un'esperienza già di per sé eccessivamente lenta.
Se per l'epoca i difetti del sistema di controllo rappresentavano la norma, trovarsi nel 2013 con un personaggio estremamente maldestro e incapace di affrontare un combattimento corpo a corpo (non saranno pochi i tentativi di colpire un nemico con furtività utilizzando il cavo di fibra ed essere scoperti poiché poco preciso nel controllo), un'intelligenza artificiale dalla tolleranza minima e un ritmo così estenuante rendono Silent Assassin il gioco che, dei tre presenti nella collezione, sente maggiormente il peso degli anni.

HITMAN: CONTRACTS

Due anni dopo, IO Interactive presenta il nuovo capitolo della saga, che tenta di dare una sterzata rispetto al passato aggiustando i difetti più evidenti. Più che un terzo episodio, Contracts è un Hitman 2.5: sono infatti dodici le missioni presenti, sei delle quali riciclate dal primo capitolo e ripresentate sotto un'altra prospettiva. La storia ci mostra l'Agente 47 ferito in quello che rappresenta un preludio a una delle missioni del successivo Hitman: Blood Money. Ferito da un'arma da fuoco, 47 torna al rifugio in attesa di cure mediche e, nel delirio, rivive alcuni degli incarichi più pericolosi della sua carriera. Il giocatore è così catapultato in un viaggio che si collega direttamente alla fine del primo capitolo, con la fuga dal manicomio del dottore Ort-Meyer in Romania, fino a concludersi con la missione del teatro parigino di Blood Money, passando per varie disavventure in Russia, Inghilterra, Olanda, Ungheria e Cina.
Rispetto a Silent Assassin, i cui adattamenti grafici hanno portato comunque a un miglioramento generale, Contracts deve fare i conti ancora una volta con un'interfaccia assolutamente inconsistente, scarna e poco intuitiva. Nonostante i difetti dell'HUD, il processo di rimasterizzazione in HD è comunque ben riuscito e il gioco risulta graficamente piuttosto gradevole, sia per la realizzazione degli ambienti (anche se eccessivamente cupi e tenebrosi) che per quanto concerne i modelli poligonali dei personaggi e le relative animazioni.

L'aspetto più importante su cui la software house puntò all'epoca è la giocabilità. Il ritmo non viene continuamente spezzato dalla necessità di mettere in pausa per visualizzare la mappa, ora affidata al tasto L1 e consultabile in pochi istanti. Sopratutto... l'Agente 47 non è più una tartaruga: non può ancora vantare le prestazioni di Bolt, ma per lo meno può permettersi un passo più celere per spostarsi nelle location senza insospettire le guardie. Gameplay e intelligenza artificiale sono stati completamente rivisti in modo da rendere più snella e meno frustrante l'avventura. Pur restando a tratti imprevedibile, l'IA che gestisce il comportamento dei nemici è ora meno “prevenuta” nei confronti del protagonista e permette di scegliere con più tranquillità la propria strategia senza dover necessariamente evitare il confronto faccia a faccia, seppur sapientemente travestiti, con il nemico.

Presentarsi in Cile, nel tentativo di uccidere un Don e suo figlio, vestito di tutto punto e con una valigetta sospetta che racchiude un letale fucile di precisione. Non c'è miglior biglietto da visita per l'Agente 47 - Hitman HD Trilogy
Presentarsi in Cile, nel tentativo di uccidere un Don e suo figlio, vestito di tutto punto e con una valigetta sospetta che racchiude un letale fucile di precisione. Non c'è miglior biglietto da visita per l'Agente 47

Le possibilità di approccio a ciascuna missione continuano ad aumentare e brillare per forma ed incidenza sulla trama, mentre il nostro Agente 47 può ora contare su un carnet di mosse ed esecuzioni variabili a seconda dell'arma (a proposito, il tanto criticato cavo di fibra è ora utilizzabile senza dover pregare in aramaico sperando in un corretto funzionamento) che rendono più piacevole l'intera esperienza di gioco. Un'esperienza che può vantare alcune fra le uccisioni più spettacolari della storia videoludica, come quella della Triade, che offrono modi sempre diversi di raggiungere il medesimo obiettivo ed estendono la longevità del gioco, permettendo di riaffrontare le missioni variando la strategia. Senza dubbio, Contracts ha avuto il merito di avvicinare maggiormente la saga Hitman alla nuova generazione, intesa sia come piattaforma che come concezione dei titoli action/stealth.

HITMAN: BLOOD MONEY

Il capitolo successivo sviluppato da IO Interactive arriva, come da copione, a due anni di distanza dal terzo episodio, e segna il debutto sulla piattaforma next-gen Microsoft Xbox 360 mentre la rivale Sony, PlayStation 3, non era ancora pronta per il lancio. Il team danese si trova così a sviluppare parallelamente una versione old-gen per PlayStation 2 da affiancare alle scintillanti edizioni per PC e Xbox 360. Come Hitman: Contacts, il nuovo Blood Money narra le avventure dell'Agente 47 attraverso dei flashback, o meglio, tramite il racconto di un ex-direttore dell'FBI che per due anni aveva pedinato, osservato e segnalato ogni singolo movimento del nostro protagonista. A eccezione di due missioni, rispettivamente in Cile e Francia, tutta l'avventura dell'Agente 47 si svolge negli Stati Uniti ed è raccontata attraverso dodici atti, con due finali differenti a seconda delle scelte del giocatore.
Quello che salta immediatamente agli occhi nel tutorial iniziale è la rivoluzione voluta da IO Interactive: Blood Money, graficamente e concettualmente, è un altro gioco. Un bellissimo gioco, senza dubbio, che eleva al massimo livello (allora consentito) la libertà di azione del killer protagonista. L'impatto, in questa riedizione HD, è estremamente positivo, sebbene più semplice rispetto al lavoro profuso nel secondo e terzo capitolo, complice la maggiore facilità di conversione di un prodotto nativamente in alta definizione da Xbox 360 a PlayStation 3. L'Agente 47 è più in forma che mai e può vantare, oltre a un modello poligonale realizzato eccellentemente e ricco di dettagli, anche una serie di nuove animazioni e abilità, come quella di scalare gli oggetti (sfruttando dunque diversamente il fattore tridimensionale). Anche le location, molto varie fra di loro, possono contare su un'ottima realizzazione degli ambienti e una buona interazione con il protagonista.

A livello di meccaniche, Blood Money è il titolo che senza dubbio eleva la serie Hitman donandogli varietà d'azione e numerose possibilità di “improvvisazione”. Se da una parte è notevole la possibilità di ampliare l'arsenale modificando le armi e personalizzandole secondo le proprie esigenze (fattore possibile solo su cinque delle tante armi presenti nel gioco), l'aspetto forse più intrigante è quello di intervenire nella trama portando a termine gli obiettivi e facendo sembrare ogni uccisione un incidente, in perfetto stile stealth. Non mancano armi improvvisate, in numero maggiore rispetto ai classici coltelli dei precedenti titoli: martelli, sparachiodi, cesoie sono solo alcune delle varianti alle classiche armi da fuoco che permettono un approccio diverso (e se vogliamo, più silenzioso e brutale) agli scontri. Da segnalare, finalmente, che l'Agente 47 ha imparato a tirare a pugni, rendendo meno frustrante un combattimento a distanza ravvicinata contro un nemico. All'epoca, il titolo creò non poche controversie per il cambio di direzione a favore di una violenza eccessiva, quasi gratuita, sopratutto per quanto riguarda le pubblicità che ne accompagnarono il debutto nei negozi.
Ma Blood Money vuol dire anche notorietà, come l'omonima modalità inserita dal team di sviluppo per incentivare la furtività in ogni missione: completare un incarico senza essere visti, facendo in modo da non lasciare corpi in bella vista, testimoni o ulteriori sospetti, rende l'Agente 47 una sorta di fantasma per le autorità. In caso contrario, il giocatore guadagna sua malgrado un punteggio di notorietà che, in ciascuna missione, rende più facile l'identificazione del giocatore facendogli saltare la copertura. È possibile corrompere civili, forze dell'ordine o addirittura comprare una nuova identità per far sì che la notorietà sia sempre bassa e portare a termine le missioni senza ulteriori complicazioni.

Trovare un termine per definire alcuni dei "pittoreschi" personaggi della saga Hitman è estremamente complicato... ma personaggi del genere, più o meno bizzarri, saranno all'ordine del giorno in ogni missione dei tre titoli - Hitman HD Trilogy
Trovare un termine per definire alcuni dei "pittoreschi" personaggi della saga Hitman è estremamente complicato... ma personaggi del genere, più o meno bizzarri, saranno all'ordine del giorno in ogni missione dei tre titoli

Se c'è un lato negativo nell'evoluzione della saga Hitman, riguarda senza dubbio i salvataggi. Da sempre, a seconda del livello di difficoltà, gli episodi della serie IO Interactive permettevano un numero prestabilito di savegame per ciascuna missione. In Silent Assassin e Contracts, è possibile salvare durante la missione, spegnere la console e riprendere i propri progressi in un secondo momento. Inspiegabilmente, in Blood Money tutto questo non è possibile. Non lo era nel 2006, e non lo è nemmeno adesso: il numero di salvataggi per missione è sempre limitato in base alla difficoltà selezionata, ma questi sono richiamabili esclusivamente per la sessione di gioco in corso. Questo vuol dire che, salvando i progressi durante una missione, se malauguratamente un temporale colpisse la vostra zona e la console si spegnesse, sarebbe necessario ricominciare dall'inizio la missione. Il tutto rende l'esperienza non poco frustrante, sopratutto per le missioni più complesse.

SNIPER CHALLENGE

Sorpresa gradita è senza dubbio la presenza, tramite voucher scaricabile, di Hitman: Sniper Challenge, spin-off standalone della serie che IO Interactive aveva proposto come esclusiva per il pre-order del nuovo Hitman: Absolution, recensito fra le nostre pagine in versione PlayStation 3. Questo simpatico spin-off permette al giocatore di prendere le redini dell'Agente 47, armato esclusivamente del fucile di precisione, in un conflitto all'ultimo sangue sui tetti degli edifici, senza particolare attenzione alla trama. Un plus che arricchisce l'esperienza di gioco e si congiunge direttamente ad Absolution, con la possibilità di trasferire le armi guadagnate nelle sfide da cecchino direttamente nella nuova avventura.

Il momento del verdetto è di quelli difficili. Da una parte, al prezzo budget di 30 euro, è possibile rivivere la gloria dell'Agente 47 in tre titoli e più di 45 missioni diverse fra di loro, sbizzarrendosi in modalità di uccisione che non avremmo nemmeno immaginato. D'altro canto, è vero che l'opera di rimasterizzazione di IO Interactive è limitata al solo comparto grafico, leggermente ripulito e adattato in risoluzione 720p per quanto riguarda Silent Assassin e Contracts, mentre Blood Money è rimasto uguale alla versione nativa per Xbox 360, ma è al suo debutto su PlayStation 3 e per tanto l'unico modo di godere di questo capitolo sulla console Sony è tramite la HD Trilogy. L'implementazione di Sniper Challenge è sicuramente un tentativo di rendere meno amara la pillola, ma ci saremmo aspettati quantomeno un po' di impegno in più da parte della software house nella risoluzione dei problemi più evidenti (almeno un bilanciamento nell'IA e nel ritmo di gioco di Silent Assassin, che è assolutamente ingiocabile) o nell'inserimento di qualche bonus per giustificare la riedizione. I soli Trofei, vera “aggiunta” della collezione in HD, di certo non sono un incentivo sufficiente per ributtarsi nuovamente nell'antologia dell'Agente 47 per tutti coloro abbiano già vissuto le avventure del killer targato IO Interactive.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Hitman HD Trilogy è senza dubbio un prodotto appetibile per tutti i neofiti della serie, permettendo di scoprire la genesi del temibile Agente 47 in tre capitoli e più di 45 missioni ambientate in tutto il mondo. Un'evoluzione che comincia dal frustrante Silent Assassin fino a sfociare nell'ottimo Blood Money, in un ecosistema dove la libertà d'azione è sicuramente il pezzo forte. Il prezzo è comunque in linea con le altre collezioni rimasterizzate in alta definizione e può vantare sull'ausilio dei Trofei su PlayStation 3 e dell'episodio standalone Hitman: Sniper Challenge, ma è un vero peccato che il primo, storico capitolo Codename 47 non sia stato soggetto di un porting e incluso nella confezione, sebbene molte delle sue missioni siano state rivisitate all'interno di Hitman: Contracts.

Commenti

  1. EMA

     
    #1
    E pensare che invece dei tre silnet assassin a memoria è stato quello che ho preferito
  2. utente_deiscritto_116

     
    #2
    Anch'io, ma questo non ha nulla a che vedere con il modo in cui è invecchiato o con i suoi limiti in prospettiva.
  3. Colo 97-2

     
    #3
    Bella rece. Più avanti potrei farci un pensierino visto che ho adorato Absolution e mi voglio avvicinare alla saga.
  4. utente_deiscritto_116

     
    #4
    Colo 97-2Bella rece. Più avanti potrei farci un pensierino visto che ho adorato Absolution e mi voglio avvicinare alla saga.
    Consiglio di giocarli in ordine inverso, nel caso. Se giochi il 2 dopo Absolution muori*


    *secondo indagini di laboratorio.
  5. ParadiseLost

     
    #5
    Anche io all'epoca ho preferito Silent Assassin. Come ho scritto nella recensione, è quello che purtroppo sente più il peso degli anni e soffre di un ritmo eccessivamente lento e snervante.
  6. Frenz Kaf

     
    #6
    Bho, sarò Io che ormai appartengo alla passata generazione di videogiocatori, ma una trilogia come questa, oppure quella di Splinter Cell, o come quella che sto giocando ora di Tomb Raider, non me le lascio scappare (visti anche i prezzi 12/15€). In questa generazione/genere di giochi l'aspetto riflessivo è importante, i tempi, l'osservazione, l'intuito, pensate che è possibile anche morire (lol). I giochi odierni, a parte le storie infime, sono come andare a spasso con un cane guida, anche se ci si vede benissimo. Try and die forever.
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