Genere
Picchiaduro
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 euro
Data di uscita
7/7/2005

I Cavalieri dello Zodiaco - Il Santuario

I Cavalieri dello Zodiaco -  Il Santuario Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
BANDAI
Genere
Picchiaduro
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
7/7/2005
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
59,90 euro

Lati Positivi

  • Ricalca perfettamente la storia del gioco
  • Personaggi carismatici

Lati Negativi

  • Sistema di combattimento da migliorare
  • Assenza ingiustificata di alcune chicche della serie
  • Viene presto a noia

Hardware

Per giocare a I Cavalieri dello Zodiaco - Il Santuario dovremo possedere una PlayStation 2 PAL, una confezione originale del gioco, una Memory Card per i salvataggi. Richiesti due joypad per il gioco in multiplayer

Multiplayer

L'unica modalità prevista per il multiplayer è il classico uno contro uno. Nonostante all'inizio possa risultare divertente, alla lunga tale modalità si trasforma in una mera esplosione di fuochi d'artificio ed effetti speciali.

Link

Recensione

I Cavalieri dello Zodiaco - Il Santuario

Una lotta senza fine, una battaglia piena di eroi e vera e propria icona di un'intera generazione di appassionati di fumetti e cartoni animati. Un trionfo di epicità, mista a sprezzante coraggio, per una storia che ha abbattuto ogni frontiera. Tutto questo poteva davvero mancare alla nostre fida PlayStation 2? Ovviamente no: signore e signori sono arrivati i Cavalieri dello Zodiaco!

di Nikola Togut, pubblicato il

Oltre a questo c'è da tenere in considerazione l'aspetto legato al leggendario Settimo Senso: come accade nel cartone le capacità dei lottatori di richiamare i propri migliori colpi diverrà sempre più facile a mano a mano che il nostro stato di salute andrà scemando. Di punto in bianco dunque il nostro Settimo Senso ci darà la capacità di caricare la barra del nostro cosmo con sempre più facilità, fino a raggiungere un punto in cui risulterà sempre attiva. Questa scelta a conti fatti rispecchia in toto quell'aspetto caratterizzante della serie che tutti i fan conoscono, rendendo gli ultimi spezzoni di combattimento un crescendo incredibile di colpi speciali, ribattute e fuochi pirotecnici di rara intensità e bellezza.Un susseguirsi di colpi che non risulta comunque fine a se stesso, dato che solamente un colpo speciale ben assestato sarà in grado di mettere definitivamente K.O. l'altro lottatore, che altrimenti potrà godere di un apposito "bonus vita" con la Dea Atena (o Arles) pronto a donargli ulteriore energia e incitandolo a riprendere la lotta.
Un sistema di combattimento, dunque, che ricalca pedissequamente le lotte dei nostri giovani eroi, capaci di ribaltare anche le situazioni di gioco più disperate grazie agli incredibili poteri raggiunti dopo esser stati letteralmente ridotti a dei veri e propri stracci dall'avversario di turno. Tutto molto bello a dirsi e a giocarsi all'inizio, anche se già dopo qualche ora i primi limiti di un sistema così strano non mancheranno con il farsi sentire: una volta capito che il segreto di una vittoria risiede esclusivamente nell'utilizzo continuo di questi colpi speciali il tutto diverrà piuttosto monotono e ripetitivo, con giocatori pronti a ricalcare la solita tattica per avere la meglio. Sostanzialmente dieci gradini sotto a qualsiasi picchiaduro "serio", come gli arcinoti titoli Namco. Il problema maggiore però è che avendo optato per la fedeltà, si è perso tutto ciò che di potenzialmente buono poteva ispirare il soggetto. La stessa serie di casa Bandai dedicata a Dragonball è una prova tangibile di che cosa significhi sposare una trama e uno stile di combattimento (praticamente imposti) con le esigenze dei picchiaduro di ultima generazione. Un vero peccato che anche questo titolo dedicato ai cavalieri non possa godere di una tale cura.

L'ETERNA LOTTA FRA MALE E BENE

Nonostante questo nulla c'è da ridire sul feeling che questo titolo è in grado di ricreare. Grazie alla perfetta narrazione degli eventi la modalità principale risulta, malgrado la sua brevità, decisamente coinvolgente e ben realizzata.
Il problema sorge nel momento in cui la stessa verrà conclusa dal giocatore, lasciando allo stesso ben poche possibilità di ulteriore svago. Tra la possibilità di sbloccare tantissimi personaggi nuovi (fra cui i mitici Cavalieri d'Oro), di sfidare i propri amici nella classica modalità versus, oppure di visitare delle gallerie di approfondimento sui personaggi e di alcune foto dei giocattoli a loro dedicati, c'è solamente un'altra modalità in grado di impegnare seriamente il giocatore. Stiamo parlando dell'interessante sezione Grande Sacerdote, in cui dovremo letteralmente svestire i nostri panni di difensori della Dea Atena per passare a quelli più malvagi di seguaci del grande Arles, nel tentativo di bloccare la furiosa corsa dei vari Pegasus e compagni. Un'impresa più facile a dirsi che a farsi, visto e considerato il fatto che i nostri avversari potranno godere di una barra d'energia decisamente capiente oltre a risultare dannatamente più coriacei e combattivi rispetto alla norma. Insomma indossare le Sacre Vestigia non assicurerà una facile vittoria, anzi la situazione risulterà diametralmente opposta. Il giocatore proverà certamente un po' di sconforto rendendosi conto che alla prima strenua difesa del palazzo il debole Pegasus sarà tranquillamente in grado di annientare ogni nostra difesa con una facilità disarmante. In realtà il punto è che questa modalità funziona bene o male come un Gioco di Ruolo, dove all'aumentare delle nostre battaglie corrisponderà un aumento del nostro livello, utile ad attivare potenzialità segrete e aiuti inaspettati. All'inizio di ogni battaglia, infatti, potremo, scegliendo il giusto combattente per la giusta casa da difendere, attivare delle potenzialità nascoste in grado di aumentare le nostre difese.
Oppure potremo invocare i nostri poteri di sacerdote per scagliare dei nemici contro i nostri avversari, nel tentativo di indebolirli prima della battaglia. Stesse possibilità (seppur limitate) sono ovviamente conferite ai lottatori protetti da Atena, riuscendo così a dar vita a sfide sempre di prim'ordine. Una modalità questa che da sola, a conti fatti, si presenta ben più impegnativa e longeva di quelle classica, riuscendo per alcuni tratti a scalzarla totalmente dal ruolo di modalità principale.
Ultima tematica che dobbiamo ancora approfondire è ovviamente quella inerente il comparto audio/video dell'ultima fatica Bandai. Se il comparto audio è già stato sviscerato e giudicato a inizio articolo (con le pecche inerenti la mancanza di un parlato almeno in lingua inglese e l'assurda assenza dei temi musicali più noti della serie animata), altro discorso è quello puramente grafico. Anche da questo punto di vista, chi scrive si attendeva l'uso di un cel-shading in grado di valorizzare ulteriormente le affinità fra videogioco e cartone, cosa che invece non è accaduta. Ciò che si presenta agli occhi del giocatore quindi è un titolo da una grafica decisamente rozza, quasi abbozzata per ciò che concerne sia la cura delle animazioni che la resa generale della armature. Tutte riconoscibili, naturalmente, ma dal sapore troppo "plasticoso" per rendere davvero papabile la sensazione di avere a che fare con delle controfigure del mitico cartone. Insomma la resa generale risulta decisamente sotto tono, anche se alcune perle come la caduta a peso morto dell'avversario non mancano di certo. Ciò che desta maggior interesse però è la realizzazione degli spezzoni in cui i nostri cavalieri chiamano a sé le loro migliori mosse, con un occhio di riguardo a quelle dei cavalieri più blasonati. Fra alti e bassi c'è da che complimentarsi su questo versante, con una nota di merito in particolare ai colpi più famosi (il Fulmine di Pegasus) o spettacolari (Galaxian Explosion e Stardust Extinction su tutti). La sensazione però è quella di trovarsi di fronte a un prodotto ancora decisamente aberbo, ma destinato con tutta probabilità a seguire i progressi e i fasti (ce lo auguriamo vivamente) di una serie molto apprezzata come quella di Dragonball Budokai.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Giudicare un gioco come I Cavalieri dello Zodiaco - Il Santuario non è compito semplice. Passione e professionalità si mescolano inesorabilmente, e di certo cercare di esprimere un verdetto che risulti il più equo possibile non facilità di molto il compito. Nel lavoro Bandai c'è indubbiamente molta passione, ma anche molta (voluta forse) ingenuità. Creare un gioco in grado di accostare elementi come la richiesta di fedeltà al soggetto originario ai canoni dei picchiaduro più moderni è possibile, ed è la stessa casa ad averlo dimostrato ampiamente con i suoi titoli dedicati all'universo di Dragonball. Il perché questo non sia accaduto anche in questo titolo rimane tutt'ora un mistero, che finisce con il pesare in modo decisivo sul giudizio finale del gioco. I Cavalieri dello Zodiaco è un titolo che risulterà sufficiente agli occhi degli appassionati o per tutti coloro che vogliano rivivere i giorni delle mitiche battaglie nelle Dodici Case, ma che per il resto dei videogiocatori difficilmente potrà essere giudicato come un titolo "passabile". In sostanza l'ultimo sforzo di casa Bandai si dimostra un titolo ancora acerbo, il cui destino (ci auguriamo) sarà quello di ripercorrere i progressi e i gloriosi fasti dell'altra celebre serie dedicata alle sfere del drago.