Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
22/3/2002

ICO

ICO Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment Europe
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
22/3/2002
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
2

Lati Positivi

  • Emozionante
  • Effetti luce vividi
  • I dungeon sono ben congeniati e disseminati da enigmi
  • Meravigliose atmosfere rese dall'ottimo connubio fra effetti visivi e sonori
  • Opzione per i 60 Hz

Lati Negativi

  • La longevità è l'unico difetto di questo gioco. Fortunamente finendo la prima partita si sblocca una seconda modalità di gioco

Hardware

Per giocare a ICO serve una PlayStation 2 PAL e una Memory Card. Il gioco è compatibile con pad il Dual Shock.

Multiplayer

Terminando il gioco, si sblocca la modalità che permette di giocare in due. Un secondo giocatore ha così la possibilità di prendere il controllo di Yorda, seppure in maniera limitata. Infatti, Yorda non può spiccare lunghi salti e deve coumque attendere l'aiuto di Ico.
Recensione

ICO

In un'atmosfera in bilico fra sogno e favola, un ragazzino con le corna e un'eterea fanciulla cercano una via di fuga da un misterioso maniero. Enigmi da risolvere e ombre oscure li separano dalla libertà. Finalmente il raffinato ICO approda sul nostro mercato, riuscirà la sua meravigliosa semplicità a conquistare il cuore dei giocatori europei?

di Tatiana Saggioro, pubblicato il

Il maniero non è solo un unico enorme dungeon ben congeniato, disseminato di enigmi da risolvere per poter varcarne una stanza dopo l'altra, ma possiamo considerarlo quasi come il terzo protagonista di questa favola. Così realistico, vivido e vario nelle sue ambientazioni ora interne ora esterne, è uno degli elementi che contribuisce alla piena immersione del giocatore nell'atmosfera del gioco. Il suo incredibile realismo è dato, non solo dalle magnifiche texture che lo ricoprono, ma anche dal sapiente utilizzo delle luci e delle ombre generate in tempo reale.
Le vestigia del castello sono illuminate da flebili torce o dai raggi solari che filtrano da enormi finestroni, ma basta varcare una porta che ci si ritrova in un verde giardino rischiarato dai raggi del sole che penetrano fra le fronde degli alberi, oppure mentre Ico è su un cornicione a strapiombo sull'acqua, un raggio di sole può abbagliarlo improvvisamente irradiando una luce arancione che riempie lo schermo. La luce è palpabile e vivida ed è utilizzata in modo sapiente per creare anche un effetto prospettico: infatti le parti più lontane del castello sono avvolte da foschia che, con l'avvicinarsi, si dirada svelando sempre più le forme del castello. Spesso capiterà di soffermarsi per ruotare le telecamere per osservare estasiati il panorama circostante: è impossibile resistere a tanto e tale fascino!

QUESTIONE DI STILE

Abbiamo già detto come tutti gli aspetti di ICO riflettano la semplicità e la pulizia voluta da Ueda; anche il comparto sonoro è forse fra gli elementi che maggiormente rappresenta la volontà del suo creatore e in un certo senso si configura come una scelta coraggiosa. Sono infatti ben pochi i titoli nei quali la colonna sonora sia quasi totalmente assente.
Ad accompagnare l'avventura di Ico e della principessa Yorda, infatti, non saranno epici temi musicali, ma solo suoni ed effetti ambientali, un vero tocco di classe. Il castello non fornisce solo la sensazione visiva di desolazione, perché privo di un qualsiasi orpello decorativo, spoglio anche se "vestito" da luci e ombre, ma la sensazione di solitudine dei protagonisti è data dal riecheggiare dei loro passi nelle immense sale, dal crepitio delle fiamme, dal suono del batter d'ali delle colombe, dal fruscio del vento fra le fronde degli alberi, dal verso dei gabbiani e dalla risacca in lontananza.
La musica, è quasi impercettibile ed arriva solo quando è necessario sottolineare qualche momento topico del gioco, oppure quando le ombre fanno la loro comparsa: a quel punto poche note ben orchestrate si miscelano con grazia ai rumori ambientali. La visuale in ICO è gestita da un unico sistema di telecamere inusuale per un titolo in terza persona: sembra infatti che più che rendere la miglior prospettiva possibile, il movimento delle telecamere voglia dare una visuale artistica, con inquadrature che prima incedono sulle bellezze circostanti e poi illustrano l'azione di gioco con movimenti quasi cinematografici. Le telecamere indicano sempre la direzione da prendere e non si percepirà mai la fastidiosa sensazione di perdere il senso dell'orientamento. In aggiunta vi è lo zoom che permette di osservare più da vicino elementi che possono tornare utili.
Sempre all'insegna della semplicità è la gestione dei comandi. Pochi tasti e poche funzioni servono per guidare Ico: forse per qualcuno può anche essere vissuto come un elemento negativo, soprattutto nei momenti di scontro con le ombre, dove è necessario utilizzare un unico tasto per combattere, ma in generale i comandi sono funzionali all'azione di gioco.
La parte estetica e il gameplay di ICO sono eccellenti. Gli enigmi da risolvere sono vari e, sempre in crescendo, diventano a mano a mano più complessi, ma mai frustranti, essendo logici, richiedono una certa riflessione per capire cosa sia necessario fare. Per certi versi, in alcuni suoi elementi ICO può ricordare Tomb Raider: sia chiaro, Lara è lontana anni luce dai preziosismi e dai sofismi di ICO, ma la fase esplorativa e l'azione legata al "come faccio per raggiungere quel punto", può far tornare alla mente i primi episodi della saga che ha per protagonista la prosperosa archeologa.
Se l'intento di Ueda era quello di ottenere la massima immersione del giocatore nell'atmosfera di ICO, quell'obiettivo è stato pienamente raggiunto. Diventa impossibile staccarsi dal gioco, non farsi avvolgere e coinvolgere dalle sue atmosfere; è un titolo questo capace di toccare nell'intimo per l'estrema sensibilità e genialità con cui tutto è stato realizzato e ben concertato, infatti la struttura dei dungeon e soprattutto gli enigmi da risolvere non fanno rimpiangere la genialità di un Miyamoto.

BEATI GLI ULTIMI

Ultimamente sono sempre più numerosi i giochi che nella loro versione europea regalano qualcosa in più rispetto ai cugini americani. ICO fortunatamente è fra questi. Stranamente, pur essendo sviluppato in Giappone, il gioco uscì prima in America, con successo di critica e pubblico, poi raggiunse il mercato giapponese e in fine la vecchia Europa. Ma l'attesa una volta tanto è stata premiata: la conversione PAL di ICO è ottimamente realizzata. Non solo vi è la possibilità di scegliere se giocarlo a 60 Hz, ma rispetto all'uscita americana il gioco è stato arricchito, esattamente come quello giapponese. Non solo sono state migliorate la gestione delle telecamere e la giocabilità in generale, ma gli interventi sono stati anche più sostanziali. I nemici, per esempio, che nella versione USA apparivano sempre nello stesso punto, qui compaiono in modo casuale. La funzione di zoom, di cui vi abbiamo precedentemente accennato, è una delle aggiunte presenti, oltretutto anche durante i filmati.
Sono stati inseriti nuovi enigmi e armi segrete da scovare e una volta terminato il gioco, si sbloccherà una seconda modalità. Infatti, potrete rigiocare una nuova partita controllando anche Yorda con il secondo pad. Questa volta la principessa parlerà una lingua comprensibile, potrà raccogliere oggetti e fare salti. Si potrà anche attivare un effetto di sgranatura che ricorda le pellicole dei vecchi film, trovare nuove armi e nuovi segreti e soprattutto, un finale più completo. La possibilità di effettuare una seconda partita e l'aggiunta di nuovi enigmi, vanno a incrementare la longevità del gioco. Se è vera la legge per cui tutte le cose belle durano poco, la longevità è l'unico neo che affligge questo piccolo gioiello videoludico. Difficilmente la prima partita durerà ben oltre le dieci/undici ore di gioco, ma ICO è così pieno di fascino e di coinvolgimento che il ricordo di sé durerà ben più a lungo.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
ICO è un gioco pieno di fascino e stile, i cui elementi funzionano in modo perfetto. E' uno di quei titoli che avremmo sempre voluto vedere e giocare, in grado di appagarci non solo emotivamente, ma anche per la sua freschezza, il raffinato gusto estetico e la genialità con cui sono concepiti i vari dungeon e gli enigmi di cui sono cosparsi gli ambienti di gioco. ICO si fonda su una trama assai semplice, ma che riesce a colpire e coinvolgere grazie soprattutto alla splendida realizzazione dei personaggi, così reali e commoventi nelle loro movenze. Il rapporto simbiotico che si viene a creare fra Ico e Yorda riesce a coinvolgere anche il giocatore a tal punto, da creare un filo di tensione sempre costante per la sorte della principessa e del piccolo Ico. Lontano dall'azione frenetica, Ico dosa in maniera equilibrata fasi esplorative e risoluzioni di enigmi, spostando l'azione di gioco più sulla meditazione per le azioni da compiere che non sull'azione stessa. Come abbiamo già detto il titolo di Sony è un gioco minimalista, che punta più sulla sottrazione degli elementi che non sulla sovrapposizione: la musica è quasi assente sostituita da rumori ambientali, il gameplay è ridotto all'essenziale, i comandi sono pochi, il sistema di telecamere è unico, non vi sono a video barre della salute o altri indicatori, ma c'è solo il puro e semplice gioco con il suo forte potenziale visivo. ICO è uno splendido gioco, una ventata di aria fresca e pulita, è una finestra aperta su un altro mondo, che vorremmo non si chiudesse mai.