Il Bandito

Il Bandito

Il Bandito è pericoloso. Arriva e colpisce, letale quanto inaspettato. Fa quel che sente, dice quel che pensa e scappa via con la refurtiva. Contromisure? Non ce ne sono, gli sceriffi, quelli veri, sono passati di moda da tempo. Figurarsi se ce n'è uno su Videogame.it, dove le ricompense sono ridicole! Ovviamente nessuna delle opinioni espresse dal Bandito è condivisa da Videogame.it, a meno che il soggetto non si dimostri disposto a dividere il malloppo.
Rubrica

Che senso ha?

Vien voglia di rimanersene a casa...

di Francesco Alinovi, pubblicato il

Ma lo spettacolo più imbarazzante, per l’informazione videoludica in primis, è quello che avviene oltrepassati i cancelli del Convention Center. Onore al merito a Konami, che ha avuto il coraggio di mettere in mostra a tutti demo raffazzonate di alcuni suoi brand consacrati (chi ha detto Silent Hill?). La scelta, da parte della maggioranza, è stata quella di “giocare” sicuro: presentazioni a porte chiuse per pochi eletti dei titoli più significativi (rigorosamente slittati al 2012) con la formula “niente riprese, niente foto, niente domande”, una litania ripetuta ad ogni ingresso nelle apposite salette nascoste alla vista all’interno degli stand. È così per Tomb Raider, Mass Effect 3, Star Wars: The Old Republic, Saints Row: The Third, Bioshock Infinite… Si dovrebbe trattare di “live demo”, con uno speaker che parla e un tecnico che gioca, ma le mani sono sempre nascoste dietro il banco di regia, senza dare la possibilità di capire se le perfette coreografie che vediamo su schermo sono il frutto di una pratica estenuante o semplici filmati registrati qualche settimana prima. Ed eccoli lì, i “giornalisti”, anche quelli con tessera vip, fare la fila per ritirare un tagliando che consente loro di avere un posto in coda per la proiezione dell’ora successiva… I più fortunati, invece, quelli che riescono a mettere le mani su un controller, molto spesso si ritrovano a giocare le stesse versioni demo già provate mesi prima in appositi eventi (chi ha detto Resistance 3?).

Controcorrente  - Electronic Entertainment Expo 2011
Controcorrente

Vale davvero la pena farsi 20 ore di aereo, trasferendosi una settimana in una delle città meno interessanti degli USA, con l’obiettivo di passare il tempo in coda per assistere a dei filmati di gioco, rovinandosi poi il fegato con la pessima cucina a stelle e strisce? A parte l’emozione di trovarsi sul posto e sentirsi parte della più grande comunità di nerd al mondo, tanto vale guardarsi E3 dal monitor di casa: gli eventi più importanti sono proposti sui vari network online (con una visione migliore di quella che si avrebbe stando seduti in penultima fila), alcuni in diretta, altri più comodamente rimontati con una panoramica dei momenti migliori (risparmiandosi così la fatica di dover assistere a tutto il contorno).

Soprattutto, la cosa che più manca, è il contatto tra chi crea e chi commenta: com’è che non si vedono più in giro gli sviluppatori ma solo i responsabili marketing? Com’è che si fanno sempre meno interviste e tocca sempre più limitarsi all’ascolto di una conferenza preparata a tavolino? Fosse una fiera aperta al pubblico, non ci sarebbe da stupirsi ma, trattandosi di un evento B2B, si dovrebbe favorire il business da entrambe le parti. Al tempo dei supporti ottici, almeno, chi andava aveva il vantaggio di ritornare in redazione con materiali esclusivi. Ora tutto si trova già comodamente online.

C'è chi comincia a fotografare qualsiasi cosa appena aprono i cancelli...  - Electronic Entertainment Expo 2011
C'è chi comincia a fotografare qualsiasi cosa appena aprono i cancelli...

Anche E3, quindi, va a collocarsi tra le attività di marketing capaci di esautorare la critica ludica dal proprio ruolo, come già capita per le anteprime esclusive (del tipo: “il gioco te lo presento io in casa tua e guai se provi a toccare il controller”) e per i codici per recensione (“se non gli dai almeno 85% non puoi pubblicare il testo fino a quando il gioco non esce in edizione platinum”).

Sapete cosa vi dico? L’anno prossimo all’E3 ci vado in business class!


Commenti

  1. teoKrazia

     
    #1
    Non saprei.
    Questo era il mio primo E3 e confronti non ne posso fare.
    Indubbiamente c'è tanto, troppo 'corporate'.
    Basta vedere Schofield che da gladiatore è diventato Fantozzi [clic] o come se l'è tirata EA per Mass Effect 3 [ari-clic], o ancora il modo al limite del no-sense, dell'autogol e del super-size me con cui viene ormai gestita la logica degli annunci [ari-ari-clic] o alle presentazioni 'al risparmio' [si veda il single player di Modern Warfare 3, già visto].

    Però ci sono state anche tante belle cose.
    I soliti CD Projekt che stabiliscono il solito, bellissimo rapporto a tu per tu, da gestori di trattoria, la splendida organizzazione controtendenza di Croteam altro clic!], l'hands on comodo comodo di quasi un'ora di Dead Island, con tanto di sviluppatore che rispondeva a qualsiasi mio dubbio, senza le mani sulla bocca tipico del markettamento spinto. Poi penso al modo di fare che mi è parso DAVVERO appassionato, di gente come i ragazzi al lavoro su Halo Anniversary, su Prey 2, su Ghost Recon Online. O il fatto che per le Spec Ops di MW3 abbiano scelto sì un gran bel pezzo di gnocca, ma era un gran bel pezzo di gnocca che sembrava veramente "mangiare, respirare Call of Duty", per dirla come si è descritta lei stessa.

    Poi sì, in alcuni casi, complice il buio, complice la posizione un po' imboscata di chi manovrava il pad, il dubbio che in realtà si stesse solo facendo play su un lettore video collegato in sala è venuto anche a me, ma fino a prova contraria tendo a concedere la presunzione di buona fede. Magari lanciando una frecciata quando poi parlo del gioco, così come do una pacca sulla spalla a chi se la merita. Che, insomma, il nostro mestiere è fare critica, non da vetrina ai prodottini o alle decisioni aziendali dei publisher, e nell'ambito di un evento del genere ciò che traspare dei meccanismi del sistema, siano negativi che positivi, l'impatto che ha avuto su chi scrive dovrebbe essere equiparato come importanza alla descrizione delle feature di gioco. È lì che il nostro ruolo ha ancora e avrà sempre senso, pure in un'epoca dove l'E3 ce l'hanno tutti nel monitor di casa.

    Comunque, per rispondere alla domanda nella didascalia...


    No, fa schifissimo. ^^
  2. falinovix

     
    #2
    DI gente innamorata del proprio lavoro ce n'è per fortuna ancora tanta, soprattutto tra europei e giapponesi. Per dirne una, ho fatto fatica a scappare dallo stand di Paradox e continuano a tartassarmi di richieste di amicizia su FB e linkedin. C'è che un "tempo" a porte chiuse ci trovavi davvero i giochi di cui nessuno sapeva niente e di lontana pubblicazione (pensa te che ho visto e provato B.C. di Lionhead...) mentre adesso ci trovi roba di cui si parla da mesi e che vedi solo in filmato. Però non si può non andare all'E3 se si fa parte di questo mondo. E, personalmente, quest'anno mi sono divertito molto ;-)
  3. teoKrazia

     
    #3
    falinovixPer dirne una, ho fatto fatica a scappare dallo stand di Paradox e continuano a tartassarmi di richieste di amicizia su FB e linkedin.

    Grande Paradox, pare un publisher a conduzione familiare! :D
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!