Genere
Azione
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
18+
Prezzo
€ 41,99
Data di uscita
10/4/2009

Il Padrino II

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Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
EA Redwood Shores
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
10/4/2009
Data di uscita americana
7/4/2009
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
8
Prezzo
€ 41,99

Hardware

Qui recensito in versione PC, Il Padrino II non ha certo bisogno di configurazioni "pompate" per godere di un buon compromesso tra fluidità e qualità visiva; sono infatti consigliati un processore a 3 GHz, 1 GB di RAM e una scheda 3D con almeno 256 MB di RAM, mentre nel sel nostro caso, con un Intel Quad Core 6600, 4 GB di RAM e GeForce 8800 GTX, abbiamo ottenuto una fluidità impeccabile alla risoluzione di 1680x1050 con tutti i dettagli grafici al massimo. Il gioco è disponibile anche per PlayStation 3 e Xbox 360.

Multiplayer

Possiamo affrontare la guerra tra le famiglie mafiose anche online secondo quattro modalità; un classico Deathmatch a squadre e le inedite Assalto, Scassinatore e Incendiario in cui, nei panni di un componente della famiglia specializzato in una di queste tre abilità, dobbiamo completare una serie di missioni prima che ci riescano i nostri avversari. Sono anche presenti delle classifiche online che danno diritto ad alcuni bonus da sfruttare non solo in multiplayer, ma anche nel gioco in singolo.

Link

Recensione

Le mani sulla città

Dominic alla scoperta del free-roaming negli anni '60.

di Francesco Destri, pubblicato il

Tra i vari neologismi e sottogeneri inventati negli ultimi anni quello del mafia-game, derivazione del free roaming a sfondo criminale, è uno dei più curiosi e affascinanti, nonostante ogni volta il confronto cada sempre e comunque su GTA e i suoi innumerevoli discendenti.
Se già il notevole Mafia: The City Of Lost Heaven del 2002 proponeva un suo concept a missioni catapultandoci nella "stagione d'oro" della mafia italoamericana degli anni '30, Il Padrino - a cura di Electronic Arts - non ha avuto lo stesso impatto, pur potendo contare su una licenza strepitosa e sostanzialmente intatta, essendo stata sfruttata precedentemente in ambito videoludico solo nel '91 con un dimenticato action-game di U.S. Gold.

LA GUERRA DELLE FAMIGLIE

Nel frattempo gli aspiranti criminali videoludici hanno avuto a disposizione un altro tie-in - il non riuscitissimo Scarface - e poi Grand Theft Auto IV, Saints Row 2 e Mercenaries 2: Inferno di Fuoco. Il fascino dei Corleone, però, è impagabile: così, dopo circa due anni di lavorazione, EA Redwood Shores propone un sequel de Il Padrino - Il Videogioco che promette di essere più vasto, divertente e strutturalmente più ricco del primo capitolo, nonché di proporre una trama rispettosa del capolavoro di Francis Ford Coppola, ma al tempo stesso originale quanto basta per non adagiarsi su un semplice remake della pellicola.
Se infatti non vi è traccia dei flashback del passato di Vito Corleone (interpretato nel film da Robert De Niro) e il gioco ha inizio a l'Havana poco prima della caduta del Presidente filoamericano Batista e della vittoria dei rivoluzionari guidati da Fidel Castro, dal film vengono recuperati Hyman Roth (malavitoso di origine ebraica), Michael Corleone e il fratello Fredo, l'avvocato Tom Hagen, il caporegime Frank Pentangeli e altri personaggi. Poi c'è il nostro alter ego Dominic, figura inedita, a cui possiamo dare l'aspetto desiderato sfruttando un editor decisamente completo e ricco di opzioni estetiche.
Scopo del gioco è innanzitutto fuggire da Cuba ormai in mano ai castristi, facendosi largo tra le strade in tumulto a suon di proiettili, tornare negli USA e imporsi, sotto l'ala dei Corleone prima e di Roth poi, come la più grande forza criminale del Paese sbaragliando la concorrenza di altre famiglie come i Granado, i Rosato e i Mangano.
La prima differenza tra Il Padrino II e il predecessore sta proprio nella maggior vastità dell'ambiente di gioco; più famiglie, più personaggi e più città (New York, l'Havana e Miami) significano inevitabilmente più ore di gioco e una maggior varietà di ambientazioni.

METROPOLI DA SACCHEGGIARE

Il versante più orientato al free roaming non ha però messo in mostra particolari qualità: New York e Miami sono infatti riprodotte solo per una piccolissima sezione e, a parte qualche differenza cromatica e le palme tipiche della Florida, finiscono con l'essere troppo simili tra di loro. Girando per queste due metropoli dei primi anni '60, si ha inoltre la sensazione di vagare per ambienti privi di vita e totalmente anonimi, un po' per l'impossibilità di "vivere" la città come negli ultimi capitoli di Grand Theft Auto, un po' per lo scarso numero di automobili e passanti, che paiono messi lì a caso e non reagiscono quasi mai ai nostri atti criminali.
Può infatti succedere che di fronte a un investimento, un furto di auto o a un omicidio un Personaggio Non Giocante ne diventi testimone (lo riconosciamo da un'apposita icona rossa) facendo intervenire poco dopo la polizia; sta a noi rimediare convincendolo con le maniere forti a tacere o uccidendolo immediatamente per evitare possibili rischi, ma il più delle volte nessuno sembra far caso al nostro ennesimo atto criminale.
Tra l'altro le forze dell'ordine intervengono molto raramente e, per togliersi dalla loro scia, basta molto spesso spostarsi leggermente da una zona all'altra della città, premere spazio per far sparare dall'auto i nostri compagni o rifugiarsi in un'apposita casa-nascondiglio.
A deludere sono poi la limitata agilità di Dominic (che non può nemmeno saltare) e i pochi modelli di auto disponibili, anche se il sistema di guida ci è sembrato ben equilibrato e realistico, con camion lenti e macchinosi e spider veloci e scattanti (le "utilitarie" sono una via di mezzo), mentre mancano del tutto i veicoli a due ruote, quasi che negli anni '60 non esistessero motociclette per le strade di due metropoli come New York e Miami.


Commenti

  1. Matteo Camisasca

     
    #1
    la discussione prosegue qui http://community.videogame.it/forum/t/326907/
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